Il bagaglio dove lo metto? Parte prima

In molti possiedono una sola bici con la quale cercano di fare un poco di tutto, dall’uscita domenicale al tragitto casa-lavoro; e spesso si tratta di biciclette più o meno specialistiche, sprovviste di quegli accorgimenti necessari a fissare un piccolo bagaglio, che sia l’attrezzatura fotografica o un cambio d’abiti una volta in ufficio.

E’ però possibile equipaggiare una bici sprovvista di occhielli vari con piccoli portapacchi o borse, sul mercato si trovano diversi accessori facili da installare o soluzioni rapide ed sono queste quelle che vedremo in quest’articolo; in cui tralascio soluzioni fai-da-te, che sono più o meno tante quanti sono i ciclisti e spesso, ci sono passato pure io, forniscono risultati piuttosto deludenti rispetto a quanto è possibile reperire tra le molte possibilità proposte dalle case.

Ogni sistema ha una sua validità, scegliere il più idoneo è influenzato da diversi fattori, che siano il peso complessivo da trasportare al materiale del telaio o al suo equipaggiamento. Alcune, per esempio, mal si sposano con i telai in fibre composite oppure sono inutilizzabili su forcelle ammortizzate oppure provviste di freni a disco. Io propongo una carrellata di quelle che hanno mostrato all’atto pratico la loro efficacia, sia perché ho potute testarle avendole utilizzate su molte bici transitate per la microfficina e sia perché ne ho ricevuto ottime impressioni da chi le ha utilizzate. Poi ognuno di voi potrà valutare in base alle proprie esigenze e al tipo di bici quale è la soluzione migliore.

Usando buon senso, perché non si può pretendere di caricare la specialissima da corsa in fibra di carbonio come fosse una touring in acciaio con un bel set di cinque borse tra anteriore, posteriore e manubrio; ma se si è abbastanza spartani la si può attrezzare per trasportare il necessario per un fine settimana a zonzo e anche qualcosa in più.

Per vari motivi non ho materiale fotografico per mostrare gli accessori montati e stavolta farò ricorso alle immagini prelevate dai cataloghi ufficiali; non proprio corrispondente alla linea editoriale di questo blog che cerca sempre di proporre immagini proprie, non tanto per una questione di diritti d’autore (ché le foto dei cataloghi non possono vantare a meno che non sia espressamente specificato o rechino loghi identificativi della proprietà); ma perché immagini proprie significa per voi che leggete la garanzia che quello di cui parlo è qualcosa su cui ho effettivamente messo le mani, non un semplice riportare quanto fatto da altri.

L’argomento sarà diviso in due articoli, per non appesantire la lettura e non confondere con troppe informazioni tutte insieme; qui oggi vedremo le soluzioni per il bagaglio all’anteriore, nel prossimo al posteriore e una breve appendice per l’installazione dei parafanghi. Che non sono strettamente collegati al bagaglio, ma spesso chi attrezza la propria bici per il trasporto ha anche l’esigenza di garantirsi un minimo di protezione dallo sporco della strada e poiché in alcuni casi ciò che aiuta all’installazione di un portapacchi può benissimo fungere anche da supporto per i parafanghi è meglio parlarne qui.


Iniziamo dalla soluzione più semplice, non sempre economica, per il trasporto di carichi moderati e oggetti di piccole dimensioni, cioè la borsa da manubrio.

 

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E’ un accessorio molto conosciuto, di facile e rapida installazione e con prezzi che variano dai pochi euro fino ai duecento delle versioni migliori, provviste persino di connettori di alimentazione da collegare alla dinamo al mozzo per la ricarica di apparecchiature fotografiche, GPS o telefoni e tablet. Cifra che può ancora salire se ci rivolge a prodotti artigianali, che però di solito richiedono un piccolo portapacchi da installare all’anteriore, e che vengono scelte più per la loro bellezza che per reali esigenze funzionali, come per esempio le bellissime (almeno per me) Gilles Berthoud.

Migliaia le versioni di borse da manubrio, che variano per materiali, dimensioni, volume e forme; inutile qui oltre che impossibile una panoramica di tutto ciò che è possibile trovare sul mercato, meglio concentrarci sui criteri da seguire per trovare il modello più adatto alle nostre esigenze nell’oceano delle possibilità.

Il primo parametro è ovviamente cosa dobbiamo trasportare perché la borsa da manubrio è adatta a carichi leggeri o delicati o da avere subito disponibili. Leggeri perché il peso che grava sul manubrio rende la bici meno guidabile, soprattutto con la piega da corsa (motivo per cui uso installare sempre una misura maggiore su bici destinate ad uso disimpegnato, preferisco privilegiare il braccio di leva oltre ad avere più spazio disponibile); delicati perché la sua collocazione e il fatto che ci siano ruote e forcella a fare da tramite con la strada protegge meglio il contenuto; subito disponibili perché è possibile accedere al contenuto della borsa senza necessità di fermarsi.

Due i sistemi di ritenuta al manubrio: fascette (in velcro o cinghiette con fibbia rapida in plastica, o cinghiette con fibbia in metallo) e aggancio rapido.

Le fascette in velcro e le cinghiette con fibbie in plastica sono retaggio della fascia più economica, veloci da applicare ma non troppo tenaci e adatte a borse destinate a trasporti molto leggeri.

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Le cinghiette con fibbie in metallo le troviamo su borse più modaiole, solitamente in cuoio o miste in tessuto canvas e rifiniture in cuoio e anche loro adatte a carichi leggeri e poco ingombranti.

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In comune questi due sistemi hanno la caratteristica di lasciare la borsa molto aderente al manubrio e questo può determinare conflitto con le guaine di freni e trasmissione.

Il sistema migliore, anche se non sempre bello da vedere, è lo sgancio rapido composto da un supporto da fissare al manubrio con una slitta di inserimento in cui infilare il corrispondente elemento presente sulla borsa.

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Ha l’innegabile vantaggio di poter staccare la borsa con la semplice pressione di un pulsante e portarla con sé (tutte le borse o quasi hanno una cinghia per il trasporto a tracolla), non crea conflitto con le guaine e allontana la borsa dal manubrio, lasciando spazio libero alle mani. Di contro, ma è giudizio estetico più che funzionale, quello sbalzo evidente è poco aggraziato soprattutto con la piega da corsa; più funzionale che estetico è invece il peggioramento della guidabilità se si sceglie un sistema di attacco che porti la borsa troppo avanti e in alto. Il sistema di innesto sempre proprietario, ossia il supporto, ha la slitta conformata per quella marca di borsa; però i produttori migliori sono soliti proporre attacchi dalla foggia diversa per meglio adattarsi alle singole esigenze oppure estensibili; anche dotati di supporti supplementari per luci o ciclocomputer se lo spazio al manubrio è finito.

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Il tipo di manubrio influenza la forma della borsa adatta, perché un manubrio flat avrà infinite possibilità mentre uno da corsa dovrà per forza fare i conti con la spazio disponibile tra le due curve, ossia la distanza in orizzontale tra le leve freno, che dovranno essere sempre facilmente accessibili. Sempre in caso di montaggio su una piega da corsa non dovranno essere sacrificati la presa alta, gli attacchi della borsa non dovranno cioè rubare troppo spazio alla parte alta della piega, e se sono presenti gruppi trasmissione a cavi esterni, come molti Shimano e Microshift, o leve freno supplementari stile ciclocross sono altri elementi che è bene valutare.

In questi casi la soluzione migliore è ricorrere a borse a sgancio rapido che abbiamo visto le allontanano dal manubrio; per i cavi esterni invece sono solito installare all’uscita del comando delle pipette per freni V-brake, quelle a spirale molto flessibili che essendo meno rigide delle guaine non creano curve o schiacciamenti anomali che potrebbero pregiudicare il funzionamento, come potete vedere qui in basso in una della tante configurazioni della mia Trek; anche se in questo caso la borsa è stata spostata su un piccolo portapacchi anteriore e non al manubrio, l’immagine rende comunque chiaro dove inserire le pipette, che hanno innesto di diametro coincidente al foro dei comandi.

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La scelta del materiale della borsa, la sua capienza, la presenza o meno di tasche aggiuntive o portacartina, se impermeabile o no e così via entra nel novero delle esigenze personali; ma come detto all’inizio sono talmente tante le versioni che una volta stabilito l’ingombro e il tipo di attacco poi non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Chi invece volesse evitare la borsa agganciata al manubrio e la bici lo consente può optare per un piccolo portapacchi anteriore, che può essere installato sfruttando gli attacchi per freni cantilever/V-brake oppure utilizzando delle apposite fascette; in quest’ultimo caso restano fuori solo le bici con forcella ammortizzata.

Il tipo più comune è quello che sfrutta gli attacchi dei freni e il foro posto nella testa della forcella, come questo montato sulla mia Trek.

1802 Trek multrack 961803 Trek multrack 115

E’ la versione più semplice ed economica, che usai per fissarvi una piccola borsa.

Molto più grazioso (e caro…) quello montato su Elessar, un Velo Orange Pass Hunter ispirato, come molti prodotti della factory statunitense, ad analoghi modelli francesi del secolo scorso.

1804 Elessar Vetta randonneur bicycle 273 1805 Portpacchi Velo Orange Pass Hunter

Il ponticello posteriore, che può essere ulteriormente esteso con apposite prolunghe, serve a fissare borse piuttosto capienti, come indicato dalla freccia nella immagine in basso.

1806 Borsa manubrio 12

Il montaggio richiede pochi minuti, così come rimuoverlo; unico consiglio usando le versioni più economiche, dalla non eccelsa lavorazione, è inserire una rondella bombata, quella delle tacchette freno V-brake è perfetta, tra staffa e attacco freno, in modo da fare da distanziale e lasciare libera la corsa del corpo freno.

E chi non ha i freni V-brake o cantilever e la forcella è sprovvista di qualunque attacco? C’è una altra soluzione, come questa proposta dalla giapponese Nitto, in questo caso è la versione M18, che come si vede ha nella parte posteriore la staffetta da fissare alla forcella sfruttando la vite dei caliper oppure un semplice bullone, mentre i due pendenti hanno alle estremità delle fascette da avvitare ai foderi della forcella.

 

1807 Portpacchi Nitto M18

E’ una soluzione buona per forcelle in acciaio e alluminio, sconsigliabile su quelle in carbonio, come tutte le soluzioni che prevedono il serraggio di fascette che si troverebbero ad esercitare forza lì dove le fibre sono più deboli.

In alternativa a quelle Nitto è possibile acquistare delle fascette apposite, reperibili in differenti misure per adattarsi a ogni diametro, che hanno la stessa funzione di quelle giapponesi e che, come vedremo anche parlando del portapacchi posteriore e dei parafanghi, risolvono un sacco di problemi.

1808 Fascette portapacchi 01

Per chi avesse esigenze particolari o semplicemente volesse dare una forte connotazione estetica alla propria bici ci sono i portapacchi definiti porteur, che a me piacciono tanto.

1809 Porteur Velo Orange

Il loro montaggio richiede gli occhielli sui forcellini anteriori per essere solido, ma con le fascette viste sopra si riesce a ottenere discreti risultati a patto di non eccedere poi col peso. Il problema nasce dal fatto che le forcelle hanno diametro che tende a sfinare più ci si avvicina al mozzo, quindi il peso eccessivo farebbe scendere la fascetta che perderebbe definitivamente presa una volta raggiunta una sezione a diametro minore.

Chi predilige il manubrio dritto può ricorrere ai porteur integrati al manubrio, non proprio a buon mercato ma indubbiamente affascinanti, come questo montato sulla bici dell’amico Claudio.

1810 Porteur Claudio 01 1811 Porteur Claudio 02

Anche il portapacchi anteriore tipo low rider…

1813 Portapacchi low rider 01

… può essere installato su bici la cui forcella è sprovvista di occhielli dedicati.

Più che le fascette viste sopra è meglio ricorrere a qualcosa di più solido ed efficace, come i supporti offerti dalla Tubus e raffigurati qui sotto.

1814 Attacchi Tubus per low rider 01 1815 attacchi Tubus per low rider 02

Che la stessa casa offre anche in una versione più economica e discreta.

1816 Attacchi Tubus per low rider 03

Oppure usarne un altro tipo ancora, come questo.

1817 Altro sistema attacco low rider

Questi solo i modelli più usati, ma ne esistono anche altri che sfruttano lo stesso principio, cambia la forma e trovare quello più adatto alla propria forcella è abbastanza semplice; tutti sistemi che è sempre bene non usare su forcelle in carbonio, pena lo schiacciamento.

Chi invece ha una forcella ammortizzata ha scelta inferiore; può usare per esempio i piccoli portapacchi da assicurare agli attacchi V-brake se così equipaggiata (rinunciando all’attacco sulla testa della forcella e sfruttando, se presente, quello sul ponticello dei freni) oppure ricorrere a modelli specifici per forcelle ammortizzate e freni a disco.

1818 Portapacchi forcella ammortizzata 01 1819 Portapacchi forcella ammortizzata 021820 Portapacchi forcella ammortizzata 03 1812 Portapacchi forcella ammortizzata 04

 

Volendo è possibile fissare i soli pannelli laterali in modo da collegare due piccole borse sfruttando fascette che hanno forma uguale a quelle viste sopra ma ovviamente di diametro adeguato. Quelle che si usano per fissare i tubi vanno benissimo, meglio però rifinirle creando una protezione in gomma.

Oppure è possibile adattare un portapacchi posteriore dedicato a telai con freni a disco sfruttando l’attacco al QR della ruota e le fascette.

1821 Portapacchi forcella ammortizzata 05

Insomma, seppure la scelta è minore rispetto a chi monta una forcella rigida, le possibilità sono tante e non è il caso di disperare se sulla nostra bici manca qualche occhiello.

Tutte le opzioni offerte dal mercato è impossibile analizzarle, ma sapendo che una operazione è fattibile anche cercare quella che più si adatta a noi diventa semplice, attingendo alle enormi risorse della rete dove chi ha scelto modifiche artigianali non ha mancato di mostrarlo e che possono essere ulteriore fonte di ispirazione. Il problema però con i sistemi fai-da-te è che per essere realmente efficaci richiedono spesso strumenti per la lavorazioni non alla portata di un normale hobbista. Finche si tratta di prendere due staffette dal ferramenta e creare un paio di prolunghe per far arrivare quel portapacchi agli occhielli pochi centimetri lontano va bene; operazioni più complesse che richiedono sagomature e curve è meglio evitarle se non si hanno attrezzature e capacità di usarle.

Qualche costruzione artigianale sarà proposta in futuro, ma quando avrò le bici su cui le ho eseguite disponibili in modo da poter scattare la sequenza di immagini sia della lavorazione che del risultato finale: senza immagini la sola descrizione non avrebbe senso.

Termina qui questa prima parte, la prossima vedrà l’installazione di portapacchi e accessori al posteriore e le possibili soluzioni per i parafanghi.

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.

COMMENTS

  • Ciao articolo estremamante interessante!
    Potresti suggerirmi modelli/store per opzione “porteur integrati al manubrio” e quello anteriore “montato sulla tua trek”?

  • marc

    Ciao,
    complimenti per l’articolo, veramente chiaro e ben fatto.

    Io ho una piega da corsa con una borsa Ortlieb Ultimate 6 compact montato sulla mia bici che ha cambio Shimano Sora con passaggio cavi esterno. Per paura di stressare troppo i fili la tua soluzione mi sembra veramente efficace. Potresti darmi qualche indicazione in piu su vome mettere le pipette nella parte iniziale del cavo?

    Ti ringrazio

    • Elessarbicycle

      Ciao Marc, le monti esattamente all’uscita cavo sui comandi. Li dove di solito si montano i registri a vite per chi li vuole. Il foro sul comando coincide col diametro delle pipette flessibili. Anche dei registri a vite e volendo puoi montare i registri, le pipette e a seguire la guaina.

      Fabio

  • Pierfausto

    Ciao, grazie per questa condivisione. Ti scrivo ler un consiglio: io ho una bici da donna da passeggio, “olandese” sto cercando un portapacchi anteriore che però non si appoggi alla forcella/sterzo perché il peso del carico in questo modo rende meno guidabile la bici soprattutto bei percorsi cittadini. Dovrebbe reggere max una decina di kg in pratica lo zaino con i libri di mia figlia :).

    • Elessarbicycle

      Ciao Pierfausto, da qualche parte il portapacchi bisogna fissarlo. Se non vuoi al manubrio, tra l’altro complicato perché quello dell’olandesina è solitamente ricco di curve, puoi ricorrere al tipo da fissare ai dadi ruota in basso e alla testa della forcella in alto. Se hai freni caliper può diventare noioso con gli ingombri. Lo fanno anche per ruote da 26, questo che puoi vedere alla fine in galleria fotografica è per ruote da 28 montato per prova su una mia bici
      Questo l’articolo
      http://www.elessarbicycle.it/montiamo-la-fixed-parte-seconda-completiamo-la-bici/

      Fabio

  • Grazie per la risposta, speravo di trovare qualcosa da fissare al tubo della forcella. prendevo spunto da una cosa del genere http://www.bicielettriche.bikeitalia.it/notizie/wallerang-m-01-smartbike-modulare-scandinava certo senza fare buchi sul telaio 🙂

    • Elessarbicycle

      Già, ma da qualche bisogna fissarlo e fissarlo bene altrimenti è pericoloso. Quello che hai indicato è specifico per un telaio con attacchi creati ad hoc. In assenza di attacchi, di qualunque tipo, non hai poi molta scelta

      Fabio

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