Non è una città per bici

Napoli non è mai stata una città a misura di bicicletta.

Il suo profilo orografico tipicamente collinare, un reticolo viario che si è formato nel corso dei secoli senza alcuna regola, il selciato caratteristico di un antico agglomerato urbano e una mancanza di cultura ciclistica come quella che si è sviluppata in Nord Europa e Nord America la rendono difficilmente vivibile per chi usa la bici, oltre che per fare sport o per piacere, anche come valido mezzo di trasporto urbano.

Decadi di incuria della città hanno peggiorato la condizione del manto stradale rendendo ogni trasferimento pericoloso oltre che incredibilmente scomodo.

Qualche anno addietro l’amministrazione comunale dell’epoca studiò un percorso ciclabile che avrebbe dovuto inizialmente unire la città lungo l’asse est-ovest, per poi essere successivamente sviluppato a ampliato fino ad arrivare alla via d’accesso a quello spettacolo della natura che è la costiera sorrentina.

Con immobilismo tutto suo, il progetto rimase sulla carta; malgrado contenesse alcune idee davvero ottime per favorire la mobilità a pedali, eliminando anche diverse situazioni di pericolo presenti lungo il tragitto (penso all’utilizzo della galleria di servizio a Fuorigrotta, che sarebbe stata usata solo dalle bici e non condivisa con le auto) i lavori non furono mai avviati.

Poi ci sono state le elezioni, una minoranza dei miei concittadini ha voluto riporre le proprie speranze in un soggetto che, ai loro occhi, avrebbe dato un netto taglio col passato e quel progetto di ciclabile era finito nel dimenticatoio.

Per essere ripreso all’improvviso dal nuovo sindaco che ne ha voluto fare una delle sue bandiere.

Non so se per incompetenza, menefreghismo, ignoranza o l’insieme di tutto, il progetto originario è stato stravolto, accorciato, eliminati tutti i punti pregevoli, soprattutto quelli che favorivano la sicurezza dei ciclisti, per diventare una ciclabile “olografica”, rappresentata da un minimo percorso malfatto in un quartiere solo e deturpando il selciato con puerili biciclette stilizzate.

0061 Ciclabile Napoli 01

 

Senza alcuna manutenzione (rifacimento sarebbe stato chiedere troppo) delle sedi stradali, con buche, rappezzi, voragini che si aprono di continuo, biciclettine disegnate nei punti più improbabili e su percorsi che non tengono in alcun conto le esigenze della mobilità dei ciclisti.

 

0062 Ciclabile Napoli 02

L’unica nota positiva è che, al solito, le biciclette sono state dipinte talmente male e con vernice di scarsissima qualità che già stanno scolorendo, e in alcuni punti sono del tutto scomparse.

0063 Ciclabile Napoli 03

 

Perché una cosa è dare la possibilità di farsi qualche vasca del lungomare in bici, una altra, assolutamente ignorata da sindaco e giunta, favorire coloro che, con sacrificio (in una città priva di infrastrutture ciclistiche e trasporto pubblico inesistente) ogni giorno pedalano per non soffocare ancor più la loro città in traffico e smog.

Siamo arrivati alla paradossale situazione che, da quando hanno inventato la finta ciclabile e diviso la città con Zone a Traffico Limitato prive di ogni logica, spostarsi in bici è diventato ancor più pericoloso di prima, quando questi provvedimenti non esistevano.

Perché le ZTL mal concepite hanno deviato i flussi di veicoli solo su poche arterie, trafficatissime per l’assenza assoluta di alternativa pubblica al trasporto privato, sprovviste di percorsi ciclabili, obbligando noi ciclisti a pedalare nel caos assoluto di automobilisti e motociclisti infuriati dai continui ingorghi.

Un vantaggio c’è stato, ed è che sull’onda emotiva di questa ridicola ciclabile molti miei concittadini hanno riscoperto l’uso della bicicletta.

Adesso vedere la mattina uomini e donne vestiti di tutto punto recarsi al lavoro pedalando non è più una rarità; noi pedalatori non siamo più seguiti da sguardi increduli come fossimo alieni discesi da una altra galassia.

Purtroppo c’è il rovescio della medaglia: l’aumento esponenziale dei furti di bici.

Possiedo più di una bici, chi ha letto questo blog ha visto che sono anche molto curate. Ma per la città sono costretto ad adoperare una vecchia mtb con telaio rovinato, sella strappata, graffi, ruggine, tenuta sporca anche se meccanicamente sempre a punto per limitare al massimo le cattive tentazioni dei maleintenzionati. O, come diciamo a Napoli, dei mariuoli.

La Peugeot appena terminata avrebbe dovuto, nelle mie intenzioni, andare a sostituire la mtb per gli spostamenti urbani. Due volte l’ho presa, ieri pomeriggio e stamattina e due volte, dopo averla incatenata per svolgere nel frattempo alcune commissioni, hanno tentato di rubarla. Ieri i ladri sono fuggiti grazie all’intervento di un poliziotto, stamattina sono state efficaci le mie urla quando li ho visti da lontano armeggiare intorno alla bici.

Non nascondo il profondo sconforto che mi ha preso e che traspare sicuramente in queste righe.

Trovo ingiusto non poter usare le mie bici ed essere costretto ad andare in giro con un ferrovecchio.

Si, tra ladri e politici improvvisati questa non è una città per le bici.

Ma non demordo.

COMMENTS

  • Ho letto attentamente. Che dire? Napoli vissuta in bici sarebbe eccezionale…..

    • Oramai questo blog sta diventando per me una occasione per divagare, senza essere fermo alla sola bici che lo ha ispirato.
      Puoi togliere il sarebbe, questa è una città per tanti versi fantastica. Ancora la giro da turista, scoprendo sempre nuovi luogji affascinanti.
      Ma è “maltrattata”, soprattutto da chi ha l’onore (non l’onere) di amministrarla.

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