Elessar, le ruote

Un nuovo capitolo su come è stata montata Elessar; stavolta tocca alle ruote.

Anche in questo caso, come per tutte le scelte costruttive di questa bici, sono arrivato alla configurazione finale dopo diverse prove. Però è stato molto più semplice che per altri componenti, visto che avevo già alcuni punti fermi in mente. E cioè che dovevano avere 36 raggi in acciaio da 2mm, i cerchi sarebbero stati Mavic e i mozzi con cassetta Campagnolo. Quali avrei montato sarebbe dipeso dalla disponibilità, sia finanziaria che di reperibilità, del momento.

A impegnarmi di più è stata la scelta del cerchio, perché in ballo c’erano tre possibilità, tutte di casa Mavic: i turistici A719, gli sportivi Open pro e gli intermedi Open sport.

I primi sono stati scartati quasi subito, quando cioè ho stabilito che avrei montato copertoncini in sezione 28 o 30 come larghezza massima, rendendo questi cerchi surdimensionati per le mie esigenze.

Stessa ragione mi ha portato a escludere gli sportivi Open pro, capaci di supportare copertoncini da 19 a 28mm massimo, quindi troppo limitanti.

Non restava che l’intermedio Open sport, un basso profilo in alluminio dal peso ragionevole (490 g.), disponibile in versione a 36 fori in colorazione Silver e capace di ospitare copertoncini da 19 a 32mm.

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Se dovessi arrivare, con l’uso continuo, alla decisione che l’assetto attuale con copertoncini da 28 mm è l’unico che adotterò, credo che sostituirò gli attuali Open sport con i più leggeri Open pro.

Ma per adesso va bene così.

I mozzi sono stati un colpo di fortuna. Mi ero messo alla ricerca di una coppia di mozzi Campagnolo Veloce dopo aver scartato, soprattutto per ragioni economiche, i bellissimi Grand Cru a flangia alta. Poi una mattina che mi sono recato in negozio per ordinare la coppia di cerchi, il titolare mi tira il colpo del ko con un “Fabio, ho trovato due mozzi che ti faranno venire le lacrime agli occhi. Una coppia di Chorus oversize a 36 fori…”.

 

 

 

 

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Non ho chiesto il prezzo, li ho presi subito e me li sono portati a casa. Ho scoperto poi, quando ho saldato le varie cose che avevo preso da lui, di aver pagato la coppia di mozzi meno di una serata in pizzeria con mia moglie e mia figlia. Grazie Salvio.

Mancavano solo i raggi e qui ho puntato alla solidità, con degli Alpina da 2mm in acciaio inox.

L’assemblaggio con incrocio in terza, a parta una mia buona dose di ansia, non ha presentato problemi particolari. Dopo qualche mese si è reso necessario dare una sistemata sia alla centratura che alla campanatura (quest’ultima un po’ più difficoltosa a causa della leggera flessione cui è soggetta la mia dima Minoura), mentre i mozzi ancora non hanno richiesto alcuna revisione.

Le coperture scelte in un primo momento, le Schwalbe Spicer in misura 700×30 e improbabile colorazione crema sono rapidamente traslocate sulla bici di mia figlia, lasciando il posto a una coppia di Vittoria Rubino 60 Tpi in misura 700×28.

Copertoncini onesti, resistenti e abbastanza scorrevoli. Hanno dalla loro il pregio di una ottima tenuta su fondi umidi e il prezzo davvero basso.

In futuro saranno sostituiti con altri Rubino, ma nella più leggera versione a 150 Tpi.

Una volta assemblate, le ruote non catturano l’occhio più di tanto; ma è anche la caratteristica di tutta la bici, dove non volevo che qualcosa risaltasse in modo eccessivo rispetto all’insieme. Però soffermandosi si apprezzano la pulizia del disegno dei mozzi, la brillantezza dei raggi e l’eleganza della finitura del cerchio.

Sono ruote dal comportamento onesto, pesanti se viste in ottica sportiva, ma robuste e comode e con una pista frenante di ottima qualità e perfetta lavorazione; importante per avere una buona frenata.

I mozzi hanno avuto bisogno di diverse centinaia di chilometri prima di rendere al meglio e adesso presentano una scorrevolezza esemplare, superiore a quella di mozzi di alta qualità come i Dura Ace 7900. Come per molti prodotti Campagnolo, la loro manutenzione è un poco più difficoltosa, ma nulla di insormontabile se si procede con calma, seguendo la giusta procedura e utilizzando attrezzi di buona qualità.

Una ultima notazione: per giocare ho montato le Dura Ace 7900 C24 della mia Rose Xeon, lasciando anche il pacco pignoni Sram Force. Ha funzionato tutto senza problemi (merito anche della catena Kmc) donando un tocco di aggressività alla bici.

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