Gli attrezzi generici

 

L’argomento stavolta sono gli attrezzi generici, quelli cioè che servono sempre e non sono solo specifici per la bicicletta.

Non tutto quello di cui parlerò è indispensabile, ci sono alcuni attrezzi che è inutile possedere se non si ha voglia di eseguire determinati lavori. Io faccio la lista, poi ognuno sceglie.

1. Un buon set di chiavi a brugola, sia nella versione a T che nella classica a L. Importante che abbiano la uniball, quel pallino alla fine che consente di lavorare con l’attrezzo anche in angolo.

Quelle a T sono più comode, sia perché più facili da impugnare che più lunghe. A volte però la loro lunghezza è un problema, per questo suggerisco di dotarsi anche della versione classica a L.

La serie deve assolutamente avere la 2, 2.5, 3, 4, 5, 6, e 8.

La 10 se volete smontare anche la maggior parte dei corpetti. E’ inoltre la misura della brugola di congiunzione dei semiassi nel sistema Campagnolo Ultra Torque, dove però è necessario usare una chiave apposita o una prolunga.

0245 Chiavi a brugola

2. Una serie di chiavi fisse poligonali, che parta dalla 5 e arrivi fino alla 32. Se volete evitare l’acquisto di tutta la serie subito, iniziate con 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 15, 17, 24 e 32; le ultime due indispensabili per poter usare gli estrattori per pacco pignoni e movimento centrale (attenzione, alcuni estrattori richiedono la 27 e diversi estrattori park tool quella da 1 pollice), tutte le altre è meglio averle doppie.

0246 Chiavi poligonali

Trovo molto comode le chiavi a bussola, da utilizzare con il cricchetto. L’ingaggio “completo” evita si possano danneggiare le teste dei bulloni, il cricchetto reversibile aiuta e si possono agganciare prolunghe ed accessori vari che facilitano la vita.

 

 

0247 Chiavi a bussola 010248 Chiavi a bussola 02

Se si vuole, si può aggiungere una serie di bussole in pollici, standard raro su una bici, ma qualche vecchia signora lo usa. Una chiave regolabile, a rullino, fa comodo, funzionando da jolly quando non si possiedono due serie di chiavi o vi trovate davanti un dado in pollici o rovinato o, semplicemente, vi secca prendere varie chiavi diverse mentre state lavorando.

 

0249 Chiave a rullo

Se avete una bici in carbonio, indispensabile una chiave dinamometrica.

3. Pinze varie; la classica, una a becchi lunghi, una regolabile. Anche una serie di pinze piccole, che aiutano a raggiungere i posti più inaccessibili e recuperare con facilità i cuscinetti. Qui sotto alcuni tipi di pinza.

 

0250 Pinze 010251 Pinze 020252 Pinze 030253 Pinze 040254 Pinze 05

La pinza autobloccante è obbligatoria se lavorate su vecchie biciclette, dove trovare un bullone rovinato è normale. Una pinza per anelli Seeger non è indispensabile, la userete due volte. Però sarete felici di essere stati previdenti quelle due volte in cui vi servirà. Una tronchesina, da usare per tutte quelle operazioni di taglio per cui è sconsigliabile usare la tagliaguaine specifica da bici. Una pinzetta da modellista torna utile in mille cose.

4. Giraviti sia a taglio che a stella, possibilmente lunghi e con punta magnetizzata.

5. Una serie di chiavi Torx, anche queste a T. Se non volete prendere tutta la serie, una T10 e una T25 non devono assolutamente mancare. Non ho una serie di chiavi Torx, uso direttamente i bit sulla chiave a cricchetto e su impugnatura fissa.

 

0255 Bit torx e vari

6. Martelli, uno piccolo e uno medio e un martello in gomma; quest’ultimo utilissimo per dare il colpetto alla guarnitura che non vuole uscire o sulla quella maledetta pipa manubrio che si è incollata nella forcella.

0256 Martello gomma

7. Una livella lunga, ideali quelle da 60 o 80cm e una piccola.

 

0257 Martello e livelle

8. Un paio di righelli, uno da almeno 80cm e uno da 20cm, possibilmente in alluminio. Non flettono e sono più durevoli.

9. Una matassa di fil di ferro e nastri adesivi, sia quello telati che quello in carta. Quello solito da elettricista io non lo amo, perché è cedevole e lascia troppi residui.

10. Un paio di forbici e cutter, sia grande che piccolo.

11. Un calibro; la mia preferenza è per quello classico, il digitale non mi convince.

0258 Calibro

12. Una chiave giratubo, quella che usano gli idraulici per capirci

13. Spazzole metalliche, sia in acciaio che in ottone.

14. Un seghetto, con lame per acciaio e carbonio, se vi viene voglia di tagliare la vostra forcella

Fin qui la dotazione standard. Per chi vuole cimentarsi in lavori più approfonditi suggerisco anche:

1. Un trapano elettrico e un trapano avvitatore a batteria, minimo 12v, meglio se 14,4 o 18; ovviamente corredati di punte per forare e bit per avvitare. Se vi state chiedendo a che serve un avvitatore su una bicicletta, provate prima a smontare 72 raggi…

2. Un banchetto dal lavoro; io uso, per ragioni di spazio, quello pieghevole reperibile in ogni ferramenta. L’ho rinforzato applicando un secondo strato di appoggio e aggiunto un listello per avvitare una morsa da banco.

 

0259 Banco da lavoro

3. Una morsa da banco, ovviamente di misura idonea al vostro banco da lavoro, e che sia girevole. Averne anche una piccola, che funge più da supporto che da morsa vera e propria, non è una cattiva idea.

 

0260 Banco da lavoro con morse

4. Una morsa per il trapano, per renderlo da banco e avere così le mani libere. Utilissima quando, per esempio, si vuole lucidare qualche componente montando le apposite mole sul trapano. Su come fare, ne parlerò in un futuro articolo.

 

0261 Banco da lavoro con morsa trapano 010262 Banco da lavoro con morsa trapano 02

5. Lime per ferro piccole, di varia foggia e misura. Molto comoda quella tonda.

6. Maschi per filettare e giramaschi. Si rivelano utilissimi per riportare a nuova vita vecchie filettature rovinate. In commercio ce ne sono vari tipi, tra cui un kit che comprende le misure classiche della bici, compreso quelle per i pedali, in modo da recuperare vecchie pedivelle a cui è impossibile avvitare i pedali in seguito a un intervento maldestro.

 

0263 Kit per filettare specifico bici0264 Kit per filettare generico

Io aggiungerei anche le filiere, perché a volte è difficile trovare il perno di uguale lunghezza (per esempio con alcuni freni più vecchiotti) e una ripassata alla filettatura evita di impazzire per trovare il ricambio.

Prodotti vari per pulizia e lubrificazione.

Io uso diversi tipi di olio e grasso, a seconda della destinazione d’uso.

1. Grasso al teflon, al litio e al litio bianco per applicazioni marine. Quello al teflon lo preferisco per la sua scorrevolezza, mentre quelli al litio per la tenacia. Soprattutto quello per applicazioni marine si è rivelato utile, seppure al prezzo di una maggiore viscosità, per vecchi mozzi o movimenti centrali sprovvisti di parapolvere, grazie alla ottima resistenza all’acqua.

2. Olio per catene (a cui sarà dedicato una articolo a parte), olio fluido, tipo quello Singer per capirci, e olio per cambi auto da applicare con un oliatore: utilizzabile un po’ dappertutto ha anche ottime qualità detergenti.

3. Petrolio bianco, si vende in lattine presso qualunque ferramenta. Necessario però dotarsi di bacinelle in metallo. Io riciclo quelli delle pastiere, un dolce tipico napoletano…

4. Alcol puro, quello rosa, meglio se inserito in uno spruzzatore, come quello dei detersivi casalinghi. Ti aiuta a montare o smontare le manopole o i copricomandi da corsa, dare una sgrassata e tante altre cose.

5. Uno sgrassatore, va bene quello per uso domestico.

6. Rotolo di carta, quello grande da officina.

7. Pennelli e spazzole per la pulizia; molto comodi gli spazzolini per i denti duri, quelli che quando li usiamo le gengive si massacrano. Però sono maneggevoli e li infili ovunque.

C’è poi un attrezzo, un vero tuttofare dalle mille applicazioni, autocostruito con pochi euro.

Anzi, sono più di uno, ma il principio è lo stesso.

Ho usato due barre filettate, una M5 e l’altra M8, dadi, rondelle di diverso diametro, alcune rondellone in legno anch’esse in varia misura (ricavate da una tavola di legno robusto e tagliate con seghe a tazza) e mi sono ritrovato un simpatico aggeggino utile per tener fermo un estrattore per il movimento centrale o la ruota libera, pressare con delicatezza dei cuscinetti o una calotta, inserire senza danneggiarli i parapolvere dei mozzi, quelli in alluminio molto sottile e tante altre applicazioni che vedremo insieme nei prossimi articoli.

0265 Pressa 010266 Pressa 020267 Pressa 030268 Pressa 040269 Pressa fermi

 

 

 

 

 

Per qualche lavoro dove è richiesta una rigidità maggiore uso un altro, ricavato riciclando un perno ruota posteriore pieno.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

Commenta anche tu!