Grazie

Questo blog nacque per raccontare una storia. La storia di un bambino che ha sempre amato la piega da corsa e crescendo l’ha spesso trascurata ma mai del tutto abbandonata. Il bambino è cresciuto, si è fatto uomo senza dimenticare quell’ amore. Che lo ha portato a pedalare sempre su bici da corsa, anche se ne ha avute di tutti i tipi. Fino alla decisione di costruire la sua bici dopo averlo fatto per molti altri.

Elessar, un nome sull’obliquo di un telaio in acciaio che vuole essere un omaggio al grande Tolkien e racchiudere in una parola un carattere, la personalità che quella bici ha. Ma quella bici oggi non c’è più, mi è stata rubata sul finire dello scorso inverno.

Dopo una settimana dalla rapina ho deciso che l’avrei ricreata. Uguale e diversa.

Uguale perché la nuova Elessar non nasce come bici a sé ma per sostituire un vuoto nel cuore; diversa perché in questi anni passati insieme non ho rimpianto alcuna scelta: solo mi sono reso conto che alcune cose non le potrò fare e ho voluto donarle una anima più sportiva.

Qui vi mostro in una lunga carrellata fotografica il nuovo telaio, senza descrizione tecnica. Ho in mente tutto l’articolo con quella ma non sarebbe giusto. Non voglio che le mie parole facciano ombra a tutti quelli che mi hanno aiutato. Della tecnica parlerò, vi svelerò i dettagli e il perché delle decisioni prese. Ma non oggi.

Oggi il palcoscenico è tutto per loro.

Per Antonio Taverna che ha avuto una pazienza incredibile, ha lavorato con la perizia che gli è propria e mi ha seguito nel mettere in pratica le mie idee bislacche. Voi vedete una semplice forcella dritta, io so cosa ha dovuto penare Antonio per crearla dato che la testa a congiunzioni con quel disegno e in quelle misure non esiste. E so il tormento che spesso ho dato con le mie telefonate ed email alla ancor più paziente Monica.

Per Elena e il suo staff con una menzione particolare alla bravissima Sabrina che, poverina, ha avuto l’ingrato compito di provvedere alla mascheratura delle cromature e ritagliare poi tutti i minuscoli inserti da verniciare.

Per Francesco che dopo pochi giorni dall’essere diventato papà non ha esitato a prepararmi le scritte laminando due vinili per creare una cornice cromata.

Stamattina dopo aver scartato il pacco ho avuto l’impulso di telefonare a tutti loro, solo Francesco era irraggiungibile, per ringraziarli.

Questo telaio è tanto mio quanto loro (anzi, poco mio e tanto loro…): io ho avuto l’idea ma senza i loro suggerimenti e soprattutto la loro bravura non sarei arrivato lontano.

Non me lo hanno confessato ma ho la certezza che ognuno che in qualche modo ha collaborato alla sua costruzione lo ha fatto avvertendo un fastidioso prurito alla nuca, come se ci fosse qualcuno che li teneva d’occhio. Chissà chi era…

Sono stato noioso, petulante, ripetitivo nelle mie spiegazioni, fastidioso; ma abbiamo anche scherzato ogni volta che è stato possibile. E se non era possibile l’occasione l’abbiamo creata.

C’è tanto da raccontare su questo telaio: per adesso godetevi queste immagini in ordine sparso. Che non rendono giustizia al lavoro fatto, ma in futuro mi farò perdonare.

Grazie a tutti voi.

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Lorenzo

    fischia……
    è proprio un gran bel pezzo di …..metallo!
    voglio propio vedere le foto della bici assemblata lunedì
    …..se non prima (che dormi a fa?)

  • Giovanni

    “….il fin la meraviglia …”…Complimenti è veramente una gioia per gli occhi e per il cuore.

  • Michele

    Ammetto, prima ancora di arrivare alle foto mi sono commosso nel leggere i ringraziamenti…poi …quanta bellezza, una raffinata semplicità che uasi nasconde l’incredibile mole di lavoro. Il colore poi…non ne avevi fatto voce ma in cuor mio lo sapevo, a dirla tutta ho un telaio scapin da sistemare e l’unica cosa certa è il colore rosso doge…ciao a presto per il resto dell’opera.

  • Luca

    Presto vedremo una signora bicicletta di grande fascino.

    Questo telaio, rispetto al precedente rapinato (molto bello), possiede una personalità più spiccata.

    E’ bello avere nel nostro paese, maestri artigiani in grado di realizzare simili meraviglie.

  • Elessarbicycle

    Ieri ho lavorato alla bici, non è stato agevole senza poter disporre della microfficina. Ho con me alcuni attrezzi, ma a parte la pressa per la serie sterzo, le chiavi per calotte movimenti e pacco pignoni, la tagliaguaine e le solite chiavi a brugola non ho potuto portare altro con me.
    La bici è su strada, completa al 90% in quella che sarà la sua configurazione. La piega presa usata perché una Ritchey classic con vecchia grafica non l’ho trovata è messa peggio di quanto sembrava, la catena è corta ma questa avevo da riciclare, manca il piccolo portapacchi anteriore che ho comprato ma non so dove è finito, forse è rimasto in microfficina e ci sono da curare tanti piccoli dettagli che qui non ho né possibilità né gli attrezzi per poterlo fare.
    Il budget è finito, anzi seppur di poco sono andato in rosso perché la verniciatura ha richiesto più di quanto potevo permettermi. Quindi per ora resterà così, devo solo sistemare l’assetto e dare il secondo taglio alla forcella (sapete che il primo per abitudine lo faccio sempre abbondante poi valuto dopo qualche giorno di prove) e di conseguenza sistemare le guaine lasciate lunghe. Manca un batticatena in cuoio, anche lui lo avevo e boh, ero convinto di averlo messo nella cassetta degli attrezzi.
    Diciamo che la bici sarà curata a dovere a settembre, non avrebbe senso né posso affrontare la spesa per acquistare attrezzature che ho già, ma già così è pedalabile. Non stamattina, appena aprono i negozi parto alla ricerca di un batticatena perché sarebbe stupido farmi prendere dalla fregola di salire in sella e rischiare di danneggiare la verniciatura del carro.
    I pochi chilometri fatti ieri per verificare alcune cose mi hanno rimandato una bici dalla gran comodità e con un avantreno precisissimo. Non svelto come una bici da corsa ed è giusto così, ma un aratro in traiettoria. La stabilità è eccellente, si scende in piega nelle curve come fosse una moto. Andrà provata nelle discese veloci. Pesa, è tutto acciaio ma come per la prima Elessar non è la ricerca della leggerezza la priorità. Solo sella e borsa Carradice (con bagman) sono quasi due chili di roba.
    La trasmissione è interamente Campagnolo Veloce, tutta presa usata (e alcuni componenti mi sono stati gentilmente donati, non ringrazierò mai abbastanza) e le ruote Velo Orange.
    Appena potrò rinuncerò al reggisella, montato perché mi era rimasto dalla vecchia Elessar, sostituendolo con uno a offset zero (la geometria di questo telaio è poco diversa dalla precedente, influenzata anche dal differente tipo di congiunzioni) e a questo punto andrà via pure la piega attuale. La catena la allungo appena rientro, ho le maglie in microfficina e spendere una 50ina di euro per montarne una nuova adesso sarebbe una stupidaggine. Però ho investito 12 dollari più 6 di spedizione per l’orologio da applicare al posto del tappo serie sterzo, è arrivato l’atro ieri ma è nero perché silver non lo fanno. Lo luciderò a specchio come feci con quello montato sulla prima Elessar. Se trovo un artigiano del cuoio mi faccio tagliare le strisce per creare le protezioni sulle guaine, altrimenti per ora metto quelle in gomma e poi tornato a casa provvedo.
    Insomma, molto è stato fatto ma tanto c’è da fare e sapete che i dettagli per me sono più importanti di ogni altra cosa.

    Fabio

  • michele

    foto….vogliamo le foto, compreso il tuo sorriso a 36 dendi dalla felicità. gli importanti dettagli li aspetteremo!!!!

    • Elessarbicycle

      Nein, foto della bici senza nastro, le guaine lunghe, i cavi avvolti e non tagliati sarebbero una schifezza.
      Un poco di pazienza.
      Però è bella, pure così in versione cantiere da lavori in corso. Mi guarda altezzosa sul cavalletto da camera, sembra stia giudicando se merito mettermi in sella o sono di livello troppo basso per sua signoria…
      Ora la rismonto, tiè, così vediamo chi comanda 😀

      Fabio

  • Luca

    @Fabio

    Avevi pensato anche alla soluzione con forcellino del cambio separato?

    Sarebbe stato possibile su un telaio come il tuo?

    • Elessarbicycle

      Ciao Luca, non è il primo telaio che progetto e ogni possibile opzione è sempre presa in considerazione. Compresi gli sconosciuti da noi e assai ben fatti sistemi messi a punto da Paragon. Ma avendo deciso di usare le congiunzioni ovviamente l’opzione del forcellino mobile è impraticabile come tutti sanno, dato che le congiunzioni non esistono in questa foggia. Solo una versione, ma non è una congiunzione in senso stretto seppure il sistema di fissaggio al telaio la rende assimilabile.
      Inoltre il problema del forcellino mobile su un telaio in acciaio è facilmente aggirabile; è sempre possibile con appositi attrezzi e la capacità di usarli raddrizzarlo in caso di piegatura. Procedura non fattibile con l’alluminio, mentre col carbonio è tutta una altra storia, lì subentra anche la necessità di averlo in alluminio.

      Fabio

  • Mathieu

    In questi giorni ho scoperto l’orologio da serie sterzo, mi è piaciuto anche se mi sono chiesto se fosse un gadget un po’ kitsch. Invece me lo ritrovo sul blog di un vero esteta della bicicletta 😉
    Per inciso non dovrebbe costare più di 12+6 dollari?

    • Elessarbicycle

      Già, errore mio. Costava un pelo meno, ma avevo dimenticato che quando l’ho ordinato un paio di mesi fa insieme ad altre cose avevo sfruttato anche uno sconto in percentuale che mi aveva graziosamente offerto il venditore come suo omaggio alla creazione della bici. Ho visto solo l’importo in fattura velocemente prima di scrivere, senza tener conto della riduzione. Comunque costa sempre piuttosto poco alla fine. Peccato non esiste la versione lucida, ma in 20 minuti e un trapano a banco si risolve.

      Fabio

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