Livellamento verso il basso

Lavorare bene e con passione, cercando sempre di ottenere il miglior risultato, non è ben visto. La qualità è passata da virtù a vizio.

C’è una trasmissione televisiva in onda sia in chiaro che su una nota piattaforma a pagamento: “Affari a quattro ruote”. Per chi non ci si fosse mai imbattuto riassumo. Un tipo compra auto più o meno classiche e un altro tipo le rimette in sesto, migliorandole; alla fine dei lavori l’auto viene venduta a un prezzo superiore a quello di acquisto e dei ricambi o accessori montati.

La manodopera non è mai conteggiata, e questo rende chiaro a tutti che il vero guadagno non è la compravendita ma gli introiti del format televisivo, distribuito in 220 Paesi.

A me delle auto nonmenepofregàdemeno. Tranne qualche classica, non ne distinguo una dall’altra, le identifico giusto per colore. Ah, questa è la rossa, puntata vista.

Già, perché malgrado il mio snobismo e i tanti anni passati a spacciarmi per intellettuale, la televisione la guardo anche io. Molto poco e non per radicalismo chic: mi alzo, se va bene, alle cinque del mattino, alle nove di sera crollo…

Però visto che la trasmissione va in onda in un orario in cui la palpebra riesce ancora a stare su, se posso io Affari a quattro ruote me lo gusto.

Non per le auto ma perché sono un grande fan del meccanico Edd China. Lui lavora sulle auto, io sulle bici e apparentemente quindi siamo su mondi diversi. Invece no, perché io un impianto di scarico non dovrò mai montarlo né rifare una testata o cambiare un radiatore ma il metodo di lavoro, la filosofia direi, è la stessa: la ricerca della perfezione, senza badare al tempo necessario.

Il risultato finale deve essere sempre il migliore possibile con ciò che ho a disposizione; e se qualcosa richiede un adattamento o la creazione di un pezzo specifico per poter essere montato, si lavora con pazienza finché l’obiettivo è raggiunto. Nessuno sconto, nessuna operazione tirata via per risparmiare tempo, ogni più piccolo dettaglio curato.

Lo studio preventivo, la ricerca di informazioni, la preparazione, tutto ciò che è necessario sapere prima di impugnare gli attrezzi; la curiosità, la voglia di esplorare strade nuove, le mani che si muovono comandate dal cervello ma soprattutto dal cuore, dalla passione. Come faccio a non essere un ammiratore di uno così?

A volte anche la tecnica è simile, seppure la somiglianza era più palese nelle prime puntate, quando l’officina di Edd non era ben fornita di attrezzi come nelle ultime stagioni andate in onda, e bisognava lavorare di fantasia per creare un attrezzo o una tecnica per risolvere un problema apparentemente insormontabile.

Persino mia moglie, che subisce la mia insana passione immagino per affetto (ma tanto sa che da lì a poco mi addormento e il telecomando sarà suo…) qualche volta ha esclamato: “Ma è uguale a quell’accrocchio strano che hai costruito tu!”.

Facile capire che il fulcro della trasmissione non è la compravendita: sono certo che la stragrande maggioranza dell’audience sta lì per vedere Edd China in azione.

Però qualche testa poco pensante della produzione ha posto l’aut-aut: basta perfezionismo, richiede troppo tempo e denari, i lavori vanno tirati via alla buona. E il nostro spilungone ha fatto ciò che chiunque di noi sia animato da passione avrebbe fatto: ha mollato.

Può sembrare atto di superbia, invece sono genuino orgoglio per le proprie capacità e amore per il proprio lavoro. Se non posso lavorare come dico io, ha spiegato, meglio lasciare. E bene ha fatto, aggiungo.

 

Tante le bici che monto e che non condivido, scelte tecniche o estetiche che non applicherei mai a una bici su cui dovessi pedalare io. Ma non conta, la bici deve piacere al proprietario.

Però una volta che telaio e componenti sono nelle mie mani il proprietario cessa di esistere: sulla bici metto le mani io e lo faccio a modo mio, se ti sta bene ok, sennò vai da un meccanico qualunque. Perché la bici finita potrà anche non essere di mio gusto, una che io per me non avrei mai fatto. Ma quella bici dovrà comunque avere il mio marchio, dovrà essere perfetta in tutto, anche nel più invisibile dettaglio; sempre sulla base di ciò che mi ha fornito il ciclista, ovviamente. La lista della spesa e quindi i denari necessari è competenza sua e c’è chi stanzia un budget e chi un altro. Io valuto solo la compatibilità tecnica, non impongo certo gli acquisti facendo sforare oltre misura il limite stanziato.

Per questo comprendo perfettamente le ragioni di Edd China, che rinuncia a facili guadagni per salvare la sua passione e il suo modo di lavorare.

Chi gli succederà potrà anche essere più bravo, ma la produzione comunque non ci consentirà di scoprirlo. Perché lo scopo è solo contenere i costi, la ricerca della qualità non conta.

Un livellamento verso il basso che è ormai pratica comune. Lo vedo in televisione, quel poco che la vedo; lo vedo in rete, dove abbondano siti di ciclismo fondati sul nulla. Ti sparano il titolone sull’altezza sella, leggi convinto troverai qualcosa di tecnico e utile a fugare i tuoi dubbi e scopri invece che il sunto dell’articolo è: pedalare con la sella alla giusta altezza è importante.

Si, ok, ma come la calcolo io questa benedetta giusta altezza? E’ come titolare un articolo sui cambiamenti climatici del pianeta e scrivere “se fa freddo mettete il cappotto, quando fa caldo vestite leggeri; ah, e se piove uscite con l’ombrello”. Che, per inciso, sono consigli almeno un poco più concreti.

Eppure questo livellamento verso il basso paga: e temo sia la produzione della trasmissione televisiva che i tanti siti internet che parlano del nulla, alla fine abbiano ragione. Perché sono seguitissimi, perché due idioti che sbraitano in tivvù o un autoprocalamato biomeccanico che suggerisce la taglia in base a come poggiano i piedi a terra raccolgono audience, contatti e quindi viaggiano con florido attivo. Inutile essere ipocriti: sono attività commerciali e come tali devono generare profitto.

Ed è giusto così, nessuno pretende il volontariato. La tristezza è che il profitto sia lì dove manca la qualità.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • DAVIDE

    Purtroppo la qualità è seconda al profitto. Nei format, ma anche nella vita di tutti igiorni.
    Anche là dove non l’aspetti : come negli ospedali dove l’aumento il numero delle consultazioni o degli interventi è il comune obiettivo dato ai medici dall’azienda. Questo in Italia e all’estero.
    Il perseguire la qualità è dote del singolo o di piccoli gruppi ; come tale gratuita e spesso non riconosciuta neppure dall’utente che ricerca in primis il prezzo più basso.
    Triste ma reale.
    Un saluto e un incitamento a perseguire la strada della qualità.
    Davide

    • Elessarbicycle

      Ciao Davide, per motivi a me ignoti il tuo commento era finito in spam. A volte il sistema di sicurezza fa le bizze.

      Nel mondo della sanità pubblica esistono isole di assoluta eccellenze e continenti dove, ed è cronaca di questi giorni, gli interventi sono programmati solo per impiantare costose protesi o somministrare altrettanto costose cure.

      Ma non abbattiamoci, cercando e scavando qualcosa di buono lo troviamo sempre e quando succede è importante che gli facciamo sentire il nostro appoggio, che lo seguiamo. E’ una spinta importante per chi lavora molto.

      Fabio

      • DAVIDE

        Per fortuna ci sono le eccellenze Italia ed Europa, di una delle quali faccio parte orgoglioso. Ben vengano e hanno il mio totale sostegno. Ma sono fatte da chi ci mette tutto e lotta per poterlo fare.
        Trovl livellalento verso il basso ubiquitario. Colleghi che appocgiano la oolitica dei numeri per aumentare lo stipendio, impiegati che fanno il minimo senza interesse.
        Non sono sociologo solo osservazioni qjotidiane.
        Sosteniamoci e sosteniamo queste apparentemente strane idee…
        E domani sui pavé della Roubaix a 20 Km da casa, in bici, naturalmente.

        • Elessarbicycle

          Giusto Davide, concentriamoci sulla Roubaix.
          Che seguirò con doppio interesse (ma dal divano, non come te, sigh sigh…) perché è la mia classica preferita e perché su quel micidiale pavé ci sarà una bici che (se resta intera, incrociamo le dita) subito dopo la gara sarà spedita qui, per un mio test.
          Anche se, mi chiedo, dopo che ci hanno fatto la Roubaix io che posso aggiungere? Vabbè, però è divertente 😀 😀

          Fabio

  • Lorenzo

    Ciao Fabio, dissento un po’.
    per quanto simpatico Edd China ed essendo appassionato d’automobili vedendo certi lavori che ha fatto Mi metto le mani nei capelli !!!!
    Mi ricordo ancora di quando ha tagliato un telaio tubolare della Noble (per altro del mio stesso club) per togliere il cambio da sotto e non smontare tutto….. a sua scusante è che è inglese e gli inglesi per quanto amino le automobili sono dei pasticcioni incredibili;
    Te lo dice un possessore di Lotus Elise che ne ha visionate tante e quelle passate per le mani degli inglesi …. mamma mia!
    Ovviamente mio parere personale.
    Tu sei sicuramente su un altro pianeta rispetto ad Edd !
    Detto questo condivido la sua scelta, se non lavorava come voleva lui (…) a fatto bene ad andarsene, non si è piegato alla legge del profitto.
    Onestamente sono mooooooolto più preoccupato perché questo livellamento verso il basso sta avvenendo sempre più nelle industrie del ns. beneamato paese, forse per far concorrenza all’est asiatico, forse per voglia di più profitti non so……
    Molti pseudo imprenditori non capiscono che solo la qualità del lavoro e l’eccellenza paga nel tempo

    Pareri personali.

    • Elessarbicycle

      Ciao Lorenzo, come detto io le auto le distinguo giusto dal colore. Quando sono servite a me ho sempre guardato solo il vano bagagli: ci entra la moto? Ok, la prendo. Ora che nisba moto per ragioni di salute mi basta ci vadano un paio di bici senza smontarle.
      Per questo non ho alcuna competenza per dire se tecnicamente lo spilungone sbagli o no.
      Di sicuro ama quello che fa e ci mette passione; e posso dirti che a volte seguire soluzioni poco ortodosse non è un limite ma un pregio, se il risultato finale raggiunge la perfezione.

      Sul fatto che la qualità non paghi sfondi con me la classica porta aperta. Quando mi esortano a fare bici per mestiere, spiego sempre che se dovessi farlo per rientrare coi costi e guadagnarci da vivere non potrei mai e poi mai applicare la stessa cura, chiuderei in una settimana. Lo stesso con questo blog (che, permettetemi, potrà non piacere nei contenuti ma nessuno può accusarlo di superficialità), se ci dovessi campare sarebbe molto diverso da come lo conoscete. Anzi, non ci sarebbe proprio perché a me le cose fatte male non piace farle.

      Fabio

  • Daniele

    Bello affari a quattro ruote. Uno dei pochi motivi per il quale accendo ancora la TV.
    Hai ragine secondo me. Viviamo in generale l’era della quantità piuttosto della qualità. Siamo indotti a pensarla e a viverla in questa direzione.
    Sarà per quello che spendo (quando posso) ore e ore a montare e curare le mie bici. La qualità prima di tutto!
    O sarà solo perché sono incapace?

    Daniele

    • Elessarbicycle

      Sarà per quello che spendo (quando posso) ore e ore a montare e curare le mie bici. La qualità prima di tutto!

      E perché allora le curi tu?
      😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀 😀

      Fabio

  • Giovanni

    A volte mi sento più vecchio di quello che sono, quando mi viene da dire ai mei tempi..ect ect..eppure ho solo 42 anni. Però mi trovo più di una volta a fare la stessa riflessione di Fabio. In tv quando ero ragazzo,all’ora di pranzo c’era Quark e non certo “Uomini e Donne”. La sera potevi scegliere fra Mixer di Minoli o i programmi di Zavoli oppure i film in prima visione sulla Rai con tanto di sigla iniziale al lunedì sera. Non vedevamo l’ora di uscire di casa col pallone o con le biciclette, figuriamoci se riuscivamo come i ragazzi di oggi a stare ore davanti ad uno smartphone su un divano. L’intero quartiere era una famiglia che proteggeva i più piccoli, e non come ora dove proprio i piccoli corrono pericoli di ogni genere. Per il politico di allora il vero lustro veniva dall’aver fatto trovare posti di lavoro e non da quanto più grossa è la falsa promessa che posso fare. La mattina appena sveglio sentivo l’odore della ruggiada ora quello di una discarica a meno di un chilometro dal centro abitato. La cosa che più mi fà male però è vedere come l’italiano sia diventato meschino e privo di orgoglio e coraggio. Abbiamo mille ragione per scendere in piazza e manifestare, dovremmo urlare per far cambiare le cose, invece siamo lì a guardarci l’orticello mentre intorno secca tutto. Come invidio quei ragazzi rumeni, ucraini, greci, turchi, cinesi che a rischio della vita sono scesi in piazza per riprendersi la loro dignità di popolo. A noi invece basta l’ultima app di moda ed un aggiornamento sulla vita sentimentale di Belen e siamo felice.

  • Andrea

    Ti do un consiglio per non addormentarti la sera dopo cena: dai via il prima possibile divano e/o poltrona, sono oggetti tentatori e diabolici 😀 Io mi ci addormento 5 minuti alle 21 e poco dopo sono già le 23! Per non dire di quelle volte in cui mi risveglio solamente in piena notte

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