La mucca viola è completata

Dopo alcune divagazioni, torno a parlare di biciclette.

In particolare della “mucca viola”, ossia la Peugeot che ho sistemato e di cui ho già scritto.

La  bici quando è arrivata era parecchio rovinata. Le foto inviatemi dal precedente proprietario erano tutt’altro che veritiere. Il buon senso avrebbe voluto rispedissi indietro la bicicletta; ma il buon senso mi difetta, e così ho preferito cimentarmi nell’impresa di donare nuova vita alla francesina.

Ho smontato completamente la bicicletta, lasciando telaio e forcella nudi. In sede sono rimaste installate solo le calotte della serie sterzo, la cui rimozione avrebbe potuto danneggiarle costringendomi all’acquisto di una nuova serie sterzo.

Telaio e forcella sono quindi stati accuratamente sverniciati con carta abrasiva e acqua, lavorando con grane via via più fini e usando una spazzolina di ottone per i punti difficili da raggiungere.

Dopo aver pulito il telaio dai residui e usato un antisiliconico per la sgrassatura, ho dato due mani leggere di primer riempitivo, anch’esso carteggiato ad acqua dopo la perfetta asciugatura.

Oltre a garantire un ottimo aggrappaggio della vernice, il primer consente di riempire quei microsolchi che si creano con la carteggiatura e la cui limatura comporterebbe il rischio di dover asportare troppo materiale.

Ho lasciato il telaio a sedimentare in microfficina e mi sono dedicato alla revisione e pulizia dei singoli componenti.

Tutte i meccanismi sono stati accuratamente sgrassati, lubrificati dove necessario, revisionati con la sostituzione delle parti soggette a usura e dei particolari danneggiati. Tra cui il cambio, sostituito con un Simplex d’epoca.

Guarnitura, leve freno, paracorona, corpi freno, piega, reggisella a qualunque vite e piccolo dettaglio lucidato a specchio; qualche nota di colore aggiuntivo nei tappi guarnitura, particolari leve cambio, viteria dei freni e frasature del reggisella verniciati nella stessa tinta del telaio.

Purtroppo per un problema alla scheda di memoria non ho più la sequenza fotografica di queste fasi.

La lucidatura ha riguardato pure i mozzi, una coppia di Maillard Helicomatic.

Per poterli lavorare agevolmente ho preferito smontare la ruota, che ho successivamente raggiato.

 

 

 

 

0092 Peugeot PY 60 140093 Peugeot PY 60 130094 Peugeot PY 60 150095 Peugeot PY 60 16

Una volta deciso il colore ho chiesto a Francesco, diventato oramai il mio grafico di fiducia, la realizzazione delle scritte per l’obliquo e il leone stilizzato Peugeot da applicare sul cannotto di sterzo.

Un attacco manubrio nuovo 3T perché il suo era spaccato, una sella San Marco regale, guaine, cavi, copertoni, nastro manubrio e tacchette freno nuovi.

Il risultato finale è visibile nella sequenza fotografica in basso.

La prova su strada ha rivelato una bici molto godibile, come mi aspettavo conoscendo abbastanza bene la qualità delle Peugeot di quegli anni.

La rapportatura corsaiola non aiuta in una città collinare come Napoli, ma se non si ha fretta alla fine si arriva sempre in cima.

Piuttosto il problema si è rivelato una estetica che non passa inosservata, visto che per due volte l’ho lasciata per strada, incatenata, e per due volte hanno tentato di rubarla.

Nelle mie intenzioni, questa bici avrebbe dovuto sostituire la pessima mtb che uso per la città, ma credo non sarà possibile, non durerebbe.

0096 Peugeot PY 60 370097 Peugeot PY 60 380098 Peugeot PY 60 390099 Peugeot PY 60 430100 Peugeot PY 60 440101 Peugeot PY 60 480102 Peugeot PY 60 490103 Peugeot PY 60 520104 Peugeot PY 60 540105 Peugeot PY 60 56

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COMMENTS

  • Ciao, complimenti per l’articolo, davvero molto interessante. Ho anche io una bicicletta da simile da sistemare (di mio padre) e tal proposito avrei voluto farti qualche domanda: il telaio e verniciato ma alcune parti sono cromate (bracci forcella e foderi post.), prima di procedere alla riverniciatura dovrei far ri-cromare tutta la bici? O si tratta semplicemente di una vernice color cromo?(secondo te). Inoltre, volevo chiederti come sei riuscito ad ottenere la lucentezza dei particolari in acciaio (guarnitura, freni ecc..). Non è una bicicletta famosa in quanto si tratta di un costruttore locale (provincia di Torino) ma dato che sono ancora in attività, le decal potei chiederle a loro.
    Grazie mille e complimenti per il blog. 🙂

    • Ciao Daniele, buon anno e grazie per i complimenti.
      Le parti della tua bici, anche se non l’ho vista, ti posso dire con certezza sono cromate.
      Perché si usa la cromatura, da sempre, non la vernice.
      Se poco rovinate, puoi ottenere un buon risultato con paglietta metallica e olio, strofinando con velocità ma non pressione.
      Se troppo rovinate, devi ricromare. Lavoro costoso, che richiede prima la totale sverniciatura. Meno di 200 euro non spendi. Solo tu puoi decidere se ne vale la pena.
      Le parti che vedi tirate a specchio sulla mia (ex) bici sono in alluminio non in acciaio; lucidate da me. Se quella di tuo padre è una bici da corsa, anche sulla sua queste parti sono in alluminio.
      Prima ho provveduto a sgrossarle con carta abrasiva 1200 ad acqua, per eliminare le imperfezioni e poi ho iniziato un lento lavoro con mole il feltro e pasta lucidante per l’alluminio. Lavorando molto sulla velocità, usando un trapano montato a banco.
      Poi ho passato, sempre con la mola a trapano, una pasta fissante.
      Una buona ferramente o un brico hanno i prodotti necessari, tra mole e panetti di pasta spendi sui 30 euro ma ti durano.
      Fabio

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