La PlanetX London Road di Massimiliano

Tempo di lettura: 7 minuti

Introduzione

Da tempo pensavo di scrivere un elogio alla mia London Road. Una bici che avete conosciuto in occasione del suo test e che, una volta terminate le prove, ho acquistato.

Mi aveva convinto, ne avevo toccato con mano il potenziale e mi ero reso conto che sarebbe stata una preziosa compagna per i tanti test che svolgo.

Bici questa inglesina dalle molte facce; con poche e mirate modifiche riesce a trasformarsi di volta in volta in una pratica urban, una efficace gravel, una tetragona touring, una sbarazzina sportiva.

Con una robustezza che ho duramente messo alla prova. Dopo quasi due anni l’unico danno che ha riportato è stato il danneggiamento di una delle boccole superiori di aggancio del portapacchi. Riparazione al volo e ci ho pure ricavato un articolo: si, la sfrutto in qualunque modo…

In questi mesi estivi ho tenuto quasi sempre a riposo l’ammiraglia sportiva, preferendo uscire con sua maestà Elessar sia per i giri randagi che quelli sportivi. Mi da più gusto vincere quella salita portandomi dietro i tanti chili di acciaio e cromo della luccicante bomboniera su due ruote.

Il fuoristrada è stato totale appannaggio della London Road; non che Elessar rifiuti sterrati e sentieri, ma dopo pulirla richiede un giorno, col fango che si insinua in ogni cesellatura.

La operaia London Road no, bastano una spruzzata di detersivo, una veloce passata di idropulitrice senza tanti complimenti, rapida asciugatura ad aria compressa, olio alla trasmissione e subito è pronta per la successiva uscita.

Si, ammetto che la maltratto; anzi no, diciamo che non le presto tutte le attenzioni che riservo alle sorelle a pedali che si fanno compagnia nella mia microfficina.

Non ne trascuro le cure tecniche ma non mi faccio scrupolo di spremerla, andando spesso ben oltre le sue naturali destinazioni d’uso. E non mi ha mai deluso.

E non si è mai ribellata.

Mi sono affezionato a questa pratica bicicletta che mi accompagna al lavoro e al supermercato, veste gomme da offroad se ho la fregola di andarmene per boschi, più stradali se quel giorno voglio lanciarmi a palla su una discesa velocissima, luci e parafanghi in inverno, nuda in estate. Le cambio selle e reggisella se sto lavorando a un loro test, pedali sempre differenti e qualunque altro accessorio è destinato a essere recensito finisce quasi sempre anche su di lei.

Ormai la conosco talmente bene che so sempre fin dove posso spingermi. Eppure, quasi a sfidarmi, ogni tanto l’inglesina alza l’asticella delle difficoltà e mi dimostra che può farcela.

Per questo è bici che consiglio tranquillamente, anche se aggiungo sempre che è meglio profittare dei periodici sconti lanciati dall’azienda.

E per questo invece di scrivere io un elogio (di cui oggettivamente potrebbe interessarvi poco) ho preferito coinvolgere uno di voi e pubblicare la sua recensione.

Massimiliano ha aderito alla mia richiesta e ne sono contento per due motivi. Il primo è che sempre sono felice quando siete attivi sul blog, quando partecipate coi vostri lavori. Il secondo è che un altro punto di vista è ben più utile di ogni mia aggiunta; un punto di vista che io definisco “pedalato” perché frutto dell’esperienza personale e non chiacchiere da forum, scritte per sentito dire.

Però ora mi fermo, sto rubando tempo a voi e la scena a Massimiliano, e non è giusto.

Lascio quindi a Massimiliano (Xtanatos il nick che usa nei commenti sul blog) tutto lo spazio di cui ha voglia.

Dalla pagina successiva in poi, però 😀

Andiamo

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • Complimenti a massimiliano; bella recensione.
    Incredibile; anche io, dopo anni di mountain bike, mi sono avvicinato alla strada pian pianino, usando la bici che avevo per andare al lavoro, passando poi ad una bdc usata di poche prestese fino poi a costuirne una con le mie mani.
    E anche io, dopo aver concepito che “bici da strada” non è sinonimo di “bici da corsa” ho virato verso il mondo delle “tuttofare”, arrangiando prima una mtb rigida con piega da strdada, costruendo poi una più sciccosa ranndo/cx/ccommuter su base Velo Orange.
    Ragionavo sulle similitudini e su come sia interessante nella vita cambiare punti di vista e assistere nel tempo allla propria “evoluzione”. Almeno ciclisticamente parlando!

    Daniele

  • Paolo

    Ottimo risultato direi, la “bici perfetta” per le proprie attitudini. Ho un solo dubbio che mi interesserebbe molto chiarire. I freni BB7 MTN hanno un tiraggio per leve tipo mountain bike, e in teoria non sarebbero compatibili con le leve da strada (a differenza dei BB7 “road”). Però la cosa non mi sembra che generi problemi dalla descrizione e dalla prova. Cosa ne dice il propietario e magari anche Fabio?
    Complimenti e un saluto a tutti e due!

  • Omer

    Complimenti Massimiliano, recensione ben fatta ed esplicativa. La “giro” subito ad un mio compagno di avventura stradista che cerca una bici, per potermi seguire anche nei miei giri fuori dall’asfalto, ad un prezzo umano.

  • xtanatos

    Prima di tutto vi ringrazio per i commenti.
    è stato un percorso travagliato arrivare a completare questa recensione ma grazie al supporto del buon Fabio sono arrivato fino in fondo.
    @ Guybrush Threepwood
    Mi ritrovo completamente nelle tue parole: si può quasi dire che mi dato maggior soddisfazione il percorso di evoluzione piuttosto che il risultato finale ! Continuo ad uscire in Mountain Bike ma ora pianificherò anche qualche uscita invernale con la LR.

    @Paolo
    Non avevo fatto bene conto di questo eventuale problema ma ti posso dire che non ho avuto nessun tipo di problema.
    I freni BB7 MTN si sono rivelati ottimi per il periodo che li ho utilizzati. La risposta è sempre stata pronta (a patto di regolarli per bene). Attualmente però li ho sostituiti con un impianto Ultregra idraulico perchè non ho mai trovato un buon feeling con la frenata; questo problema però è dovuto principalmente al fatto che ho sempre usato freni idraulici sulla MTB e la sesibilità delle leve è molto diversa.
    Con gli idraulici stradali ho raggiunto la pace trovando lo stesso feeling.
    Concludendo: se dovessi trovare un’offerta sugli MTN rispetto ai ROAD mi sento di consigliarteli senza problemi.

    @Omer
    Sono contento che la mia esperienza possa servire ad altri.
    Se vuoi altre informazioni e impressioni chiedi pure.

  • Stefano

    Ciao Massimiliano, ho visto dalle foto che hai il portattrezzi della 76 projects, quello sotto la borraccia. Dato che piacerebbe anche a me, mi puoi dire per favore come ti trovi e cosa riesci a farci stare?
    P.S.: ho una LR anch’io e non finisco di parlarne bene, sabato si è beccata 80 km di stradacce da trattori senza un metro di asfalto e non ha fatto una piega (le mie gambe invece si…)

  • Ciao Stefano,
    non posso che parlarne bene del Piggy ! Veramente fantastico e utile: da quando l’ho montato non l’ho mai tolto.
    Dentro ci entra veramente tanta roba comodamente: Camera d’aria, 2 bombolette C02, 3 cacciagomme, pezze per camera).
    E’ fatto molto bene ed è robusto.

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