La manutenzione dei mozzi, parte prima

L’argomento stavolta è la manutenzione dei mozzi, componente importante da trattare con cura.
Una ruota, l’ho scritto spesso qui sul blog, è anzitutto armonia: cerchio, mozzo e raggi che li uniscono devono lavorare in perfetto accordo e perché questo sia duraturo è indispensabile che ognuno riceva le giuste attenzioni. Per il cerchio sono poche, alla fine si tratta di tenere le piste frenanti pulite e sgrassate e verificare l’assenza di botte o piegature. I raggi richiedono il corretto tensionamento e la centratura complessiva della ruota (argomento ampiamente trattato con diversi articoli qui sul blog) e i mozzi devono essere registrati e ingrassati. Registrati quelli dove l’operazione è possibile.

Perché i mozzi possono ruotare o su cuscinetti sigillati, quindi scevri dalla necessità della manutenzione e non registrabili (alcuni modelli di gamma alta consentono un minima registrazione però) o su cuscinetti sciolti chiusi tra il cono e la pista del mozzo.

Distinguere quale tipologia di mozzo equipaggia la nostra bicicletta è facile anche dall’esterno, basta osservare se sono o meno presenti le scanalature di ingaggio sul cono necessarie alla chiave specifica.

Nella immagine un mozzo White Industries a cuscinetti sigillati dove è possibile notare l’assenza di qualsivoglia sistema di registrazione.

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E adesso un mozzo a coni e sfere, dove sono ben visibili invece le scanalature di ingaggio per la chiave sul cono e il dado di fermo.

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Come sono fatti i mozzi all’interno lo vedremo fra poco, per adesso meglio chiarire un punto: la diatriba tra i sostenitori di un sistema contro l’altro.

Nessuno dei due è oggettivamente migliore, un mozzo a cuscinetti sigillati non è superiore a uno a coni e sfere e viceversa. A parità di qualità i due sistemi si equivalgono e del resto i mozzi White Industries fotografati all’inizio sono tra i migliori sul mercato e hanno cuscinetti sigillati; i mozzi Shimano Dura Ace che uso io (versione 7900) sulla mia Rose Xeon e i Campagnolo Chorus  di Elessar (e questo rende intuibili le mie preferenze…) sono anch’essi tra i migliori sul mercato e hanno tecnologia a coni e sfere. Quindi due mozzi di alta gamma che usano sistemi diversi, e credo che questo da solo basti a chiarire che conta la qualità non il sistema utilizzato. Quale usare è frutto di scelte personali, io preferisco quelli a coni e sfere ma solo perché mi consentono di lavorarci su, tutta la roba sigillata non è mai stata tra le mie preferenze.

Hanno però caratteristiche diverse, questo si.

I mozzi a cuscinetti sigillati si distinguono per la nulla manutenzione e la maggior protezione del cuscinetto.
Sui modelli migliori un cono tronco (senza cioè l’incavo per accogliere i cuscinetti sciolti) regolabile con una chiave per coni, a compasso, a brugola o specifica del produttore (insomma, ogni costruttore ha voluto dire la sua) determina una maggiore o minore pressione sul cuscinetto. Più è sfrenato migliore la scorrevolezza in cambio di una leggera imprecisione perché si forma un minimo gioco; più è serrato migliore la precisione in danno della scorrevolezza.

Per fare un esempio guardiamo un mozzo Mavic con tecnologia QRM+, acronimo di Qualité de Roulements Mavic+ (la Mavic è francese…) usando una immagine prelevata dal sito ufficiale, dove in blu è l’asse, in rosso il cuscinetto sigillato e il giallo il cono che gestisce la pressione sul cuscinetto e che viene regolato con una chiave specifica raffigurata affianco.

 

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Se non necessitano di ordinaria manutenzione perché finché scorrono si lasciano lavorare e quando iniziano a grattare si sostituiscono, è anche vero che la loro sostituzione è laboriosa e richiede attrezzi specifici di ottima qualità, sia per rimuovere il vecchio cuscinetto che per pressare quello nuovo.

Se il mozzo non è un costoso top di gamma, nei prossimi articoli vedremo una soluzione artigianale a bassissimo costo per sostituire i cuscinetti sigillati; soluzione artigianale che sconsiglio caldamente su mozzi di pregio.

Vediamo come è fatto un mozzo a cuscinetti sigillati, immediatamente riconoscibile per l’assenza di qualsivoglia ingaggio per la chiave di smontaggio dei coni.

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Però ruotando il cono di fermo troviamo una piccola brugola che ha lo scopo di tenerlo bloccato sull’asse.

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Una volta sfilato appaiono i cuscinetti sigillati.

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Ed ecco cuscinetti ed asse rimossi e alloggiamento del cuscinetto nel mozzo.

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Questo appena mostrato è un mozzo tra i più semplici, ma in ogni caso quelli a cuscinetti sigillati presentano sempre un numero di componenti inferiore rispetto a mozzi a coni e sfere. La manutenzione su un mozzo di questo tipo è praticamente nulla e la sostituzione dei cuscinetti non è complicata, infatti lo userò come modello fotografico per indicare una procedura economica e alla portata di tutti per rimuovere e installare i cuscinetti nuovi.

In altri casi invece la revisione del mozzo a cuscinetti sigillati non è sempre agevole o richiede attrezzi dedicati per non danneggiarne il corpo, soprattutto quelli con parti in fibra di carbonio.

Sempre rifacendomi alla documentazione ufficiale dei produttori, guardate che significa sostituire i cuscinetti su una ruota stradale di gamma medio bassa  (e non lo dico con intento denigratorio, le ho usate con soddisfazione come ruote da allenamento e da battaglia e le ho trovate ottime in rapporto al prezzo; gamma medio bassa intesa quindi solo per il prezzo di acquisto) come le Fulcrum 5. E i cui cuscinetti, preciso, non sono del tutto sigillati ma una ingrassata la vogliono ogni tanto e per fortuna sono tra i più semplici su cui intervenire.

Diciamo che sui mozzi a cuscinetti sigillati si interviene poco; però con molti modelli di gamma alta quando è necessario metterci mano possono diventare ostici.

I mozzi a coni e sfere hanno i cuscinetti sciolti più esposti alla penetrazione di sporco e acqua e richiedono una costante manutenzione. Che è spesso facile (alcuni al posteriore però i cuscinetti li hanno nascosti talmente bene che per arrivarci ci vuole mezz’ora…) è possibile cambiare tutte le singole parti in caso di usura e possono essere regolati con precisione a seconda delle proprie esigenze; utilizzando le chiavi specifiche per i coni o due chiavi a brugola o una chiave a brugola e una per i coni, ogni connubio determinato dal sistema scelto dal produttore.

E’ la terza volta che le cito, vediamo cosa sono queste chiavi per i coni: sono normali chiavi poligonali che partono dalla 13 e arrivano fino alla 28 ma i coni più comuni (almeno per diffusione) utilizzano dalla 13 alla 17. Si caratterizzano per il ridotto spessore, in modo da poter essere inserite nel poco spazio a disposizione.

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Non è necessario averle doppie, tanto per il dado di fermo si può usare una normale chiave poligonale, lo spazio c’è. Al limite si può avere di riserva una coppia di chiavi polimisura, da usare nelle emergenze e dal costo (e qualità) basso.

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Torniamo in argomento e vediamo come è fatto un mozzo a coni e sfere.
Il sistema si basa su due piste di scorrimento, una ricavata nel mozzo e l’altra sulla faccia interna del cono con le sfere sciolte che rotolano in mezzo.

Vediamo meglio.

Le piste sono ricavate all’interno del mozzo come evidenziato dalla immagine in basso dove ho ripreso il mozzo posteriore della mia Trek completamente smontato; affianco gli anelli di protezione (se ne usa uno per lato e la foto propone ambedue le facce) che sono spesso presenti su questi tipo di mozzi e che è consigliabile rimuovere per avere migliore accesso.

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In queste immagini volutamente sovraesposte per “eliminare” i dettagli ininfluenti vediamo la sede di alloggiamento dell’anello di protezione e questo montato.

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Al posteriore la pista è ricavata quasi sempre sfruttando il corpetto (per i mozzi che usano questo sistema di ritenuta per i pignoni) ma in alcuni casi dietro di esso.

L’immagine di sinistra mostra una pista di scorrimento ricavata nel corpetto, quella di destra una ben nascosta dietro il corpetto, che è quindi necessario rimuovere per arrivarci; come è facile intuire vedendo le scanalature di innesto del corpetto più esterne rispetto alla pista.

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All’interno del mozzo è inserito un asse con le estremità filettate su cui sono alloggiati cono, eventuali distanziali e dado di fermo.

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Il cono come si vede presenta due incavi per l’ingaggio della apposita chiave…

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…e ha il profilo a cui deve il nome conformato per accogliere i cuscinetti.

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E poi ci sono i cuscinetti sciolti, più raramente ingabbiati.

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Ed ecco qui tutti gli elementi interni riuniti insieme, con un cono e un dado già montati sull’asse e un distanziale necessario perché è un mozzo posteriore.

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I coni possono essere regolati e più sono serrati più la ruota sarà precisa ma meno scorrevole e viceversa. Il trucco, come in tutti i componenti con cuscinetti che lavorano sulla pressione esercitata dal serraggio, è trovare il punto di equilibrio tra precisione (ossia assenza di giochi) e scorrevolezza.

Una volta chiuso il tutto ecco come appare un mozzo a coni e sfere, dove sono ben visibili sia i coni che il dado di fermo, impossibile confondersi con un mozzo a cuscinetti sigillati.

Nelle immagini in basso sono raffigurati due mozzi anteriori, uno posteriore a filetto e uno posteriore a corpetto.

Anteriore.

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Posteriore a filetto.

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Posteriore a corpetto.

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Nella immagine in alto è ripreso lo stesso mozzo; a destra il corpetto su cui alloggeranno i pignoni, a sinistra la sede calettata per il disco freno.

Bene, adesso sappiamo riconoscere con uno sguardo dall’esterno se i nostri mozzi sono a cuscinetti sigillati o a coni e sfere e sappiamo cosa si nasconde all’interno, rinunciando all’effetto sorpresa ma, credetemi, è meglio sapere prima cosa ci aspetta.

Giusto, cosa ci aspetta? La loro manutenzione, quindi smontaggio, revisione, rimontaggio e regolazione. La prossima volta però.

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COMMENTS

  • Albert

    Ciao,
    sto facendo manutenzione ad un vecchio mozzo posteriore (anni 90) in carbonio con perno in titanio, che ho già sfilato. Il mozzo ha i cuscinetti a sfera e sono riuscito ad estrarli lato corpetto.

    Ho due problemi, e magari tu che ne hai visti molti puoi illuminarmi:

    1 – non riesco a togliere il corpetto (ho provato con la frugola del 10 ma non va bene) ho notato che ci sono delle scanalature interne, ci potrebbe volere qualche attrezzo particolare?
    2 – dal lato opposto il dado sembra incorporato la mozzo impedendo l’accesso ai cuscinetti da quella parte, tant’è che per togliere l’asse l’ho dovuto svitare dal mozzo invece che sfilarlo, ti è mai capitato?

    Non ho idea del produttore del mozzo purtroppo. Ho anche delle foto ma non saprei come allegarle.

    • Elessarbicycle

      Ciao Albert, se vedi un ingaggio per la brugola potrebbe essere semplicemente necessario esercitare maggiore leva. Potrebbe, ma non è detto.
      Il problema è che molti mozzi, soprattutto quelli costruiti negli anni 90/primi anni 2000, quando cioè i costruttori non si erano ancora decisi su standard più o meno analoghi, sono diversi per foggia e sistema di costruzione.
      Senza sapere di che mozzo parliamo è impossibile stabilire una procedura. Ci sono mozzi che hanno una brugola di fermi, altri dove l’asse deve essere sfilato insieme al corpetto, corpetti che si svitano dal lato opposto o che hanno una ghiera che richiede estrattore specifico ecc.
      Almeno qualche immagine, puoi inviarla all’indirizzo mail del blog, e proviamo a scoprire anzitutto di che mozzo parliamo.

      Fabio

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