Michelin Protek Urban

Introduzione

Usare i giusti copertoncini è importante, l’ho ripetuto su queste pagine centinaia di volte. Come ho ripetuto centinaia di volte che la scelta ponderata non è prerogativa solo del ciclismo specialistico, strada o fuoristrada che sia

Anzi, per quanto possa sembrare paradossale, è proprio il ciclista urbano quello che dovrebbe prestare la massima cura nella selezione. Perché la città è un territorio infido, la pavimentazione cambia di continuo, spesso è sporca dei residui oleosi lasciati dai veicoli a motore e quindi il grip è incostante; perché il traffico caotico (le ciclabili non sono realtà ovunque) impone manovre d’emergenza dove tenuta in frenata e sveltezza di avantreno possono fare la differenza tra un bello spavento e rovinare a terra; perché nel nostro pendolarismo a pedali possiamo uscire di casa la mattina col sole e rientare la sera con la pioggia e dobbiamo contare su una tenuta eccellente sia un caso che nell’altro; perché in città usiamo la bici per velocizzare i nostri spostamenti e una foratura, con la conseguente perdita di tempo e il fastidio di sporcarci le mani, vanifica i nostri sforzi per essere puntuali; perché in città usiamo la bici per spostarci, per andare al lavoro o svolgere commissioni e lo facciamo in abiti civili e la nostra gomma non dovrà farci sudare le canoniche sette camice per essere mossa, dimostrandosi scorrevole e sufficientemente leggera; perché la città è piena di guidatori distratti, essere ben visibili è fondamentale e una cintura rifrangente diventa indispensabile; perché le strade urbane sono sempre malmesse e magari per tagliare sfruttiamo anche il passaggio all’interno di qualche parco e il nostro copertoncino dovrà aiutarci con la sua morbidezza a smorzare quanto di brutto ci rimanda la strada; perché rientrando la sera dopo il lavoro potremmo decidere di passare al supermercato e il peso aggiuntivo delle nostre provviste dovrà essere gestito dalla carcassa del copertoncino, senza deformarsi tanto da rendere la bici inguidabile.

Vista così, la scelta di un copertoncino urbano appare assai più complicata di quanto si sarebbe potuto pensare. Tantissime esigenze, dalla tenuta su asciutto e bagnato alla scorrevolezza, dalla protezione dalle forature alla leggerezza, dal comfort di marcia alla perfetta direzionalità anche carichi: e sempre esigenze in contrasto tra loro, perché la protezione antiforatura pesa, il grip elevato limita la scorrevolezza, una carcassa morbida offrirà comfort di marcia ma troppa cedevolezza a pieno carico e così via.

Vi sembra ancora paradossale quanto è difficile mettere a punto un copertoncino urbano per le aziende e quanto complesso per noi fare la giusta scelta?

Se non siete ancora convinti vi aggiungo una ulteriore difficoltà: che misura scegliere? E già, qui mica abbiamo a che fare con una bici da corsa dove l’opzione è tra due misure, in alcuni  rari casi tre. No, una bici urbana in senso ampio ha sempre un passaggio gomme che permette l’installazione di molte differenti sezioni.

La PlanetX London Road e la Peugeot Anjou trasformata in Passepartout, le bici coinvolte in questa prova, possono ospitare gomme fino a 700×50 la prima e 700×42 la seconda; partendo dalla 700×28 perché ambedue dotate di cerchi con canale da 19mm.

Significa poter installare undici differenti larghezze sulla bici nata a Nord della Manica e otto su quella nata a Sud del Canale. Opperò!

Quindi prima dobbiamo trovare un copertoncino capace di assecondarci in tutto e una volta trovato, se lo troviamo, dobbiamo capire che misura ci serve e se esiste a catalogo.

Oppure possiamo visitare un blog dove c’è chi ha fatto la ricerca per noi; non solo del copertoncino, ma ci ha aggiunto anche una comparativa tra due differenti misure per capirne vantaggi e svantaggi 😀 😀

Il copertoncino è il Michelin Protek Urban e le misure scelte per questo test sono le 700×28 e 700×35: vi vizio, dite la verità…

Iniziamo a vedere come sono fatti.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Gran bella recensione, grazie.
    Io ho sempre usato gomme Michelin, sia sulla macchina che sull’auto che, adesso, sulle bici, e mi sembra che negli ultimi tempi stiano tirando fuori delle cose eccelse in continuazione.
    Solo un appunto sulle puntine da disegno: le ha trovate il CT Cassani durante un giro con i suoi amici… roba da criminali 🙁 Meno male erano in salita e non è successo niente.

    Ciao

    • Elessarbicycle

      Ciao Samuele, hai ragione: Michelin sta proponendo negli ultimi tempi ottimi copertoncini, per tutti gli usi. Io ormai sto usando quasi solo i loro (facessero una cyclocross jet nero/para e pure Elessar ne sarebbe dotata…) e al momento questi Urban sono rimasti sulla London road, penso li terrò su nei prossimi mesi.
      Puntine da disegno: lì sono state messe apposta e poi non prendete alla lettera ogni frase: bisogna pure spezzare il tono ogni tanto 😀 😀

      Fabio

      • Non l’avevo presa alla lettera, solo che effettivamente a pensarci le probabilità di forare per una puntina sono in sé insignificanti rispetto allo schifo che troviamo per strada grazie alla maleducazione e per l’appunto ho giusto letto ieri di Cassani e mi è venuto spontaneo portarlo come esempio di inciviltà nell’ambito della sicurezza stradale a te (ma anche a me e penso buona parte di noi) tanto cara.
        Ecco, da una frase messa lì a batttuta è venuta fuori una cosa deprimente 😀

  • Andrea

    Ciao Fabio,
    grazie per i test che proponi, sempre attuali e variegati. Ti faccio una domanda: che differenza c’è tra i Protek Urban e i Protek in termini di destinazione d’uso?
    Parlando d’altro, ogni volta in cui leggo un tuo articolo in merito agli pneumatici mi convinco che utilizzo delle pressioni assurde. Io peso circa 60 kg e non è raro che gonfi a 6 bar nella convinzione di rendere la bici più scorrevole. La sensazione di maggiore scorrevolezza è indubbiamente positiva, ma il comfort è fortemente penalizzato e tenendo conto che, lungo i
    miei percorsi abituali le strade sono pessime e che in più in questo periodo dell’anno praticamente esco sempre con il buio (centro tutte le buche) , allora tale parametro diventa per me fondamentale. A questo punto ti chiedo, come determino la pressione ottimale?Come mi regolo nella scelta allo scopo di evitare forature e non penalizzare la godibilità lungo percorsi sconnessi?
    Ciao.
    Andrea

    • Elessarbicycle

      Ciao Andrea, ti ringrazio. Coi miei test cerco di aiutare chi usa la bici ogni giorno, sia per allenarsi che per diporto e pendolarismo. Insomma, chi vive sui pedali e ogni occasione è buona per saltare in sella 😀

      Sui Protek posso solo dirti quello che si rileva “sulla carta” non avendoli mai provati. Si rivolgono a chi affronta spesso umido e pioggia, quindi mescola e battistrada sono differenti da questi protek Urban, mentre la protezione antiforatura è uguale.
      Di più non posso dirti, è mio costume dare pareri su ciò che ho toccato con mano e i Protek appunto non li ho testati.

      Fabio

      • Andrea

        Ciao Fabio, questi Protek mi incuriosiscono da un po’, gli urban con quel canale centrale danno la classica idea dello pneumatico da bagnato nel senso più generale, non rimanendo strettamente in campo ciclistico. In più ho visto dal vivo gli Energy che mi hanno colpito, sono molto meno scolpiti.

        • Elessarbicycle

          Ciao Andrea, la tenuta sul bagnato di questi Urban è eccellente; a patto di averli rodati, vogliono i loro chilometri. Non tantissimi, ma un centinaio si.

          Pressione: non so che modello è, comunque coi tuoi 60 kg e un range 3,5/6 oltre i 4,5 non dovresti spingerti. Sull’anteriore puoi fermarti a 4,3.
          Viaggiare a 6 bar col tuo poco peso è eccessivo e controproducente.

          Fabio

          • Andrea

            Ciao Fabio, ho provato a girare con queste pressioni, devo dire che ho riscoperto un certo piacere di guida, saltello molto meno sulla sella! Una componente psicologica però mi dice che la bici non è altrettanto scorrevole! Solite convinzioni mentali!
            Grazie per il consiglio!
            Andrea

            • Elessarbicycle

              Può essere, non conscendo bici e gomma specifica (hai solo detto 35mm)sono andato di rapido calcolo, senza correttivi. Molto influiscono carcassa e mescola, ma puoi arrivarci da solo: parti dalla più alta, scendi prima di 0,5 bar alla volta (mantenendo una differenza di 0,2/0,3 tra anteriore e posteriore) e poi di soli 0,2 bar alla volta. Vedrai che in 4/5 uscite trovi la giusta pressione in base anche alla gomma che usi.

              Fabio

          • Andrea

            Ciao Fabio, le gomme sono delle vittoria Vittoria Adventure su un’ibrida in alluminio, una scott sportster, tra l’altro gli estremi dell’intervallo di pressione dovrebbero essere 4-6 bar. Per questo ho gonfiato posteriore a 5 anteriore intorno ai 4,8 ed ho avvertito dei benefici soprattutto in termini di godibilità generale. In ogni caso più che altro sottolineavo il fatto che le convizioni mentali che ci accompagnano a volte non ci fanno rendere conto delle differenze tra una configurazione e l’altra. Questo da molto più valore al tuo lavoro perchè non è scontato riuscire ad avere un approccio ai test che sia privo di pregiudizi.
            Andrea

            • Elessarbicycle

              Hai perfettamente ragione: in bici la nostra capoccia, nel bene e nel male, conta più della zampette… 😀

              Fabio

    • Elessarbicycle

      Scusami Andrea, non mi ero accorto che la seconda parte non era online.
      Pressione: 6 bar su cosa? Perché non è questione di bar ma di gomma, sua sezione, range di pressione min e max e poi da lì capire se i tuoi 6 bar sono corretti o meno.
      Senza questi dati non ho idea di quale potrebbe essere la tua pressione di esercizio ideale

      Fabio

      • Andrea

        Ciao Fabio, hai ragione, sono stato impreciso, la sezione dello pneumatico è 35 mm, i 6 bar coincidono con la massima pressione di esercizio la minima dovrebbe essere 3,5 bar.
        Ciao.
        Andrea

  • Bella recensione su gomme interessanti e, ad occhio, adatte alle mie necessità e al tipo di giri su strada che faccio io(cicloturismo tranquillo di una mattinata, fuori porta, asfalto e qualche tratto di strada bianca, strade buone, tipo Chianti, maggiore attenzione a comodità e sicurezza più che alla leggerezza e alla performance sportiva). Al momento, se non è un giro da MTB, la bici che uso per questi giri è la bianchi spillo che hai visto nei commenti in un altro post, che monta dei Vittoria Randonneur 700×35 con protezione antiforatura; hanno un disegno molto simile a quello dei copertoncini da te descritti nell’articolo, e anche caratteristiche che ritrovo simili a leggere la recensione. Forse i miei sono un po’ più pesanti ma mi riservo di controllare. Avevo provato in passato i Protek Cross Max Della Michelin( te ne avevo già parlato), ma mi sono trovato male per la difficoltà di montaggio(a proposito del montaggio cosa dici? Tutto facile?), per una eccessiva rigidità a pressioni neanche tanto alte e, nell’ultimo periodo, per la propensione a pizzicare, temo dovuta all’eccessivo strato di protezione antiforatura che alla lunga deve aver creato problemi di schiacciamento della spalla, o qualcosa di simile; un problema del genere ho letto che è stato verificato anche per altri copertoni con protezioni spesse, da gente che fa cicloturismo a lunga percorrenza… credo, dopo aver controllato cerchio, raggi e copertone più volte senza riscontrare problemi, che sia dipeso proprio da quello.
    Questi che recensisci invece mi paiono più equilibrati sulla carta e, se sono simili ai vittoria randonneur, credo di capire il tuo entusiasmo. Appena finirò le randonneur, ci faccio un pensierino…

  • Ciao Fabio, bella ed esauriente recensione, MAAA… dovendo scegliere fra le Pasela PT (cmq quasi introvabili) e queste Protek Urban ???
    Devo cambiare i copertoni della mia Cinelli Gazzetta della Strada per un uso misto cittadino/turistico (lasciando perdere questioni estetiche)
    ciao, Salvatore

    • Elessarbicycle

      Ciao Salvatore, non sono copertoncini equiparabili. Il Pasela è più leggero e scorrevole ma dura meno e ha protezione antiforatura meno efficace; l’Urban pesa di più, è rigido e non pieghevole, scorre poco meno ma ha protezione antiforatura più efficace. Che poi è questa che fa la differenza nella resa dinamica, perché incide su carcassa, peso ecc.
      Se l’uso è più sbarazzino ti direi Pasela senza remore.

      Fabio

  • Fabio, grazie intanto per la celere risposta, mi permetto di disturbarti ancora…..
    ..avrei per le mani una coppia praticamente nuova di Panaracer Gravelking da 700×28 che un mio compagno di avventure vuole cambiare sulla sua gravel con la versione SK….
    … ho visto che hai in preparazione un test proprio di queste gomme, hai qualche anticipazione in merito ?
    o qualche considerazione in generale cmq,
    ..io della bici su cui devo cambiare le gomme (Cinelli GdS) attualmente ne faccio un uso … “universale” … ,bar, spesa, giretti in abiti civili, viaggetti di 1 o più gg,ecc….
    La misura massima che posso montare, con i parafanghi, è il 700×28 (attualmente monto delle Specialized Roubaix, ma sono ormai quasi alla frutta….)
    saluti e grazie, Salvatore

    • Elessarbicycle

      Ciao Salvatore, al momento non ho risposte. Ho montato una Gravel king su un cerchio, fatte le foto di rito per la presentazione statica, smontate e riposto tutto. Finché non chiudo gli altri test in lavorazione non ho tempo per pedalarci. Per come stanno le cose, prima di maggio/inizi giugno dubito potrò essere online con la loro recensione. Sorry.

      Però visto l’uso io un pensierino a gomme 4s, per esempio le Michelin Power o le (strepitose, a breve la recensione online) Pirelli Pzero 4s, lo farei. Alla fine temono solo i grossi carichi, roba da viaggio con 40 kg di bagaglio. Ma tengono in ogni situazione, sono leggere, comode, scorrevoli. Costicchiano ma non è che i Pasela te li regalano. I 5/6000 km li fanno, sono un poco più delicati per la questione bucature ma non così tanto. E la bici diventa assai godibile, che male non fa…

      Fabio

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