Lotta alle vibrazioni

Ci sono accessori che montiamo sulle nostre bici che temono le vibrazioni: i parafanghi in alluminio o in sottile acciaio per esempio, i cui supporti possono svitarsi o il parafango stesso arrivare a lesionarsi. Ma anche portapacchi, piccole luci o altro soffrono per gli scossoni continui. E poi c’è la vernice, che salta con troppa facilità stringendo una brugola a contatto diretto o convive male con staffe varie. In quest’ultimo caso frappongo di solito delle piccole e trasparenti rondelle in nylon, che offrono una decente protezione per il colore ma poco possono contro le vibrazioni. Il mercato sino a questo momento non ha offerto granché se non le rondelle in cuoio. Che sono ottime e belle da vedere, ma costano. Una confezione da sei viaggia tra i 7 e gli 8 euro a salire a cui aggiungere la spedizione, perché in negozio state sicuri che è quasi impossibile trovarle. Significa spendere almeno una ventina di euro per una bici, se non di più se gli accessori da salvaguardare sono molti.

Ne ho fatto ampio uso sulla mia Elessar; nelle immagini che seguono si possono vedere in dettaglio come sono state installate a salvaguardia dei parafanghi.

Ma, appunto, hanno un costo e non tutti vogliono affrontarlo. Così da diversi anni uso costruire delle piccole rondelle in gomma che offrono una ottima capacità di assorbimento, secondo il principio consolidato dei silent-block che sono consuetudine in campo motoristico.

Crearle è semplice e richiede una attrezzatura minima: un trapano, un supporto per usarlo a banco e una lama affilata. Un trapano a colonna facilita ma non è indispensabile e io, causa poco spazio, mi accontento del supporto per trasformare il trapano normale; un punta fresatrice invece di quella da trapano rende il lavoro più pulito e veloce, ma anche qui possiamo farne a meno e ricorrere a una tradizionale punta Hss da 5mm. Vediamo allora come ricavare le nostre rondelle.

Il punto di partenza è il materiale: semplice gomma per guarnizioni idrauliche, spessore 3mm. Si vende a metro e si trova facilmente nei negozi specializzati in idraulica, più raro dal ferramenta generico. Sicuramente i grossi centri brico dovrebbero averla.

La uso in differenti modi e non butto mai gli spezzoni avanzati, che tornano utili appunto per creare le rondelle. Così ho pescato questa strana forma, non ho la più pallida idea del perché me la ritrovo.

Un buon sistema per non sprecare materiale ed essere precisi è coprire con del nastro carta e segnare a matita i punti da forare.

Bisogna tener presente il diametro esterno che vogliamo ottenere e su questo calcolare la distanza dei fori, aggiungendo sempre 5mm per sicurezza. Per esempio: il diametro esterno della rondella che ci serve dovrà essere 10mm, che tra l’altro è il migliore perché un filo più grande della testa delle brugole M5, ossia le più usate su una bici; in questo caso tra un foro e l’altro dovrà esserci almeno 1cm di distanza, ma così saremmo proprio al limite. Quindi alziamola a 1,5cm e avremo il margine necessario quando andremo a tagliare. Se distanziamo di 2cm i fori è ancora meglio.

Prendiamo la nostra punta da 5mm, in questo caso userò una punta fresatrice.

Come si vede in dettaglio si differenzia da una classica Hss per avere una superfice adatta appunto a fresare. Con la Hss non riusciamo se non dopo molti passaggi a togliere via tutto il materiale, la gomma è morbida e una volta forata cede, quindi la punta normale non taglia subito via tutto.

Di solito le rondelle si creano mezzo millimetro più larghe, ossia una rondella da 5 avrà diametro interno da 5,5mm. Nel nostro caso è preferibile forare con una 5mm, tanto la gomma cede e all’atto pratico è anche più comodo che una volta infilata sulla vite la nostra rondella artigianale non scappi via. Spesso infatti le usiamo in posti difficili, per esempio le viti da infilare da sotto i parafanghi, come visto nelle immagini sopra di Elessar: la rondella non scapperà e non farà nemmeno scappare la vite, aiutandoci da terza mano. So che queste cose sembrano al limite del fanatismo: però pensate a quante volte vi siete innervositi per quella vite che cadeva sempre nascondendosi nei meandri più oscuri e irraggiungibili e tutto il tempo perso. Ecco, fare un semplice foro da 5mm ci evita tutto questo.

Un trapano a colonna o montato su supporto a colonna non è necessario ma solo più comodo. Sfruttando il vuoto sotto la morsa è più semplice forare, altrimenti è fondamentale avere una superfice con un foro per far passare la punta ogni volta oppure buchiamo il piano di lavoro.

Ed ecco la nostra gomma tutta sforacchiata.

Con pazienza e forbici affilate ritagliamo tanti pezzi quanti sono i fori; non è necessario creare forme precise, solo che ogni pezzo sia grande abbastanza per le nostre rondelle.

Se il supporto a colonna non è necessario quello da banco si, perché trasforma il nostro trapano in un semplice tornio.

Su un bullone M5 di adeguata lunghezza iniziamo a impilare i nostri pezzetti di gomma, intervallati sempre da rondelle in metallo del diametro che vorremmo creare. Sono queste infatti che faranno da guida al taglio.

Chiudiamo il nostro sandwich con un dado, se ne usiamo uno lungo da giunzione è più pratico perché tiene meglio nel mandrino. Altrimenti una lunga brugola, la sua testa tonda ben si adatta al mandrino. e poi chiusa con un dado. Non serriamo forte, altrimenti la gomma si schiaccia e avremo rondelle deformate. Stretto quanto basta affinché non si muovano, non oltre.

 

Ora non resta che avviare il trapano e con una lama ben affilata tagliare l’eccesso. Due consigli per la sicurezza. Primo: non usare i cutter, lama troppo sottile e a contatto con le rondelle di metallo può scheggiarsi e con la velocità di rotazione quella scheggia può fare tanto male. Secondo: regolare la rotazione del trapano in senso orario (altrimenti si svita il nostro sandwich) e porci con la lama posizionata di punta a contrastare la rotazione; se la ponessimo a favore di rotazione sarebbe facilmente trascinata e ci potremmo fare male.

Bastano pochi secondi, molto meno di quelli richiesti per leggere fin qui, per ottenere le nostre rondelle.

Per eliminare eventuali bave basta un giro veloce con carta vetrata a grana grossa. Al netto del tempo per le foto e compreso quello richiesto per montare e smontare il trapano dai supporti creare questo mucchietto di rondelle ha richiesto circa 15 minuti.

Come si vede in dettaglio ne viene fuori un lavoro pulito e, soprattutto, assai utile.

La tecnica è applicabile a qualunque diametro ci serve, l’importante è avere sempre almeno due rondelle in metallo di misura uguale a quella che vogliamo creare. Qui in basso, per esempio, quella che ho creato per un attacco parafango di tipo Daruma.

Chiudo con un ultimo consiglio perché nella quasi totalità dei casi queste rondelle in gomma si rivelano preziose per i parafanghi. Chi come me odia le staffe a vista e ha difficoltà a trovare la minuteria giusta per assicurarli dall’interno potrà usare il trapano montato a banco per ridurre l’altezza della testa dei bulloni e installare i parafanghi bene a filo con la gomma.

Può sembrare un altro dei miei inutili preziosismi, eppure quanto rovina la linea della bici un parafango montato male. La bellezza è nei dettagli invisibili; curare la esatta lunghezza di un distanziale, preoccuparsi che un accessorio sia perfettamente in linea o in bolla rende la bici armoniosa al primo colpo d’occhio. E a noi piacciono le bici belle e ben curate, giusto?

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Lorenzo

    “……….E poi c’è la vernice, che salta con troppa facilità stringendo una brugola a contatto diretto”

    Gia 🙁

    Consigli semplici ma preziosi, per quelle trasparenti invece come fai?

    • Elessarbicycle

      ehm Lorenzo, suppongo ti sia sverniciato Gitana…
      Per quelle in nylon? Le compro, a pacchi da 200, tanto vanno via subito. “Uh Fabio, posso prendere due rondelle, non le trovo mai” e se ne portano via 30 alla volta. Come i capifilo, ormai prendo le buste da 500 pezzi, durano due mesi se va bene.
      Le rondelle le prendo online se ho ordini di minuteria particolare, altrimenti i negozi di materiale elettrico le hanno, di solito. Ma se non hai fretta le trovi su ebay, spedizione gratuita, pochi spiccioli. Si deformano facilmente, ovviamente, e di solito le metto nuove dopo due o tre smontaggi/rimontaggi.

      Fabio

  • Damiano

    Bel tutorial! Ma le rondelle di cuoio sono migliori a parer tuo? E che spessore di cuoio sarebbe? Giusto per capire, visto che ho un po’ di familiarità con la lavorazione di detto materiale volevo capire quanto difficile sarebbe realizzarle…

    • Elessarbicycle

      Ciao Damiano, sicuramente più belle. Poi non ho perso mai una vite né con il cuoio né con la gomma. Contattai alcuni artigiani per farmele fare ma mi spiegarono alcune difficoltà, perché finché devi fare un foro ok, creare il tondo e poi forarlo al centro richiedeva un tipo di macchina che avrebbero attrezzato solo se gli ordinavo minimo 2000 pezzi. Ovviamente ho lasciato perdere.
      Quelle che compro io hanno diametro esterno di 14mm e uno spessore del materiale di circa 2mm. Quelle in gomma invece le creo generalmente con diametro esterno di 10mm, sfruttando il fatto che quando serro si schiaccia e quindi diventa “più larga”.
      Facci sapere se le farai quelle in cuoio.

      Fabio

      • Damiano

        Proverò a vedere se con un paio di fustelle di diamettro diverso (interno-esterno) si riesce a fare. Anzi, ancora meglio se trovassi gli inserti per la pressa. Passerò dal negozio nel weekend se riesco.

        • Elessarbicycle

          Ecco, era qualcosa che aveva a che fare con la pressa, ora che la nomini mi ricordo più o meno; avrò chiesto chissà quanti anni fa. Era una macchina che faceva più buchi in contemporanea, però non poteva fare tutti e due, ossia prima esterno poi interno. O roba simile…
          Mi spiace ma non ricordo esattamente, anche perché smisi di ascoltare dopo i millemila pezzi da ordinare…
          Però a mano mi disse era semplice, bastava prendere i punzoni da battere ma ovviamente me li sarei dovuti fare io, non si mettevano loro a battere ogni pezzo. Però non era conveniente, nel senso che una pezza di cuoio mi costava parecchio al dettaglio. Forse se tu hai costi più bassi puoi valutare. Io chiesi a laboratori artigiani, non erano grosse aziende.

          Fabio

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