Il cerchio si chiude…

Siamo quasi alle battute finali con la nuova Elessar. Il telaio sta per ricevere la verniciatura, le scritte sono in viaggio, ieri mi hanno portato piega, nastro e, udite udite, una guarnitura Veloce UT, silver e da 172,5.

Materiale usato, ma trovarlo nuovo è ormai impossibile. Avrei potuto ricorrere alla nuova versione della Ritchey Classic ma oltre a non piacermi sarebbe scoordinata con il reggisella. O avrei potuto prendere un reggisella e una piega differenti, però resta la mia volontà di conservare un filo comune con la sorella che ha preceduto questa nuova Elessar.

Usare una guarnitura diversa dalla Veloce UT non l’ho mai preso in considerazione.

Al momento mi ritrovo con oltre tre quarti dei componenti necessari a mettere il telaio su strada, mi servono solo i restanti elementi della trasmissione. Questi facilmente reperibili, aspetto qualche buona offerta/saldi estivi.

Se tutto procede secondo i piani ai primi di agosto sarò di nuovo in sella, in netto anticipo sui tempi previsti che volevano la bici terminata per gli inizi dell’autunno. Il vero colpo di fortuna è stato trovare la guarnitura.

Anzi no, il vero colpo di fortuna è avere voi che mi leggete perché la guarnitura proviene da uno di voi, che la prese già usata un paio di anni fa per una bici largamente ispirata alla mia Elessar ma che finì con l’essere equipaggiata con la tripla. Grazie Franco.

Ho chiesto la cortesia alla ditta che si sta occupando della verniciatura di scattare qualche immagine delle fasi di lavorazione. Non per vederle io ma per mostrarle a voi.

A lungo sono stato indeciso su come raccontare la nuova Elessar. Descrivere il montaggio non ha senso, sono tutte operazioni già presenti sul blog.

Questa nuova bici nasce non preventivata ma solo perché non ho più la mia. In questi mesi ho ricevuto un supporto notevole da tanti, chiunque è stato da me interpellato ha risposto con entusiasmo (tranne uno, ma comunque si è dato da fare, glielo riconosco), mi ha accontentato su ogni richiesta e c’è stati chi, come Antonio Taverna, oltre a mostrare una pazienza infinita mi ha pure applicato uno sconto non indifferente. Senza che glielo chiedessi, che tra l’altro sono pure incapace a farlo, ma di sua iniziativa. E senza il quale di sicuro non avrei potuto continuare i lavori in queste settimane. Grazie Antonio.

Raccontare questa bici sarà un piacere ma sarà soprattutto un omaggio a tutti loro. Glielo devo.

La bici la vedo già qui, completa in ogni dettaglio. Montarla sarà molto semplice, dovrò seguire l’immagine che ho in mente e so che sarà una bicicletta molto bella. Sul colore non ho tentato azzardi, ma sono certo che la tonalità scelta saprà esaltare il bellissimo disegno delle congiunzioni. Ho già preparato una ampia serie di brugole lavorate col doppio intaglio, che sarà poi verniciato in tinta. Un dettaglio che ha riscosso successo su altre bici.

L’unica cosa che non sarà montata da me saranno le ruote, acquistate già assemblate. Per pura convenienza economica, perché a conti fatti prendere cerchi, mozzi e raggi mi sarebbe costato di più. Misteri dei listini.

Ammetto che questa cosa mi toglie un pelino di gusto, pedalare su una bici completamente fatta con le proprie mani è una sensazione bellissima. Ma non dimentichiamo che la nuova Elessar non nasce perché la volessi ma per sostituire una bici rubata e quindi non avevo accantonato una cifra come feci con la sorella. Ogni euro di risparmio su qualcosa significa poter acquistare altro che serve.

E malgrado sconti e aiuti vari, alla fine il telaio non sarà economico. Certo, costerà sempre un quarto di quanto mi avrebbe chiesto un telaista in Usa o UK, perché questi telai con congiunzioni Fleur de Lys costano parecchio e richiedono una saldatura molto più laboriosa e con ampio uso di argento. Se penso poi al surplus di lavoro a cui ho costretto Antonio Taverna con la forcella, visto che la testa Fleur de Lys come volevo io non c’era e quindi è stato necessario ricreare il disegno con un sapiente lavoro di taglio e saldatura, e lo paragono a quanto poco mi ha chiesto mi vengono i sensi di colpa. Che dureranno finché non avrò il telaio tra le mani, da quel momento in poi non ci sarà spazio che per l’entusiasmo. E lo condividerò con voi, se vorrete.

 

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

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