Parafanghi a sgancio rapido

Introduzione

Dopo i test su abbigliamento e caschi possiamo brevemente dedicarci a un accessorio che su una bici urbana fa sempre comodo: i parafanghi.

Una breve recensione, almeno per i miei standard; e che non segue la cadenza settimanale nelle pubblicazioni. Sia perché ho tanto altro da pubblicare e devo ridurre i tempi; e sia perché alla fine parliamo di un accessorio comodo, d’accordo, ma su cui alla fine c’è poco da valutare. Protegge? Resta lì? Serve a qualcosa un modello come questo o meglio guardare altrove?

Così ho scelto una versione a sgancio rapido, molto economica nell’acquisto. Tanti produttori la propongono e anche se la foggia resta più o meno quella, col salire dei costi aumenta, per fortuna, la qualità.

Ma non ho cercato tra i più costosi, anzi; ho scelto proprio tra i più economici. E forse è stata scelta infelice. Però mi serviva un raffronto per prezzo non con parafanghi lunghi e fissi, bensì con quelle piccole palpebre in plastica da applicare con fascette a forcella e sella.

Volevo capire se valesse la pena usare quei piccoli scudi o dei parafanghi a sgancio rapido, a parità di costi. E volevo capire se questi parafanghi privi di astine e meno estesi di parafanghi classici offrissero adeguata o almeno sufficiente protezione.

Sempre seguendo il filo conduttore di tutti questi test, che ho riassunto nel doppio uso. Un doppio uso che qui va interpretato nella velocità da sgancio, per cui in pochi secondi sono su; in altrettanti li togli e chi non ama i parafanghi non sarà obbligato a tenerli sempre. Solo quando serve.

Un accessorio valutato solo per la sua utilità, non per estetica.

Non nascondo che a me i parafanghi piacciono. Il connubio con la piega lo trovo elegante. E spesso li trasformo in forte richiamo visivo, attingendo ai vari cataloghi che offrono parafanghi in alluminio, alluminio lavorato, acciaio, legno. Anche alcuni in plastica, purché ben fatti.

Questi, lo dico subito, sono orribili. Al momento di scegliere la foto per il lancio dell’articolo (quella miniatura cioè che compare in home page) ne avevo selezionata una con questi parafanghi installati sulla mia Passepartout.

Non ce l’ho fatta; il pensiero di ritrovarmi la francesina così imbruttita in home page mi ha fatto deviare su una immagine neutra, dei parafanghi nudi e crudi. Saranno pure utili (lo saranno davvero?) ma hanno la capacità di rovinare la linea di qualunque bicicletta. Però è valutazione estetica, quindi soggettiva; e provenendo da me, opinabile.

Meglio allora concentrarci su come sono fatti e sulla loro reale efficacia.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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