Montare movimento PF e guarnitura GRX su Trek Checkpoint ALR

Installare movimento Shimano Press Fit

Tempo di lettura: 4 minuti

Installare movimento Shimano Press Fit

Installare un movimento Press Fit è semplicissimo; ma come ripeto sempre per qualunque lavoro, qualche accortezza serve.

Senza entrare nel merito della superiore o inferiore tecnologia rispetto a un movimento filettato, argomento che qui non interessa, rilevo che l’unico punto debole è il costo dell’attrezzatura.

Anche se, per fortuna, ormai si trovano presse ben fatte che costano poco più di una chiave per calotte di ottima fattura.

Press fit, ma cos’è? Avrei dovuto scriverlo da subito, ma non essendo una novità immagino che i più già lo conoscano.

Per chi si avvicina ora al nostro mondo, riassumo: la scatola movimento è liscia, priva di filettatura. Al suo interno viene inserito per interferenza (si pressa, appunto) un movimento a calotte, lisce anche loro.

Esistono vari standard, cioè diversi diametri. In questo articolo riporto i più diffusi.

Vediamo la scatola movimento del nostro telaio Trek Checkpoint ALR.

Precisazione: la piastrina in tinta che protegge il fodero basso non è di serie. E’ mia creazione, sapete che ho sempre estrema cura per il materiale in prova. Quindi non chiedetela a mamma Trek; e nemmeno a me, perché sagomarle a mano richiede tempo 😀   

Proseguiamo.

Come si può notare, la scatola movimento è priva di filettatura.

Quello che dalle mie immagini è più difficile capire è l’ottima lavorazione della scatola. Infatti se questa non è perfetta (e il movimento ben montato) sotto la continua azione della pedalata è inevitabile l’insorgere di problemi vari. Giochi, scricchiolii, fino all’ovalizzazione dei cuscinetti.

Con questo Checkpoint andiamo sul sicuro, quindi possiamo montare il movimento sereni.

Per farlo serve un attrezzo specifico: è una pressa, di solito venduta con elementi di spinta di diversa misura per soddisfare i differenti standard. Qui sotto è ripresa con solo quelli a noi necessari in questo caso e il movimento da installare.

Ho scelto un BB71, anche se Shimano consiglia il BB500 sulla guarnitura GRX per 10v. Consiglia, per una certa omogeneità soprattutto sui costi. Ma le dimensioni non variano, quindi va bene un qualunque PF di casa Shimano.

Prima operazione: impuntare le calotte.

A mano, sfruttando la svasatura iniziale che favorisce l’inserimento.

Facciamo lo stesso anche sull’altro lato.

Rispondo subito alla domanda che vi sarete posti: si usa grasso sulle calotte Shimano? 

No.

Al limite, per aiutare il posizionamento a mano, possiamo ricorrere a una sporcata con paraffina o vaselina tecnica. Dipende anche dalla marca, con Shimano serve nulla, con altri i produttori consigliano un blando ausilio. In un caso il produttore chiede usare grasso se il telaio è in alluminio. Da un annetto questa indicazione è sparita dal manuale, forse è cambiata la resina usata per le calotte, non so.

Mai usare il frenafiletti, serve a nulla. 

Andiamo avanti.

Prendiamo gli elementi di spinta a misura; come si vede, questo riporta i dati corretti per il PF Shimano, cioè 86×24.

Adagiamoli su ambedue le calotte.

Spingiamo leggermente a mano, assicurandoci che le calotte siano impuntate dritte.

Lo sono, la prospettiva inganna un poco.

Armiamo la pressa e iniziamo a stringere. Poco alla volta, i primi giri sono importantissimi, è da qui che nascono eventuali problemi. 

In questa fase infatti è fondamentale assicurarsi stiano entrando perfettamente dritte. Se si ha un solo dubbio, fermarsi subito. E’ ancora possibile rimuoverle e posizionarle, a patto siano appena inserite.

Portiamole a battuta; una volta “giunti al traguardo” NON INSISTERE. Le calotte ormai sono dentro, è fatta: proseguire significa danneggiare i cuscinetti.

Come rendersi conto? Beh, a parte che si vede, si avverte un aumento della pressione sotto l’attrezzo. Durante l’inserimento è costante, la forza è sempre la stessa. Arrivati a battuta ovviamente aumenta lo sforzo, quindi significa che è il momento di fermarsi.

Verifica.

Si, direi che ci siamo.

In tutta la sequenza avete visto sempre i tubicini guidacavo, inutilizzati.

Questo perché il telaio Trek Checkpoint ALR ha passaggio interno solo nell’obliquo. Freno posteriore e cambio corrono esterni sui foderi bassi. Quindi in questa fase possiamo montare il movimento visto che non sarà d’intralcio nella successiva fase di inserimento cavi.

Se invece abbiamo un telaio con passaggio interno anche nei foderi bassi e ingresso nella scatola movimento, è bene prima passare loro e poi installare il movimento. In parecchi casi infatti serve avere la scatola movimento libera per garantirsi il passaggio.

Quanto tempo serve a montare un movimento PF? Più di un BSA, ma parliamo di tre minuti contro i due della versione filettata. Serve quel poco in più per controllare di aver impuntato bene le calotte.

A proposito di BSA: se avete un telaio filettato (vale anche per passo ITA), in questo articolo trovate le istruzioni. E’ guarnitura Ultegra ma la procedura è identica.

Se ben installato e su una scatola movimento perfetta, problemi un Press Fit non ne crea. Se una delle due condizioni non è rispettata, e spesso non lo sono tutte e due, allora può diventare un calvario.

La causa principe quando i problemi si presentano ciclicamente, anche sostituendo il movimento, è la scatola mal lavorata. La non perfetta ortogonalità delle “facce” della scatola determina l’inclinazione della calotta.

Basta un decimo di mm e sotto l’azione continua della pedalata, e parliamo di 10000 giri in una semplice uscita di allenamento, questo porta i cuscinetti e deformarsi, innescando giochi e rumori vari.

Esiste una fresa apposita, serve a rifinire la scatola affinché sia garantita l’ortogonalità.

E’ un attrezzo che ritengo ogni officina seria dovrebbe avere, dalle mie parti nessuna. Costa, è vero, e le frese vanno sostituite al termine della loro vita che non è breve ma nemmeno eterna. 

Io non lo possiedo, spendere tra i 500 e i 700 euro per me che non svolgo attività professionale, non ha senso. Non ho mai nemmeno provato a fare richiesta a qualche azienda, resta una operazione specialistica, non ascrivibile al semplice fai da te e non ci sarebbe utilità nel mostrarvela. Detto chiaramente: un ufficio marketing non vi vedrebbe un minimo di ritorno. E se pure un test come un articolo tecnico non possono definirsi pubblicità, resta il fatto che una azienda ti supporta se in cambio puoi dargli visibilità. E qui, mostrare la fresatura della scatola movimento, sarebbe solo curiosità. 

Comunque, è lavoro che consiglio e da diversi anni tanti store online lo offrono a chi acquista un framekit di qualunque marca a un costo tutto sommato onesto. Se avete dubbi, aggiungete al carrello questa lavorazione.

Se prendete questo telaio Trek Checkpoint no, non serve. Ho passato mezz’ora col calibro e un comparatore per verificare fosse perfetto…

Bene, voltiamo pagina e montiamo velocemente la guarnitura.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Tutti i miei telai non carbon, titanio compreso, hanno sempre visto la fresa del meccanico sulla sede del movimento centrale prima dell’installazione.
    Controllo essenziale a garanzia di eventuali criticità che hai ben spiegato.
    Complimenti per la semplicità ed esaustività della spiegazione.

  • Daniele

    Ciao Fabio.
    Su un video della P. Tool ho visto il simpatico “baffuto” aggiungere uno speciale liquido del brand blu sulle superfici della scaola movimento prima che gli si venissero pressati i cuscnetti all’interno. Il liquido, a detta loro, serviva a riempire le micro-cavità che ci possono essere tra i due componenti inseriti per interferenza. Questo porterebbe a zero i giochi e come conseguenza, annullerebbe rumori e scricchiolii molesti.
    Cosa ne pensi? Mai usato?
    Daniele

    • Elessarbicycle

      Ciao Daniele, anche se sono un estimatore di PT, diciamo che tendono spesso a soddisfare le fisime dei ciclisti…
      Di fatto è un adesivo, blando, ma è un adesivo: praticamente un frenafiletti che però (grazie anche a un primer) aderisce su superfici non metalliche.
      Serve una scatola PF fatta bene e se fatta bene, questa roba è inutile; se è fatta male è inutile lo stesso, non rimedia a un lavoro malfatto.
      Copre una magnagna, ma la magagna resta…

      Fabio

  • Stefano

    Ciao, esauriente come sempre, complimenti. Dopo aver montato la guarnitura, senza la catena, se gli dai un colpo gira bene e per tanti giri? Le mie mai 🙁 Quelle invece montate con le sfere ingabbiate, classiche a perno quadro, girano dei minuti (senza giochi!). Ne ho una in titanio, montata su telaio in titanio Litespeed (quella vera, DOC) mai smontata dai primi anni duemila, e gira ancora come da nuova.
    A proposito, ho un telaio Ti gravel che ho deciso di montare come la tua Trek, seguendoti passo passo…. grazie per i tuoi preziosi consigli.

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, il fatto che una guarnitura a perno passante non sia “libera” come alcune con movimento a perno quadro non ha alcuna rilevanza tecnica.
      Quello che conta è come lavora un cuscinetto sotto carico, non a vuoto.
      E’ come la manata sulle ruote a bici sul cavalletto, che a tanti piace dare: dimostra niente.
      Quindi vai sereno, se il movimento è di buona qualità non avrai alcuna perdita per attrito una volta su strada.

      Solo una precisazione: la Trek non è mia, ho richiesto all’azienda un framekit per poter montare il GRX e ricavare tutti i vari test. Al termine, rientrerà in azienda.

      Fabio

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