I comandi cambio

Inizia con questo articolo il viaggio che ci porterà a scoprire come montare e regolare cambio e deragliatore.
Non sarà un unico capitolo ma diversi, per non appesantire la lettura e fornire al tempo stesso una fonte facilmente fruibile.
Oggi inizio con i comandi cambio, nei prossimi capitoli vedremo come installare deragliatore e cambio e regolare il tutto.
Niente chiacchiere a vuoto (almeno ci proverò) e nessun exursus storico, di cui la rete abbonda e qualcosa è presente sul blog.

Non tratterò la trasmissione nel suo complesso, quindi resteranno fuori movimento centrale, guarnitura, catena e pignoni, come non prenderò in considerazione sistemi alternativi, dal cambio al mozzo a quelli da comandare col piede.
E non ci sarà alcun accenno ai gruppi elettroassistiti, qui interessa solo la meccanica “pura”, senza motorini e batterie che fanno il lavoro per noi…

Molti dei concetti esposti sono già patrimonio per tanti di voi; preferisco però trattarli ugualmente per fornire anche a chi è alle prime armi nozioni che, immagino, gli saranno utili.

Iniziamo.

Cambio e deragliatore sono due semplici pantografi la cui escursione è gestita da un cavetto d’acciaio e da una molla.

0933 Cambio Alivio 0934 Deragliatore Ultegra
Tendendo il cavetto il deragliatore si sposta verso l’esterno e il cambio verso l’interno; rilasciando la tensione la molla sposterà il deragliatore verso l’interno e il cambio verso l’esterno.
Alcuni cambi da Mtb hanno questa funzione rovesciata, per cui la discesa è comandata dal cavo e la salita dalla molla, con conseguente inversione anche del comando.
Anche se banale, capire questo primo passo del funzionamento è fondamentale per comprendere tutto il resto. Anzi, posso dire che una volta chiaro questo semplice principio, il resto è intuitivo.
A gestire il cavetto sono chiamati i comandi, di diversa foggia a seconda del tipo di bici, il che comporta anche una diversa forma della testa del cavetto stesso.

 

I cavetti trasmissione.

Nella immagine in basso scattata usando quello che avevo a disposizione in microfficina ho messo a confronto le teste dei cavetti di vari marchi e la differenza è abbastanza evidente, soprattutto per i cavetti destinati ai comandi corsa; mentre per quelli Mtb c’è maggiore standardizzazione, il formato è quasi universalmente unico.
Alcuni vecchi comandi a frizione richiedono una testa molto piccola, ma in genere sopportano senza fatica quella campagnolo.

In dettaglio:

  1. Cavetto a testa piccola per levette strada non indicizzate
  2. Cavetto Campagnolo corsa

  3. Cavetto Shimano corsa

  4. Cavetto Sram corsa

  5. Cavetto Mtb standard

0935 Cavi cambio a confronto

 

 

I comandi.

I comandi hanno una prima distinzione tra quelli a frizione e quelli indicizzati.
A frizione vuol dire che la corsa è continua, senza scatti, e sono i più semplici da regolare perché non richiedono registri di tensionamento.
Li troviamo su vecchie bici da corsa o turistiche montati sul tubo obliquo del telaio o su mezze corsa e randonneur, sempre d’epoca, avvitati sulla pipa di sterzo. Oppure su qualche Mtb altrettanto anziana sul manubrio.

 

0936 Peugeot Anjou 070

Indicizzati vuol dire che hanno degli scatti prestabiliti (un meccanismo dentato all’interno li governa) per cui il comando ha posizioni fisse che corrispondono a un determinato spostamento del cavo.

Nelle immagini in basso una coppia di economici Shimano Altus indicizzati, senza molla di richiamo interna. Con il pollice comandi la levetta che tende il cavo, con l’indice quella che lo rilascia.

0937 Comandi cambio Altus 01 0938 Comandi cambio Altus 02 0939 Comandi cambio Altus 03

La cambiata è più semplice perché non si deve cercare la corretta posizione come con i comandi a frizione; di contro la tensionatura del cavo deve essere precisa altrimenti il sistema sfasa e questo spiega la presenza di registri a vite sul telaio o sulle guaine in caso di passaggio interno dei cavi.

Nella immagine in basso i registri a vite di Elessar i cui alloggiamenti sono direttamente saldati al telaio.

0940 Registro tensionatura cambio Elessar

Per i telai che ne fossero sprovvisti esistono in commercio delle comode fascette in diverso diametro che recano i bussolotti su cui avvitare le sedi dei registri. Per i telai più anziani, quelli con le levette cambio all’obliquo per capirci, la soluzione più pratica è acquistare le sole sedi da avvitare. Il lavoro ovviamente ha senso se si decide di eliminare le vecchie leve per passare a un sistema indicizzato.

Nelle immagini in basso un esempio di fascetta al telaio, in questo caso con le leve già montate; affianco un esempio di registri a vite da installare al posto delle levette.

 

0941 Fascetta per comandi cambio al telaio 0942 Registro cambio al telaio Shimano Sm-cs50

 

I telai a cavi interni oppure le bici che montano i vecchi comandi Shimano corsa a cavi esterni fanno ricorso ai registri a guaina, come quelli presenti per esempio sulla mia Rose.

0943 Rose Xeon Crs 117

I comandi cambio indicizzati si dividono a loro volta in due grandi famiglie: quelli da corsa e quelli da Mtb. Esistono anche levette all’obliquo indicizzate così come comandi bar end, da montare all’estremità della piega da corsa o sulle prolunghe da crono, che recano il sistema di indicizzazione.

Quelli da corsa esistono con tre diverse varianti nella gestione della salita e discesa di rapporto, una per ogni grande produttore. Costruttori minori per numeri di vendita hanno preferito accodarsi a uno o altro standard già esistente piuttosto che tentare l’ennesima strada alternativa. Ed è stato meglio così, perché passando da una bici all’altra è facile fare confusione…

In ordine alfabetico, Campagnolo prevede una levetta posta dietro la leva freno per comandare la salita di rapporto, quindi la levetta tende il cavo, e un pulsante da azionare col pollice per gestire la discesa, quindi il pulsante rilascia il cavo.
Gli incisi li ho inseriti perché saperlo serve al momento del montaggio, quando cioè è necessario che il comando chiamato a gestire la tensione del cavo sia in posizione di scarico o “riposo” come usa dirsi.

0944 Comandi Campagnolo Veloce 01 0945 Comandi Campagnolo Veloce 03

Shimano usa la leva freno, che è basculante, per gestire la tensione cavo e quindi la salita di rapporto; e una levetta posta dietro la leva freno per comandare la discesa. Su alcuni modelli al posto della levetta è presente un pulsante da azionare col pollice, simile a quello Campagnolo.

 

0946 Comando Shimano Dura Ace 90000947 Comando Shimano Sora

Sram usa invece una leva sola, posta immediatamente dietro quella freno, per comandare sia la salita che la discesa. Il sistema sulla carta appare laborioso, invece in pochi minuti si prende confidenza e si apprezzano, o almeno le ho apprezzate io, la velocità di esecuzione e la notevole precisione. Uno scatto e il rapporto scende, due scatti e il rapporto sale. Poiché l’azione non ha inizio finche la levetta non viene del tutto rilasciata non può accadere che la catena prima scenda di rapporto e poi risalga. Il comando è un poco duro da azionare, ma questo consente di “sentire” sempre bene lo scatto sotto le dita.

0948 Comando Sram Force

E’ una tecnologia che mi piace molto pedalando in discesa, perché posso comandare le due direzioni di cambiata sempre rimanendo in presa bassa, mentre con Campagnolo a volte ho difficoltà a raggiungere il pulsante col pollice in presa bassa (ho mani piccole) mentre non sono mai andato d’accordo con la leva freno basculante di Shimano, soprattutto cambiando o frenando in presa sui comandi. Ma sono gusti personali che non riguardano la intrinseca ottima qualità dei prodotti italiani e giapponesi, che infatti uso sulle mie bici.

I comandi di questi tre grandi produttori non si differenziano solo per il sistema di cambiata, ma anche per la diversa dimensione della testa del cavetto come abbiamo visto sopra e per il modo in cui il cavetto prende posizione all’interno del comando.

Per tutti la prima operazione da eseguire è portare la leva che gestisce la discesa di rapporto, sia del cambio che del deragliatore, in posizione di riposo, che equivale al pignone e alla corona più piccoli.
Poi bisogna scovare il foro di ingresso del cavetto. Disgraziatamente nel corso degli anni i produttori non hanno mantenuto sempre lo stesso sistema, quindi può trovarsi in basso, o sul lato esterno o quello interno.

Non avendo a disposizione tutti i tipi di comandi fin qui prodotti per scattare le foto ho dovuto adattarmi con quello che c’è in microfficina al momento; e purtroppo immagini scattate prima dell’estate che mostravano altri modelli si sono danneggiate in fase di ridimensionamento.
Bisogna quindi anzitutto sollevare il copricomando dalla parte posteriore in modo da avere campo libero e poi guardare bene, senza fare confusione con i fori che invece sono l’alloggiamento per i fermi dei copricomandi stessi.

0949 Comandi Campagnolo Veloce 04

Con alcuni comandi se la levetta non è in posizione di riposo, il cavo non entra nemmeno. Con altri entra uguale ed esce tranquillamente seguendo il suo naturale percorso, dandoci l’illusione di aver fatto tutto bene. Meglio quindi sempre controllare, basta afferrare l’estremità del cavetto e tenerlo in tensione mentre si agisce sul comando: se lo sentiamo muoversi vuol dire che ha preso.
Nelle immagini in basso alcuni esempi della posizione di inserimento del cavetto, in questo caso Campagnolo Veloce 2013 e Sram Force 2012.
Ma, ripeto, non è sempre così; all’interno della stessa casa l’ingresso può essere diverso da quello nell’immagine. Campagnolo, per esempio, su alcune serie prevede l’inserimento di lato, per altre dal basso.

0950 Comandi Campagnolo Veloce 05 0951 Comandi Campagnolo Veloce 06 0952 Comando Sram Force 02

 

Alcuni comandi corsa, non tutti, prevedono una doppia uscita per il cavetto di trasmissione per meglio adattarsi al profilo del passaggio cavi richiesto.

Nella immagine in basso si può notare la piastrina gialla con le due diverse guide cavo.

0953 Comandi Campagnolo Veloce 07

A proposito di comandi corsa, visto che mi trovo spendo due parole sul loro posizionamento.
Anzi, più che sul posizionamento che dipende dai gusti personali, perché c’è chi li vuole più alti o più bassi e trovo sbagliato voler imporre una data posizione, su come averli ambedue alla stessa altezza senza sbagliare.

Il metodo che uso io da sempre è quello di poggiare un righello di alluminio, sufficientemente rigido, sulla parte interna dei copricomandi e sfruttare poi i segni grafici presenti sulla piega per vedere come collima. C’è chi usa la livella, ma il problema è che per avere un riscontro attendibile anche la bici deve essere in bolla.

0954 Regolazione comandi cambio 01 0955 Regolazione comandi cambio 02

Un altro sistema efficace è misurare la distanza tra il collarino del comando e la fine della piega.
Nella immagine in basso, prelevata dalla rete, viene usato un metro flessibile. Io consiglio quello da sarto, che segue fedelmente le curvature della piega.

 

0956 Regolazione comandi cambio con metro

 

I comandi Mtb hanno foggia diversa, ma in compenso usano quasi tutti lo stesso tipo di cavetto, a testa grande.
I più economici sono quelli a levetta montati su vecchie bici da fuoristrada direttamente sul manubrio, alcuni indicizzati altri no. Economici nell’acquisto ma se di buona fattura praticamente indistruttibili, facile da montare, regolare e dal funzionamento preciso.
Il cavetto si inserisce nell’apposito foro, facilmente individuabile.

0957 Leve cambio Falcon 01 0958 Leve cambio Falcon 02

Altrettanto economici e, anche quando di buona fattura non altrettanto longevi, sono i comandi tipo Revoshift.
Scrivo tipo Revoshift perché seppure il principio di funzionamento è sempre uguale, il nome varia da produttore a produttore. Insomma, sono quelle manopole con gli scatti.
Non mi piacciono e non mi ci trovo, infatti le cambio sempre.
Facili da usare, è vero, ma: capita in salita di azionarli involontariamente quando ci si aggrappa stanchi al manubrio; la meccanica interna è sempre in plastica e cede, c’è poco da fare; la precisione decade con il tempo e l’uso perché i dentini interni si usurano variando così il rapporto di corsa.
A seconda del produttore c’è o un tappo a vite o pressione in plastica da rimuovere o una placchetta a pressione o tenuta in sede con piccole viti che nascondono il foro di inserimento del cavo.

Nel caso dei comandi usati come modello fotografico è presente un tappetto a pressione.

0959 Comandi tipo Revo Microshit 01 0960 Comandi tipo Revo Microshit 02
Vale anche qui la regola che al momento della installazione il comando deve essere in posizione di riposo.

Su comandi di questo tipo così come su quelli a levette sdoppiate i registri di tensionamento sono presenti sul corpo del comando stesso. Nella immagine in alto a sinistra si nota infatti il registro.

 

I comandi da Mtb di fascia più elevata hanno due leve, una da azionare col pollice e l’altra con l’indice. Quella inferiore, da azionare col pollice, comanda la salita di rapporto, mentre quella da azionare con l’indice, posta davanti, rilascia la tensione e quindi gestisce la discesa di rapporto.

Nella immagine in basso prelevata dalla rete sono raffigurati dei comandi Shimano Xtr visti dal basso dove si possono apprezzare le due leve di azionamento.

0961 Comandi Shimano Xtr
Oltre che su Mtb sono installati su bici da trekking, fitness, turismo ecc, insomma qualunque bici abbia il manubrio flat e sono sempre indicizzati. Esistono sia in versione per doppia che per tripla.

Anche qui è presente o una vite in plastica o una piastrina a celare il foro di ingresso del cavo o è necessario rimuovere il coperchio superiore o inferiore (alla fine dipende dal tipo di comando e sono tanti…) e, ripeto per l’ennesima volta, la levetta deve essere in posizione di riposo.

Nella sequenza fotografica in basso, prelavata dal sito Park Tool, si possono vedere i vari sistemi di aggancio del cavetto, sia per comandi Mtb che strada.

0962 Installazione cavetto cambio 01 0963 Installazione cavetto cambio 02 0964 Installazione cavetto cambio 03 0965 Installazione cavetto cambio 04 0966 Installazione cavetto cambio 050967 Installazione cavetto cambio 06 0968 Installazione cavetto cambio 07 0969 Installazione cavetto cambio 080970 Installazione cavetto cambio 090971 Installazione cavetto cambio 10 0972 Installazione cavetto cambio 11 0973 Installazione cavetto cambio 120974 Installazione cavetto cambio 13 0975 Installazione cavetto cambio 14 0976 Installazione cavetto cambio 15 0977 Installazione cavetto cambio 16 0978 Installazione cavetto cambio 170979 Installazione cavetto cambio 18 0980 Installazione cavetto cambio 19 0981 Installazione cavetto cambio 20 0982 Installazione cavetto cambio 21 0983 Installazione cavetto cambio 22

 

I comandi bar end possono essere posizionati o alla estremità della piega da corsa o sulle prolunghe da crono. Il primo caso è retaggio di molte bici da turismo.
Il comando destro, quello del cambio, è indicizzato, mentre il sinistro, ossia quello del deragliatore, è a frizione. Il vantaggio è che lo stesso comando può lavorare sia con la doppia che con al tripla.

Vi pubblico due video ben fatti che mostrano la sequenza di montaggio. Non sono miei ma di quegli appassionati e competenti della Rivendell bicycle.

 


Non mancano in commercio versioni più sofisticate in fibra di carbonio e con l’indicizzazione su entrambi oppure comandi molto belli esteticamente ma solo a frizione, preferiti da chi non vuole problemi di compatibilità tra i vari organi della trasmissione e poco si cura della maggiore rapidità consentita dall’avere lo scatto che non ti fa sbagliare.

Non è bello da vedere ma efficace il mio montaggio di levette normali non indicizzate in posizione bar end. Invece che all’interno della piega ho agganciato la fascetta. Bruttino, vero, ma ha funzionato senza difficoltà.

0984 Trek multrack 144 0985 Trek multrack 145 0986 Trek multrack 146

A puro titolo di curiosità storica segnalo che tempo addietro misero in commercio dei comandi tipo Revo ma da installare alla fine della piega.
In pratica univano gli svantaggi di tutti e due i tipi di comando senza nessuno dei loro pregi: se ne sono perse le tracce.

Bene, si conclude il primo capitolo relativo a cavetti e comandi. Nel prossimo monteremo il deragliatore.

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COMMENTS

  • Paolo

    Approfondimento molto bello, grazie!
    Io uso sulla mia MTB “preferita” i comandi Sram Grip Shift. Sono molto economici è vero, ma li trovo molto precisi ed indistruttibili. Oltretutto in caso di rottura, dovrebbero essere anche molto semplici da riparare anche in modo “fai-da-te”.
    A presto!

    • Ciao Paolo, contento ti sia piaciuto.
      Gli Sram Grip shift sono, fra i rotanti, quelli fatti meglio. Ma resta una tipologia di comando con cui mai sono andato d’accordo. però sono gusti personali, ho tanti amici che invece non tollerano i bar end o i comandi da corsa.
      Una sola notazione: da riparare sono semplici (alcuni no, sono sigillati di fatto, quelli molto economici) ma il problema è reperire il ricambio. Costano poco, i distributori preferiscono non approvvigionare, diversamente dai ben più costosi comandi corsa.

      Fabio

  • massimo

    su piega da corsa, comandi Sram per sempre! Ho anch’io provato i shimano, ma ogni volta che in discesa mi aggrappo ai freni, mi sembra di perdere sensibilità sulle leve di quest’ultimi.
    Chiedo: da sempre mi porto dietro una “tara” nel montaggio e regolazione dei comandi del deragliatore: alla fine di tutto le leve sono dure da azionare; le ho provate tutte, senza mai travare un modo per far convivere morbidezza e regolazione corretta… Spero ne parlerai nelle prossime… puntate.
    Una malizia (da nulla, per carità): al momento di cambiare i cavi, sulle pieghe da corsa in particolare, non siate frettolosi nel togliere il cavo vecchio: osservate con attenzione da dove esce… ci sono così tanti fori, che ci si possono perdere le ore a cercare quello giusto, anche in considerazione del fatto che l’ingresso del cavo è quasi sempre seguito da una curva stretta; comunque può essere divertente, di volta voltta, vedere da dove uscirà il cavo, cercando il foro giusto….

    • Ciao Massimo, saggio consiglio osservare il foro di uscita in fase di sostituzione.
      Purtroppo l’argomento “inserimento cavo” è trattato solo qui, in futuro non aggiungerò altro.
      Per farlo dovrei passare in rassegna ogni singolo comando prodotto negli ultimi 30 anni: improponibile.
      Se pensi che Shimano ha il cavetto che entra da sotto, di lato, da un piccolo pertugio in cima alla leva, a destra, a sinistra e Campagnolo pure star lì a descriverli uno per uno ci vorrebbero anni. Discorso analogo per i comandi da mtb, ogni sei mesi se ne inventano una nuova.
      In ogni caso le istruzioni di solito recano l’indicazione della giusta sede e comunque basta osservare con attenzione e il foro esatto si scopre sempre.

      Morbidezza deragliata: strano che sia dura, io l’ho sempre trovata fin troppo morbida.
      Controlla bene il percorso della guaina e che l’aggancio del cavetto al deragliatore abbia l’angolazione corretta.

      Fabio

      • massimo

        non penso sia lì il “problema” (che problema non è…): in quanto mi capita su ogni deragliatore con ogni tipo di bici e comando. per questo la chiamo “tara”, perchè penso che sia nel procedimento di regolazione (che, per altro, mi riesce sempre ottimamente). Non mi preoccupo più di tanto, ma visto l’argomento trattato, ho gettato il sasso.
        Complimenti per l’articolo.

  • Espedito

    Ciao Fabio.
    Nella mia ricerca sul web di info necessarie, mi sono imbattuto nel tuo blog e posso dire che ho trovato diverse nozioni e metodologie interessanti, quindi non posso farti che i complimenti.
    Non ti preoccupare quando ti dilunghi nello scrivere, meglio leggere qualche concetto in più prima che fare i danni dopo. 🙂
    Sto cercando di rimettere “in piedi” la mia vecchia (ormani più che maggiorenne) MTB, una ATALA UP OS2300 del ’93, con forcella standard (all’epoca c’era anche la versione ammortizzata). La bici monta tutti pezzi SHimano della serie EXAGE 300 LX
    http://www.retrobike.co.uk/gallery2/v/Manufacturer+Archive/Shimano+Archive/Catalogues/1990/SCAN0028.JPG.html
    http://www.retrobike.co.uk/gallery2/v/Manufacturer+Archive/Shimano+Archive/Catalogues/1990/SCAN0024.JPG.html
    LA bici è rimasta ferma per ben 10 anni, quindi potrai capire quanto sia “incrostata” tra polvere e vecchio grasso/olio.
    Purtroppo nello smontaggio per la pulizia di tutti i componenti mi sono (per il momento) imbattuto in 2 problemi.
    Il primo (di cui per il momento posso soprassedere) te ne parlo nella pagina dedicata, ovvero “La manutenzione e la rimozione della guarnitura a perno quadro e del suo movimento”.
    Il secondo riguarda i comandi del cambio e non mi sembra di facile soluzione (almeno per un neofita come me).
    Come anticipato la bici monta tutto Shimano ed in particolare per i comandi i 2 gruppi (destro e sinistro) ST-M050 che oltre ai comandi cambio includono anche le leve freno.
    A destra e sinistra le leve inferiori andavano a vuoto, così ho sfilato i cavi (che comunque vanno sostituiti), rimossa la rondella di regolazione (con vite e molla) ed ho rimosso il carterino di protezione. Alla fine tutto appare come nel video su Youtube:

    (anche se qui è visibile solo il sinistro).
    Ho abbondato con l’olio sbloccante pensando fosse causato da qualche grumo di sporcizia, per poi capire che il problema era delle mollette lente che non tengono giù i blocchi degli ingranaggi.
    Mi spiego: come da video, gli ingranaggi non sono “bloccati” nelle diverse posizioni perchè le piccole molle che devono tenere giù i blocchi si sono “smollate”. Se spingo la leva inferiore, l’ingranaggio gira ma poi tutto torna nella posizione iniziale senza che l’ingranaggio rimanga ingaggiato e serve la leva superiore per sbloccarlo.
    Per caso è possibile sostituire quelle piccole molle?
    Oppure è necessario sostituire tutto il blocco ingranaggi?
    o addirittura tutto il gruppo?
    Vorrei proprio rimetterla in sesto e restituirla al suo splendore “vintage” 🙂
    Grazie mille
    Espedito

    • Ciao Espedito, sei sulla buona strada con i comandi, devi solo insistere.
      Mi sono sempre pentito di non scattare tutta la procedura fotografica e pubblicare un articolo su questi comandi che hanno proprio in quella molletta il loro punto debole.
      Che è impossibile sostituire con un ricambio originale che non esiste, l’unica è ricostruirne una usando dell’acciaio armonico.
      Però in più di un caso ho risolto con una perfetta pulizia; riapri i comandi, pennellino e petrolio lampante e rimuovi ogni traccia del vecchio grasso ovunque.
      Spesso infatti è proprio questo che si è indurito e non lascia più i meccanismi liberi di scorrere, soprattutto il bloccaggio e ti ritrovi a pedalare con la corona e il pignone minori.
      Dopo la pulizia non ingrassare, usa un olio fluido, è meglio.

      Fabio

      • Espedito

        Ciao Fabio
        Scartabellando Youtube ho trovato altri video sui RapidFire Shimano e tutti presentano dopo un po’ lo stesso difetto, ovvero incrostazioni di grasso che impediscono la cambiata. Come da te detto, una buona dose di sbloccante e tanta pazienza di solito possono risolvere la situazione.
        Per il comando di sinistra penso che sia possibile recuperare la funzionalità.
        Per quello di destra (non voglio essere pessimista) ma la vedo difficile perché la parte di molla che andrebbe sul blocchetto non vi si appoggia + e rimane distante.
        Continuerò a lavorarci su, fino a quando (nel caso peggiore sarò esausto) porterò i comandi da un ciclista e vedrò che potrà fare, magari ne ha qualcuna simile tra gli scarti … chissà …
        Stay Tuned
        Vi terrò aggiornati 🙂

    • Ciao Espedito, lascia perdere lo sbloccante che ci fai nulla. Petrolio o un buon detersivo sgrassante (quello casalingo va bene) e un pennello. Devono tornare lindi e puliti, solo così puoi capire se qualche componente è andato o no.
      Non è un lavoro lungo, bastano dieci minuti a comando. Ne ho recuperati tanti bloccati proprio dal grasso diventato secco, a volte la soluzione è più semplice di quello che si crede.

      Fabio

  • Giuseppe Melilli

    Ciao ho letto con molto interesse il tuo articolo e vorrei porti una domanda, ho montato un mozzo nexus 3 su una vecchia bici che nasceva con la levetta all’obliquo non indicizzata (che ancora conservo).
    C’è un modo per utilizzare la vecchia leva col nuovo cambio? Il revo-shift in dotazione è un vero pugno in un occhio… O esistono delle leve all’obliquo indicizzate che potrei acquistare?
    Grazie
    Giuseppe

    • Elessarbicycle

      Ciao Giuseppe, che io sappia per il Nexus 3v non c’è qualcosa da montare al telaio o bar-end. J-teck fa qualcosa ma per le versioni da 7 in poi; oppure devi proprio cambiare mozzo e usare lo Sturmey, che ha levette adatte ad andare al telaio o in posizione bar end.

      Fabio

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