Centratura radiale, laterale e campanatura della ruota

Eccoci alla parte finale della saga sulla raggiatura della ruota.

Adesso tocca centrarla, campanarla e dare la giusta tensionatura ai raggi.

Prima di descrivere la procedura, meglio fare conoscenza con la terminologia.

Centratura radiale indica lo scostamento in senso verticale della ruota. In pratica invece di girare rotonda, è ovale, saltella.

Si valuta con la ruota sul centraruote adoperando l’apposito riferimento.


Centratura laterale indica lo scostamento a destra e sinistra durante la rotazione.

Si valuta con la ruota sul centraruote adoperando gli appositi riferimenti.


Campanatura significa che la ruota è centrata nel telaio, per esattezza con la linea di mezzeria del telaio. Con mozzi anteriori normali, non a disco, se ricordate dissi che la distanza dal centro alla estremità del mozzo è uguale a destra e sinistra. Con i mozzi posteriori e con quelli anteriori a disco, il centro del mozzo non corrisponde al centro geometrico tra le due flange. Perché c’è da considerare lo scostamento dovuto al disco o alla sede del pacco pignoni.

 

0507 Tensionatura 03

Trovate tutto spiegato nei precedenti articoli di questa rubrica.

Si valuta con uno strumento chiamato dima per campanatura.


Tensionatura è la forza esercitata sul raggio affinché sia nella giusta tensione. Si misura con uno strumento, il tensiometro, che ci informa su quanta forza è esercitata in quel momento sul raggio. Maggiore o minore forza, quindi tensione, si applica avvitando o svitando il nipplo, ossia tendendo o allentando il raggio.

Esistono apposite tabelle fornite con il tensiometro e comodi software in rete che calcolano per noi qual’è la giusta forza di tensione in base alla lunghezza e al materiale del raggio. Non è un valore assoluto, piuttosto un range di valori perché possiamo anche decidere di tensionare meno i raggi senza sacrificare centratura e campanatura e avere una ruota più “morbida”, che meglio smorza le asperità della strada.

Però una ruota è un insieme armonico (quante volte l’ho detto? boh, perso il conto…), i raggi gli strumenti che compongono la sinfonia e devono essere tutti accordati tra loro. Se trovate un raggio troppo lento o troppo teso, non basterà portarlo a giusta tensione avvalendosi dello strumento, perché la tensionatura di quel raggio avrà influenza su tutta la ruota. Quindi si procede per gradi, misurandola spesso durante le operazioni di centratura.

Parlo di operazioni di centratura perché io le eseguo insieme; un poco lavoro su quella radiale, un poco su quella laterale, controllo tensione e campanatura e poi proseguo, in un circolo, una ruota è il caso di dire, continuo.

La descrizione delle procedure sarà solo teorica diciamo così, senza l’ausilio di filmati.

Centrare una ruota richiede tempo, ne verrebbe fuori un film da multisala e maxi cestello di popcorn; con in più l’impossibilità di mostrare i piccoli spostamenti radiali e laterali, a meno di non usare tecniche di proiezione rallentata al di fuori delle mie possibilità.

Una altra cosa: quando centrate una ruota più che la vista usate l’udito.

Soprattutto nella parte finale, quando oramai siete vicini alla centratura perfetta, vedere gli scarti laterali o verticali è difficile. Io chiudo gli occhi, spengo la radio, faccio girare la ruota e ascolto l’inconfondibile stridio del cerchio sul metallo (o plastica, per i cerchi in carbonio) del riferimento.

La tecnica di centratura è di una semplicità disarmante, metterla in pratica no. Nulla di impossibile, come dico spesso se ci riesco io vuol dire che è alla portata di chiunque. Servono solo allenamento ed esperienza, nessuna conoscenza divina.

Oltre le foto preferisco usare anche i disegni, prelevati sempre dalla bibbia dell’aspirante assemblatore di ruote “The art of wheel building”.

Non li ho tradotti, ma le indicazioni in inglese sono di immediata comprensione.

Ho detto che la centratura è un insieme di operazioni da svolgere insieme; la descrizione della tecnica dovrà essere però separata. Di seguito quindi troverete le indicazioni necessarie, tenendo presente che non devono essere eseguite secondo l’ordine di esposizione ma in ciclo continuo, dove valutare a ogni giro di ruota se correggere di più la centratura laterale o meglio concentrarsi prima su quel “bozzo”, sempre valutando di continuo la campanatura e misurando la tensione.

L’unica regola non derogabile è che nessuna operazione deve essere definitiva. Una ruota si centra a piccoli passi, ogni raggio agisce su tutta la ruota, quindi non pensate di prendere la scorciatoia di centrare subito una sezione e poi passare oltre. Non va bene, poi vi troverete a dover allentare una altra volta tutti i raggi, perché agendo solo una piccola porzione si crea una tensione complessiva anomala, di cui vi renderete conto solo proseguendo, quando la vostra ruota non sarà possibile centrarla.

Piccoli aggiustamenti per volta e poi passare oltre. La ruota deve prendere forma delicatamente tra le vostre mani, la sinfonia deve partire tenue per arrivare al crescendo finale.

Troppo sdolcinato eh? Suvvia, quando lo farete scoprirete che centrare la ruota è poesia…

Gli attrezzi necessari per poter svolgere le operazioni descritta più avanti sono:

a. Centraruote, che abbia sia i riferimenti laterali che quello radiale.

 

0508 Centratura ruota 010509 Centratura ruota 02

Se è dotato anche della T per poter regolare perfettamente la centratura dei riferimenti, è meglio.

 

0510 Centratura ruota 030511 Centratura ruota 04

Le piccole brugole consentono al carrello dei riferimenti di scorrere per essere regolato
Le piccole brugole consentono al carrello dei riferimenti di scorrere per essere regolato

b. Dima per campanatura.

 

0513 Dima campanatura 01


c. Tensiometro.

 

0514 Tensiomentro Park tool


d. Chiave per i nippli della giusta misura; soprattutto nella prima fase aiuta anche il piccolo giravite che ho mostrato negli articoli precedenti.

 

0515 Chiave tiraraggi e giravite0516 Chiave tiraraggi


1. Centratura laterale.

La correzione dello scostamento laterale si ottiene tendendo il raggio infulcrato alla flangia opposta al lato dove il cerchio entra in contatto con il riferimento fisso del centraruote.

Detto più semplice: se tocca a destra, agite sui raggi di sinistra e viceversa.

Se lo scostamento è molto marcato, è il caso di tendere i due raggi, sempre infulcrati sul lato opposto e al contempo dare una metà o un terzo di allentamento (frazione da valutare in base a quanti giri di tensione del nipplo si è dato) anche ai due raggi infulcrati sullo stesso lato dove tocca il cerchio.

 

0517 Centratura laterale

Non è un controsenso, anche se allentando il raggio o i raggi infulcrati sullo stesso lato dello scostamento non si fa che aumentarlo. Ma, lo ripeto, la ruota è armonia, ogni raggio agisce sulla ruota nel suo complesso e questa operazione serve a compensare la maggior tensione data ai raggi opposti, quelli da tendere, per evitare che la ruota vada fuori campanatura o il cerchio sia soggetto a tensioni anomale.

Sul blog è presente un articolo dedicato alla centratura laterale.


2. Centratura radiale.

La correzione dello scostamento radiale si ottiene tendendo ambedue i raggi in prossimità del punto di contatto tra il cerchio e il riferimento fisso.

Tutti e due, cioè sia quello infulcrato sulla flangia destra che su quella sinistra.

 

0518 Centratura radiale

E’ operazione dove conta, ancor più che in quella laterale, agire con moderazione, perché una eccessiva tensione su un punto si ripercuote sul punto speculare del cerchio, che alla fine sarà sempre ovale. Mezzo giro o un giro, dipende dall’entità (e qui non si può spiegare a parole, perciò dico che contano esercizio ed esperienza) e poi passare oltre, fa nulla se tocca ancora. Basta che il cerchio non si blocchi, che sia comunque libero di ruotare. Alla centratura perfetta si arriva per gradi.


3. Campanatura.

La correzione della campanatura si ottiene lavorando su tutti i raggi infulcrati sullo stesso lato della flangia.

Usando l’apposita dima è facile visualizzare da che lato e in che quantità c’è uno scostamento del cerchio rispetto al mozzo. In pratica la ruota è campanata quando il riferimento della dima, l’asola al centro che si infulcra sull’asse ruota, è a uguale distanza sia a destra che a sinistra, con le estremità della dima che toccano il cerchio.

 

0519 Campanatura

Un buon trucco è far ruotare la dima sul cerchio, come una trottola. Aiuta a vedere meglio i punti su cui è necessario agire, anche perché in questa fase la ruota presenta ancora un buon scostamento laterale.

Non è possibile, o comunque è piuttosto complicato, stabilire a priori il valore a cui dovrà essere tenuto il perno (o staffa, dipende dalla dima) per avere la giusta campanatura.

Io preferisco lavorare “ad occhio”, montando la dima prima a destra e poi a sinistra e valuto lo scostamento da tutte e due i lati, agendo sulla loro differenza finché non ottengo pari misura a destra e sinistra.

Avere il telaio sottomano per un rapido raffronto aiuta, ma non è indispensabile, con la dima si lavora bene uguale.

Se vi trovaste con la ruota centrata ma non campanata, meglio allentare prima tutti i raggi dal lato che tocca i riferimenti della dima e poi tendere quelli dal lato opposto. Meglio muoversi in proporzione, cioè, per esempio, allentare mezzo giro e tendere un giro. Non allentare e tendere in uguale misura.


4. Tensionatura.

La tensionatura si misura con l’apposito strumento.

Due fermi fissi bloccano il raggio, un riferimento mobile comandato da una molla tarata muove l’indicatore che si sposta sulla scala graduata e ci indica in quel momento quanta forza è esercitata sul raggio.

 

0506 Funzione tensiometro

Inutile controllarla subito, meglio attendere che lo scostamento, sia radiale che laterale, sia basso, nell’ordine del millimetro, massimo due.

In questo modo si evita l’errore di dare eccessiva tensione a un gruppo di raggi, trovandosi con la ruota centrata (si, è possibile che sia centrata anche se la tensione è differente: che ho detto della ruota? Che ogni raggio agisce su tutto l’insieme, quindi il “compromesso” capita) ma con tensionatura anomala.

Ecco, questa la descrizione delle diverse fasi. Mi piacerebbe potervi trasmettere come e quanto tendere o allentare un raggio, ma con la parola scritta è impossibile, ci vuole la dimostrazione pratica.

Bisogna sentire sotto le dita la tiraraggi che chiede forza, il nipplo che oppone resistenza, lo stridio del cerchio quando urta il riferimento.

Ma la mia microfficina, impegni vari permettendo, è sempre a disposizione per una prova pratica.

Ricordate che all’inizio, con la ruota appena assemblata, dare tre o quattro giri completi al nipplo ci può stare. Più si avanza meno giri bisogna dare, si lavora un giro per volta, poi mezzo giro fino alla rotazione di pochi gradi. Mai farsi prendere dalla fretta di concludere, di vedere il risultato subito: quello si mostrerà a voi sola alla fine.

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COMMENTS

  • Gaetano

    Grazie, grazie, grazie!!!
    Questo mix teorico-pratico è di grande utilità ed efficacia.
    Ne approfitto per farti una domanda: se cambio la ruota libera con una di maggiore spessore (diciamo da 5 a 7 velocità), sarà necessario rivedere la campanatura della ruota?

    • Prego, prego, prego 🙂

      No, se cambi solo la ruota libera ma non il mozzo (posto che ci sia spazio per mettere le 7v e la RL non urti contro i foderi orizzontali, ovvio), la campanatura non la devi toccare.
      Se invece modifichi il valore di battuta del mozzo solo da un lato montando un distanziale più piccolo se necessario, allora si, devi ritoccarla. Poco, ma ci vuole.
      E’ semplice, puoi farla usando freni e telaio come riferimento. Allenti prima tuti i raggi di destra di un quarto o mezzo gior max (impossibile dirlo a distanza, si deve vedere) e poi tendi quelli di sinistra di mezzo o un giro. Non l’inverso, mi raccomando. Prima allentare, poi tendere.

      Fabio

      • Gaetano

        Grazie della risposta chiarificatrice. In realtà il problema dell’interferenza contro i foderi orizzontali l’ho risolto allontanando le viti di battuta del forcellino, ma buono a sapersi nel caso fosse necessario rispaziare il carro.

    • Se hai agito in ugual misura su tutti e due i lati del mozzo, allora non devi toccare nulla; se hai agito solo su un lato, devi ricampanare perché il centro si è spostato.
      Tu quale delle due opzioni hai usato?
      Fabio

      • Gaetano

        Non sono sicuro di capire la domanda. Forse mi sono spigato male: non ho toccato il mozzo ma ho dovuto “spingere” un po’ indietro la ruota perché la RL da 7V batteva contro il fodero, portando indietro le viti di battuta del forcellino.

    • sorry, non avevo compreso io.
      Avevo capito che avevi spessorato il mozzo, cioè messo un distanziale, in modo da tenere il carro un poco più aperto.
      Allora nisba, non devi toccare altro
      Fabio

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