L’angolo della posta

Uno degli aspetti più simpatici di avere un blog è il costante contatto con i lettori; poiché la struttura non è quella dei forum o rispondete a un articolo commentando oppure per quesiti più personali usate l’indirizzo di posta elettronica dedicato.

Indirizzo che attivai non contestualmente al blog ma qualche mese dopo, quando queste pagine (molte meno, ovvio) raramente superavano i 200 lettori al giorno, gli articoli erano pochi, la sezione officina appena inaugurata e quindi gestire la posta era piuttosto semplice, non più di una ventina di email a settimana.

A dispetto dei miei sforzi il blog ha visto decuplicare gli accessi quotidiani e come effetto collaterale anche il numero di messaggi recapitati alla casella postale è aumentato a dismisura, tanto che fatico a starci dietro e spesso devo fornire risposte sintetiche, a volte stringate, perché onestamente non riesco a trovare il tempo. Quello che molti di coloro che scrivono non hanno chiaro è che per loro si tratta di una sola bici, è la propria bici e quindi ampiamente conosciuta e di conseguenza danno per scontato che io la conosca come loro evitando di dirmi per esempio marca, modello, come è montata ecc  e chiedendomi soluzioni a problemi che è praticamente impossibile risolvere via computer, scrivendo semplicemente “ho una bici da corsa, quando pedalo fa rumore, che può essere?”.

Una persona sana di mente cestinerebbe, io invece che ho sacrale rispetto per chi dedica il suo tempo a leggermi invece di gingillarsi in occupazioni più piacevoli e redditizie rispondo sempre, a tutti. Ma questo richiede un surplus di lavoro, perché prima devo spiegare cosa mi serve sapere, visto che non conoscendo nemmeno di che bici parliamo figurarsi poi se posso formulare ipotesi su eventuali problemi tecnici.

Ogni tanto chiedo aiuto al discepolo Daniele, girandogli qualche vostro quesito; il giovanotto ha buona volontà, si impegna, conosce il mondo off-road meglio di me però a volte è eccessivamente zelante. La prima regola è restringere il campo, perché per ogni nuova possibilità si aprono altri scenari, destinati a crescere in maniera esponenziale e alla fine il lettore si arrovella con più dubbi di quanti aveva prima. Ma, geloso come sono del mio lavoro, se non lo ritenessi all’altezza del compito non lo avrei mai coinvolto.

A volte mi spazientisco, lo ammetto; e lo faccio con i “frettolosi”, quelli cioè che mi scrivono per chiedermi una cosa che è ampiamente illustrata sul blog. E’ sempre qualche quesito tecnico, solo che invece di leggersi l’articolo preferiscono la domanda secca, di solito scritta frettolosamente (poche parole ed errori di battitura ne sono chiaro indizio) e ai quali rispondo con il link all’indice dell’officina e la chiosa che se qualcosa non è chiaro o manca ne riparliamo dopo la lettura dell’articolo. So che non è simpatico da parte mia, ma rendetevi anche conto che questa baracca va avanti nel mio tempo libero, scrivere un articolo è solo un quinto dell’impegno richiesto, ci sono tantissime cose da seguire ogni giorno e se un argomento è stato ampiamente sviscerato non posso poi riscrivere articoli “monodestinatari” quando è tutto già fruibile.

Quelli invece che lascio spesso insoddisfatti sono coloro che mi chiedono dove acquistare un dato componente, accessorio o altro. Consigliare negozi o store online non è mio costume. Posso riportare le mie esperienze personali, tutti sapete per esempio che mi sono sempre trovato benissimo con Rosebike, ma poi non è detto che un altro cliente troverebbe uguale soddisfazione: e se a lui sbagliano l’ordine? Penseranno a un errore del venditore certo, ma anche “…oibò, mi sono fidato del consiglio, adesso guarda te in che guaio mi trovo…” finendo con l’essere anche io ritenuto in qualche maniera responsabile.

Ma in assoluto le mail capaci di far venire i sudori freddi sono quelle con una sola, lapidaria, domanda: “Che mi bici mi consigli?” Stop.

Si, avete letto bene, solo questo. L’unica risposta possibile sarebbe “Prendine una che abbia due ruote e due pedali”, ma lo scherzo potrebbe essere frainteso ed evito. Rispondo quindi con le domande di rito, almeno per riuscire a comprendere più o meno uno che ciclista è.

Problema: 10 volte si 10 il ciclista in questione non è ciclista ma è alla prima bici, non distingue una Graziella da una specialissima da corsa, ritiene che le bici della gamma di ingresso di una nota catena di attrezzature per tutti gli sport siano il non plus ultra di quanto offre il mercato, 200 euro sono spesso un budget ritenuto faraonico e riuscire a trovare la quadra diventa impresa titanica. Dopo svariati scambi di opinioni quasi tutti iniziano ad avere le idee chiare e da lì in poi la ricerca della bici è tutta in discesa. Qualcuno (pochissimi in verità) bolla il tutto come un atteggiamento da fanatici, “…io in bici non ci devo fare le gare…” (mai sentito di qualcuno che si sia presentato al nastro di partenza di una granfondo con la bici da trekking, ma fa nulla) insinuando che la bici da 200 euro capace di essere veloce e leggera come una bici da corsa, robusta come una mtb, comoda come una turistica e altro esiste ma io, per ragioni imperscrutabili, non voglio svelare quale sia questo modello di bici universale.

Ai primi potrei rispondere (solo a loro perché ai secondi smetto di rispondere) che sull’argomento ho scritto un libro, l’ho strutturato pensando proprio a loro, a chi è a totale digiuno; ma non lo faccio: seppure io ne sia l’autore, questo il mio blog e quindi sarebbe naturale pubblicizzarmi, non ne sono capace. L’autopromozione non è mai stata una mia virtù, il massimo che sono riuscito a fare accettare a me stesso è stato inserire nella home del blog alcuni siti dove è possibile trovarlo.

Ma torniamo alla posta; in qualcosa ho sbagliato i calcoli. Credevo che aumentando i contenuti sarebbero diminuiti i messaggi, visto che le risposte sono già sul blog. Evidentemente non è così, quindi o qualcosa manca oppure non ho capito niente io.

In realtà qualcosa manca: tutto ciò (o quasi tutto ciò) che ho appunto inserito nel libro e che per ovvie ragioni di proprietà intellettuale non posso qui riproporre. Sarò anche l’autore ma i diritti di pubblicazione li ho ceduti, sarebbe una violazione contrattuale se riproponessi qui gli stessi contenuti. Che poi è uno dei motivi per cui sono mesi che sfoglio la margherita con la categoria “Pedalare bene” visto che sarebbe quasi un copia e incolla in molti casi.

Una idea potrebbe essere provare con un paio di articoli, giusto per fornire qualche linea guida ed evitare gli errori più grossolani, per esempio la fissa di guardare solo marca e modello del cambio senza considerare la trasmissione nel suo complesso o generalizzare sui materiali del telaio, come se dire acciaio fosse sufficiente quando sappiamo che invece di acciai ne esistono tanti.

Non è semplice trovare la corretta impostazione, in bilico tra l’esigenza di informare e la necessità di non sforare violando i diritti di Mondadori.

La soluzione potrebbe essere quella che mi indicò l’editore, anzi l’editor (che spesso viene a leggere qui…) ossia una sorta di infarinatura generale col rimando per approfondimenti e dettagli al libro. Saggio consiglio, che però ho difficoltà a mettere in pratica. Quando pubblico sul blog l’obiettivo è un articolo che sia completo, esaustivo, inutile cercare oltre o altrove per capirci.

Confesso che sono settimane che giro a vuoto cercando soluzioni; vedremo se mi verrà qualche idea decente.

Voi però continuate tranquillamente con le vostre mail, non prendetevela per il mio bonario scherzare. Lo so che quando scrivo non sempre risulto simpatico, a volte appaio scostante o troppo professorino. Ma non sono così, dal vivo sono più sopportabile, un semplice ciclista appassionato: è che mi (de)scrivo così…

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • luigi

    Salve, seguo il blog da mesi ma solo da qualche giorno mi sono iscritto e, per l’ occasione, ho comprato anche il libro che il nostro Fabio ha scritto; anche se non ancora finito di leggere, mi pare uno di quei testi che noi appassionati di ciclosofia e tecnica non possiamo non avere nel nostro scaffale. Sono dell’idea che la lettura del libro in questione possa derimere i dubbi di coloro i quali inviano e-mail per avere consigli o porre domande poichè il libro tratta esaustivamente gli argomenti riguardanti la componentistica delle nostre amate quanto articolate macchine; sarebbe opportuno che molti di noi lo leggessero, in modo tale che Fabio, non ricevendo un numero così alto di e-mail, potesse dedicare più tempo alla stesura di quegli appassionati articoli cosi tecnici e ben scritti di cui noi siamo ghiotti.

    Luigi.

    • Elessarbicycle

      Accipinchia, mi hai lasciato senza parole Luigi; e non è semplice…

      Approfitto solo per aggiungere una notazione: gli articoli tecnici più che del tempo a disposizione risentono della disponibilità del materiale per le foto. E poiché ho ridotto tantissimo l’attività della microfficina per diversi motivi, rallentando l’afflusso di bici che posso usare come cavie rallenta anche quello degli articoli. Sto lavorando a soluzioni alternative, ma ci sono decisioni da prendere su cui non sono ancora del tutto convinto

      Fabio

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