Michelin Cyclocross Jet

Introduzione

Il test di un copertoncino da ciclocross su questo blog che è sempre stato orientato al mondo stradale? Si, e non è strano perché in off-road pedalo spesso; e poi non mi sono limitato alla sola guida in fuoristrada, valutando queste coperture anche come valida alternativa a gomme turistiche per viaggiatori avventurosi o per chi orbita nel mondo gravel.

Mi ha sempre intrigato di questi copertoncini la misura: 700×30, unica diponibile. Una via di mezzo, una sintesi tra le qualità di guida di gomme subito più sottili o immediatamente più corpose. Una dimensione inoltre che consente il montaggio coi parafanghi e freni stradali, rendendole di fatto una delle poche gomme tacchettate che lo permette.

Potevo io, sempre alla ricerca di componenti per vivere la bici nella massima libertà e senza dogmi, lasciarmi sfuggire la possibilità di mettere alla prova negli usi più disparati questi Cyclocross Jet? No, ovvio. Ho subito inoltrato richiesta a Michelin Italia che a stretto giro mi ha recapitato una coppia di gomme; io invece ho impiegato tanto tempo e percorso molti chilometri per offrire a voi un test ad ampio respiro.

Tre bici chiamate a offrire i loro servigi e percorsi selezionati tra asfalto, pavé e fuoristrada; e qui ho diviso in sterrati compatti o sabbiosi, sentieri pietrosi o dal soffice terreno, erba, sottobosco e fango. Mi sono immedesimato nel ciclista che con la sua bici non si preclude alcuna possibilità: salta in sella e parte, senza alcun limite per il percorso che vorrà affrontare.

In ogni situazione affrontata le Michelin Cyclocross Jet si sono comportate benissimo; hanno mostrato chiari limiti solo sul fango, ma non è gomma progettata per questo: però ho comunque voluto fare la prova.

Conosciamolo.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Bel test,
    terro’ in considerazione per un futuro cambio di gomme.
    Dal lato estetico mi spiace che non ci siano con la spalla color para che mi piace tanto 🙂

    • Elessarbicycle

      Ciao Lorenzo, condivido in pieno: una versione nero/para sarebbe proprio indovinata. Chissà, noi lanciamo l’idea… 😀

      Fabio

  • Ciao, ottimo articolo che offre un’analisi completa. Mi chiedevo se possono essere usati per andare in città non solo su strade asfaltate ma anche pavé, ciottolato, lastroni. Secondo te sono leggeri ho sono un pò resistenti al rischio foratura ? Non mi aspetto una resa come i Protek ma vorrei capire se sono troppo leggeri per l’uso che vorrei farne io.

    Grazie
    Massi

    • Elessarbicycle

      Ciao Massimiliano, grazie.
      Per quanto riguarda il tuo quesito posso confermarti che in ambito strettamente urbano si sono rivelate ottime. Infatti io le uso sulla mia London road che è, appunto, la bici per gli spostamenti urbani; e non solo. Temono, come tutte le gomme direi, solo il pavé, quello delle prima pioggia leggera per capirci; una volta che la strada è bagnata poi tengono bene. Pagano poco dazio anche in tema di comfort rispetto a gomme dalla sezione più generosa, diciamo dalle 42 in su, mentre perdono nulla rispetto a delle 35. In più offrono grande maneggevolezza grazie appunto alla sezione ridotta. L’unica accortezza è se si montano parafanghi, anche se da 30 è meglio usare parafanghi da 45mm perché la tassellatura altrimenti potrebbe urtare.

      Fabio

  • Ottimo, era l’idea che m ero fatto leggendo la tua recensione. Sicuramente li acquisterò a breve per montarli sulla bici che ho appena montato per andare al lavoro (grazie anche per gli altri tutorial !).
    Vorrei abbassare affinarla dopo il primo montaggio e abbassare un pò i pesi.

  • Un’altra domanda: che pressione consigli di utilizzare ?

    • Elessarbicycle

      Ciao Massimiliano, la pressione di esercizio è soggettiva, pur mantenendosi entro il range min/max previsto dal costruttore. Dipende dal tuo peso, dalla bici e dai percorsi. Il sistema migliore è empirico: si gonfia al max e si scende di 0,2 atm a ogni scalino. Comunque se mi dici il tuo peso ti posso già dare un valore di partenza. Non definitivo, solo di partenza…

      Fabio

  • Sarebbe utile il tuo aiuto. Sono un utilizzatore di MTB ambito in cui conosco la gestione delle pressioni, mentre in ambito Strada sono ignorante. La bici l’ho assemblata partendo dal telaio di una CUBE SL Road Pro dal cui montaggio si differenzia solo dalla forcella: ho optato per non montare una rigida per via del percorso in centro a Milano che è molto vario (asfalto, ciottolato, lastroni, etc..).
    Il peso della bici (compreso portapacchi e borse impermeabili) si aggira intorno ai 15kg mentre il mio peso è circa 85kg.

    • Elessarbicycle

      Ciao Massimiliano, non prenderli come valori assoluti ma solo come base di partenza su cui lavorare. Considerati bici e ciclista nonché percorsi parti da 4.6 avanti e 4.8 dietro. Tieni presente che siamo quasi al limite max (5 bar) ma puoi salire di 0,2 se non affronti fuoristrada. Da quei in poi scendi di 0,2 sia vanti che dietro dopo ogni giro e vedrai che trovi in 3 o 4 uscite il set up ottimale. Che comunque non è lontano dalla base di partenza.
      Peso meno di te (al momento 71kg) e mi tengo su 4 avanti e 4,2 dietro; potrei scendere un altro minimo ma ora la bici è in configurazione solo urbana quindi niente fuoristrada e borse cariche con la spesa…
      Manometro affidabile, mi raccomando.

      Fabio

      • Ottimo grazie mille per il suggerimento. Devo fare una prova a pieno carico (nelle borse ci vanno portatile e cambio vestiti).
        Di manometro ne ho uno affidabile e faccio il controllo con uno piccolo digitale, giusto per essere più tranquilli.

  • Ciao…una domandina. La sensazione di avere un ‘bozzo’ sulla ruota posteriore quando scendo a velocità maggiore di 20km/h SENZA pedalare é imputabile alla copertura di scarsa qualità che monto (dopo aver escluso mal posizionamento della camera o cerchio deformato) Se pedalo non lo avverto ….

    • Elessarbicycle

      Ciao Adriano, queste è una delle tante cose che via computer è impossibile da decifrare, dovrei salire in sella e controllare la bici.
      In linea di massima il “bozzo” si avverte in corrispondenza della valvola, lì dove cioè la camera è più spessa. Però c’è sempre, non solo se non pedali…
      Un saltello invece può avvenire quando c’è un leggero gioco, minimo, infinitesimale, sul mozzo; che può avere tante origini, dai cuscinetti al QR. In questo caso con la ruota in tiro si annulla per comparire a ruota scarica.
      A volte un raggio mal tensionato. Insomma, come vedi a distanza e senza capire com’è fatto questo “bozzo” mi è praticamente impossibile dare una riposta certa. Sorry.

      Fabio

  • Grazie, invece utilissimo come sempre. Ora ho una serie di aspetti da controllare ai quali non avevo minimamente pensato! 🙂

  • Antonio

    Ciao! Domandina: come ti sei trovato con il montaggio del copertone? Lo chiedo perché ho sperimentato copertoni da sterro di questo genere(ma con il cerchietto rigido, non pieghevole) che erano ottimi per caratteristiche nell’utilizzo ma davvero duri da montare, cosa che in caso di forature diventava un disastro… sai com’è: una cosa è far tallonare una gomma ostinata quando sei in comodo nella tua cantina e un’altra quando sei in giro in campagna, magari stanco dalla pedalata….

    • Elessarbicycle

      Ciao Antonio, nessun problema di montaggio. Senza levette, come sempre deve essere fatto e, purtroppo, non tutti fanno. Pizzicando la camera e in definitiva facendo una fatica boia. Basta “massaggiare” il copertoncino in fase di montaggio.
      La tecnica è chiaramente illustrata in questo articolo.

      Fabio

      • Antonio

        Ti ringrazio per la risposta! Riguardo alle levette, anche io monto(e spesso smonto) i copertoni sempre senza usarle, soprattutto sulla mtb e sulla corsa. Quelle di cui parlo erano sulla trekking e lì ho dovuto usare le levette; le gomme erano delle michelin protek cross 700x35c con cerchietto rigido, montate su un cerchio da 16 di canale, probabilmente al limite come misura ma neanche tanto… Gomme che danno sicurezza anche sugli sterri, ma pesano un po’ e sono dannatamente dure da montare….

        • Elessarbicycle

          Ciao Antonio, effettivamente a volte con alcune gomme un aiuto ci vuole, magari per quegli ultimi 3cm montando una rigida nuova. Piccolo consiglio: la pinza da idraulico, quella regolabile. La usi come fosse la mano che sta tenendo in tensione la gomma mentre l’altra mano “massaggia” ma permette di non farsi male e avere presa. Esiste una pinza apposita in realtà, ma costicchia.

          Fabio

          • Antonio

            Questa della pinza da idraulico non l’avevo mai sentita… proverò! Però è un metodo adatto solo alla cantina… nei miei giri in bici non mi porto certo dietro una pinza da idraulico! 😀 😉 …già dietro mi porto parecchi attrezzi per fronteggiare un po’ di tutto tranne la rottura del telaio… ci manca solo la pinza a pappagallo! 🙂

          • Elessarbicycle

            Ciao Antonio, si, intendevo a casa non da portare al seguito. E’ solo per non farsi male le mani.

            Fabio

        • Ciao,
          ho usato anche io lo stesso tipo di copertone con gli stessi problemi di montaggio: alla fine ho scelto quelle recensite dal buon Fabio per via del peso eccessivo delle protek (630gr a gomma sono davvero tanti…). Le ho usate su un percorso cittadino molto misto (pavè, lastroni, etc….) e devo dire che la tenuta è davvero eccellente !

          • Elessarbicycle

            Ciao Massimiliano, sono contento che ti sia trovato bene e ancor più contento quando arrivano le vostre conferme. Per me non è facile, il timore di aver sbagliato un giudizio c’è sempre. Su alcune cose sono talmente convinto (per esempio lo stem Redshift) che non esito a consigliarlo e fino ad oggi non uno di voi si è trovato male. Con le gomme (per non dire le selle…) il rischio che un altro ciclista non si trovi bene c’è sempre. A me non interessa favorire una azienda, svolgo i test perché cerco sempre quello che secondo me è meglio per i ciclisti in quel determinato uso. Però metto in conto che posso sbagliare, quindi per me i vostri riscontri sono fondamentali e per questo ti ringrazio per il tuo intervento.

            Fabio

          • Antonio

            Be’, Massimiliano, questo mi conforta … quei copertoni di cui parlavo m’hanno fatto ingrullire, come si dice qui da noi, e iniziavo a pensare d’essere io quello poco buono… meno male che confermi la mia impressione! Questi recensiti qui invece mi piacerebbe provarli…

          • Elessarbicycle

            Stamattina ho rimontato queste gomme sulla London road, le avevo tolte per togliermi un ultimo dubbio sulle Continental Speed Ride prima di pubblicare il loro test. Mi sono detto “Mi trovo montando, ora giro breve video e lo inserisco nell’articolo relativo al montaggio dei copertoncini”. Ho lasciato perdere, troppo facile, vengono su in un momento.
            Però l’idea mi è rimasta, del video intendo, e penso userò una gomma sportiva, che è sempre più rognosa. Montata su cerchio compatibile tubeless, ancor più rognoso.

            Fabio

  • Ciao,
    io li ho appena montati e posso dire di non aver avuto nessun problema; sono andati su velocemente e senza fatica anche senza tecnica di “massaggio”.
    Li sto usando da poco (una decina di giorni) ma devo dire che sono pienamente soddisfatto !

    • Elessarbicycle

      Ciao Massimiliano, grazie per la tua testimonianza. Aspetta di rodarli per bene (hanno bisogno di qualche km in più) e non avrai problemi nemmeno col bagnato. Ieri quasi tutta la mattinata sotto la pioggia (stavo conducendo altro test) con la bici su cui al momento girano questi copertoncini e nessun problema di aderenza. Ovvio, è pur sempre bagnato, quindi prudenza; ma con la giusta tara alle condizioni posso dire che la tenuta è sempre stata ottima.

      Fabio

      • Di nulla.
        Concordo con te che il giudizio su un copertone è quanto mai soggettivo molto spesso. Lo vedo molto nel campo MTB in cui ho molta più conoscenza: ci sono gomme considerate fantasistiche ma con le quali io non ho feeling.
        Tornando a parlare di questi copertoni devo aggiungere di non averli ancora testati si sterrato; se non è un problema sotto ci sono le foto dei fondi (oltre al classico asfalto) su cui li sto usano a fondo.

        Massi

        • Elessarbicycle

          Ciao Massimiliano, per un problema (di cui ignoro la causa) le immagini non si vedevano. Penso di aver risolto, io le vedo ma non sempre ciò che visualizzo io è ciò che vedete tutti…

          Sterrati nessun problema, queste gomme temono solo il fango; la tacchettatura bassa e il disegno del battistrada non sono fatti per terreno pesante, lì servono altre gomme. E del resto Michelin lo dichiara, quindi non è un problema. Il problema è quando una azienda ti dice che una cosa serve a fare quello e quell’altro e invece fa male tutte e due. Come purtroppo mi sta capitando con altra gomma. Però siccome è una sorta di mito, una icona, voglio andarci a fondo e capire se sto sbagliando io, se la gomma ha qualche problema o se sono improvvisamente diventato incapace. Mi prendo il tempo necessario, almeno due mesi, e poi ne riparliamo.

          A proposito di montaggio; mi avete fatto venire la curiosità e ho chiesto oggi la disponibilità delle protek urban (ho detto che in questi mesi volevo dedicarmi di più al settore urbano) e se mamma michelin accetta scopriremo se sono difficili da montare. Non so però se le avrò; so per certo che i test fatti fino ad oggi con gomme francesi sono stati apprezzati per la loro precisione ma so anche che una azienda evita di insistere troppo sulla stessa pubblicazione e lo capisco. Vedremo

          Fabio

  • Elessarbicycle

    Detto, fatto. Pubblicato breve video però monto i Michelin Power All season sui cerchi delle Oxy.
    Questo il link al video su YouTube
    Fabio

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