Eccoci qui!

Ce l’abbiamo fatta, e non declino in plurale maiestatis: creare questo nuovo blog è stata una operazione corale.

Credevo sarebbe stato molto più semplice, nella mia ignoranza della materia riducevo il tutto nel premere qualche pulsante e scrivere tre righe di codice. Aprire un blog sulla piattaforma gratuita richiede pochi minuti e ci sono riuscito persino io, qui presumevo sarebbe stato più o meno analogo. Brutta cosa la presunzione.

Ma sono stato fortunato, perché davanti alle difficoltà che ogni giorno si presentavano ho trovato sempre il vostro aiuto. Mi sono arrivati tantissimi vostri messaggi, ognuno di voi ha portato un suggerimento o si è offerto di risolvere un problema. E io non mi sono fatto pregare, ne ho profittato consapevole che altrimenti, da solo, non sarei riuscito ad andare avanti; così come ho fatto tesoro delle indicazioni che mi arrivavano via via che presentavo sul vecchio blog qualche anteprima di questo dove siamo ora.

Non vi cito uno a uno, sembrerebbe quasi stilare una classifica: siete stati tutti importanti e vi sono grato più di quanto possiate immaginare.

Ma adesso che questo nuovo blog è online arriva la domanda: era proprio necessario? Si, lo dico subito. Forse non un cambiamento così radicale, ma una evoluzione ci voleva.

E’ un cambiamento notevole, e non mi riferisco solo alla veste grafica. Non ho preso il vecchio blog preoccupandomi semplicemente di imbellettarlo con una patina di modernità. La scelta dell’impostazione è figlia di nuove idee editoriali e il vecchio blog, con i suoi limiti tecnici, avrebbe reso molto difficile metterle in pratica.

So che i cambiamenti sono sempre difficili da accettare, io per primo in questi giorni fatico a riconoscermi in questo blog, passato da quella pagina continua da scorrere all’infinito a questa schermata di apertura al confronto barocca.

In realtà è molto più semplice di quanto l’apparenza (e il confronto) lascia intendere, basta sapere come cercare. Per comodità ho creato una pagina nel menù, chiamata “mappa“, dove indico tutte le funzioni; inutile scriverne qui.

Avviso solo che dove vedete il simbolo “Work in progress” significa che lì andrà un articolo, ma che al momento è in lavorazione. Uso questo sistema per evitare che il sistema sfasi l’impaginazione.

A proposito di impaginazione: non è quella definitiva, dobbiamo provarla insieme e scoprire ogni falla. Diamoci il tempo di familiarizzare. Vi segnalo solo nel menù la pagina “Indice officina”, che è tutta nuova nell’impostazione. Mi farebbe piacere sapere se così va bene.

Due le esigenze che intendevo soddisfare: offrire a un primo sguardo la varietà di contenuti presenti e avere un tema grafico responsive (ho imparato anche questo…) ossia capace di adattarsi a qualunque supporto lo visualizzasse, che sia il pc, il tablet o lo smartphone. Perché? Per essere letto, semplice.

Puoi essere anche un ottimo attore ma se la platea è vuota recitare perde senso; la mia platea non è vuota, anzi, è andata crescendo via più. Ma una fetta è sempre stata tagliata fuori, impossibile o quasi leggere come fanno in tanti adesso usando un moderno telefono o un tablet, il vecchio tema non lo supportava.

Ok, ci sto girando intorno senza soddisfare la vostra curiosità; prima vi lusingo parlandovi di novità e poi glisso: non è corretto, lo so.

E’ che non tutti i piani sono definiti; lo scorso autunno iniziai a lavorare a una serie di progetti in contemporanea, col risultato che a seguire tante cose tutte insieme mi sono avvitato su me stesso e ho concluso poco più che qualche buon proposito.

Ho imparato dai miei errori e adesso mi muovo un passo alla volta, per ora un cenno solo alla novità già presenti. Le altre a tempo debito.

La prima è una categoria di articoli a cui pensavo da molto, quando ero pronto per scriverne fermai tutto perché mi arrivò l’offerta di Mondadori. Adesso è il momento giusto per dedicarmici, ed è la categoria “Pedalare bene”. Il titolo non è proprio accattivante, ma sapete voi che mi leggete da più tempo che a creare titoli proprio non sono capace. Cosa conterrà? Conterrà le risposte a molti quesiti che si pongono i ciclisti, a iniziare dalla fatidica domanda che si affaccia alle mente di ognuno nella delicata fase dell’acquisto: che taglia mi serve? Quindi vedremo come prendere le proprie misure, come trasferirle in un telaio, cosa significano le geometrie, come posizionarsi in sella e tanto altro. Certo, molto non potrà essere più che una base di partenza, ho ripetuto fino alla noia che per fare un buon lavoro bisogna vedere il ciclista, con la mediazione di uno schermo non si può andare oltre qualche indicazione di massima. Ma è comunque una buona base di partenza, almeno per evitare gli errori più grossolani, spesso indotti (e lo dico con rammarico) da venditori poco onesti che rifilano taglie improbabili solo per liberarsi il magazzino.

Altra novità è la categoria delle interviste. Si, ma a chi? Ai personaggi meno noti del nostro mondo ma senza i quali in molti non pedaleremmo; con un occhio di riguardo agli artigiani, a coloro che creano con le proprie mani mettendo a frutto sapienza ed esperienza restituendoci manufatti di preziosa bellezza.

Altra novità ancora, ma potrei definirla mezza novità perché non è definitiva, ci sto lavorando e posso assicurarvi che non è semplice, è l’ampliamento dei test. Ho alcuni accordi in definizione con diversi produttori e/o distributori per avere bici in prova. Non bici da corsa né mtb, settori già inflazionati di pubblicazioni e col secondo che non sarei nemmeno in grado di coprire in modo adeguato per la mia scarsa propensione al mondo fuoristrada.

Allora quali? Bici da turismo in senso lato. Non per forza quelle adatte alla Patagonia in solitaria ma bici che per impostazione ricordano molto la mia Elessar. Bici con cui scorrere chilometri senza curarsi di media e peso, bici per godersi il gusto di pedalare. Come detto, è un progetto non ancora definito in tutti i dettagli. Ci sono oggettive difficoltà, alcune risolte altre da risolvere. A breve dovrebbe arrivarmi la prima bici da testare, aspetto di averla prima di svelare quale. La scorsa settimana ho avuto il beneplacito del corrispondente italiano della casa madre, ma ovviamente un produttore vuole sapere bene a chi e perché affidare un paio di migliaia di euro di bici…

Altri progetti richiedono investimenti che al momento non sono in grado di affrontare e preferisco in ogni caso concentrarmi su poche cose alla volta, altrimenti succede di nuovo che concludo nulla o quasi.

Tutto questo vuole tempo e impegno; che saranno sottratti alla microfficina. Si, perché posso definire l’esperienza della microfficina se non conclusa almeno fortemente ridimensionata. Chi la frequenta sa che è in casa mia. Si viene qui con la bici, prendiamo il caffè, studiamo cosa c’è da fare, io lo faccio al momento se è possibile o mi trattengo la bici e tutto gratuitamente. Ma l’altro giorno ho scoperto due nuovi furti, un attrezzo e un paio di scarpe non mie, lasciate qui da un ciclista nel caso avessi trovato qualcuno cui sarebbero interessate. Me lo sono ripromesso tante volte, perché non è il primo furto che subisco, e ogni volta sono tornato sui miei passi. Stavolta no, è troppo. Continuerò a seguire i progetti in corso, a montare le bici di chi conosco bene ed aiutare quelli che vagano di meccanico in meccanico senza trovare soluzione. Ma selezionando con cura. Mi spiace essere arrivato a questo, non ho mai chiuso la porta a nessuno eppure ora sono costretto a farlo.

Soprattutto la microfficina servirà come laboratorio per le stesura degli articoli tecnici. Sono in preventivo diversi nuovi attrezzi per operazioni che prima svolgevo facendomeli prestare rendendo quindi difficoltoso creare la procedura fotografica. Perché in tanti casi ero io a recarmi con la bici o il telaio in officina e non potevo certo star lì a impegnare il cavalletto e lo spazio anche per fare le foto.

Quello che non cambia è l’impostazione degli articoli; migliorabile perché nulla è definitivo ma resteranno la cura per i contenuti, la volontà di scrivere con stile chiaro e piacevole e fa nulla se non rispetterò il totem della brevità in rete. Ogni articolo godrà del giusto spazio, quello necessario.

Bene, come vedete le novità non sono solo estetiche; il blog cambia fisionomia avvicinandosi a somigliare a una sorta di magazine. Il tempo ci dirà se la strada intrapresa è quella giusta.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Ciao Fabio
    che dire; si respira aria di nuovo. Sono molto contento di questo blog; mi piace molto e spero di poter continuare a seguirlo a lungo.
    Ciò che è stato sin ora è sicuramente un grande aiuto per chi, come me, ama la bicicletta in ogni sua sfaccettatura. Qui non si impara solo”comprare” la propria bici ma a conoscerla, mantenerla e apprezzarla anche se non è (o non lo è più) all’ultimo grido. Molto spesso si vedono nascere delle biciclette; ancora più spesso nascono nuove idee.
    I consigli e le guide (tecniche e non) che ho avuto modo di provare, funzionano. Sono sicuro che funzioneranno ancora meglio su questa piattaforma. Anzi ne sono certo.
    Intanto la colonna sonora è quella giusta; almeno quella l’ho già potuta “testare” 🙂
    In bocca al lupo.

    Daniele

  • Elessarbicycle

    Grazie a tutti e due; e anche io spero che continuerà a vivere a lungo… 🙂

    Come detto sopra, tutta questa giostra non è solo un vestito nuovo; ci saranno novità che amplieranno i contenuti. L’unico passo indietro, chiamiamolo così, è la cadenza nella pubblicazione. A parte in questa prima fase, dove ho già in bozza diversi articoli perché non sono stato fermo mentre il blog prendeva forma, poi la cadenza sarà un poco più dilatata.
    Migrando il blog ho eliminato molti articoli che, francamente, non meritavano essere ricordati; meglio prendersi qualche giorno in più e pubblicare un buon lavoro che, preso dalla fretta, mettere online qualcosa di cui non si avverte il bisogno.

    Fabio

  • Enzo

    In bocca al lupo anche per questa nuova avventura! Effettivamente il vecchio blog aveva cominciato a mostrare i limiti della piattaforma.

  • Francesco

    Grande Fabio! In bocca al lupo per questa evoluzione molto bella e accattivante!

    • Elessarbicycle

      Grazie Enzo, grazie Francesco; devo farci l’abitudine a questa nuova impaginazione, oltre al fatto che perdo ancora un sacco di tempo per via delle immagini in anteprima. Ne basta una di un pixel in più e sfasa tutto. Se trovate qualcosa che non funziona, segnalatelo mi raccomando

      Fabio

  • adriano

    Godibile, attualizzato, fruibile…..go Fabio, go!!!

    • Elessarbicycle

      Grazie Adriano; sono così contento (c’è stato un momento – lungo – in cui disperavo ne sarei mai venuto fuori) che stamattina quando ho scoperto una altra sparizione dalla microfficina non mi sono nemmeno arrabbiato. Lo farò domani, per oggi voglio godermi il blog nuovo…

      Fabio

  • marco

    auguri Fabio il sito da pc sembra buono, meno da smarfoncino Android

    • Elessarbicycle

      Vero Marco, ma in fin dei conti è pensato per essere visto anche da smartphone, non solo per smartphone.
      Un poco come i film, ovvio che al cinema è meglio. Ma almeno adesso si legge da un aggeggio in più… 🙂

      Quando arriva il telaio Surly CC ti faccio sapere, lo volevi vedere o ricordo male?

      Fabio

  • Lorenzo

    Potrà essere anche in fase iniziale, perfettibile ecc ecc ma a me già ora sembra davvero un lavoro pregevole. A partire dall’indice dell’officina fino alla grafica che trovo particolarmente gradevole e all’altezza dei contenuti cui deve fornire l’abito. Essendo il tutto targato Fabio Sergio c’era comunque da aspettarselo. Quindi grazie Fabio e grazie a tutte le persone che ti hanno supportato in questa tutt’altro che banale opera…

    • Elessarbicycle

      Grazie Lorenzo, ma credimi: senza l’aiuto ricevuto non sarei andato da nessuna parte.
      Non li cito non per togliere loro merito; sanno, glielo ho detto in privato, quanto grande la mia gratitudine.
      C’è chi è sobbarcato il lavoro più rognoso e chi mi ha dato qualche suggerimento: ai miei occhi ogni aiuto, anche il più piccolo, è stato fondamentale. Forse sbaglio, ma a fare “la lista” è come se facessi una classifica, e mi sembra ingiusto.
      Chi mi ha aiutato sa quanto enorme è la mia gratitudine; direttamente proporzionale alla mia capacità di trifolare quando le cose non funzionavano 🙂

      Mi fa piacere per l’indice, l’idea della divisione non è tutta mia; anche qui un mio pensiero latente ha trovato l’input di un lettore che mi ha suggerito la struttura per argomenti “Fabio, mi piacerebbe trovare gli articoli divisi…” .
      Sembra che non ascolto, invece faccio sempre tesoro di tutto.

      Fabio

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