Giro di vite

Non ho mai compreso l’insana abitudine di serrare ogni vite o bullone presente su una bici a valori di coppia che non si userebbero nemmeno su una automobile.

Pedali letteralmente saldati alle pedivelle, movimenti centrali divenuti un corpo unico col telaio, tubi del telaio irrimediabilmente schiacciati per fascette deragliatore o cavalletti posteriori, ponticelli freno di telai in carbonio crepati e deformati su telai in alluminio, cavi semi spezzati e via continuando questa galleria degli errori e degli orrori.

Sapete bene che sono contrario al frenafiletti e che invece uso sempre ingrassare ogni filettatura, da sempre convinto che il serraggio deve essere affidato alla qualità della lavorazione degli elementi da accoppiare, non a qualche collante che cerca di rimediare.
E spesso ho detto qui su questo blog che serrare all’inverosimile è solo dannoso.

Me ne sono passate tante tra le mani di pedivelle irrimediabilmente rovinate a causa di pedali serrati in modo eccessivo e senza tener conto della differenza di materiale tra l’asse del pedale e la pedivella stessa.
Movimenti centrali a cartuccia sigillata che già al primo montaggio non girano più bene, coi cuscinetti schiacciati per aver voluto stringere all’inverosimile le calotte.
Ruote, anch’ esse a cuscinetti sigillati vittime della stessa smania di stringere a più non posso. Tralascio alcune bici di una nota catena di articoli sportivi i cui meccanici imbullonano le ruote come fossero quelle di un Tir, che se buchi per strada hai voglia smontare la ruota…

Stringere troppo forte danneggia componenti e filettature e si ottiene sempre l’effetto opposto; chi crede che così tiene meglio si sbaglia di grosso, perché una volta danneggiata la tensione non sarà più mantenuta.

Sembra banale, eppure sono tanti ancora convinti che più si stringe meglio è, finché non ci sbattono il muso. Ricordo bene la faccia del ciclista a cui sconsigliai caldamente di eccedere nel fissare un cavalletto al carro ma lui “…no, deve tenere bene, e poi ci metto il nastro adesivo a protezione”.
A parte che non mi riferivo ai graffi e a parte che il nastro da elettricista mi fa pure un poco schifo sulla bici, col caldo si scioglie il collante e diventa una massa informe, si fermò solo quando sentì l’inconfondibile rumore di schiacciamento del tubo in alluminio, telaio irrimediabilmente rovinato.

Finché queste sciocchezze le facciamo noi meccanici per hobby può ancora passare, sbagliando impariamo; che lo facciano meccanici pagati da noi e che così ci rovinano le bici no, non può passare.

I peggiori, meccanici professionisti o per hobby, sono quelli serrano alla morte anche le brugole che fermano i cavi di freni e trasmissione.

Cavetti di acciaio che sapete essere formati da tanti filamenti avvolti a spirale.
L’eccessiva coppia di serraggio ottiene come unico risultato il taglio di alcuni filamenti (con cavetti particolarmente flessibili, che non significa deboli, addirittura si arriva al taglio completo) e quindi l’indebolimento del cavo che lavorerà con un numero inferiori di filamenti.

Qui sotto un paio di immagini, è il cavetto che ho rimosso a una bici che so sistemando, acquistata usata dall’attuale proprietario e il cui precedente utilizzatore doveva essere un fanatico del serraggio come prova di forza.

 

1779 Cavetto rovinato 01 1780 Cavetto rovinato 02

Non bisogna essere meccanici provetti, solo dotati di buon senso per capire che quel cavetto così rovinato a causa dell’eccessivo serraggio è stato solo indebolito. E non è stata una svista, perché è successo lo stesso coi cavi freno e il movimento centrale, un costoso Fsa a standard Isis i cui cuscinetti sono da buttare. Posso affermare con certezza che non è un errore di fabbrica perché si tratta di componenti sostituiti, la bici in origine monta una tripla a perno quadro mentre adesso (ma per poco, sono in viaggio i componenti nuovi) una compatta con deragliatore per doppia.

Persino gli occhielli al telaio per portaborraccia e portapacchi non sono stati risparmiati; con sadismo che mai mi era capitato incontrare gli occhielli sono stati chiusi con quelle bullette a brugola che si usano per fissare le maniglie della porte, infilandole fino a farle scomparire alla vista e anche qui senza risparmiare sul serraggio. Erano completamente ossidate e in alcuni casi hanno pure rovinato gli occhielli, ma alla fine sono riuscito a rimuoverle e recuperare le filettature.

Quindi, ingrassate le filettature, sempre, e non stringete più del necessario; se vi trovaste con accessori particolari, come per esempio un portapacchi destinato a essere caricato molto, se c’è spazio usate un bullone poco più lungo e chiudete dall’altro lato con un dado autobloccante; motivo per cui ho preferenza per gli occhielli esterni e non quelli affogati al telaio. Se non fosse possibile bastano due giri di teflon, quello che si usa in idraulica, e siete a posto.

COMMENTS

  • Ottimo il tip del nastro di teflon!
    Per esperienza consiglio anche di usare le chiavi a cricco con parsimonia e molta attenzione.

    • Validissimo consiglio Gaetano; il cricchetto va bene per lavorare su punti scomodi, ma l’ultima stretta sempre a mano con chiave fissa, il cricchetto camuffa la forza applicata. Che è sempre più di quella che si avverte.
      Grazie della precisazione

      Fabio

  • Daniele

    Ciao Fabio,
    domanda: quindi i cavetti cambio o freni vanno stretti senza arrivare all’appiattimento del cavo? Devono rimanere tondi? Non è troppo poco? Non si sfilano via cosi?
    Daniele

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