Funziona tutto!

L’attività della microfficina è, lo sapete, ridotta da tempo. Non seguo più di sei o sette progetti l’anno, il blog pretende ogni minuto non impegnato in altre faccende.

Però sono tante le bici e i progetti che seguo a distanza. Cosa non semplice: ci sono operazioni che dal vivo si risolvono in una manciata di secondi; con la mediazione di monitor e tastiera (spesso in assenza di foto chiare e descrizioni dettagliate) richiedono anche giorni di spiegazioni e ipotesi di lavoro.

Non me ne lamento, se non volessi occuparmene non avrei una casella di posta per essere reperibile o semplicemente risponderei che non ho tempo.

Che poi, in realtà, il tempo davvero scarseggia e questo spiega mie molte risposte telegrafiche. Capisco che per ognuno di voi è la propria bici, in cima ai propri pensieri e unica nelle priorità. Per me no.

Non fraintendete: significa che tutto non posso ricordarmi. Chi ha bisogno di cosa, gestirlo da qui non è facile. Non lo è quando le mail si susseguono rapide figuriamoci se passa una settimana tra una e l’altra. Manco ricordo più di che bici parliamo…

La memoria non è mai stata una mia virtù, lo ammetto 😀

Perché accollarmi tanto lavoro supplementare? Non mi basta quello che richiede gestire questo blog? Che è ben più di quanto possiate immaginare, voi leggete solo la classica punta dell’iceberg.

Perché alla fine arriva sempre quella mail col suo grido liberatorio: funziona tutto!

E io immagino la gioia e soprattutto la soddisfazione di voi ciclisti mentre ammirate la vostra bici, quella creata dalle vostre mani, quella dove avete risolto il problema apparentemente impossibile, quella che è esattamente la bici come sognavate.

O quando partendo da zero siete riusciti a ricomporre il puzzle.

Questo blog dal dominio improbabile nacque per amore di una bici, che non ho più perché mi è stata rubata e sostituita da altra con identico nome sull’obliquo.

Ed è quell’amore, quella passione che cerco di trasmettervi da queste pagine.

Poi, certo, col tempo, il blog si è evoluto, ha preso tante direzioni diverse, alcune le ha abbandonate, altre le percorre con impegno: ma resta sempre, nella filigrana di ogni articolo, la passione che mi muove. E che muove voi.

Ripeto spesso che il vero motore di questo blog siete proprio voi, perché senza lettori non esisterei nemmeno io.

Leggere il vostro entusiasmo, la vostra felicità nell’aver portato a compimento quella che pensavate una impresa impossibile (che impossibile non è, se ci riesco io allora…) giustifica e ripaga il tempo che rubo qui e là a tutti gli altri impegni.

Mi attribuite il merito e vi ringrazio; ma è meno di quello che credete, tantissimo lo fate voi. Io vi do la spinta, questo si, e poi basta. Siete voi a sporcarvi le mani di grasso, io consumo solo i polpastrelli sulla tastiera.

Questo blog è uno strano esperimento, seppure dopo tanti anni e articoli pubblicati parlare di esperimento non è del tutto appropriato.

Un linguaggio diverso, lontano dagli standard imposti dalla rete; imposti da chi resta un mistero. Un dialogo costante con voi lettori; la volontà di costruire insieme e insieme affrontare ogni passaggio, come ho fatto spesso chiedendo a voi prima di introdurre modifiche o novità; lo svelarvi, con notazioni sparse, i dietro le quinte, per farvi conoscere il perché e il percome degli articoli pubblicati.

E poi c’è questa assistenza, questa posta del cuore la chiamai una volta, attraverso cui riuscite a pedalare come volete, come vi piace. Assistenza tecnica, si; ma anche assistenza morale, quando vi scoraggiate e vorreste mollare.

Un aiuto il mio, senza dubbio. Però siete anche voi che aiutate me.

La scorsa settimana ero al lavoro, attesa interminabile come al solito. Chiacchieravo via chat con Alfonso Cantafora, ovviamente di bici e sorge di nuovo la domanda se sia normale che due maschi adulti non abbiano migliori argomenti di conversazione.

Alla sua domanda su come facessi a reggere questo ritmo di attesa infinita gli ho risposto: facile, ti apri un blog di biciclette!

Si, alla fine qui posso riversare la mia passione e ricaricarmi per affrontare le noie di ogni giorno.

E quando poi arriva il fatidico “funziona tutto!”, siete voi ad aver fatto felice me.

Buone pedalate

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Andrea Battistin

    Grazie a te Fabio. Ti seguo dalla nascita di questo Blog anzi, anche da prima ma solo una volta ho chiesto il tuo aiuto . Spreco del tempo e spesso sbatto la testa per tentare di arrivarci da solo senza scomodare la tua buona volontà , rendendomi conto che tutto quello che già stai facendo é già una scuola .

    • Elessarbicycle

      Ciao Andrea, non scomoderesti, tranquillo.
      La sai una cosa? Sbatterci la testa è scuola assai migliore del leggere qui: si impara di più 😀 😀
      Scherzi a parte, tante operazioni le puoi spiegare a parole, foto e video quanto vuoi ma solo impugnando gli attrezzi si riesce per davvero a venirne a capo.
      Grazie per la costanza, non mi seguo io, come facciate voi resta un mistero… 😀 😀

      Fabio

  • Giovanni74

    Sò da dove sono partito e vedo dove sono arrivato e questo lo devo a te. Se posso “coccolare” il mio gruppo Campagnolo senza andare da uno dei tanti “maghi” della pedivella lo devo a te, se pedalo spensierato sendendomi libero e quasi vicino a Dio lo devo a te. La lista delle cose che ti devo è assai lunga e non mi sembra il caso di tediare i lettori. Non finirò mai di dirtelo GRAZIE dal profondo del cuore.
    Giovanni

    • Elessarbicycle

      Dai Giovanni, non esagerare, sennò qualcuno potrebbe credere che ne capisco qualcosa di bici 😀 😀

      Fabio

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