Qualche statistica

Ogni tanto mi soffermo sulle statistiche che mi fornisce la piattaforma, utili per me perché mi aiutano a conoscere gli argomenti più ricercati e letti e le vie attraverso cui i lettori arrivano al blog.

Come sapete a parte una pagina Fb (che a distanza di qualche tempo dalla pubblicazione di quest’articolo ho chiuso N.d.A.) che uso giusto per inserire i link degli articoli non ho altri richiami se non due rimandi in forum a tema ciclistico; forum sui quali partecipo poco, sia perché il tempo o lo dedico al blog o ai forum (e preferisco il blog) e sia perché sui forum spesso sono parole sprecate oppure spunta sempre qualcuno intenzionato a scatenare qualche guerra civile di cui però è sempre l’unico combattente, a me interessa nulla.

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Sul blog al momento sono presenti 182 articoli (escluso quelli relativi alla categoria “Il mio mercatino”) corredati da oltre 1700 immagini; gli iscritti, ossia coloro che hanno scelto l’opzione di essere avvisati con una email per ogni nuova pubblicazione, sono 203 e sono presenti 608 vostri commenti.

La categoria più seguita è “L’officina in casa” e questo non mi sorprende perché soprattutto nell’ultimo periodo le ho dedicato non poche attenzioni; gli articoli di questa categoria più seguiti sono quelli relativi al comparto trasmissione. Gli articoli più letti sono il test della Bianchi via Nirone (quello appena pubblicato è ancora troppo giovane per entrare in statistica) e un sempreverde come quello sulla diatriba sui materiali del telaio. Articolo scritto per chiacchierare, senza alcun riferimento tecnico ma il fatto che sia da sempre il più letto significa che l’argomento è sentito e dovrò tornarci in modo più approfondito prima o poi.

Le visite stanno crescendo in maniera esponenziale; nelle ultime 9 settimane il blog ha totalizzato più visitatori di quanti ne ha avuti in tutto il 2013, suo primo anno di vita. Ormai la media è sempre alta, le giornate con 500 visite circa sono “giorni di magra” e il miglior risultato, mi avvisa WP, è stato 860 visite in un giorno.

Ma non è per pavoneggiarmi che vi ho dato queste statistiche. Scrissi tempo addietro che il blog nacque per caso e non sapevo se avrebbe avuto un suo futuro. Il fatto sia qui significa che le decisioni le ho prese e altre dovrò prendere.

Perché io non guardo mai cosa va bene ma cosa non funziona; mancano ancora tanti articoli tecnici, c’è nulla su un argomento importantissimo come la scelta della taglia e il posizionamento (argomenti che erano in scaletta lo scorso inverno, ma ai quali dovetti rinunciare per dare priorità al libro, dove li ho pubblicati), il mondo fuoristrada è praticamente assente e probabilmente non lo vedrete a breve, troppo lontano dai miei gusti. Ma più di tutto sento la mancanza di un argomento che farà storcere il naso ai puristi: il ciclismo urbano.

Milioni di persone ogni giorno usano una bici per recarsi al lavoro o svolgere le proprie commissioni e io non li ritengo ciclisti di seconda categoria, non ho mai applicato rigide divisioni in caste. Persone a cui delle raffinatezze tecniche interessa poco, badano al concreto e più che discutere ore e ore sulla bontà di un telaio in fibra di carbonio T40 contro uno in fibra di carbonio T60 hanno bisogno di sapere come arrivare al lavoro senza inzaccherarsi, sudati e riuscire a tornare a casa senza essere investiti da un’auto. Per molti di noi che pedalano abitualmente e hanno in più anche una bici che usano solo per gli spostamenti urbani sono nozioni conosciute. Per tantissimi altri no e per loro, a parte le solite sciocchezze modaiole e alternative-radical-chic o qualche pubblicazione che li tratta come fossero decerebrati, c’è il deserto. Qualcuno ha provato con esperienze potenzialmente interessanti, ma resta quel fondamentalismo di fondo che non amo, quell’atteggiamento per cui chi usa una bici è un essere superiore, gli altri una massa di idioti e “le cose funzionano così, prendere o lasciare”.

Io non ho questa impostazione ideologica, ho si le mie idee ma sono le mie e tali restano, non le impongo ad altri. Così come sto provando con gli articoli tecnici a prendere per mano i ciclisti e indirizzarli verso una autosufficienza minima nel curare la propria bici (come avrete notato, negli ultimi articoli parto dalla base, non do più nulla o quasi per scontato), vorrei provare qualcosa di analogo come impostazione “didattica” ma rivolto proprio a chi usa la bici anche come mezzo di trasporto; nel mio libro scrissi che una bici non è “…un oggetto o, peggio, un mezzo di trasporto”; lì questa frase ha un suo perché, la filosofia di fondo che ho cercato di trasmettere in quelle pagine è che la bici è anzitutto uno strumento di felicità e non solo un mezzo di trasporto.

Ma anche io la uso come mezzo di trasporto, non certo Elessar ma solo perché me la ruberebbero, altrimenti mi farebbe assai piacere pedalarci sopra sfruttando ogni occasione. E così come cerco di condividere la mia esperienza meccanica potrei provare a condividere quella di ciclista urbano, magari fornendo qualche indicazione in più, anche di carattere tecnico e non solo pratico. Poi chissà, pedalando per andare al lavoro potrebbe nascere un amore e quel ciclista iniziare a interessarsi a tanti altri aspetti della vita sui pedali.

Non so ancora come impostare la cosa, l’argomento metto in preventivo il rischio possa interessare nulla o quasi i lettori abituali di questo blog che non saranno però trascurati. Potrebbero arrivarne di nuovi, me lo auguro: io scrivo per essere letto e per fornire indicazioni utili, non per dimostrare che una cosa la so o perché mi piace vedere il mio nome tra i risultati di ricerca.

Il relativo successo di questo blog mi inorgoglisce ma mi carica di responsabilità; spesso ho letto nei vostri commenti o nelle mail che mi inviate che vi sto “abituando bene” e non è semplice garantire sempre lo stesso standard, qualche ciambella senza buco viene pure a me. E più uno si abitua bene più facilmente noterà la più piccola manchevolezza.

Curare questo blog richiede tempo, un tempo che gli dedico con piacere ma non so fino a quando riuscirò ad avere questi ritmi; richiede risorse, perché servono le bici e servono le attrezzature per le immagini. Ho acquistato un fondale fotografico per dare pulizia alle immagini, mi servirebbe un apparecchio migliore di quello che possiedo perché i dettagli, per un limite nella capacità di catturare la gamma cromatica (parole non mie ma di un fotografo esperto…) oltre la luminosità non sono mai ottimali.

Curare un blog richiede buone idee, le più difficili da trovare.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.

COMMENTS

  • Per quanto possa valere, leggo con interesse questo blog e aspetto con impazienza gli aggiornamenti.
    Il tono è equilibrato, gli argomenti sono affrontati con rigore e credo che i contenuti siano utili anche per lettori di esperienza “media”.
    A me piacerebbe vedere qualche approfondimento di taglio tecnico “cicloturistico”.

    • Ciao Gaetano, il tuo commento vale perché ho sempre la massima attenzione per ciò che scrivete e sempre faccio tesoro delle vostre indicazioni. Del resto senza voi che leggete e partecipate questo blog perderebbe la sua ragione di esistere.

      Cicloturismo; sul mio personale taccuino, quello che porto sempre con me per appuntare qualche rara buona idea prima che si disperda nel vuoto cosmico, ho in scaletta alcuni argomenti, soprattutto in tema di modifiche; come montare portapacchi e parafanghi su bici non predisposte, supporti luci, anche artigianali e roba simile. Nulla su itinerari o percorsi, la rete già abbonda e poi parlerei per sentito dire (cosa che qui non faccio mai, anzi non faccio mai e basta) mica ho girato il globo in bicicletta…

      Però, scrivevo sopra, questo blog sta avendo successo diciamo così; come incuriosì l’editore che poi mi ha proposto il libro così ha incuriosito qualche costruttore che mi ha proposto alcune bici in prova. Non mi sono piaciuti i termini degli accordi, interessa nulla che poi una bici me la potevo pure tenere ma pubblicità subdola non la faccio. Però ci ho riflettuto e ho pensato che è una buona idea e quindi ho io a mia volta contattato altri produttori di cui ho grande fiducia o con cui ho stretto nel tempo rapporti e che ero certo non avrebbero trasformato la cosa in pubblicità camuffata, proponendo mi dessero qualche modello turistico per i test.
      L’idea è piaciuta ma è ancora prematuro parlarne, ci sono tanti dettagli da valutare, questo blog non è una testata giornalistica registrata, ci sono da valutare le spese soprattutto per le bici che arrivano da oltreoceano e comunque ogni cosa è rimandata al nuovo anno. Non so se alla fine riuscirò a condurre in porto anche questo ulteriore progetto, per questo sopra non avevo fatto cenno, ma visto che hai tirato in ballo l’argomento… 🙂

      Fabio

      • I test sulle bici sono senz’altro un’aggiunta apprezzata ma attento a non distrarti dal focus del blog (che del resto da quello che scrivi è assolutamente chiaro e manifesto).
        da parte mia continuo a seguirti con interesse.

        • I test non sarebbero fini a se stessi, non cioè una semplice presentazione della bici o una descrizione di come si comporta. Il progetto (che ripeto, è ancora allo studio) è sfruttare bici di impostazione turistica, che è anche abbastanza difficile capitino qui in microfficina semplicemente perché nella mia città non le ha nessuno, per un discorso a più ampio respiro su questo tipo di bici.
          Per esempio, giusto la prima cosa che mi viene in mente: se osservi una turistica come la Vaya o la Awol noterai immediatamente il cannotto di sterzo molto pronunciato in lunghezza. Tu sai il perché ma in tanti no o nemmeno vi badano.
          Per scriverne potrei sfruttare le immagini prelevate dalla rete, ma se riesco ad avere qualche bici tra le mani ne verrebbe fuori un lavoro migliore.

          Fabio

  • Ignazio

    Mi associo alla risposta di Gaetano che ha centrato in pieno il mio pensiero.

  • Daniele

    Ciao, Fabio.
    Bhè ormai lo sai che seguo ul blog con costanza…che sto allestendo la mia “micro-fficina” personale, che sto costruendo la mia bici perfetta….
    Direi che almeno per quando riguarda me, il tuo lavoro sta dando le risposte che merita e considerando i numeri dei lettori che lo seguono…
    Volevo solo sottolinearti una certa importanza che ritengo abbiano i social Network come Facebook: se hai notato ad ogni articolo ho condiviso il link. Così facendo anche un mio amico a sua volta è divenuto fan. Spero di averti fatto una gradita “cortesia” (mi pare il minimo dopo tutti i consigli ricevuti), ma vorrei farti soffermare sull’importanza che ha una diffusione “a grappolo” può avere e come un social Network come facebook te la possa garantire. Aggiornarla di tanto in tanto (con qualche immagine, link ecc….vedi tu) secondo me può trasformarla in un utile “spalla” al blog.
    Cambiando argomento: uso la bici dalle 2/3 volte alla settimana per recarmi al lavoro. Sono tutt’orecchi!.
    😉
    Daniele

    • Ciao Daniele, hai ragione in tutto, lo so. E’ che sono io quello che proprio certe cose non è capace a farle.
      La pubblicità mi fa comodo (pubblicità al blog intendo, non pubblicità sul blog) perché ha anche una ricaduta sulle vendite del libro. Non che ci guadagni chissà cosa, da quello che ho capito l’unico che guadagna (più di autore ed editore messi insieme) senza aver fatto nulla è chi lo distribuisce, ma fa piacere vedere che anche in un periodo morto come questo sale e scende di classifica, segno che movimento c’è.
      Il problema è che sono proprio io quello refrattario alla (auto)pubblicità. Una cosa è un certo mio pavoneggiarmi in alcuni casi, ma sapete che alla fine è solo l’orgoglio di vedere una cosa fatta bene, altra star lì a “promuovermi”, proprio non ci riesco.
      Fateci caso, sapete che abito a Napoli ma solo perché ho più volte sparato ad alzo zero contro la ciclabile oleografica della mia città; nome e cognome sono venuti fuori solo quando ho pubblicato l’anteprima della copertina del libro. Ho scritto spesso di aver collaborato con la carta stampata ma non ho citato le testate e solo nell’ultimo periodo decisi di firmare col mio nome, ho sempre usato pseudonimi perché mi imbarazzava quando poi mi riconoscevano, trattandomi manco fossi chissà quale star solo per due sciocchezze pubblicate su una rivista.
      Bado alla sostanza, preferisco che la gente si appassioni ai contenuti, a ciò che scrivo, non a chi lo scrive che è una persona normale, ha solo deciso che vale la pena coltivare le proprie passioni.
      Mi hanno invitato a presentare il mio libro presso una nota associazione ciclistica, io ancora non ho idea se lo farò. Il libro è lì, basta leggerlo, io che potrei aggiungere? Manco a dire mi atteggio a scrittore e firmo qualche copia, è un ebook, che firmo? Lo schermo del tablet?
      Ci sono poi i famosi tag, che se non ricordo male mi accennasti tu e qualcun altro via mail e io non ho mai capito che sono, come funzionano e a che servono. Pure WP quando scrivo mi invita a inserire i tag, ma io ci ho messo una ora stamattina a modificare il post coi link dei libri per inserire, invece degli indirizzi completi dove scaricare i software gratuiti per leggerli, il “qui” cliccabile che ti rimanda alla pagina web. E considera che il buon Franz (voglioessererandonneur) me lo spiegò pure come si faceva…
      Insomma, lungo sproloquio per dire che ci sono cose che anche se buone e giuste non fanno per me, non le sento naturalmente mie.
      Sul blog scribacchio come piace a me, senza pressioni e ingerenze esterne e mi diverto. Mettermi su Fb o su altri social a “coltivare una platea” è troppo lontano dal mio modo di essere, dovrei forzarmi. Un poco ci ho provato, i deludenti risultati (quella pagina Fb è ben triste) dimostrano che non è il mio campo; e anche se uso un computer e la rete continuano a non piacermi, non so nemmeno settare il ciclocomputer della bici e infatti non lo uso.
      Ma apprezzo i tuoi suggerimenti, so che hai ragione, l’ho detto all’inizio e prima o poi forse mi modernizzerò pure io. Forse… 🙂

      Fabio

  • Daniele

    “Mettermi su Fb o su altri social a “coltivare una platea” è troppo lontano dal mio modo di essere, dovrei forzarmi.”

    Non è proprio quello che intendevo io, forse mi sono espresso male.
    In ogi caso va bene, sappi che apprezzo comunque molto il tuo chiaro e utile lavoro.
    Per cui, ancora una volta, grazie
    Daniele

    • No Daniele, io ho capito cosa intendi e ripeto che sono validi argomenti.
      Ho usato l’espressione che hai riportato perché volevo intendere che, essendo qualcosa in cui non sono capace, finirei con l’inscenare una finzione con l’unico scopo di far venire gente qui sul blog, perché cosa altro potrei dire? Non sono davvero capace di comunicare tramite i social, non mi viene naturale. Finirei con lo scrivere sciocchezze, più di quante ne scrivo già qui, giusto per catturare attenzione.
      Sopra non ti ho ringraziato, ma ho notato che condividi i link e fai girare e lo apprezzo molto. Ecco, questo si che mi piace, non io che faccio il banditore e dico “venite a leggermi” ma le persone che capitano qui sul blog, lo leggono, lo trovano interessante, ci restano e a loro volta lo fanno conoscere. Si, questo davvero mi piace e ti ringrazio.

      Fabio

  • Franceso

    Mi associo ai commenti di Gaetano e Ignazio. Continua così che vai alla grande

    • Grazie Francesco, ma se parlerà con l’anno nuovo, ammesso che tutte le tessere andranno al loro posto.

      Nel frattempo continuerò a dedicarmi alla sezione “L’officina in casa”; prima le revisione di altra Tricross (ce ne sono solo tre a Napoli a quanto pare e transitano da qui) e poi partirò con gli articoli sui freni.

      Fabio

  • Ciao,
    forse te lo avevo già segnalato, ma anni fa insieme ad ad altri ciclisti urbani ho aperto un forum dedicato alla mobilità in bicicletta, anzi ai ciclisti urbani cui ho affibbiato un nomignolo: Ciclomobilisti
    Perchè molti pendolari in bicicletta non fanno solo ciclismo urbano, spesso viaggiano su percorsi extraurbani o usano l’intermodalità ed hanno esigenze radicalmente diverse da quelle dei ciclosportivi e cicloturisti.
    Sono d’accordo con te, anche a me non piacciono gli estremismi di chi vuole imporre la bici a tutti, sono piuttosto convinto che poter usare la bici tutti i giorni sia un diritto che va garantito non a discapito di altri utenti della strada, ma quantomeno pariteticamente ad essi.
    Per questo proponiamo il bike to work day una giornata per aiutare chi vuole provare ad andare al lavoro in bici accompagnandolo se il suo percorso è compatibile con quello dei nostri volontari.
    Effettivamente nel forum non c’è interesse spinto per la tecnica a parte qualcuno, qualcuno ci prova a chiedere quale sia la bici perfetta e noi rispondiamo cercando invece di far emergere le sue esigenze e quindi aiutarlo a sceglierla da solo.
    Più interesse c’è per gli accessori quali borse, abbigliamento antipioggia, ecc.
    Ma sono convinto che se spiegata in modo chiaro, come fai tu sul blog, la tecnica di base, ossia la manutenzione minima della bicicletta sarebbe molto più apprezzata e potrebbe poi sfociare in un interesse più approfondito da coltivare anche presso le Ciclofficine.
    Il forum è prevalentemente romano, ma troverai notizie di ciclomobilisti di tutta Italia,
    ci sono certamente anche polemiche, perchè la situazione della mobilità ciclabile a Roma è controversa, ma cerchiamo di raccogliere e dare informazioni a tutti.
    Sono quindi molto favorevole alla tua volontà di coprire anche questo aspetto della bicicletta, che poi se vogliamo è quello più antico, ossia l’uso come mezzo di trasporto 🙂
    ciao
    marco

    • Ciao Marco, si me lo indicasti e spesso ho dato uno sguardo al sito. Seguo sempre con interesse queste attività, mi aiutano molto a capire le esigenze dei ciclisti e trovare ispirazione su cosa mettere in scaletta qui sul blog.
      Condivido appieno la tua considerazione sulla minor rilevanza della tecnica rispetto agli aspetti pratici; il difficile non è scriverne ma scriverne bene…
      Proprio stamattina chiacchieravo con un amico, lui che ha due pieghevoli e una elettrica (oltre per fortuna una bici vera 🙂 )e si è offerto di prestarmi una delle sue pieghevoli proprio per consentirmi di toccare con mano una realtà per me poco nota, visto il mio poco amore per questo tipo di bici. Ma ho la fissa di dare un senso alla mia tessera di giornalista e se devo parlare di qualcosa voglio farlo perché lo vivo e non (come leggo troppo spesso in rete) perché lo riportano altri e quindi mi attrezzerò per studiare anche queste bici che non mi appassionano; ma che sono forse il miglior compromesso per la mobilità urbana in moltissime città. Ci sono tantissimi progetti in cantiere per questo blog e anche se qualche purista storcerà un poco il naso per questa deriva meno “nobile” (ma gli argomenti più tecnici non saranno sacrificati) credo che se riuscirò a portare a compimento quello che ho in mente, che è qualcosa che manca almeno a leggere quello che c’è in giro, in tanti potranno trarre beneficio. Suona presuntuoso, in realtà è solo ambizioso ma se non punti alto è difficile riuscire a ottenere qualcosa di almeno soddisfacente. Vedremo più avanti, perché l’idea non è limitarmi a qualche articolo ma creare una vera e propria “guida per il ciclista urbano” che comprenda molti aspetti e non solo quelli strettamente tecnici, spaziando anche su nozioni di guida, abbigliamento, accessori, regole del codice della strada ecc. Appunto, miro alto 🙂

      • Promette bene, sarà sicuramente una novità, perchè quelle che ho letto finora sono troppo infarcite appunto di ideologia e preconcetti. Avrai ampio spazio da noi 😉

        • Si Marco, hai ragione; quello che ho letto o solo sfogliato ha sempre o una impostazione come dici anche tu “ideologica” e fin troppo oltranzista per i miei gusti, dove l’autore o gli autori si bardano di “siamo i migliori perché usiamo la bici” e poi dicono nulla di utile e pratico; oppure al massimo ti suggeriscono (male) come cambiare una camera d’aria. Ma è progetto il mio a lunga scadenza, perché non devo solo studiare bene gli argomenti che meritano trattazione ma soprattutto devo trovare una cifra di scrittura, diversa un poco dalla mia solita perché dovrò per forza rivolgermi a chi di tante raffinatezze tecniche alla fine, diciamolo, non gli frega poi tanto…

          Fabio

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