Manutenzione dei pedali flat

Quando ho sistemato la bici da palo, profittando per pubblicare qualche considerazione da condividere con voi, avevo preparato anche la sequenza fotografica sulla manutenzione dei pedali flat.
Non l’avevo inserita poi nell’articolo, ritenendola poco interessante, qualcosa di ampiamente conosciuto, non valeva la pena allungare lo scritto rendendolo indigeribile.
Però cercando in rete ho trovato una pletora di filmati e scritti che descrivono come fare manutenzione dei pedali da corsa e da fuoristrada di alta gamma: nulla che trattasse dei semplici pedali flat.
Che in tanti usano, se possono funzionare meglio con una mezz’oretta di lavoro, perché non parlarne? E infatti, eccomi qui.
La procedura che descriverò di seguito è applicabile a qualunque pedale libero, perché il principio di funzionamento è sempre lo stesso; può cambiare solo il modo in cui è innestato il tappo che copre il registro, e in alcuni casi (i vecchi Campagnolo, per esempio) è necessario possedere uno specifico attrezzo.
Qual’è questo principio di funzionamento? Semplice, la struttura di appoggio del pedale prevede al suo interno un asse che ruota su cuscinetti (quasi sempre liberi e piccoli) con un sistema di coni uguale a quello dei mozzi ruota.
Si tratta in definitiva di aprirli, togliere i cuscinetti, pulire, ingrassare nuovamente, serrare al giusto compromesso tra scorrevolezza e assenza di giochi i coni (uno solo per pedale) e richiudere il tutto: come i mozzi.
L’operazione è semplice, non richiede attrezzi particolari né grosse abilità meccaniche, solo pazienza e qualche piccola accortezza per non perdere i cuscinetti che, come i loro cugini di serie sterzo e mozzi, hanno la fastidiosa tendenza a scappare via appena possibile, nascondendosi a vita nei luoghi più inaccessibili.
Per l’occasione a fare da soggetto fotografico sono i pedali della bici da palo, nulla di particolare ma fanno il loro dovere; il fatto che nuovi costino tra i 15 e i 20 euro non significa, per la mia visione delle bici, che li debba trascurare. E poi li uso, quindi preferisco siano ben tenuti.

 

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La prima operazione è rimuovere la gabbia esterna, con il pedale fermo in una morsa (qui ne ho usato una piccola, removibile, adatta a queste piccole operazioni senza montare quella ingombrante da banco) trattenuto per l’ingaggio della chiave. L’asse infatti non deve assolutamente ruotare, altrimenti smontarlo poi è impossibile.

 

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La gabbia esterna può essere vincolata o da viti o da brugole, quindi non è richiesto qualche attrezzo specifico da bici.

 

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Rimossa la gabbia abbiamo facile accesso al tappo di protezione; che, come detto, può essere semplicemente a pressione oppure avvitato. In questo secondo caso ha sempre un sistema di ingaggio per un attrezzo, che sia una dentellatura esterna o due fori per una chiave a compasso. Poiché nel mio caso è a pressione, con un piccolo giravite lo rimuovo.

 

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Sotto il tappo compare il dado di fermo del cono; con una chiave a tubo della giusta misura bisogna svitarlo completamente; qui diventa indispensabile la morsa (o qualunque sistema vi venga in mente per tenere fermo l’asse) perché se l’asse non è fissato, ruoterà insieme al dado di fermo: quindi non si svita…

 

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Rimosso il dado di fermo e la rondella che di solito è posta sotto di esso, compare il cono.

 

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Lo spazio per una chiave a tubo è davvero minimo, e poiché non ne possiedo una con le pareti così sottili, ricorro a una semplice pinza a becchi dritti, tanto la forza di serraggio è sempre bassa e svitare il cono è semplice.

 

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Ed ecco il cono rimosso…

 

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…e i cuscinetti sciolti

 

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Adesso con molta pazienza e attenzione e con l’aiuto di una pinzetta, è necessario rimuovere i cuscinetti; e metterli a bagno con uno sgrassante per pulirli.
Rimossi i cuscinetti da un lato, con molta attenzione per non far allentare il perno (non più in tenuta) bisogna rimuovere il pedale dalla morsa e sfilare piano l’asse, con una bacinella magnetica o un panno sotto, perché è necessario recuperare i cuscinetti posti dal lato opposto.
Non ho potuto scattare le foto perché erano impegnate tutte e due le mani…

Ed ecco cosa c’è dentro un pedale: cuscinetti (divisi in due gruppi) e l’asse.

 

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Una bella pulizia ad asse, piste e cuscinetti, grasso nuovo, inserimento dei cuscinetti prima dal lato interno, quello per intenderci prossimo alla filettature dell’asse pedale, asse di nuovo in sede, pedale in morsa e la prima parte è fatta.

 

 

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Grasso ancora, cuscinetti lato esterno e inserimento del cono il passaggio successivo. Qui è necessario essere attenti, meglio perdere qualche minuto a trovare la giusta regolazione del cono.
Rondella e dado di fermo, quest’ultimo da serrare bene ma non alla morte, tappo di protezione, gabbia esterna rimontata e il pedale può tornare a fare il suo dovere sulla pedivella: meglio di prima, sicuramente.

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COMMENTS

  • Post molto stimolante, ho un paio di pedali rovinati della mia pieghevole, quando li ho sostituiti li ho messi via senza pensare che fossero riparabili, solo per l’abitudine a non gettare “perchè non si sa mai”.
    Ora proverò a vedere se da due riesco a ricavarne almeno uno funzionante.
    Grazie per l’ennesima dettagliatissima spiegazione !

    • Se sono “smontabili” sono sempre revisionabili. Solo quelli in plastica da 5 euro si buttano e via.
      Il vantaggio di questa operazione è che non richiede io solito esborso in costosi attrezzi specifici, solo quello che chiunque ha in casa, più o meno.

      Fabio

  • Gaetano

    Ciao Fabio, sono andato a rivedere questo post perché devo revisionare i miei Superleggeri; ho un dubbio: quando vado a serrare il controdado sul cono come faccio a fermare il cono di modo che non stringa sulle sfere?

    • Ciao Gaetano, il dado inferiore puoi bloccarlo infilando nel poco spazio disponibile un piccolo giravite piatto: in questo modo il dado inferiore non riesce a ruotare.
      In linea di massima non è sempre necessario perché non dovrebbe ruotare, ma se ti succede non c’è molta scelta.
      In alternativa, se non hai spazio per agire, serra poco il cono e sfrutta la rotazione del dado superiore per trovare anche la regolazione ottimale. Ma così è difficile trovare un giusto set up.

      Fabio

  • Fausto

    Buongiorno Fabio. Bici nuova comprata ieri. Oggi, a 30 km da casa, per fortuna non correvo e mi trovavo su strada tranquilla,, un pedale si stacca, Come può accadere una cosa simile? Aggiungo che il pedale deve avere i cuscinetti rovinati, perché gira su se stesso con molta difficoltà. Fausto

    • Elessarbicycle

      Ciao Fausto, posso dirti che una cosa simile non deve accadere; non posso a distanza rispondere su cosa sia accaduto.
      Senza vedere la bici, senza toccare io con mano e senza sapere che pedale è, che guarnitura, come è stata assemblata la bici, per rispondere dovrei avere la sfera di cristallo.
      Possono essere tante le causa: dalla più banale, un pedale semplicemente male avvitato, a quella più tragica, un pedale installato forzando la filettatura al contrario. L’ho visto accadere, soprattutto con le bici molto economiche.
      Se mi fornisci qualche informazione in più, magari qualche foto, possiamo provare a scoprire la causa e fare in modo non succeda più.

      Fabio

      • Fausto

        La bici è una Specialized Awol, Elite. Guarnitura FSA Omega, MegaExo, triple; i pedali dovrebbero essere Alloy, 1 pc. body, loose ball, w/ reflectors, dico dovrebbero perché il venditore li ha montati all’ultimo momento (la bici era esposta senza pedali).. Per tornare a casa (30 km) ho riavvitato io il pedale con la brugola. Ill pedale penso abbia le sfere danneggiate perché ruota con difficoltà. Domani mattina con il venditore sarà imbarazzante, per lui intendo. E’ stato abbastanza scioccante sentire d’improvviso il piede cadere nel vuoto.
        Fausto

        • Elessarbicycle

          Ahia. Parliamo di una ottima bici montata con una guarnitura di qualità. Non deve succedere. Spero sia stata una semplice disattenzione nel montaggio. Verifica con attenzione che non ti abbiano rovinato la filettatura e ovviamente cambia i pedali. Se non ruota è sicuro che non basta regolare i cuscinetti ma che siano già rovinati a causa del serraggio eccessivo. Facci sapere.

          Fabio

          • Fausto

            All’apertura del negozio, entro rivolto al meccanico: “E’ successa una cosa incredibile!”. Lui mi guarda sospettoso: “Cosa?”. Gli illustro la perdita del pedale, anche lui sembra non crederci. Dopo l’accaduto ero furioso, ma stamattina ho deciso di fare il finto tonto, forte della imbeccata di Fabio. Il meccanico dice di voler rimettere il pedale dopo averlo controllato. Lo stoppo subito. Pedali nuovi per cortesia, cuscinetti bruciati. Lui sembra insistere, ma capisce che non è il caso. Alla fine mi monta un paio di quelle che a me paiono orripilanti pedane di plastica, marchiate Specialized però. Alla prova pratica, poco dopo, mi sono sembrate subito ottime, ampie quanto si conviene per i miei scarponi 46. La filettatura della pedivella non l’ho potuta controllare, però il nuovo pedale mi è parso avvitarsi senza difficoltà. Ho visto come lavora il meccanico, facendo due mestieri diversi, ossia interrompendo il lavoro d’officina in continuazione per vendere, illustrare prodotti ai clienti, rispondere al telefono. Così credo si spieghi l’indegno montaggio del pedale. Fabio, grazie.

            Fausto

          • Elessarbicycle

            Mumble mumble, giusto per metterti la pulce nell’orecchio e per rimediare io a non avertelo detto prima: ti sei sincerato abbia ingrassato le filettature prima di montare i pedali? E non è che per caso ha deciso di serrarli “alla morte” per evitare di rivederti?
            Non sottovalutiamo i pedali, sono importanti. Spesso li consideriamo un accessorio di poco conto, ma se il motto di questo blog è “La vita sui pedali” un motivo ci sarà…
            Mio personale consiglio; compra una chiave per pedali, tanto serve sempre e con una cifra tra i 10 e i 15 euro ne trovi di ben fatte. Smonta, ingrassa, serra tu. sari più tranquillo.

            Fabio

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