Grazie ragazzi

Sono così contento del vostro aiuto nel trovare un titolo, che ho preso in prestito un pc per scrivere questo post, profittando del fatto che posso collegare il mio telefono come router (l’ho scoperto solo 3 gg fa…) e che in memoria ho il file del libro.

0879 Grazie

Di cui vi pubblico un breve estratto, che è quasi in apertura: “…Anni di alchimie meccaniche mi hanno insegnato due cose: la prima è che la bici ideale non esiste, la seconda è che la bici perfetta esiste.
Non esiste la bici ideale per tutti, esiste la bici perfetta per ogni ciclista, e io ho trovato la mia. Che a un altro non piacerà, la troverà pesante, leggera, poco sportiva, troppo sportiva, comoda, scomoda, tutto e il suo contrario, perché ogni ciclista è una storia a sé. Brutta, quello no, nessuno lo ha mai detto della mia; bella invece sì, e in tanti. L’ho battezzata Elessar, in onore di uno dei miei scrittori preferiti.
È nata dal mio cuore e dalla mia passione per la meccanica. Ho fatto tesoro dei consigli del telaista, che ha creato l’ossatura intorno a cui ho assemblato ogni singolo pezzo, con le mie mani, dopo scelte meditate e acquisti di impulso, perché d’accordo la tecnica ma… diavolo se sono belli questi freni!
È una bici su misura, e non vuol dire che il solo telaio è su misura: è su misura per me, per come io pedalo, intendo la bici, amo la bici.
Perché la bicicletta non è un oggetto o, peggio, un mezzo di trasporto. Non puoi badare soltanto alla funzionalità, come fosse un frigorifero. Tu le dai il cuore, il fiato e i tuoi muscoli per farla muovere, lei ti restituisce la tua anima.
Una bicicletta deve essere bella da pedalare e bella quando è ferma, è tua non perché la possiedi (ché una bici si compra, ma non si possiede…) ma perché è lei che ti ha scelto. Una bicicletta la dobbiamo anzitutto meritare.
E per meritarla dobbiamo capirla.”

Come potete vedere, si tratta di un concetto che ho espresso più volte in questo blog e del resto io sono sempre lo stesso, che scriva qui o altrove. E il titolo, semplice ed efficace, mi sembra quanto mai indovinato.

Quando misi piede per la prima volta in una redazione, quella di un quotidiano della mia città, che avevo appena iniziato l’università, mi presentarono un signore che guadagnava quasi quanto il Direttore: era colui che si occupava solo dei titoli.
Bravissimo, credo che oramai quasi nessuno ricorra più a questa figura, ma la dice lunga su quanto comporre un titolo sia difficile.

Ringrazio anzitutto Fabiano che ha avuto la bella intuizione, ma questo non significa che anche il contributo di tutti gli altri non sia stato altrettanto importante. A me, l’ho sempre detto, di avere intorno persone che mi danno ragione non è mai importato nulla. Ho sempre preferito quelli che, senza mezze misure, mi facessero notare dove sbagliavo.
Contrariamente a quello che qualcuno ha voluto sostenere (non qui, altrove) non ho mai detto di sapere tutto, anzi, sono consapevole di quanto ignoro e questo mi spinge a migliorare sempre. Perché se credi di essere arrivato, allora non sei mai partito.
Quindi grazie a (in ordine di apparizione…) Franz, ché non avevo notato l’assonanza anche con i film di Indiana Jones;
A Salvatore, ché è giusto voler prendere una frase dal libro.
A Daniele, schietto nel giudizio.
A Michele, ché ti sei avvicinato molto e Paolo, per lo stesso motivo.
A Francesco, ché si, lo stile del blog è quello.

Bene, adesso cha abbiamo il titolo anche l’ultimo gradino è salito, quindi la messa in vendita del libro non dovrebbe tardare ancora, confido che nel giro di una decina di giorni sarà disponibile nei vari store online a cui la Mondadori affida la vendita, oltre che suppongo sul sito Mondadori visto che ne è l’editore. E’ un ebook, quindi non lo troverete in libreria.

Di tutta la parte tecnica relativa alla pubblicazione non mi sono interessato granché, tanto non era né compito mio, né nella mia disponibilità. Mi sarebbe piaciuta una gestazione più breve in casa editrice, ma certo non hanno da seguire solo la mia pubblicazione.

Sono curioso pure io di vederlo impaginato… 🙂

Grazie ragazzi, di cuore.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Daniele

    Un grazie però, va anche a te che impieghi il tuo tempo e le tue energie nel trasmettere a chi ha le stue stesse passioni, la tua esperienza e le tue conoscenze.
    Sono molto curioso di leggere il libro, e chissà che un giorno non mi venga voglia (seriamente) di pensare alla mia bici perfetta. 🙂
    Ciao
    Daniele

    • Ciao Daniele, la mia esperienza deriva dal fatto che mi “sporco le mani di grasso” ma soprattutto da quello che in molti mi hanno insegnato.
      Loro hanno trasmesso a me, io cerco di riportarlo qui. Non tutto quello che scrivo nel blog è utile, ci sono anche tante mie chiacchiere, ma comunque sta crescendo, meno velocemente di quanto avrei voluto a causa di altri impegni che mi sottraggono tempo.
      Però il patrimonio più importante siete voi che leggete, lo dico sempre: se nessuno legge, che scrivo a fare?

      Fabio

  • fabiano

    Sono io a ringraziare te per gli utili spunti che ci dai.
    La tricross che alla fine mia moglie mi ha regalato, al posto della rose da ciclocross che mi avevi consigliato, è davvero perfetta per me.
    Tuttavia già sento che mi manca qualcosa di più sportivo e allora tra un pò tornerò alla carica per qualche consiglio su una special da corsa.
    Però per allora ci sarà un certo libro che sicuramente mi sarà di aiuto 🙂 .
    Rinnovo l’in bocca al lupo per il successo del tuo libro.
    Ciao
    Fabiano

    • Oibò quasi mio omonimo, ringraziamoci a vicenda una volta sola sennò parte una catena 🙂
      Scherzi a parte, mi è piaciuto il tuo suggerimento, l’ho preso e fatto mio e mi spiace che è tardi per le modifiche perché un “grazie” in coda al libro a te che di fatto hai scelto il titolo sarebbe stato doveroso.
      Beh, potrei presentarlo agli amici come qualcosa a cui hai dato un fondamentale contributo 🙂

      Fabio

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