La manutenzione dei mozzi, parte seconda.

 

Dopo il breve intermezzo per vedere come sfilare il pacco pignoni, torniamo ai mozzi, in particolare a quelli con tecnologia a cuscinetti sigillati.
Nella prima parte, il capitolo ventitré, ho detto che in questo caso la manutenzione è ridotta, i cuscinetti non richiedono grasso (quelli completamente sigillati) e la registrazione è consentita solo su mozzi di alta gamma.
Una registrazione micrometrica che deve essere eseguita con un attrezzo dedicato a quel mozzo specifico e che in alcuni casi è possibile solo far eseguire dall’assistenza ufficiale.

Quindi di che scrivo se c’è nulla o quasi da fare? Una operazione c’è, ed è la sostituzione dei cuscinetti, perché quelli sigillati sono esenti da manutenzione e quando smettono di girare bene: si cambiano.
Quella che vedremo è una procedura in linea con il titolo di questa rubrica “casalinga” per la rapida sostituzione dei cuscinetti senza possedere attrezzi specifici.
Procedura che io sconsiglio vivamente per mozzi di alta gamma e con parti in carbonio, dove è necessario avere la attrezzatura giusta e di ottima qualità; ma tranquillamente applicabile su mozzi di gamma media, come il Novatec pescato dalla mia microfficina e destinato a fare da cavia in questo articolo.

Come si può vedere sono assenti le scanalature per l’ingaggio di una chiave per coni.

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Ruotando però il cono di fermo compare un foro dove è avvitata un piccola brugola, solitamente richiede una chiave da 3 o da 2,5 ed è uguale a quelle che si usano per fissare le maniglie alle porte di casa.

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Svitiamola senza estrarla completamente, per non perderla (ma è minuteria comune, reperibile presso qualunque buona ferramenta) e sfiliamo il cono di fermo.

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Una volta rimosso ecco a vista uno dei due cuscinetti sigillati.

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Per rimuoverli abbiamo bisogno di un martello in gomma. Pochi colpi decisi ma non forti sull’asse e questo si sfilerà con un cuscinetto ancora inserito e l’altro che è rimasto in sede nel mozzo.

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Prendiamo l’asse e sfiliamo il cuscinetto rimasto (viene via a mano; se fosse ostico basta usare una morsa – senza stringere – come forchetta: si poggia in cuscinetto in piano tra le due ganasce della morsa e si da qualche colpetto sull’asse) perché l’asse nudo ci servirà per rimuovere l’altro cuscinetto, sfruttandolo come estrattore.

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Infiliamo l’asse dalla parte dove il cuscinetto è già rimosso e facciamolo passare attraverso il foro del cuscinetto ancora in sede nel mozzo.

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Un paio di colpi decisi con il nostro martello in gomma sull’asse dal lato dove il cuscinetto è assente e anche quello rimasto nel mozzo verrà fuori con facilità.

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I cuscinetti recano sempre una sigla per identificarli, quindi è a questa che dovete fare riferimento per l’acquisto del ricambio giusto.

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Abbiamo acquistato i cuscinetti nuovi, adesso dobbiamo rimontarli. Come facciamo senza avere una pressa per cuscinetti? Semplice, la fabbrichiamo noi, con materiale reperibile facilmente a costi irrisori.

Servono una barra filettata M5, due dadi M5 (meglio se flangiati) due rondelle con diametro interno da 5mm, due con diametro interno da almeno 9mm ed esterno coincidente a quello del cuscinetto (qui non posso darvi una misura unica, dipende dal cuscinetto) e due presse in legno che abbiamo creato con una semplice sega a tazza.

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Perché in legno? Perché è un materiale facilmente lavorabile, bastano un trapano e un poco di carta abrasiva per calibrare il diametro esterno ed è sempre più tenero degli anelli in metallo dei cuscinetti, quindi in caso di pressione eccessiva cede il legno ma non si deforma il cuscinetto o danneggia la sede nel mozzo.
Chi ha un tornio può creare una pressa in acciaio con precisione assoluta. Ma chi ha un tornio in casa vuol dire che è già bravo di suo, non ha certo bisogno dei miei consigli…

Una buona pressa non ha un costo esorbitante, è vero; ma se abbiamo una o due bici al massimo, la useremo tre o quattro volte nella vita.
E nemmeno un meccanico vi chiederà chissà che importi spropositati di mano d’opera per la sostituzione dei cuscinetti. Quindi ha senso fare da soli? Se guardiamo solo l’utilità economica forse no. Se invece a noi piace giocare con gli attrezzi e le bici allora si, ha senso. E poi sappiamo bene che pedalare su una bici che curiamo con le nostri mani è sempre più gustoso.

Nella lunga sequenza fotografica in basso tutta la procedura.

Prendiamo la nostra barra filettata tagliata a misura, 18cm sono sufficienti per mozzo anteriore e posteriore, e inseriamo il dado M5 e la prima rondella (quella con diametro interno da 5mm) …

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…e poi quella in legno…

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…e quella con diametro esterno coincidente al diametro esterno del cuscinetto.

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Inseriamo il primo cuscinetto…

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…e poi l’asse del mozzo.

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Prendiamo il tutto e impuntiamo il cuscinetto con l’asse nel mozzo.

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Giriamo la ruota sull’altro lato, prendiamo il secondo cuscinetto e inseriamolo sulla barra filettata, impuntandolo nella sua sede; volendo potete dare un leggero velo di grasso alle sedi dei cuscinetti per favorire l’inserimento.

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Continuiamo l’assemblaggio della pressa secondo lo stesso schema usato dal primo lato, ovviamente invertendo l’ordine di inserimento; quindi prima la rondella con diametro esterno coincidente a quello del cuscinetto, poi la pressa in legno.

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Rondella da 5mm e dado flangiato.

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La pressa artigianale è pronta a svolgere il suo lavoro.

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Due chiavi poligonali, una per lato, e via ad avvitare i dadi M5.

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In questa fase di primo inserimento è particolarmente importante prestare massima cura che i cuscinetti entrino dritti. Assicuratevene prima che sia troppo tardi.

Dopo vari giri di chiave i cuscinetti sono a battuta all’interno del mozzo. Il leggero scostamento che si vede in foto è lo spessore della rondella a battuta sul cuscinetto, che in foto non si vede; ma la mia attrezzatura di ripresa è quello che è, e il fotografo pure…

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Rimossa la pressa ecco i cuscinetti perfettamente inseriti nel mozzo con l’asse ben piantato.

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Non resta che inserire il cono di fermo e avvitare la brugola che lo fissa sull’asse.

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Semplice.

La prossima volta ci divertiremo giocando con i cuscinetti a coni e sfere.

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COMMENTS

  • Albert

    Articolo con spunti interessanti…

    • Elessarbicycle

      Come vedi Albert, qualche consiglio qui e là su come far da soli senza avere costose attrezzature c’è. Ma sempre tenendo presente su cosa stiamo lavorando. Quando in commento all’altro articolo hai chiesto della serie sterzo, comprenderai che una cosa è lavorare sulla SS da tre euro e telaio da battaglia, altra una preziosa Chris King e telaio artigianale di altissima gamma…
      Per i mozzi è lo stesso, seppure anche lì, lo vedremo in futuro, qualcosa di autocostruito per mozzi di altissima gamma c’è; ma si tratta di un attrezzo per mandare a battuta i cuscinetti ricavato al tornio con una precisione al centesimo di millimetro, non proprio alla portata di chiunque. E creato perché più preciso di quanto reperibile in commercio.

      Fabio

  • claudio

    Se l’asse del mio mozzo (Surly fixed/ss) non ha quei rigonfiamenti che consentono di utilizzarlo come estrattore che faccio?
    Ho cercato attrezzi specifici ma, per mia ignoranza, non riesco ad individuarli nelle sterminate pagine dei negozi online.
    ciao, c.

    • Elessarbicycle

      Ciao Claudio, dovrebbe averli, fungono da battuta interna per i cuscinetti altrimenti l’asse vagherebbe a destra e sinistra senza centrarsi a misura. Nel caso sia piano (ma allora te ne accorgi, avrebbe un sistema di fermo tipo alcune Fulcrum) devi usare un semplice estrattore a battuta. Come foggia è uguale per le calotte della serie sterzo, ma molto più piccolo.

      Fabio

      • claudio

        L’asse è tutto filettato tranne qualche cm nel mezzo in cui è liscio. Nessuna gobba. Ora non è un problema perché i cuscinetti vanno ancora egregiamente. Per centrarlo al ri-montaggio ho semplicemente giocato con i registri. Alla bisogna sono andato a leggere il tuo articolo ed ho rilevato il problema.
        Comunque, grazie.
        ciao, c.

        • Elessarbicycle

          e me lo volevi dire che è filettato…
          Questi sono assi per lisci per cuscinetti sigillati

          Buon anno, visto che non ci siamo scritti

          Fabio

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