La vedo dura…

Stamattina uscita sportiva con la Rose X-lite: nelle intenzioni però.

Che non stessi al meglio lo sapevo già. Pochissime uscite durante l’inverno, lo stop causato dal furto di Elessar che per qualche settimana mi ha tolto la voglia di pedalare, il riacutizzarsi dei miei acciacchi e, come se non bastasse, tre settimane quasi di antibiotico, sospeso solo dieci giorni fa. Che mi aspettavo? Di pedalare, piano si ma insomma…

Crisi nera invece. Scelto un percorso leggero, sulla salita che uso semplicemente per riscaldarmi e che percorro per quasi l’interezza impegnando la 50 mi sono piantato con la 34. Le gambe senza un briciolo di forza, le braccia che faticano a impugnare il manubrio, ogni minimo scossone della strada una mazzata micidiale.

E dire che questo è di solito il periodo dell’anno in cui inizio ad andare forte; ma è anche il periodo in cui sfrutto il lavoro fatto precedentemente, sia in sella che in palestra. Ma siccome non ho lavorato né in un senso né nell’altro non poteva andare altrimenti.

6576 La vedo duraNon ne faccio una tragedia, non sono un agonista. Ma è frustrante vedere avvicinarsi finalmente il momento in cui avrò tempo per pedalare e non essere in grado di affrontare 350 ridicoli metri di dislivello a un passo appena decente.

Cosa è mancato? Anzitutto il tempo e la bici non ti perdona se la trascuri. Ho sacrificato troppo a blog e microfficina, nelle giornate che avevo quelle due/tre ore per salire in sella stavo lì invece a montare qualcosa o cercare di risolvere i problemi che affliggevano questo diario.

La salute, perché quando i dolori sono forti tanta voglia di mettersi in sella proprio non ti viene.

La bici, perché per tutto l’autunno e l’inverno io pedalo quasi sempre con Elessar, la Rose mal si adatta ai miei percorsi. Affrontare 40 km di pavé martoriato per lasciare la città e poi tornarvi in sella al cavaliere oscuro è qualcosa che richiede molta, ma molta voglia.

E se c’era la voglia non c’era la salute, se c’erano voglia e salute c’era l’ansia post rapina, se c’erano voglia, salute e niente ansia c’è stata la pioggia, puntuale la domenica; ovviamente il lunedì il sole è sempre tornato a splendere.

La botta forte è stato l’antibiotico in dosi massicce, mi ha prosciugato. Tutto passato? Lo spero, ma il recupero sarà lungo.

Certo, ho detto non vado in bici per gareggiare ma una bici la sposti con le gambette tue e se la gambette non ce la fanno non è che poi vai tanto lontano. Ma per come stanno le cose devo studiare un programma ben preciso, c’è da riprendere non solo tono e forza ma anche agilità. In pratica dovrò fare adesso ciò che avrei dovuto fare mesi addietro.

Mi aspetta una altra settimana molto intensa, poi spero i vari impegni inizino a diradarsi lasciandomi più tempo a disposizione. Può sembrare un problema solo personale ma in realtà questo non riuscire a pedalare si ripercuote anche qui. Ho spostato giocoforza una bici che avrei dovuto provare, una sportiva tosta, e con quali gambe la spingo? Riuscirò per fine settembre, quando dovrei prendere una altra bici per un test, a essere in grado di portarla se non al limite almeno avvicinarmi? Lo stesso con le ruote, e chi ce la fa in queste condizioni a tirare in salita per capire se vanno bene?

Si, ci sono stati elementi esterni che hanno influito ma anche responsabilità mie. Gli acciacchi li tengo da anni, talmente tanti che non ricordo più l’anno del primo intervento chirurgico, solo che ero molto giovane. E dopo un lungo periodo di sosta forzata, in sella ci sono tornato e sono anni che pedalo di nuovo. Il furto di Elessar è stato un colpo alla voglia di uscire, non per il furto in sé ma per il modo. Pedalare guardandosi continuamente intorno non aiuta a godersi la giornata.

Ma ho sbagliato a gestire sia i miei problemi di salute che il mio tempo che l’ansia del dopo furto. Per i malanni è vero che lo sconforto mi ha preso, più passa il tempo e più ti accorgi che non reagisci con la stessa prontezza di prima. Ogni volta il recupero è più lento e faticoso. Vabbè, gli anni passano, non posso pretendere di avere lo stesso fisico di quando ero un giovanotto che se ne partiva bellamente in moto dopo nemmeno tre settimane da un intervento, portandosi dietro il suo bel kit di pronto soccorso per togliersi i punti in campeggio. Però se ti accorgi che manco riusciresti a piantar più una tenda un poco ti deprimi…

Il tempo, le giornate intendo, le ho clamorosamente fallite. Sfruttando il fatto che per cause di forza maggiore sono decisamente mattiniero (notate l’ora a cui rispondo alle vostre mail? Ecco…) sono riuscito negli ultimi anni ad avere un buon ritmo. Due uscite brevi durante la settimana (tra le due e le tre ore), il lungo la domenica (almeno cinque ore), palestra due o tre volte (dipende dal clima, se piove riduco la pedalata e me ne vado a lavorare con gli attrezzi) e recupero su due giorni. Non male, la scorsa estate malgrado il fermo di un mese sempre per problemi di salute che capitò ad aprile, spezzando il ritmo, a luglio andavo come un treno. Adesso posso andare solo in treno…

Perché ho gestito malissimo il tempo libero, quello in cui gli impegni di lavoro e famiglia non mi reclamano. Ho sbagliato con la microfficina, lavorando in quelle ore diurne che avrei potuto usare per uscire invece che la sera, come faccio sempre. Ho sbagliato col blog, cercando di risolvere io ciò che era fuori dalla mia portata, perdendo tempo: con l’unico risultato di non ottenere risultati.

Adesso dovrò gestirmi meglio, almeno per cercare di riprendere un minimo di forma che mi consenta di pedalare divertendomi. Non per battere i miei personali record, ma uscire senza essere in grado di coprire distanze e dislivelli decenti è seccante. Dovrò rivedere tutti i miei piani, a iniziare da alcuni percorsi nuovi che volevo testare e che dubito riuscirò a vedere. Dovrò essere puntiglioso e preciso nel rispettare la tabella di marcia.

Non proprio di allenamento in senso specifico ma, come ho detto, la bici la muoviamo con la nostra forza: se non riusciamo a pedalare che gusto c’è? Spero il clima mi aiuterà, se arriva un luglio come quello che ci ha accompagnato dodici mesi fa la vedo dura.

Si lo so, alla fine sono fatti miei, che senso ha scriverne? Perché una lezione c’è anche se la conosciamo già: la bici non ti perdona niente. Se la trascuri non è che gli importi se è colpa tua o no, sali in sella e chiede il conto. Anche chi non è uno sportivo (nel senso che usa la bici solo per allenarsi) anzi, a maggior ragione chi non è uno sportivo non dovrebbe mai trascurare di usare la bici con regolarità. Meglio, molto meglio, 15 km al giorno tutta la settimana che 90 solo la domenica. Sfruttiamo ogni momento per salire in sella, che sia una commissione o un raggio di sole che fa capolino fra le nuvole. Non stiamo a preoccuparci se la bici è adatta al percorso, se l’abbigliamento non è quello tecnico, l’importante è non fermarsi: già, chi si ferma, si sa, è perduto…

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COMMENTS

  • Fabiano

    Ciao Fabio, forza e pensa che è solo una questione di tempo.
    Da quando ti ho scritto, qualche mese fa (non so se te lo ricordi), sono ancora alla ricerca della sella giusta e di una posizione che mi permetta di stare decentemente in bici nonostante la prostatite.
    Finora nessun risultato, dolori che arrivano dopo nemmeno un’ora di sella, condizione fisica ormai perduta e pancetta che fa capolino.
    Ho capito che il ciclismo non è causa di questo disturbo ma, se ci si ammala, la pratica ciclistica diventa un problema.
    Guardo sconsolato la mia Tricross chiedendomi SE tornerò in sella.
    Dover ricominciare da capo, potendolo fare, è già una fortuna.
    Un grosso in bocca al lupo.
    Fabiano

  • Fausto

    Distrutto da settimane di antibiotici, penso alle mie bici ferme in garage (l’auto se ne stia pure all’aperto).
    Dunque non siamo soli, ti auguro una pronta ripresa.

  • Lorenzo

    Dai Fabio se preciso e puntiglioso tornerai presto in forma, anche quello che è successo insegna.
    ….. ecco a dirla tutta in queste condizioni saresti il mio compagno ideale d’uscite 😉
    scherzo non prendertela…. spero anch’io di recuperare con la fisioterapia mia ia gambetta malandata.

    Ad onor del vero sino l’anno scorso andavo e tornavo dal ufficio in bicicletta da aprile a fine settembre, non tanti km 4 o 5 però intervallati da tre cavalcavia. Da quest’anno non me la sento più di farlo con le macchine che mi sfrecciano accanto ho paura che prima o poi qualcuno mi centri in pieno…. però quella piccola pratica ciclistica in effetti aiutava.

  • Sergio

    Quanto ti capisco.
    E’ che purtroppo, o per fortuna, i giorni durano solo 24 ore, mentre la nostra fantasia ce ne chiede come minimo 36. A stento arriviamo al compromesso di 28, creando 4 ore dal nulla. Se poi capitano gli imprevisti, salute o seccature o altro, l’universo fisico ci presenta il conto.
    Coraggio, domani è un altro giorno. Ciao.

  • Luca

    Caro Fabio,
    gli impegni quotidiani ed i problemi di salute, possono avere conseguenze poco piacevoli per chi coltiva passioni impegnative.

    Dici bene: la bici non ti perdona se la trascuri.

    Tuttavia, permettimi di porre l’accento su un aspetto fondamentale.

    Siamo all’inizio dell’estate, ovvero all’inizio della stagione dove la terra offre i suoi frutti più gustosi e salutari.

    E’ il momento ideale per disintossicarsi, seguendo, senza grande fatica, un regime alimentare in grado di restituire benessere e vigore.

    Il caldo intenso, che proprio in questi giorni inizia a farsi sentire, ci guida naturalmente verso una dieta più equilibrata, dove frutta ed ortaggi regnano.

    In estate, il pesce fresco è meglio della carne, i formaggi si possono tranquillamente dimenticare fino all’autunno e con essi anche gli altri derivati del latte.

    Un discorso a parte merita un alimento ricco di proteine nobili, indispensabili per ricostruire i muscoli dopo lunghe pedalate: le uova.

    Le uova hanno una caratteristica particolare, sono l’unico alimento di origine animale che è possibile gestire completamente dal punto di vista dietetico.

    L’uovo è composto da due parti: albume e tuorlo.

    Il tuorlo contiene acqua, proteine, sali minerali e lipidi (fra i quali il colesterolo).

    L’albume invece, contiene acqua, proteine e sali minerali, il contenuto di grassi (lipidi) è pari a zero.

    L’albume è una fonte pura di proteine nobili.

    Basta cuocere due o tre uova sode e separare l’albume dal tuorlo.

    L’apporto di carboidrati si può ridurre, ma non va mai eliminato.

    Frutta ed ortaggi, ça va sans dire, a volontà.

    Luca.

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