Michelin Power Gravel

Tempo di lettura: 17 minuti

Introduzione

La gomma che mancava: questa è la Michelin Power Gravel. Adesso c’è.

Ecco, nel primo rigo ho praticamente già chiuso il test, in barba a chi mi rimprovera di dilungarmi troppo 😀

No, tranquilli, da leggere c’è, scherzo.

Perché la gomma che mancava? Primo perché in casa Michelin non c’era una copertura studiata specificatamente per l’uso gravel; secondo perché arrivando dopo i concorrenti ha potuto farlo con un prodotto mirato, aggiornato alle attuali esigenze e non adattando quanto già esiste.

Il gravel è bello e divertente e come vi ho spesso raccontato non è una invenzione degli ultimi tempi. Sono decenni che usiamo andare per sentieri su bici da ciclocross modificate o ibridi ricavati da vecchi (e tutt’ora validissimi) telai in acciaio da trekking.

Il mercato però cerca sempre nuovi spunti seppur non sempre figli di nuove idee. E così i produttori hanno rispolverato un antico modo di vivere la bici, ci stanno proponendo tanti modelli studiati per questo uso, si sono fissati su alcune soluzioni tecniche secondo loro imprescindibili e noi pedaliamo contenti tra i boschi.

Diciamo che il vero colpo di genio è stato battezzare questo ciclismo “gravel”. Attacchi l’etichetta e hai vendite assicurate, anche se alla prova dei fatti hai dato solo un nome.

Per nostra fortuna però c’è anche chi non si limita a battezzare ma studia e propone una bici o un componente in tutto e per tutto adatto a questo nuovo e al tempo stesso vecchio mondo.

Come ha fatto la casa francese, leader mondiale nel settore gomme: da auto, moto, autotrasporto e, ovviamente, bici.

La gamma da Mtb è varia e ampia a sufficienza e qualcosa (passaggio gomme permettendo) può tranquillamente essere travasato; la gamma ciclocross è ristretta e seppure ci sia una copertura, la Cyclocross appunto che è stata recensita qui sul blog, il suo limite è che è proposta in unica misura. Ed è un peccato perché è davvero ottima in ogni situazione, una superiore scelta di larghezze la renderebbe appetibile a vasta platea. Pubblicata la sua prova su strada ho continuato a usarla sulle mie bici e l’ho dismessa solo dopo essere arrivato quasi alle tele.

Mancava quindi a catalogo una gomma specifica, se ne sentiva il bisogno perché il fenomeno gravel non è fuoco di paglia destinato a durare poco, come le fat bike che per un (breve) momento sembravano indispensabili a ogni ciclista.

E’ arrivato un nuovo copertoncino facendo tesoro di ciò che realmente serve a chi esce in bici, percorre l’asfalto fino all’imbocco del sentiero, si inoltra, incontra terreno duro o moderatamente pesante, non si lascia scoraggiare se piove, ritorna sull’asfalto e per buona creanza il giorno dopo usa quella stessa bici e quelle stesse gomme per andare al lavoro, affrontando la città e il suo onnipresente pavé.

E cosa serve a un ciclista così? Grip, anzitutto: in ogni situazione e qualunque sia la strada del momento. Affidabilità, perché una tenace protezione contro le forature è sempre gradita. Comfort, perché si sa che quelli gravel son sempre giri lunghi e pedalare comodi significa non disperdere energie. Appoggio in curva in fuoristrada, perché non è l’asfalto e scivolare sui sentieri è fin troppo facile. Tanta maneggevolezza, perché il paesaggio varia e la strada pure e scansare in velocità l’ostacolo imprevisto chiede sveltezza di avantreno. E siccome il ciclista è incontentabile, vuole pure perfetta direzionalità e capacità di recupero della traiettoria, perché a rallentare non ci pensa proprio.

Ciliegina sulla torta se è Tubeless è meglio.

E’ riuscita la casa del Bibendum, che vi annoto per curiosità è stato premiato icona del millennio all’Advertising Week proprio mentre scrivo queste note, ad accontentare il nostro incontentabile ciclista?

Beh, i test servono proprio a scoprire questo; voltiamo pagina e iniziamo a fare conoscenza con la (tanta) tecnologia di questo nuovo Michelin Power Gravel.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Valerio

    Ottima recensione come sempre.
    Un confronto con le Gravel King?
    Anche se probabilmente quelle in prova avevano dimensioni differenti….

    • Elessarbicycle

      Ciao Valerio, un confronto diretto non posso farlo perché le dimensioni che ho provato variano e come hai giustamente notato anche tu non è possibile.
      Però leggendo in sequenza i due test comunque si dovrebbe ottenere un quadro abbastanza preciso.
      Qui posso dire, ma ripeto che la differenza di sezione è da tener presente, che il comfort delle GravelKing è un pelo superiore; la tenuta in fuoristrada migliore per le francesi.
      Però il confronto diretto avrebbe richiesto parità di ogni condizione e misura per avere senso.

      Fabio

  • Sembrano due ottime candidate a prendere il posto delle Vittoria Randonneur che ho sulla mia bici. Voglio capire se riescono a stare sulla mia bici convivendo serenamente con i parafanghi SKS Bluemels da 45 mm, poichè non intendo farne a meno di questi utlilizzimi accessori, specie in inverno.

    • Elessarbicycle

      Ciao Eugenio, sicuramente le 40 non vanno; dovresti ricorrere alle 35, che sono comunque abbastanza ciotte.
      Io le ho montate uguale coi Bluemels da 45, ma posso sfruttare una luce al telaio per gomme da 50 e questo mi ha permesso di alzare parecchio i parafanghi. E comunque è rimasto giusto un capello. Non penso che il connubio sks da 45 e gomma da 40 sulla tua trek riuscirebbe a funzionare. Il 700×35 invece si

      Fabio

  • valentino

    confermo che le gravel king SK da 35 sono generose come misura, montate su cerchi stretti (mavic open pro) misurano in effetti 37mm, ero anch’io interessato ad un confronto con queste michelin. Le gravel king le ho usate soprattutto su asfalto, e mi sono sembrate, oltre che comode, anche molto scorrevoli. Per quel poco che ho provato, in fuoristrada, per il tipo di uso che ne faccio con questa bici vanno bene. Rispetto alle vittoria randonneur (che ho montato in emergenza durante un viaggio in quanto erano le uniche “robuste” che ho trovato) siamo su un altro pianeta, ti sembrerà di volare, erano le gomme meno scorrevoli che io abbia mai usato (meno scorrevoli anche delle schwalbe marathon plus !)

    Valentino

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