Online Vs. negozio

Torno una altra volta sull’argomento negozio online vs. negozio fisico.

Perché stamattina sono andato in una nota libreria, la Feltrinelli, a fare scorta per i regali natalizi. Quindi senza una idea ben precisa, se non per alcuni volumi, di cosa avrei comprato. Arrivato alla cassa mi sono confuso e ho consegnato la tessera di una altra catena, l’Ubik.

Ci siamo fatti quattro risate, io e la cassiera, e abbiamo profittato della relativa calma del momento per scambiare quattro chiacchiere. Nelle quali ho confessato senza vergogna che, oltre ad acquistare libri anche presso i concorrenti, parecchi li prendo su Amazon. Che, battaglia vecchia, è accusata di stare strangolando la piccola distribuzione. Non è così, o, almeno, la colpa non è tutta del colosso americano.

Ho alcuni amici editori/librai, e si lamentano della netta diminuzione della clientela a causa del commercio online. Però quando vai da loro il tale libro non lo trovi, se provi a sfogliarne uno con calma (e con attenzione, a noi i libri piacciono e ne abbiamo cura) o ti guardano storto oppure salta fuori subito uno zelante commesso che ti si attacca alla spalla e non ti molla un secondo o semplicemente non puoi perché lo devono prendere dal retro, dartelo, riporlo ecc. e alla fine desisti. In pratica puoi solo entrare, chiedere se c’è il libro, pagare e andar via.

Quando mi reco alla Feltrinelli o all’Ubik o altre librerie impostate allo stesso modo, posso guardare, cercare, sfogliare, sedermi con comodo su una poltroncina e leggere qualche pagina, insomma, ho un agio e una atmosfera per cui l’assenza di sconto sul prezzo di copertina non mi interessa. Ho un servizio, e per quel servizio pago. Se devo entrare in libreria come entrassi dal salumiere, ordinare e via, allora no, preferisco godermi lo sconto e invece di cinque libri posso comprarne sei con la stessa cifra.

Per questo stamattina ho preferito la Feltrinelli a un negozio online (che mi avrebbe fatto comodo perché i libri erano tanti e il risparmio sarebbe stato consistente), dove ho potuto con calma scegliere libri, anche lontani dai miei gusti ma prossimi, spero, a quelli di coloro cui li regalerò, sfogliandoli, leggendo la quarta di copertina o la sovraccoperta e decidere cosa acquistare. Il mancato risparmio è il giusto prezzo che ho pagato per questo “servizio”.

Ed è lo stesso che accade tra il negozio di bici e il grande store online. Se hai bisogno di un consiglio, se vuoi toccare con mano, se vuoi farti spiegare il funzionamento di questo o quel componente, allora il risparmio che otterresti online perde significato. Se già sai perfettamente cosa ti serve, non hai difficoltà a montarlo e farlo funzionare, non ci vedo nulla di male a cercare di risparmiare e magari riuscire ad acquistare il componente di gamma superiore con la stessa cifra.

Non tollero invece gli ipocriti, quelli che sparano a zero contro la grande distribuzione e i negozi online e poi si presentano in negozio solo per misurare un capo d’abbigliamento e avere certezza della taglia da ordinare via internet. Oppure “ricattano” il negoziante di turno imponendogli un prezzo uguale o al massimo superiore di quei dieci euro che compensano le spese di spedizione.

Il negozio fisico, per tanti motivi di cui ho già ampiamente parlato, difficilmente può offrire lo stesso prezzo al pubblico del grande negozio online; può però offrire quei servizi che nessun negozio online potrà mai garantirvi. Se invece il negozio quei servizi non li offre, come la libreria dove ordini e vai via, è naturale non avrà futuro.

Se, come mi è capitato in un paio di negozi di bici della mia città, devo essere io a spiegare al proprietario cos’è quel componente o ignora persino l’esistenza di un famoso marchio di borse da ciclismo, forse uno dei più antichi, allora no, me lo compro online e addio.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • resistere, resistere e resistere! Io sono sempre e comunque per il negozio…perchè alla fine anche la scortesia del commesso di turno è pur sempre una forma di relazione e di scambio che ti porti a casa…insieme a ciò che hai appena comprato!!

    • No, io no. Avevo una libreria vicino casa, grande. Avevo perché ha chiuso.
      Entravo, ero sempre costretto a chiedere a qualche commesso perché i libri non erano disposti né per argomento né per autore né per casa editrice, ma secondo uno schema comprensibile solo al proprietario e trovarli per me era impossibile. Ogni volta a chiedere e ogni volta sbuffate del commesso di turno. E quando dopo 20 minuti di attesa finalmente il commesso tornava col libro, nemmeno la quarta di copertina potevo leggere, subito alla cassa e via, fuori dalle scatole. Mai più andato. Se ha chiuso, possiamo dare la colpa ad Amazon? Non mi sembra proprio…
      Fabio

    • Non per niente ha chiuso 🙂
      Mi sto ammazzando di risate sul tuo blog, anche se, confesso, ho appreso solo adesso, leggendoti, che esistessero gli smart box…
      Infatti la mia prima domanda è stata: perché odia tanto gli smart box?
      La seconda: ok, ma cos’è uno smart box?

      fabio

    • Una grotta no; diciamo che tendo a informarmi delle cose che mi interessano, le altre le annullo. Questi cavolo di smart box evidentemente mi saranno pure passati sotto gli occhi, non hanno destato alcun interesse in me e li ho rimossi…

      Fabio

  • Fabrizio

    Ciao Fabio,
    vorrei per una volta non essere d’accordo con te…
    Premetto che anni orsono sono stato fidanzato con una ‘”libraia ” e conosco bene il settore.
    Ho respirato l’aria della libreria e ho speso molti soldi, comprando spesso libri che diversamente, se cioè non avessi fruito di forti sconti, non avrei comprato, girovagando per gli scaffali indisturbato, annusando le pagine, sfogliando questo o quel testo.Ma, questo non avveniva per solo merito della nostra liaison, la politica di quella libreria era, e credo sia ancora, quella di consentire ai lettori di avere libero accesso alle “risorse”, comprese la cortesia e la preparazione del personale.
    Questo preambolo per dirti che da allora non sono più entrato in una libreria poiché ormai Feltrinelli ha monopolizzato il mercato della città’ costringendo molti librai a riconsiderare il proprio core business, altri a specializzarsi, altri ancora purtroppo a chiudere…
    Acquisto ancora libri, ma solo online, non potendo più godere del piacere di frequentare librerie e negozi di dischi preferisco fare così, purtroppo non digerisco questa etica da fast food applicata alla cultura, non mi piace il modo in cui queste “merci” vengono disposte, organizzate solo secondo logiche mercantili, non mi piace imbattermi in gigantografie di Bruno Vespa, insomma credo tu sappia quello che intendo.
    In definitiva, così come accade per i negozi di biciclette, se non posso entrare e trovare quello che cerco, osservarlo, toccarlo, tanto vale comprarlo online se posso risparmiare.
    Del resto, invece, qualora mi trovi ad entrare in un negozio dove possa apprezzare l’intraprendenza del proprietario che si è prodigato nel proporre qualcosa di innovativo o di nuovo per il territorio, resto piacevolmente colpito e sono disposto a spendere, proprio perché qualcun altro mi ha evitato di fare un lavoro di ricerca sulla rete, o ha fatto nascere in me curiosità o una nuova necessità.
    Purtroppo per le mie finanze, il mio ciclista appartiene a quest’ultima specie…

    • In realtà Fabrizio, siamo d’accordo. Se rileggi con calma quello che ho scritto, vedrai che la pensiamo allo stesso modo 🙂
      Ho citato Feltrinelli e Ubik perché, nella mia città, sono le uniche due librerie in cui è possibile fare così. Solo una piccola libreria offre lo stesso servizio, anche se preferisco chiamarlo ambiente. Passeggiare tra gli scaffali, sfogliare indisturbato, riempirsi le narici col profumo di carta e inchiostro, chiacchierare col proprietario. Le altre sono solo take away di libri, solitamente i cosiddetti best sellers, tipo le barzellette di totti.
      Ora, tra una libreria che è solo un deposito di libri (e pure scemi) e una online, io preferisco la online dove almeno risparmio.
      Tra un risparmio online e il piacere di passare una oretta in mezzo ai libri, del risparmio online nonmenepofregàdemeno.
      Fabio

    • Aggiungo una postilla Fabrizio.
      Anche se, alla fine, mi sembra che la pensiamo allo stesso modo, vivaddio se qualcuno non è d’accordo con me.
      Altro che dispiacere!
      Io faccio gran tesoro delle critiche, ovviamente se non si scade nella cattiva educazione, e non è il tuo caso, non fraintendere.
      Quando scrivo qualcosa è ciò che penso. Qualcuno potrebbe obiettare che sarebbe meglio che oltre a scrivere ciò che penso, pensassi anche ciò che scrivo… 🙂
      Ma il punto che mi preme ribadire è altro. Convinto di stare esponendo un giusto pensiero, lo scrivo ritenendolo, per l’appunto, giusto.
      Solo mostrandosi in disaccordo e motivandolo io posso capire dove sbaglio.
      A me interessa poco aver ragione, cerco di apprendere, “strappare ogni giorno una pagina dall’enciclopedia della mia ignoranza” come disse uno migliore di me. Posso riuscirci solo se qualcuno mi fa notare di essere in errore.
      Questo blog non vuole essere la mia autocelebrazione, seppure una buona dose di vanità deve esserci, sempre, quando si scrive per il pubblico. Vanità che sono consapevole di avere anche se cerco di tenerla a bada.
      Quindi, tu o chiunque, è in disaccordo, lo scrivesse senza paura. I messaggi, lo avete visto, non sono moderati. Non sono dovuto ricorrere alla cancellazione postuma finora, cosa che farei solo per scritti offensivi o in vializione di legge, ovvio. Contraddirmi non è né l’uno né l’altro, quindi scrivete senza dispiacervi se, detto in modo crudo, le mie vi sembrano boiate…
      Fabio

  • Fabrizio

    Caro Fabio,
    l’incipit del mi messaggio era…vorrei per una volta non essere d’accordo con te…per cui, mi sa che siamo d’accordo, non credi anche tu?
    Buona serata.

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