Nemo propheta in patria

7020-nemo-propheta-in-patriaIn questi giorni oltre a smaltire l’arretrato di articoli in lavorazione e di bici varie da sistemare sto prendendo contatti con alcune aziende per dei test.

Tutte rigorosamente straniere e non per esterofilia. Semplice miopia nostrana.

A causa di ovvi problemi logistici i miei contatti con aziende d’oltreoceano sono per componenti e accessori, una bici è improponibile per i costi di spedizione e le pratiche doganali. Ma una bici l’ho richiesta, però in Europa e arriverà tra un paio di settimane. La dovrebbero montare tra qualche giorno, non è subito disponibile un telaio della mia misura.

Non tutti i contatti che sto avendo andranno a buon fine, è ovvio. Alcuni componenti hanno un costo elevato e comprendo chi non se la sente a inviare componenti molto costosi, col rischio possano danneggiarsi. Per inciso: non aspettatevi gruppi trasmissione o ruote o roba simile. Non mi interessano, sono cose che già trattano in tanti. Preferisco pescare tra il tanto di particolare che c’è in giro ma che qui è del tutto sconosciuto ai più.

Quello che mi piace è l’approccio pragmatico degli yankee. In alcuni casi sono loro a contattare me, in altri io a scrivere loro. E lo faccio in modo sintetico, stringato. Nome, cognome, link al blog e richiesta del materiale. Senza star lì a scrivere di visite, accessi, pubblicazioni, iscrizione all’albo giornalisti e altro.

La risposta arriva sempre e con approccio, appunto, pragmatico. Il sunto è: ok, bel blog ma quante visite hai? A chi ti rivolgi? Scrivi di mestiere? Con chi hai collaborato?

A queste domande fornisco le necessarie risposte; e mi affido alle immagini, ossia riprendo alcune schermate delle pagine delle statistiche (con data) e le invio, in modo possano farsi due conti e capire che non sparo numeri a casaccio.

Ora, non pensate sia tutto semplice. Scrivi a una azienda e una settimana dopo il corriere consegna. Per nulla, i tempi sono lunghi, bisogna risolvere problemi organizzativi, logistici, doganali, non interferire coi distributori europei se ci sono e così via. Da parte mia posso dare l’assenso all’invio solo dopo essermi adeguatamente attrezzato per svolgere il test, reperito il materiale tecnico e tutto ciò che mi serve a comprendere io per poterne scrivere a voi.

Inoltre devo considerare l’impegno che richiede un test ben fatto; se mi rendo conto che il tempo per lavorare bene non lo trovo in nessun modo, lascio perdere.

Ma al di là di questo, ciò che conta è il rapporto di reciproco rispetto che si crea. Da una parte una azienda, piccola o grande non conta, che mette a disposizione un suo prodotto per essere testato con obiettività e senza sconti; dall’altro un professionista a cui vengono riconosciute autonomia, capacità e autorevolezza sulla base di ciò che fa e non perché amico di qualcuno.

Esattamente il contrario di quanto avviene da noi, tranne rare eccezioni. Le aziende non rispondono nemmeno; se lo fanno (perché hai chiesto l’intercessione dell’amico, appunto…) è solo per avvisarti che prima della pubblicazione devono verificare il contenuto quando non pretendono di scriverlo loro; e se sentono Napoli scappano e basta.

A proposito di Napoli; posso dire che il “nemo propheta in patria” vale anche qui. Mi conoscono e leggono nei cinque continenti, mi scrivono dalla Russia, dagli Usa, dalla Germania, dall’Argentina, dall’Australia e via vagando per il mappamondo: ho alcuni (pochi) affezionati lettori che ogni tanto mi mandano nell’incerto italiano dei traduttori automatici i saluti dall’Uzbekistan (che sono dovuto andarmi a vedere dove sta…) e se mi seguono in cinquanta tra i miei concittadini è tanto.

Vero che nulla faccio per pubblicizzarmi e non sempre ho avuto parole gentili per alcuni che usano la bici da queste parti. Ma è pure vero che se sono su Elessar fuori dalla mia città in tanti riconoscono la bici se non me. Se pedalo tra le strade partenopee mi chiedono “Elessar? Che marca è?”. Prima ero più paziente e provavo a spiegare che non è una marca ma un nome e fornivo qualche notizia. Ora, se vedo che spiegare sarebbe fiato sprecato, liquido con un veloce “Roba cinese”. Poi certo, non mi posso lamentare se effettivamente non mi faccio benvolere, di mio sono poco accomodante. Però se incontro un ciclista curioso, appassionato, intelligente, competente posso assicurarvi che non esito a fornire ogni spiegazione e aiuto possibile.

Anche a qualche mio concittadino a pedali curioso, appassionato, intelligente ma non competente; e lo so che mi leggi ma è troppo ghiotta per non raccontarla. Uno che voleva cambiare un telaio perché la bici non stava in strada: peccato non gonfiasse le gomme da quattro mesi… 😀

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Giovanni

    Fabio, purtroppo il “nemo propheta” è una caratteristica di noi italiani. Guarda poco tempo fà Maesto Carlà, che io definisco patrimonio della nostra terra, mi esprimeva le tue stesse perplessità, Mi confessava, con amarezza, che lo contattano da mezzo mondo per chiedere le più svariate informazioni o consigli mentre noi che lo abbiamo qui puntualmente lo snobbiamo. Leggendo mi hai fatto ricordare anche tutte le peripezie per farmi arrivare dei pezzi dagli Usa per il restauro di un fuoristrada. Ricordo ancora il fax arrivato di sabato dal Centro smistamento-dogana di Lonate con gli importi da pagare immediatamente assieme alla risposta da rimandare subito, pena il rinvio oltreoceano del collo. Ovviamente al telefono non rispondevano in puro italico stile.

    • Elessarbicycle

      Ciao Giovanni, purtroppo anche altri si trovano nella stessa situazione di Carlà…
      Dogana? Non me ne parlare, un macello. C’è una opzione, quella dell’importazione per test appunto. Ma hai una finestra temporale per far “entrare e uscire” il pezzo, è un macello attivarla, mille scartoffie ecc. Questo limita molto, soprattutto le aziende più piccole che giustamente si stufano di doversi sobbarcare tanta inutile burocrazia.
      Comunque spero di risolvere io parte dei problemi e poter essere operativo nel giro di un paio di mesi.

      Fabio

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