Montare movimento PF e guarnitura GRX su Trek Checkpoint ALR

Installare la guarnitura Shimano GRX

Tempo di lettura: 4 minuti

Installare la guarnitura Shimano GRX

Stavolta davvero sarò breve. Sul blog sono presenti diversi articoli sul montaggio di una guarnitura Shimano a perno passante, il più recente nella sequenza di montaggio dell’Ultegra 8070 Di2.

Infatti ero stato tentato a indicarvi quello, è oggettivamente ridondante parlarne ancora.

Però; io so che ci sono gli articoli, molti di voi che seguono il blog da tempo pure, ma un nuovo lettore? Quindi per non obbligarlo a cercare, anche se la sezione Officina ha suo indice, qui propongo un rapido passaggio.

Chi volesse approfondire trova nella sezione appena indicata ampia letteratura sull’argomento.

E poi, confesso, saltare questo passaggio avrebbe creato uno squilibrio, una asimmetria nel racconto e non mi sarebbe piaciuto.

Montiamo.

Serve poco: una chiave dinamometrica, bit a brugola da 5mm, una seconda chiave a brugola da 5 e l’attrezzo specifico per il bullone in nylon.

Quest’ultimo va bene anche se non è Shimano, purché di buona qualità. Ne esistono a decine, anche in alluminio. Che però sconsiglio, troppo duri rispetto al materiale del bullone, se si eccede (e chi ha poca dimestichezza potrebbe…) si rovina la sede di ingaggio.

Inseriamo la guarnitura, è bene sempre che l’asse sia ingrassato.

L’interno dei cuscinetti del movimento lo è, sempre (almeno quelli Shimano) e così in inserimento si lubrifica anche l’asse; ma nel caso non lo fosse, provvedete. Una spennellata, mica mezzo barattolo.

Due colpetti decisi e la guarnitura andrà a battuta.

Una certa “riottosità” a entrare è naturale, altrimenti le pedivelle girerebbero a vuoto. NON usare il martello. Al massimo quello in gomma, frapponendo un pezzo di legno. Ma di norma, bastano due manate.

Dall’altro lato spunta l’estremità zigrinata dell’asse.

Il foro serve da riferimento per la posizione della pedivella sinistra, il cui taglio dovrà coincidere; e come aiuto a liberare tensione. L’interno dell’asse è filettato per accogliere il bullone in nylon.

Grasso, sempre. Anche qui la casa lo mette di default; se manca, provvedete.

Inseriamo la pedivella sinistra, a mano, e avendo cura sia speculare alla destra. Il foro facilita offrendo un chiaro riferimento.

Un colpetto di accompagnamento e pure lei trova la sua giusta posizione.

Ora tocca al bullone in nylon, che ha la funzione di mandarla definitivamente a battuta.

IMPORTANTE: prima il bullone e poi le brugole. Altrimenti non andrebbe a battuta.

Avvitiamo, a mano.

Questo permette, lo dico spesso, di avvertire subito se non stiamo andando storti. Un attrezzo ha sempre una sua leva che attenua la sensazione.

Ora stringiamo con l’attrezzo specifico.

Un valido aiuto lo fornisce la pedivella: tenendo l’attrezzo fermo usiamo lei come leva. Offre forza sufficiente. E poi, ricordo, il bullone ha lo scopo di mandare la pedivella sino in fondo, alla tenuta sull’asse provvederanno le brugole.

Bene, pedivella a posto, bullone ben messo.

Ora chiave dinamometrica, impostarla a 12 Nm è sufficiente.

Avvitiamo IN SINCRONO le due brugole di fermo.

Nessuno o quasi ha due chiave dinamometriche nella propria officina domestica; e nemmeno tante officine professionali.

Quindi arrivati ormai al traguardo, possiamo alternare, usandola su una brugola e poi sull’altra. Una verifica e abbiamo finito.

Durata dell’operazione? Tre minuti a prendersela comoda.

In sei minuti abbiamo messo su movimento PF e guarnitura, lavorando senza fretta.

Al di là delle valutazioni tecniche, le aziende hanno da molti anni compreso che il tempo (di montaggio) è denaro. Siamo lontanissimi dai mal di testa di certi movimenti a calotte per perno quadro che negli anni ottanta del secolo scorso (mazzete, so’ vecchio…) per montarli e regolarli ci stavi mezz’ora. Sperando che prima non ti toccasse ripassare la filettatura della scatola movimento…

Ormai una bici da corsa la assembli in un’ora, una gravel qualcosa in più o in meno.

Di sicuro serve meno tempo che a leggere i miei articoli. Però sono completi, che dite? 😀

Buone pedalate

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Tutti i miei telai non carbon, titanio compreso, hanno sempre visto la fresa del meccanico sulla sede del movimento centrale prima dell’installazione.
    Controllo essenziale a garanzia di eventuali criticità che hai ben spiegato.
    Complimenti per la semplicità ed esaustività della spiegazione.

  • Daniele

    Ciao Fabio.
    Su un video della P. Tool ho visto il simpatico “baffuto” aggiungere uno speciale liquido del brand blu sulle superfici della scaola movimento prima che gli si venissero pressati i cuscnetti all’interno. Il liquido, a detta loro, serviva a riempire le micro-cavità che ci possono essere tra i due componenti inseriti per interferenza. Questo porterebbe a zero i giochi e come conseguenza, annullerebbe rumori e scricchiolii molesti.
    Cosa ne pensi? Mai usato?
    Daniele

    • Elessarbicycle

      Ciao Daniele, anche se sono un estimatore di PT, diciamo che tendono spesso a soddisfare le fisime dei ciclisti…
      Di fatto è un adesivo, blando, ma è un adesivo: praticamente un frenafiletti che però (grazie anche a un primer) aderisce su superfici non metalliche.
      Serve una scatola PF fatta bene e se fatta bene, questa roba è inutile; se è fatta male è inutile lo stesso, non rimedia a un lavoro malfatto.
      Copre una magnagna, ma la magagna resta…

      Fabio

  • Stefano

    Ciao, esauriente come sempre, complimenti. Dopo aver montato la guarnitura, senza la catena, se gli dai un colpo gira bene e per tanti giri? Le mie mai 🙁 Quelle invece montate con le sfere ingabbiate, classiche a perno quadro, girano dei minuti (senza giochi!). Ne ho una in titanio, montata su telaio in titanio Litespeed (quella vera, DOC) mai smontata dai primi anni duemila, e gira ancora come da nuova.
    A proposito, ho un telaio Ti gravel che ho deciso di montare come la tua Trek, seguendoti passo passo…. grazie per i tuoi preziosi consigli.

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, il fatto che una guarnitura a perno passante non sia “libera” come alcune con movimento a perno quadro non ha alcuna rilevanza tecnica.
      Quello che conta è come lavora un cuscinetto sotto carico, non a vuoto.
      E’ come la manata sulle ruote a bici sul cavalletto, che a tanti piace dare: dimostra niente.
      Quindi vai sereno, se il movimento è di buona qualità non avrai alcuna perdita per attrito una volta su strada.

      Solo una precisazione: la Trek non è mia, ho richiesto all’azienda un framekit per poter montare il GRX e ricavare tutti i vari test. Al termine, rientrerà in azienda.

      Fabio

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