Noene sottoplantari Invisible-SP01

Dopo il Bike Grip è il momento di tirare le somme per un altro prodotto della Noene: i sottoplantari Invisible-SP01. Che, facile intuirlo, sono solette da inserire in connubio con quelle già presenti nelle nostre scarpe. Con un peso di appena 13 grammi e uno spessore di un solo millimetro la loro presenza è assai discreta. Se però quando ho provato il Bike Grip non ho avuto subito netta la percezione del suo lavorare, ma solo una volta a casa dopo tante ore in sella ne ho compreso l’efficacia, con questi sottoplantari la sensazione di comfort e assorbimento è quasi immediata. Come per il Bike Grip evito di riportare qui la ampia documentazione scientifica preferendo invitarvi a una visita alla apposita sezione del sito italiano. Per comodità vi indico solo la brochure ufficiale, che potete scaricare cliccando questo link INVISIBLE-SP01.

Però sapete come sono fatto: leggo tutte le informazioni dei produttori, mi fido ma solo fino a un certo punto. Voglio sempre verificare io se una cosa funziona o no. E come per il Bike Grip lo scetticismo iniziale ha ceduto il passo alla piacevole sorpresa. Profittando di altro materiale da provare ho usato queste solette con tre diverse paia di scarpe (due da ciclismo e una da running), tre diversi tipi di pedale su altrettante bici in dodici uscite, passando complessivamente quasi quaranta ore in sella prima di buttare giù la scaletta. Ne sarebbero bastate molte meno, e questo è buon segno.

Ma, al solito, lo schema prevede la presentazione del prodotto. Mi spiace per la qualità delle immagini, sto ancora familiarizzando con luci e softbox (sapete che come fotografo sono scarso) e i settaggi della macchina fotografica.

Le solette sono vendute nel solito pack trasparente.

Trattandosi di un articolo sì tecnico ma che certo non richiede particolari procedure per l’installazione, le indicazioni fornite sono minime. La taglia nelle diverse scale, i riferimenti tecnici e al loro utilizzo.

Avrebbe aiutato anche la scala di misurazione giapponese, quella in centimetri; almeno per noi ciclisti, visto che tanti produttori di scarpe la indicano. Ma a parte che il problema è facilmente risolvibile, all’interno della confezione abbiamo una pratica dima che riporta le differenti taglie previste nel range della soletta ed è semplice tagliare la nostra esattamente come serve.

Il motivo è presto detto: le solette non sono vendute per singola taglia ma, come detto sopra, in un range. Anzi, in quattro differenti misure, all’interno delle quali ricavare la nostra taglia esatta.

Per completezza di informazione vi indico sono: 36/39; 40/42; 43/46; 47/50.

Mio personale consiglio: se siete sul limite superiore della misura meglio ordinare la taglia maggiore e poi sagomare. Questo perché, come sappiamo, alcuni produttori di scarpe da ciclismo hanno modelli con la zona dell’arco plantare più larga (per esempio Northwave e Shimano) e la zona evidenziata in rosso nella immagine in basso può risultare un filo sottile.

Con altre scarpe, più affusolate come per esempio Sidi e Diadora, la soletta calza perfettamente e va bene usare quella prevista per la nostra taglia. Allo stesso modo con scarpe da running (ho usato le Mizuno) la calzata è precisa.

Il taglio dei talloni è risultato corretto anche con scarpe dalla calzata larga.

In ogni caso, poiché impossibile per me prendere in esame tutte le scarpe presenti sul mercato, la soluzione migliore è che ogni ciclista valuti in base al modello di scarpa in suo possesso.

Ovviamente ogni confezione ne prevede una coppia.

Il materiale lo abbiamo già conosciuto, è l’elastomero messo a punto da Noene.

Installarle è un attimo, a patto ovviamente le nostre scarpe abbiano soletta interna removibile. Questo perché, attenendomi alle indicazioni ufficiali, la soletta non deve andare a contatto col piede, altrimenti il grip della soletta porterebbe a spostarla sotto l’azione del movimento. E una prova in tal senso non l’ho fatta. Aggiungo: sono compatibili anche coi plantari personalizzati, in ulteriore supporto.

Per scarpe senza soletta estraibile c’è il modello Urban LG2, con copertura in tessuto e spessore portato a 2mm. Tra l’altro ha anche forma differente, più larga diciamo così, e questo risolve nel caso di scarpe dalla calzata più abbondante.

Adesso la prova su strada, anzi sui pedali.

Due le scarpe da ciclismo: una da fuoristrada con suola in nylon e una da strada con suola in carbonio. Tre i tipi di pedali usati: un Spd da fuoristrada, uno stradale tipo Look e un Spd con gabbia esterna.

Parto da quest’ultimo perché sulla lunga distanza la pressione della gabbia sulla punta delle scarpe mi ha provocato a volte un fastidioso formicolio: sparito. Complici anche scarpe non top di gamma, infatti, la capacità di assorbimento della suola non è delle migliori. Ma così come avvenuto col sottonastro Bike Grip mi sono ritrovato dopo alcune ore a pedalare senza avvertire alcun fastidio, lì dove solitamente compare.

Con normali pedali Spd ho avvertito il maggior comfort durante la pedalata, ma siccome mai ho avuto problemi di indolenzimento o formicolio non posso dirvi che non si sono presentati. Però, suggestione o meno, effettivamente la comodità è aumentata e me ne sono reso conto subito, appena lasciata casa che significa, come ben sapete voi che leggete da tempo, affrontare i miei canonici 20 km di pavé per abbandonare la città.

Con scarpe stradali dalla suola in carbonio (e quindi pedali stradali, con maggiore impronta di quelli fuoristradistici) il discorso si complica. Per quanto siano ben areate, le suole scaldano il piede, pure tanto. Piacevole con climi rigidi, ma io qui il freddo l’ho visto solo tre giorni. Fastidioso quindi nei restanti 362. Certo, una suola in carbonio, bella rigida, assicura una spinta sul pedale nettamente superiore, diventando la scarpa un tutt’uno col pedale e in nome della prestazione sacrifichiamo volentieri una quota di comfort. Usando le solette Invisible-SP01 ho rilevato due migliorie: il confort decisamente migliorato e il piede più fresco. Confesso che quest’ultimo risultato mi ha lasciato perplesso. L’indicazione di non usarla a contatto col piede (che come detto è a causa del grip, però…) e il fatto che le solette si presentino come un unico “pezzo di gomma”, ammetto, lasciavano presagire che avrei sofferto il caldo ancor di più. Invece con mia sorpresa è avvenuto esattamente il contrario, piede fresco sempre.

Un ultimo test l’ho fatto correndo a piedi ma prendete queste note con benevolenza perché non sono un runner, corro pochissimo (non amo la disciplina) ho tempi assolutamente ridicoli ed esperienza quasi nulla in questa pratica sportiva, preferisco sempre pedalare. Però, paradossalmente, è stato il test più probante. Come mi ripete spesso un amico che corre per davvero, ho una postura che è una schifezza, sollecito male e impatto ancora peggio il piede. Sorvoliamo sulla spinta con le braccia, le mie viaggiano per conto loro…

Vorrei potervi raccontare che ho corso per tre ore senza alcun fastidio, ma sarebbe una bugia: arrivo a stento alla soglia dei 60 minuti, ma già a 30 mi chiedo chi me lo sta facendo fare e a 45 ho le visioni. Non guardo la distanza, sarebbe deprimente, mi accontento di stabilire un limite di tempo. Bene, proprio grazie a questa mia incapacità nel correre ho apprezzato il livello di comfort e di assorbimento delle solette. E aggiungo che le scarpe ormai sono vicine alla soglia di pensionamento, mostrano i segni di “scaricamento”. Vedo dal sito che esistono anche altre solette, ma come detto non ho esperienza di corsa a piedi e non so indicarvi se c’è un modello più adatto e perché per i podisti.

In conclusione. Mi ero avvicinato ai prodotti Noene con scetticismo ma anche curiosità, perché per farmi una opinione le cose voglio provarle. Avevo chiesto il solo Bike Grip, l’azienda mi ha inviato anche le solette, che, francamente, non avevo preso in considerazione. Ho pedalato usando ambedue per ottimizzare i tempi dei test, mentre provavo anche altre cose, ma ho potuto farlo perché niente di ciò che usavo era incompatibile o poteva influenzarsi a vicenda. Il Bike Grip ha richiesto più tempo per essere compreso ma alla fine mi ha mostrato la bontà delle sue caratteristiche. Le solette sono state più semplici da interpretare perché da subito, dal primo pavé potrei dire, ne ho apprezzato la capacità di smorzamento. Quindi, se col sottonastro hai bisogno di passare tempo in sella per apprezzarne il lavoro, con le solette lo avverti subito. Questo significa essere un prodotto adatto a qualunque ciclista, che sia un amatore domenicale con pochi chilometri percorsi ad ogni uscita o un incallito randonneur che il tempo in sella lo calcola col calendario e non con l’orologio. In più risolvono ottimamente i limiti di confort e calore delle scarpe con suola in carbonio. Il catalogo Noene comprende diversi modelli, adatti a tutte le esigenze, da quelle quotidiane a quelle sportive. Per gli altri modelli non posso fornirvi indicazioni, io ho provato solo queste e hanno superato l’esame pedalandoci.

Ultima valutazione sul prezzo. Sullo store ufficiale sono vendute a poco più 28 euro, un costo più che accettabile. Se pensiamo, per esempio, che un paio di scarpini stradali con suola in carbonio ci costano almeno dieci volte tanto e aggiungendo una undicesima frazione li rendiamo pure comodi, freschi ed efficaci (perché non dimentichiamo che comfort significa anche risparmiare energie) è una spesa che vale la pena affrontare.

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

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