Piega Pro Bike Gear medium flare Discover

Come è fatta

Tempo di lettura: 4 minuti

Come è fatta

La Pro Bike Gear Discover è offerta in due varianti: medium e big flare, ossia apertura minore o maggiore delle estremità.

Questi i nomi con cui trovarle, ma quelli ufficiali sono PLT Discover Ergo per la medium e PLT Discover per la big.

Condividono il materiale, alluminio. Al momento in cui ho scritto questa recensione (molte settimane prima della effettiva pubblicazione) non c’era a catalogo una versione in fibra di carbonio. Nel frattempo, mentre l’articolo sedimentava tra le bozze, è arrivata a listino.

E pure a me, infatti la vedremo in un prossimo test.

Restiamo sulla nostra piega in alluminio, noi vedremo la medium, caratterizzata da un flare di 12 gradi, in taglia 42.

E’ presente nelle tre misure 40, 42 e 44 cm. Ma essendo una piega gravel la misura non va presa come abitudine centro/centro alle estremità, bensì lì dove inizia la curvatura poco prima della zona comandi. 

Il flare come detto è 12 gradi.

Questo determina una larghezza effettiva, misurata centro/centro, di 47 cm.

I valori di reach e drop sono piuttosto contenuti, saggia scelta su una piega da gravel.

Nella vista laterale è difficile apprezzarli, il flare modifica la prospettiva. Oltre a rendere un poco più difficile eseguire una accurata misurazione.

Comunque i dati sono: drop 115 mm e reach 65 mm 

Ne vien fuori una forma elegante, lontana da certi eccessi che, spesso, finiscono solo con il rendere sgraziata tutta la bici.

Vi fornisco un ulteriore dato, che interesserà gli amanti del bikepacking: lo spazio disponibile è circa 40 cm, quindi al netto dei comandi siamo a circa 36 cm effettivi da poter sfruttare.

Tutte queste misure, lo ricordo di nuovo, sono relative alla taglia 42. Per le altre due taglie farsi il calcolo è semplice, basta togliere o aggiungere 2 cm.

L’attacco è da 31,8 mm, con abbondante grafica per centrare bene e trovare corretta inclinazione.

Inclinazione perché il montaggio non deve essere parallelo al suolo.

La parte alta è piatta, a ovetto, con zone distinte e sagomate.

Questo significa che per avere corretta posizione dei polsi è bene “assecondare” questa forma, ruotando leggermente verso l’alto la piega in modo da avere il loro appoggio in linea.

Sulla curva i riferimenti grafici per posizionare i comandi.

La zona inferiore reca un incavo per il passaggio guaine, così da non accrescere lo spessore una volta nastrata la piega.

Non è piega “full internal Di2” per usare la stessa espressione della casa. Lo è la sorella in composito che vedremo in futuro. 

Però ha, da ambo i lati, un forellino per chi voglia installare la Junction da manubrio, il cui cavetto uscirà da questa apertura e proseguirà il viaggio lungo la piega. 

Peso rilevato da me per questa misura 42, 270 g; in linea coi valori dichiarati.

Bene, è una piega, per quanto ben fatta resta pur sempre un tubo curvato, altro da mostrare non c’è.

Impugniamola e pedaliamo.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • ginogino

    Interessante, ancora non ho potuto finire di assemblare la mia gravel, questa storia del coronavirus ha bloccato gli ultimi acquisti che mi servivano per completare l’assemblamento della mia prima gravel, comunque ho già preso una venturemax e ho in mente di provare anche altri manubri, che differenza c’è tra questa e una cowchipper/woodchipper. Ho guardato sul sito del produttore e di questi manubri non c’è traccia.

    Ps. Trovo veramente fastidioso e irritante il fatto che sia bloccato il tasto destro del mouse, quasi al limite di cancellare questo sito dai miei siti preferiti.

    • Elessarbicycle

      Ciao Gino, io trovo invece fastidioso e irritante che troppi per troppo tempo abbiano usato il tasto destro per copiare gli articoli e pubblicarli sui loro siti.
      Poiché questa impostazione di sicurezza non inficia la lettura, resterà.
      Se questa semplice misura di sicurezza che non va a discapito di nessuno di voi e anzi va a vostro beneficio perché potete sempre essere sicuri della fonte di ciò che leggete ti induce a non venire più qui, mi spiace. Ma non posso fare altrimenti.

      Fabio

  • Salvatore Cara

    Lo sto utilizzando sulla monster cross dal dicembre scorso. Anch’io trovo che sia ottimo. Costa meno del venturemax ed è pure più leggero. Inizialmente avevo scelto la versione con 30° di flare ma non essendo disponibile ho ripiegato sul 13° che invece si è rivelato molto più versatile da utilizzare, almeno se lo confronto con l’altra piega gravel che ho su un altra bici, il On-one midge, decisamente esagerato come flare. Aspetto con interesse la prova della versione carbonio, su queste bici il confort non è mai abbastanza.
    Saluti Fabio.

    • Elessarbicycle

      Ciao Salvatore, temo dovrai aspettare a lungo.
      Ho montato piega (con reggisella e attacco nonché sella dedicata) il 9 marzo; dal 10 stop uscite, e finché non si potrà, ovviamente non avrò elementi da offrire a voi.

      Fabio

    • Damiano

      Io sono recentemente passato dal Woodchipper al On-one midge. L’ho utilizzato un totale di mezza volta, visto che poi è successo quel che è successo. Mi trovo molto meglio ad ogni modo con il Midge, ma devo sottolineare che la mia monster cross è veramente moster, Fargo con Rohloff e forcella ammortizzata Fox32, che uso sia per sentieri (un poco) impegnativi che per trail e lunghe (lunghissime a volte) distanze. Non si tratta in entrambi i casi di manubri gravel, mi sento di dire. Sono manubri da monster cross, appunto, fortemente spinti sul lato offroad tecnico. La mia Vetta gravel infatti (che uso anche e soprattutto su strada) ha una compact standard Deda. Forse ne guadagnerei mettendo un manubrio gravel, ma alla fine vista la percentuale di tempi di utilizzo, in questo modo sono molto più versatile.

      • Elessarbicycle

        Ciao Damiano, una monstercross è, come giustamente sostieni, una bici che travalica e di molto il “semplice” gravel.
        Poi non dimentichiamo che un test è un test, dove la ripetizione indica che è singolo.
        Si parla di ciò che è in prova, impossibile ampliare poi il discorso a ogni componente simile o quasi simile, e quando ne usciremmo più?

        Fabio

        • Damiano

          Concordo pienamente! Grazie per i tuoi sforzi e per i test veramente esaustivi che fai, il resto è chiacchiera da bar e intrattenimento di ciclisti rullano sulla ruota come i criceti 🙂

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