Installazione e manutenzione della catena

Terminata, o quasi, la ristrutturazione della microfficina, torno a parlare di bici.

L’argomento stavolta è uno dei più dibattuti e controversi: la manutenzione della catena.

Non ci sono regole incise nella pietra, solo il risultato dell’esperienza personale. Che è quella cui farò riferimento, senza dilungarmi su teorie o pratiche che non ho mai provato di persona.

L’unica regola esistente è dettata dal buon senso, ossia una catena sottoposta a manutenzione ben fatta durerà di più e non creerà problemi.

Ma iniziamo dalla teoria, perché le catene sembrano ma non sono uguali.

Le misure.

Bici da pista, fisse, gruppi da sette fino a undici velocità richiedono catene di misura diversa.

Iniziamo a distinguere le due misure fondamentali: passo e larghezza.

Il passo è la distanza tra i due piolini ed è standardizzata in 1/2”, seppure qualche eccezione esiste, ma trascurabile nella diffusione.

La larghezza è diversa, a seconda del montaggio cui è destinata. Le catene da 1/8” (circa 3mm) e 3/32” (circa 2mm) si utilizzano rispettivamente su pignoni singoli e fino a tre velocità, mentre le seconde su gruppi fino a sette velocità. La misurazione in pollici non corrisponde alla larghezza della catena, ma in questo caso fa riferimento alla larghezza dei denti dei pignoni su cui andranno a innestare.

Poi ci sono le catene per 8, 9, 10 e 11 velocità, tutte con misure differenti di larghezza; e anche all’interno della stessa famiglia, per esempio quella delle 10 velocità, possiamo trovare larghezze differenti (poca cosa, ovvio) tra le diverse marche.

Più sale il numero dei rapporti, più la catena diventa stretta; oramai con i gruppi da corsa a undici velocità si è raggiunto il limite dei 5,5mm.

Per fortuna non è necessario sapere con esattezza la misura della catena montata sulla nostra bici; basta il numero di velocità, sempre indicato sulla confezione, per non sbagliare. Questi dati possono però tornare utili per chi voglia assemblare una bici da solo, che sia una fissa o multi rapporto, per accertare la compatibilità dell’insieme pignone (o pignoni) corona e catena.

Come è fatta.

Una catena di trasmissione è una idea geniale nella sua semplicità. Inizia a prendere forma con Leonardo, ma non mancano esempi precedenti che ci arrivano dal mondo arabo.

Un insieme di piastre, pioli e rulli che consente di trasmettere il moto da una ruota dentata all’altra. Col tempo sono cambiati i materiali e le scelte costruttive, ma lo schema di base è sempre lo stesso, come la ruota. Di legno o carbonio, sempre un cerchio resta…

Una catena di bicicletta attuale è composta da una serie di piastre interne ed esterne (o maschio/femmina, che dir si voglia) tenute insieme da un piccolo piolo che è contenuto in un cilindro detto rullo. Il loro insieme forma una maglia, e le maglie legate tra loro danno vita alla catena.

 

0271 Catena aperta0272 Catena in sezione

Il punto più importante di una catena è ovviamente il rullo, sia perché è quello che ingaggia direttamente i denti di corona e pignone, e sia perché è quello deputato a “ruotare”, quindi deve essere sempre libero di muoversi, pulito e ben lubrificato.

Il montaggio.

La catena è fornita ovviamente aperta per essere installata.

Ogni casa costruttrice ha un suo sistema, con Shimano che prevede un pin rinforzato con guida di ingresso, Campagnolo pure ma con forma (e quindi attrezzi necessari) diversi tra 10 e 11 velocità, Sram preferisce la falsamaglia ma non riutilizzabile, come Kmc che però consente il riutilizzo della falsamaglia, tranne per le catene 11 velocità.

0273 Inserimento Pin Shimano 010274 Inserimento Pin Shimano 03

Nell'immagine il rinforced pin Shimano; la parte in eccesso va rimossa
Nell’immagine il rinforced pin Shimano; la parte in eccesso va rimossa

 

Due i metodi più utilizzati per determinare la giusta lunghezza della catena.

Il primo, consigliato da Shimano e Sram, prevede di innestare la catena sul pignone più piccolo e la corona più grande, facendola passare attraverso il bilanciere. Quando questo sarà perpendicolare al terreno avremo la corretta lunghezza della catena. Oppure (soprattutto Sram, ma anche Shimano per i gruppi Mtb) avvolgere pignone e corona maggiori ma senza far passare la catena per il bilanciere e aggiungere due maglie.

Metodo Shimano
Metodo Shimano

Il secondo sistema, consigliato da Campagnolo e che io uso sempre, indipendentemente dalla marca della trasmissione, prevede di innestare la catena sul pignone più piccolo e la corona più piccola. Tirando la catena, il bilanciere dovrà trovarsi a una distanza di 10-15 mm dalla parte superiore della catena.

Metodo Campagnolo
Metodo Campagnolo

La lubrificazione.

Questo è il paragrafo più spinoso. Molti sembrano convinti esista un complotto dei produttori per mettere in commercio prodotti scadenti, degli abrasivi più che lubrificanti; ed è una gara continua a fare il piccolo chimico con improbabili accostamenti e soluzioni.

Non nascondo che in questa trappola ci sono caduto anche io, guidato dalla mia naturale curiosità. Dopo tanti anni che curo biciclette, posso affermare con ragionevole certezza che i prodotti in commercio sono buoni, alcuni ottimi e sempre migliori di qualunque esperimento casalingo un ciclista sprovvisto di conoscenze chimiche potrà inventare.

Due sono le caratteristiche che differenziano gli olii per catena: la capacità di penetrazione e la tenacia. Oltre al grado di viscosità, la composizione ecc. ma queste sono caratteristiche comuni di ogni lubrificante. Però capacità di penetrazione e tenacia sono i parametri che ci serve conoscere perché sono quelli che ci servono. Delle altre cose possiamo fare a meno.

Maggiore è la capacità di penetrazione più velocemente l’olio arriverà dove serve per davvero, ossia all’interno dei rulli. Maggiore è la tenacia, più tempo l’olio resterà sulla nostra catena a fare il suo dovere.

Purtroppo le due caratteristiche sono tra loro incompatibili, quindi spesso le case ricorrono a un solvente che rende l’olio molto più fluido, in modo da penetrare  velocemente, per poi volatilizzarsi rendendo il lubrificante più denso e tenace.

L’ho scritto in apertura e lo riscrivo adesso: qui tratto solo del sistema da me usato. Forse ne esistono migliori, sicuramente ce ne sono di peggiori, ma sono oltre vent’anni che faccio così e non ho mai avuto problemi. Quindi, se anche non è il migliore in assoluto, è di comprovata affidabilità.

Se qualcuno resterà deluso dal fatto che non propongo o svelo chissà quale rivoluzionario sistema, mi spiace, ma solo fino a un certo punto. Seppure io sia un sostenitore delle soluzioni autarchiche, ho imparato che ognuno deve fare il suo mestiere. E i produttori di lubrificanti sanno farli meglio di me.

Mi rivolgo quindi a prodotti di una nota marca, che ha una buona gamma di lubrificanti capaci di coprire ogni esigenza e variazione climatica.

Lubrifico a goccia l’interno della maglia, poggiando appena il beccuccio della bottiglietta d’olio sul punto dove di incontrano maglie e rullo. In questo modo l’olio penetra velocemente all’interno.

 

0278 Lubrificazione catena

Con una regola importante, perché una catena non è una bruschetta, dove più olio metto più è buona.

Dare troppo olio a una catena è controproducente, non si lubrifica meglio.

Primo, l’olio in eccesso schizzerà via alle prime pedalate, e siccome le molecole d’olio sono legate tra loro, ovviamente, quello in eccesso si “trascinerà via”, diciamo così, anche l’olio che sulla nostra catena sarebbe felice di rimanere.

Secondo, l’olio in più non andrà in giro per conto suo ma si stabilizzerà sui cerchi e, soprattutto, sulla pista frenante. Quindi avremo la pista lubrificata e le pastiglie rovinate.

Certo, la mano può scappare e qualche goccia d’olio in più finire non voluta sulla catena. Per questo preferisco lubrificare la catena almeno la sera prima, di modo che l’olio in eccesso possa essere facilmente rimosso la mattina successiva con un fazzoletto di carta.

La pulizia.

Anche la pulizia è argomento molto discusso. Io sono per il sistema “hard”, ossia lo smontaggio della catena, immersione per qualche minuto in una bacinella di metallo con petrolio bianco, pennello per rimuovere il grosso e meticolosa asciugatura con aria compressa. Che oltre ad asciugare, spara via tutte le impurità.

Ma un sistema valido, oltre che più rapido e meno distruttivo per l’ambiente domestico (nonché preferibile se non si possiede un compressore), è quello di utilizzare un lavacatena. Ce ne sono tanti in commercio, acquistandone uno di marca si  va sul sicuro.

 

0279 Lavacatena

Quello di cui è importante accertarsi è che a catalogo ci siano i ricambi. E’ un peccato doverne acquistare uno nuovo solo perché una spazzolina si è usurata.

Smagliare la catena.

Come molte operazioni sulla bicicletta, smagliare una catena non è difficile nella tecnica ma richiede la sensibilità e l’occhio che si acquisiscono con l’esperienza.

E’ necessario un attrezzo apposito, lo smagliacatena.

0280 Smagliacatena

 

Ed è importante che sia quello giusto per il tipo di catena, ossia per il numero di velocità cui la catena è destinata. O se ne possiede più di uno o si acquista uno smagliacatena con i pin intercambiabili, montando di volta in volta quello necessario.

 

0281 Smagliare la catena

Le catene a 11 velocità, come alcune a 10, hanno il pin che deve essere montato a filo con la piastra. Quindi servirà un apposito ribattino, come quello in figura.

0282 Ribattino smagliacatena 010283 Ribattino smagliacatena 02

 

Quando smagliate la catena, prestate particolare attenzione al pin, che non deve fuoriuscire completamente. In questo  modo reinserirlo è facile.

Attenzione però: è una procedura da riservare alle emergenze, la tenuta non sarà più la stessa, quindi fatelo solo se non avete la possibilità in quel momento di montare una maglia nuova.

 

0284 Catena smagliata

Chi monta la falsmaglia può acquistare la comoda pinza; che è facile costruire da soli, basta una mola.

 

0285 Pinza per falsamaglia

Ma visto il suo prezzo basso, di solito mai superiore alla decina di euro, non credo valga la pena.

Molto comoda la molla che tiene la catena in tensione (o elimina la tensione) quando smontiamo la catena.

 

0286 Molla per catena0287 Attrezzi catena

Due parole sulla falsamaglia, perché non è da tutti ben vista. Io la uso con soddisfazione su tutte le mie bici. Non la apro e richiudo di continuo, è vero, ma finora (e sono diversi anni che mi sono convertito a questo sistema) non ho mai lamentato rotture. L’importante è aprirla correttamente, perché se si forza e i piolini si piegano, allora non avrà più tenuta.

 

0288 Falsamaglia 010289 Falsamaglia 020290 Falsamaglia 03

Questo vale per le falsemaglie che la casa costruttrice dichiara come riutilizzabili. Per quelle “one shot, one kill” no, una volta aperte, le cambio.

 

L’usura.

Anche se siamo stati bravi nella cura e nella manutenzione della catena, come tutte le cose, si usurerà. L’usura di una catena si traduce nel suo allungamento.

In commercio esistono dei misuratori appositi, altrimenti un calibro è sufficiente.

 

 

0291 Calibro catena Park Tool 010292 Calibro catena Park Tool 02

Ogni casa dichiara il suo valore, quindi più che riportare qui una lista, è più sicuro fare riferimento a quanto prescrive il produttore.

In ogni caso, come regola generale, considerate che l’allungamento, misurato su una distanza di dodici rulli, non deve essere superiore a 0,75 se i pignoni sono in alluminio o titanio e 1mm se in acciaio.

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Andrea Battistin

    Ciao Fabio , non smetterò mai di ringraziarti per i tuoi esaustivi articoli. Sono consapevole che l’ argomento lubrificazione catena può suscitare i più disparati e accesi pareri , ma sarei curioso di sapere la tua opinione nell ‘uso del WD40 come lubrificante .

    • Ciao Andrea, nessuna opinione, semplicemente perché il WD40 non un è lubrificante in senso stretto.
      Sblocca, crea una leggera patina che subito va via, ed è utilizzabile con efficacia lì dove non c’è carico. Ossia una serratura, per esempio, non certo la catena.
      Fabio

  • Giulio

    Ciao. Uso anche io il wd 40. Secondo te non va bene neanche per pulire/sgrassare?
    Io di solito lo spruzzo su un panno scottex e poi lo passo sulla catena.
    Puoi suggerirmi qualche marchio di lubrificanti?

    Grazie Giulio

    • Ciao Giulio, per la pulizia, come fai tu, va bene.
      Marche di lubrificanti non posso indicartele, altrimenti sembrerebbe “pubblicità occulta”.
      Io uso da tempo sempre la stessa, una delle migliori sul mercato e in una delle foto si capisce anche quale…
      Fabio

  • Giulio

    Ok.capisco. Grazie e complimenti, tutto davvero molto interessante!

  • andymcnab4

    Ciao Fabio
    Questa è la mia personale considerazione.
    Le caratteristiche con cui vengono realizzati gli olio sempre più sofisticati si perdono d’innazi ad un cosi semplice congegno come la catena di una bici. A parte il metodo di lubrificazione che è lo stesso che uso da 25 anni (come da te illustrato), io uso un qualsiasi liquido lubrificante, l’olio che ho in casa che mi avanza olio singer, decathlon etc etc. Sono un po restio a comprare flaconcini mignon a 3-4 euro con su scritto olio per catena, quando con 5€ acquisto 1 kg di olio, in un qualsiasi supermercato, e soltanto una speculazione per quanto mi riguarda e, sfido chiunque a dimostrare la differenza del contenuto, se non quella di un comune olio a volte anche riciclato, adesso ho un po di olio minerale 15W40 che mi avanza da un cambio olio fatto. Quello che ne fa la differenza è la frequenza con cui si effettua tale operazione, e no il tipo di lubrificante, secondo me, operazione che va fatta molto più frequentemente di quanto si pensi. Perché una cosa certa è che l’olio una volta applicato si deteriora molto velocemente perdendo le sue caratteristiche iniziali. Per quanto riguarda il potere penetrante e un valore del tutto irrilevante su di una catena, che se lubrificata con frequenza ha tutto il tempo per penetrare la dove serve, visto le tolleranze di tali componenti, diversamente lo è in un motore termico, per quanto riguarda il potere di persistenza sulla superficie trattata, be questa è una prerogativa di un olio comune, ma come ho già espressamente scritto prima comunque soggetta all’ossidazione del tempo, ragion per cui è un operazione che va fatta frequentemente e no a scadenze come alcuni usano fare.

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