Proteggiamo il telaio: orizzontale e batticatena

Lo so, è molto che non pubblico nella categoria “Officina”; che è molto fornita, con i suoi articoli possiamo montare una bici da zero e poco resta da aggiugere. Però ogni tanto è bello ritornarci, fosse solo per staccare dai tantissimi test che mi stanno impegnando in questi mesi.

E torno con un breve scritto per suggerirvi come proteggere il telaio, in particolare l’orizzontale e il fodero basso, lato catena. Spendendo un niente.

Tutti noi conosciamo l’importanza di una protezione per il carro che impedisca alla catena di distruggerne la vernice. In commercio esistono migliaia di batticatena, in ogni materiale e in tutte le fogge. Pochi invece apprezzano l’importanza di una protezione adeguata per il tubo orizzontale.

Già, ma a che serve? In effetti il campo di utilizzo è limitato a due soli casi: di chi poggia la bici perché sprovvista di cavalletto e di chi, cavalletto o meno, usa un antifurto a U. Che sarà pure gommato ma, soprattutto con quelli più corti, capita che la bici tocchi fisicamente il palo a cui la assicuriamo.

Metti una volta, metti due volte, alla terza comparirà un segno sulla vernice, alla quarta salterà.

Il problema è trovare in commercio qualcosa che sia efficace e non orribile a vedersi. Ed esiste infatti: bellissime protezioni ottenute da un sol pezzo di cuoio che dovremo con pazienza cucire. Se intonate a sella e nastro sono chiccose assai…

Ma costano abbastanza, difficile trovare qualcosa a meno di una cinquantina di euro; non seguono fedelmente il profilo del tubo, van bene solo su quelli tondi; è un macello con le misure.

C’è qualcosa di più economico, per esempio quelli piuttosto brutti in tela spessa e chiusura in velcro; e qualcosa in pelle sempre con chiusura in velcro ma, ancor più che per quelli da cucire, se il tubo non è tondo è impossibile installarlo.

In pratica telai in alluminio o carbonio spesso non possono ricevere le protezioni in commercio a causa delle forme stravaganti dei loro tubi…

Inoltre lo spessore di quelli in pelle/cuoio/tela rende spesso proibitivo il montaggio se il cavo freno scorre scoperto lungo l’orizzontale. Ne rallenta l’azione o la blocca, non va bene.

E per finire c’è una soluzione ancora più economica e al tempo stesso gradevole di aspetto: utilizzare un nastro manubrio. Non in cork, troppo spesso e delicato per una funzione che non è la sua. Van bene quelli in microfibra o, ancora meglio, quelli in finta pelle. Hanno un costo irrisorio, su una piega non li monterei mai (scivolosi alla presa) ma sono perfetti per creare sia una efficace protezione dell’orizzontale che un batticatena perfettamente intonato.

E possono essere tesati senza remore, evitando così antiestetiche sovrapposizioni.

Vediamo.

Il nastro utilizzato per le foto a seguire mi costò, quando ne presi diversi proprio per adattarli a questo uso, poco meno di 3 euro a confezione su un noto store online tedesco. Con un rotolo ci fai una bici, quindi costo medio 1,5 euro. Non male.

Non è stato però il risparmio a spingermi su questa via; tra risparmiare ma avere un cattivo risultato, tecnico ed estetico, e spendere ma avere perfetta resa, scelgo sempre la seconda opzione. La molla per cercare un materiale adatto, facilmente reperibile e con le caratteristiche che mi servono è stata la forma dei tubi dei telai; ormai il tondo è rimasto solo con l’acciaio.

In questo caso ho il vantaggio di una spesa minima, il più importante vantaggio di poter adattare la protezione a qualunque forma abbiano i tubi che voglio avvolgere, il comodo vantaggio di una facile pulizia, importante col batticatena, l’indubitabile vantaggio di poterlo montare anche se ho il cavo freno a vista sull’orizzontale perché lo spessore è assai ridotto tesando per bene; il vantaggio estetico di poter scegliere tra innumerevoli colori, abbinando tono su tono e facendolo sparire alla vista, ingentilendo il colpo d’occhio.

La bici utilizzata in foto ha freni a disco e la guaina scorre sotto l’obliquo, ma altre bici per le quali sono ricorso a questo sistema e avevano il freno sull’orizzontale non hanno accusato problemi.

E poi, io che amo coordinare, posso avere protezione telaio e batticatena perfettamente intonati 😀

Qualche rapido consiglio pratico per fare un buon lavoro.

I nastri manubrio, sappiamo, hanno il loro nastro adesivo; quello che ogni volta lo cambiamo ci resta incollato alla piega, fastidioso si ma non un problema in fin dei conti. Però sul telaio i residui non sarebbero accettabili, quindi la prima operazione è rimuovere proprio l’adesivo dal nastro. Sembra difficile, un lavoraccio: no, basta usare un normalissimo phon domestico. In un paio di minuti avremo rimosso completamente l’adesivo dal nastro, qualcuno in più se il nastro scelto è di quelli buoni e costosi. Che però non sempre sono i più adatti a questo uso alternativo…

Da evitare, a proposito di nastri buoni, quelli forati: soprattutto per il batticatena, perché i forellini si riempiranno di sporcizia.

Tolto via l’adesivo facciamo una simulazione, per calcolare la lunghezza necessaria. Stabilita questa pratichiamo un taglio diagonale nel verso di avvolgimento, in modo da ottenere un inizio perfettamente dritto. E’ lo stesso concetto di quando tagliamo il nastro per chiudere l’applicazione al manubrio.

Avvolgiamo tenendo sempre ben teso e cercando di sovrapporre quel poco che basta per assicurare la tenuta ma senza creare antiestetici spessori; tagliamo una altra volta in diagonale il tratto di chiusura, due giri di nastro adesivo e il gioco è fatto.

Chi non ama il nastro adesivo può dare un punto di colla. In questo caso è bene fare attenzione a che la chiusura sia sempre sotto l’orizzontale, per non averla a vista.

Stessa tecnica anche per creare un batticatena perfettamente intonato e facilissimo da tenere pulito. Via l’adesivo, un avvolgimento di prova e per prendere la misura, taglio diagonale in partenza e in chiusura, due giri di nastro. Fatto.

Oltre la facilità di pulizia c’è il vantaggio di poter proteggere una zona più estesa di quanto, di solito, facciano i batticatena in commercio. Inoltre il nastro è sempre più sottile dei batticatena in neoprene interi (quelli cioè che fasciano tutto il tubo, non sono semplicemente attaccati alla sua parte superiore, e che io detesto perché si impregnano d’olio) permettendoci di arrivare fin dove lavora la corona interna. Un salto di catena non avrà più effetti disastrosi sulla verniciatura.

Non è un caso che a beneficiare di questo trattamento è stato il telaio della mia London Road. E’ la mia tuttofare, quella che più delle altre utilizzo in città (quindi attacco al palo) e quella che in assoluto da mesi si sorbisce l’ingrato ruolo di bici per i test. Le ho fatto passare di tutto e di più e continuo a sottoporla a ogni sevizia: cercare comunque di preservarla mi è sembrato giusto.

Da tempo ho in lista una soluzione simile per Elessar, ma ricorrerò a una striscia di pelle. Colore, spessore, qualità e trattamento come li voglio io non li ho trovati. Però nemmeno mi sono ancora applicato più di tanto nella ricerca, qui vale l’antico detto che il ciabattino ha sempre le scarpe rotte: cioè le mie bici finiscono con l’essere sempre in coda in microfficina…

Il batticatena così creato serve a chiunque, anche se su una bici da corsa eviterei. La protezione dell’orizzontale solo a chi necessita di tenere salvaguardata questa zona, vuoi perché attacca la bici al palo o semplicemente la poggia spesso.

Una soluzione pratica, economica e gradevole nella resa. Una di quelle cose a cui non pensi, proprio per la sua semplicità: per questo ho scelto di pubblicare. Sono sicuro a qualcuno farà comodo.

Buone pedalate.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Ciao, un chiarimento. Bisogna scaldare quella specie di biadesivo interno del nastro e poi levarlo come se strappassimo una pellicina?
    Grazie
    Francesco

    • Elessarbicycle

      Ciao Francesco, proprio quella.
      In alternativa, se uno si vuole lo sbattimento di staccare (ma è davvero lavoro di pochi minuti, anche perché in questo caso abbiamo a che fare con nastri di non eccelsa qualità, infatti sulla piega non li monto manco a pagarmi) e vuoi evitare l’orribile residuo colloso sul telaio puoi seguire due strade. O spruzzi abbondante cera per mobili e poi nastri o applichi sul telaio un foglio di adesivo trasparente, quello che trovi dal ferramenta a pochi spiccioli al metro. Con questa seconda soluzione (rognosa l’applicazione però se il disegno del tubo è complesso) puoi anche incollare inizio e fine del nastro, tanto la colla aderirà sull’adesivo e non sul telaio ed eviti di chiudere con nastro adesivo.
      Come nastro manubrio io uso il bike ribbon da 3/4 euro massimo, perfetto per questi lavori e solo per questi 😀

      Fabio

      • Grazie , l’articolo è capitato proprio a fagiolo.

        • Elessarbicycle

          Ottimo, son contento sia utile.
          In realtà non mi sono inventato niente, è da anni che si usa questa soluzione. Da parte mia ho solo contribuito a creare un gradevole effetto finale, perché se ne vedono di nastrature orribili in giro…

          Appena trovo il tempo di rimontare la London Road scatterò qualche foto: a bici montata hanno un bell’effetto. Non so quando la rimonterò, in meno di una ora finirei il lavoro. Ma ho pensato di girare alcuni video durante il montaggio e già so che quello che richiede 5 minuti, quando devi fare video e foto richiede due ore. Se voglio filmare tutte le fasi potrebbero volerci anche 7/8 ore a rimontare la bici, complicato trovare tanto tempo
          Fabio

  • Damiano

    Io ho adottato una soluzione un po’ diversa, ovvera quel nastro in materiale siliconico di larghezza generosa da poter applicare sui tubi. Sono disponibili spessori diversi ed infatti ne ho usato di maggiori su tubo obliquo, per proteggerlo dai sassi alzati dalla strada e al posto del batticatena, più sottile per orizzontale e piantone. Invisibile o quasi, il colore e le scritte sono preservate sotto al nastro e ottima protezione! Magari un po’ difficile da sagomare e applicare, ma ne vale la pena.

    • Elessarbicycle

      Ciao Damiano, è una soluzione valida e gradevole esteticamente. Scaldandolo appena con un phon (poco, altrimenti si deforma/si rovina l’adesivo) si riesce anche a sagomarlo facilmente. Un trucco è applicare delle strisce di nastro carta sopra, alle estremità: permettono di tenderlo senza che le dita tocchino la parte adesiva, pregiudicando la tenuta e la resa estetica, non restano le impronte digitali per capirci.

      Qui però ho voluto mostrare un sistema diverso, del resto di protezioni ne esistono tante e di tutti i tipi. Prossimamente spero di riuscire a pubblicare un batticatena creato con cordoncino di cuoio da 2,5mm. L’applicazione non è semplicissima se si vuole ottenere un bel risultato, ma anche qui con qualche trucco alla fine si riesce ad avere un buon risultato.

      Fabio

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