Guarnitura White Industries

L’occasione è ghiotta, perché mi ritrovo in microfficina una guarnitura White Industries e due mozzi per freni a disco della stessa casa.

Potevo non farne almeno un resoconto statico? No, non potevo, perché la bellezza di questi componenti è fuori discussione. Si potrà dire che l’estetica è soggettiva, ma davanti a dei capolavori di questa fattura, dove la lavorazione meccanica raggiunge livelli di assoluta eccellenza la soggettività non c’entra più: siamo allo stato dell’arte.

E se vogliamo continuare con il discorso che la bellezza è relativa, tronco la questione con la perentorietà: a me piacciono, il blog è mio, ergo sono belli. Punto.

Poco da dire, le immagini (stavolta mie) non rendono piena giustizia. Avere le pedivelle tra le mani, apprezzarre la calattatura per la corona, soffermarsi sul marchio inciso, lasciarsi rapire dalle fresatura di alleggerimento lo si può godere solo avendo questa bella roba tra le mani.

Le pedivelle si presentano nude, sia perché l’attacco al movimento è a perno quadro e sia perché manca lo spider…

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… e presentano un sistema di chiusura con un vita a brugola autoestraente, quindi non necessita di attrezzi per essere rimossa, e un anello con aggancio per chiave a compasso (attenzione, il diametro dei fori è inferiore a quello delle calotte dei movimenti a sei fori, ci vuole un attrezzo specifico) che funge da serraggio di sicurezza e consente, se necessario, la rimozione della brugola.

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Originale il sistema messo a punto dagli americani per collegare corona e pedivella, visibile nella sequenza fotografica in basso.

Partendo da sinistra e proseguendo in senso orario possiamo vedere la calettatura stellare della pedivella destra, le singole parti che compongono il sistema, cioè pedivella, corona e anello di chiusura e l’insieme assemblato ma non chiuso.

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Una volta inserita la corona maggiore sulla pedivella bisognerà chiudere il sistema usando l’anello a tre intagli usando la chiave originale; o una normale chiave a uncino, la stessa che si adopera per gli anelli di tenuta delle calotte sinistre dei movimenti centrali a perno quadro non sigillati.

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Per montare la corona piccola è necessario usare le bussole proprietarie, dato il sistema anche qui originale per l’aggancio. La corona reca inciso dentatura e verso di montaggio, impossibile sbagliare.

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La sequenza di installazione è semplice.

La bussola nera è esterna, si inserisce cioè dal lato esterno della corona maggiore; tra le due corone bisogna infilare la linguetta sagomata, con la parte sottile rivolta verso la corona maggiore e il tutto deve essere chiuso con la vite a brugola sul retro della corona minore.

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Ed ecco la guarnitura montata, uno spettacolo!

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La prossima volta ci rifacciamo gli occhi con i mozzi 🙂

 

 

 

 

COMMENTS

  • Gaetano

    belle davvero, stile retrò…
    peso e prezzo?

    • Peso intorno ai 700 grammi, prezzo non lo so, non le ho comprate io.
      Se il proprietario leggerà, potrà dirtelo lui, ammesso che voglia renderlo pubblico: hai visto mai ci capitase la moglie sul blog…

      Fabio

    • Gaetano caro, io la vedo bene ovunque…
      Questa che ho per le mani andrà su una surly karate monkey, un progetto fatto da un baldo giovanotto che mi ha coinvolto per il montaggio.
      Le spese un poco per volta, per adesso abbiamo solo mozzi, i cerchi (in modo che inizio a raggiare le ruote) e la guarnitura, il telaio il mese prossimo e poi il resto dei componenti non lo so.
      Fabio

    • No, il progetto non è mio, quindi mancherà la piega da corsa tanto per cominciare…
      Io mi occupo solo dell’assemblaggio, ho giusto indirizzato per le compatibilità dei componenti, ma Marco, il proprietario, ha le idee già ben chiare.
      Ho difficoltà a visulizzarla perché non l’ho pensata io, ma per quello che ho visto della lista componenti la roba bella è tanta, sono sicuro verrà fuori una bella cosa
      Fabio

  • clau

    I gusti son gusti. Messa vicino all’ultima Durace (che comunque se non ricordo male piace al buon Fabio) per me non c’è confronto. Tanto progresso per nulla, preferisco grandemente WH. Il mio ideale sarebbe una guarnitura WH singlespeed abbinata ad un mozzo Rohloff: pulizia e qualità.

    • Oibç, io che non ho mai amato le guarniture shimano, dopo averla avuta tra le mani riconosco che dal vivo l’ultima DA è davvero bella.
      Ma qui siamo su un altro livello, la lavorazione meccanica è talmente ben fatta che per me cessa di essere un semplice manufatto per trasformarsi in una opera d’arte.
      E i mozzi poi, non ne parliamo…
      Fabio

  • una domanda le pedivelle possono anche avere lunghezza differente oppure sono obbligate al complesso

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