E’ la strada giusta?

Sul mercato è arrivato lo Sram Eagle a 12 velocità, monocorona. Ossia una sola corona avanti, dodici pignoni dietro.

Francamente sono perplesso. Già una volta mi sono espresso contro il monocorona che impone una scala pignoni con notevoli salti. Può essere una soluzione buona su un certo tipo di bici, non la soluzione ideale per ogni bici, così come le cartelle stampa hanno profetizzato. Io stesso ho approntato più di una bici usando una guarnitura semplice, a corona solitaria.

Sarò ciclisticamente un conservatore, eppure questa rincorsa ad aumentare i pignoni mi sembra più un tentativo di rimediare alla poca fruibilità del monocorona che un reale progresso. Non sempre il nuovo è migliore del precedente.

6995-sram-eagle-12vResto basito davanti una scala pignoni 10-50: 10, 12, 14, 16, 18, 21, 24, 28, 32, 36, 42, 50.

Il salto 10-12 è notevole, molto più di quell’assurdo 36-42-50 finale. Lasciamo perdere lo sviluppo metrico, non è lì il punto. Una cosa è la velocità calcolata sulla carta, una altra ciò che avviene pedalando. Calcolare i rapporti considerando solo lo sviluppo metrico serve a darci una indicazione ma l’uso poi è tutt’altra cosa.

Io continuo a non vedere una reale utilità in questa moda del monocorona, che andrebbe bene come settore di nicchia e non per la maggioranza dei ciclisti. Che pedalerebbero felici e a basso costo con una normale trasmissione 3×7: tripla avanti, sette pignoni e arrivi ovunque, con una pedalata sempre fluida e regolare.

Però sapete anche, almeno voi lettori di lunga data, che non sono un grande fan della Mtb, tipologia di bici con cui non sono mai andato d’accordo. Non con la guida in fuoristrada, quella mi diverte: è proprio la Mtb che non ha mai toccato le mie corde e siccome pedalo per gusto preferisco farlo su bici che mi appagano. Significa che pago lo scotto di non avere contatto costante con queste bici, quindi potrebbe accadere che mi ritrovo una Mtb tra le mani con il suo monocorona e un pignone dietro con gli stessi denti che ho sempre usato avanti e scoprire che il mio è solo pregiudizio.

Oppure potrebbe capitarmi di pedalare su una Mtb con questo strano gruppo al contrario e scendere di sella convinto che sia una boiata colossale.

Sinceramente non lo so. Però ne ho viste tante di soluzioni tecniche che col tempo sono cadute nel dimenticatoio, così come altre snobbate dagli specialisti che invece ero certo avrebbero avuto successo.

Per esempio le famose corone ovali, in giro da qualche decennio e ciclicamente riproposte come la soluzione finale. Io le ho provate: o pedali e sei fatto in un certo modo o le butti il giorno dopo.

Invece nelle bici che adesso chiamano gravel per tanti anni nessun produttore ha creduto, quando già quasi trenta anni fa mi industriavo a crearle con quello che riuscivo a trovare, pescato dal mondo ciclocross. E se ne parlavo con qualche produttore mi davano del matto.

Il mercato ciclistico è in continua espansione, registra numeri di vendita impensabili solo dieci anni fa. E’ necessario non fermarsi, proporre sempre qualcosa di nuovo per non restare indietro. Però a volte sembra che le sparino a casaccio…

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.

COMMENTS

  • pedalerio

    Sì, l’impressione è che si voglia inseguire la novità a tutti i costi. E che costi!
    Un’altra cosa che non mi convince: la linea catena

    • Elessarbicycle

      Vero, ci hanno trifolato per anni con la storia della linea catena e tutti i vantaggi messi a punto con le doppie per questo valore e poi zot! abbiamo scherzato…

      Fabio

  • Francesco

    Una cosa secondo me senza senso è quella di togliere le triple da strada (ovviamente usate da cicloamatori o per viaggi in bici) per essere sostituite con delle compatte che non avevavohanno senso per i cicloturisti ( o per chi è poco allenato in salita).
    Ancora adesso è difficile tovare una compatta senza il 50 come corona grande al posto di un ben più utile 46. E sulla corona piccola perchè non un 30 ? Campagnolo le mette e le torglie (ora sinceramente non so se le ha in catalogo …)

    • Elessarbicycle

      Ciao Francesco, sono sempre stato un convinto sostenitore della tripla anche sulle bici da corsa. Non che dovrebbero montarle tutte, solo che dovrebbe esserci la facile possibilità di averla, mentre sono pochissime le case che hanno in catalogo un modello decente così equipaggiato. Quanti i ciclisti che escono quattro volte a settimana e quanti quelli che se riescono a pedalare due volte al mese è tanto? Che dovremmo fare, dire loro “cari miei, uscite troppo poco, non meritate una bici da corsa, prendetevi l’olandesina”? A parte che questa fisima della tripla è solo italica perché nel resto d’Europa, almeno finché i produttori di trasmissioni non hanno spinto solo sulle 11v e quindi tolto da listino le triple stradali (ma stanno tornando sui loro passi…) una bici da corsa non la vendevi se non avevi la tripla. Se dopo molti anni di fermo per problemi di salute non avessi scovato una bdc con la tripla per provare a tornare in sella (anche un cavalcavia era una impresa per le mie precarie condizioni…) probabilmente non avrei mai ripreso a pedalare.
      Però il punto non è stabilire se la tripla è meglio della compact o del monocorona, altrimenti finiremo col compiere lo stesso errore che stiamo criticando: decidere sulla carta che una soluzione è universale, o almeno quasi universale. Il monocorona va bene per un certo ciclismo, la compact pure e la tripla sarebbe di giovamento per tanti altri ciclisti.
      Le soluzioni ci sono, infatti Shimano per esempio non l’ha mai del tutto abbandonata e adesso abbiamo l’ottimo tiagra 3×10. Alcuni limiti della compact li stanno superando offrendo il 32 finale, proposto già da tempo da Sram, deriso all’inizio, adottato da tutti, col solito ritardo persino da Campy. Che, unica, ha però un gruppo 3×11, forse eccessivo.
      Ma tornando alle bici allestite con tripla, che stanno ricomparendo nei listini, il problema maggiore è che si preferisce adottare questa trasmissione sulla gamma d’accesso, telai migliori già pronti così non ce ne sono. Francamente questa “ghettizzazione” non la condivido, io darei la possibilità a ogni ciclista di vivere la bici come meglio credo. Forse per questo ho sempre creato bici personalizzate…

      Fabio

  • La mtb poverina: cavia spietata di innumerevoli stravolgimenti di formato, standard e quant’altro.
    Se per certi versi la tripla risultava (per un uso generico) troppo “ingombrante” per altri la singola è palesemente non adatta a tutti.
    Bisognerebbe chiarire gli utilizzi infatti. Personalmente troverei opportuno ci fosse, da parte dei costruttori, una scelta consapevole di ciò che si monta sulle bici. Pare invece che si tenda a montare l’ultima moda, piuttosto che ciò che realmente serve.
    Mi spiego con degli esempi:
    Trovo inutile dotare una Mtb da escursionismo con una trassmissione 1×11 o 1×12. Il genere di bici si deve adattare a tutte le condizioni e la trasmissione a corona singola non permette tutto ciò. O si sale agili o si scende lenti. Devi scegliere. Quanti ne conosco che dopo poco dall’acquisto hanno dovuto sostituire la corona con una 22 perché in salita “c’è da morire” rinunciando ai rapporti lunghi…
    C’è tutta una serie di persone che, a ragion veduta, approva la scelta giocando la carta della “migliore tenuta della catena sullo sconnesso”. Questo può essere vero, ma parliamo comunque delle discipline più gravity e che comunque hanno soluzioni alternative (gruppi appositi, tendicatena ecc).
    Generalizzare dunque ad una cassetta che vada dalle stelle alle stalle e una corona singola la trovo una soluzione ma non “la soluzione”. In un settore dove tra full-su spended, front, 29″, 27,5″ (27,5″ plus) Fat, xc, trail, enduro, freeride e downhill avere una trasmissione factotum lo trovo ridicolo e palesemente riduttivo. Oltretutto per ogni tipo di bici ci sono un milione di modi di pedalare, e questo rinforza la mia tesi.
    Nel marasma di quanto detto, guardo con commozione la mia (vecchia???) Stumpjumper Fsr del ’09 con la sua bella tripla e 9v. Abbiamo visto tanti bei posti assieme. Poche volte è caduta la catena, altrettante ha “spanciato” con la guarnitura, ma mai mi ha lasciato a corto di rapporti.

    Daniele

  • Giovanni

    Pedalo con una vecchia bici da corsa di quasi 30 anni fà, decisamente migliorata grazie alle indicazioni ed alla pazienza di Fabio, ed avendo un pacco con 6 pignoni dietro con un bel salto di due denti fra i primi 4, posso dire che la differenza si sente e come. Non vi dico prima quando erano 5 🙂 Condivido a pieno, quindi, le perplessità esposte da Fabio nell’articolo. Ultimamente e sicuramente per ragioni di marketing si cerca di stare dietro a mode momentanea per cercare di spuntare un aumento di vendite così come si cerca di ridurre le possibilità di scelta perchè vuol dire anche meno costi per le aziende a discapito però dell’utilizzatore finale. Parlando proprio con Fabio di tripla mi faceva notare come la tripla 52/42/30 che io troverei fantastica sulla mia vecchia signora è quasi sparita.Oltre a quanto giustamente sopra detto c’è un’altra cosa che mi lascia perplesso poichè lavorando nel mondo dell’auto conosco bene l’indotto che gira dietro i ricambi delle auto d’epoca, non capisco perchè i produttori Campagnolo, Shimano ect, non abbiamo pensato di dedicare una marginale risorsa a rendere disponibili pezzi per le nostre vecchie, neanche tanto, glorie. Trovare i ricambi le per le biciclette a 5/6/7/8 velocità diventa sempre più arduo.
    Giovanni

    • Elessarbicycle

      Non me lo dire Giovanni, magari ci fossero ancora i ricambi. Comunque l’espansione del fenomeno vintage sta portando alcuni produttori a replicare i vecchi componenti. Con calma stanno arrivando anche in Europa, seppure i prezzi siano ancora decisamente alti.

      Fabio

  • marco

    sarei curioso di provare un monocorona 38 con pacco pignoni 10v 11-42, ma tanto lo so che mi abbuffi di male parole. 🙂

    • Elessarbicycle

      Sbagliato; per come usi tu la bici se non avessimo avuto da riutilizzare guarnitura, comandi ecc ti avrei consigliato un Apex 1, compatibile col tuo corpetto. Vedi? Mi sottovaluti… 😀

      Fabio

  • marco

    ATTENZIONE!
    ATTENZIONE!
    e se mettessimo sunrace da 11-42 e mettiamo la monocorona WHITE IND?

    • Elessarbicycle

      No, il tuo cambio non la supporta e quello giusto non sarebbe compatibile coi tuoi comandi. Dovresti prendere cambio, cassetta e comandi Sram e su quelli usare la guarnitura WI, non basta cambiare i pignoni.
      Oppure potremmo usare un Tanpan ma non ne ho mai montati prima, francamente non ho idea se funziona. Vuoi fare da cavia per amor di conoscenza?

      Fabio

  • marco

    Il tanpan a cosa serve?

    • Elessarbicycle

      Modifica il tiraggio del cavo rendendolo compatibile cambio mtb e comandi stradali. Il principio è lo stesso della rotella che si usa per far far funzionare i V-brake con le leve corsa. Ti spiego stasera a voce, senza che facciamo la chat qui.

      Fabio

  • Luca

    Nella mtb il monocorona ha molte ragioni di esistere, la meno significativa é un manubrio più pulito. fra comandi cambio, blocco forcella e comando sedile, ci ritroviamo spesso a cercare di fermarci dove non sarebbe opportuno solo per azionare questa o quella impostazione. Non é vero che il mono corona é usato solo in ambienti gravity, c’è chi lo predilige anche nel cross country, ed anzi, la doppia rimane la scelta principale per chi di solito fa lunghissimi spostamenti anche in MTB; di solito quindi su bici trail ed all mountain. Anche il risparmio peso, fra comand, tendicatenai e corone gioca a favore del mono… Ho visto però anche qualcuno però girare con una doppia, senza deragliatore. Se c’è troppa salita, o ripidoni impossibili, deragliano a mano e poi ripartono.
    Per la linea catena non ho molta esperienza ( ma sto leggendo un certo libro di bici… 😉 Forse li c’è scritto qualcosa), però ho visto che shimano propone diverse soluzioni per adottare la giusta linea catena, mentre SRAM con XD dovrebbe aver messo in conto anche questo dettaglio.
    Io ho sofferto molto di cadute di catena, non avevo il tendicatena, ma passando al mono x11 ho avuto l’impressione di vivere i miei giri MTB in modo migliore. Non sento la necessità di allungare in discesa o pianura, quindi sto con una 28 all’anteriore e salgo bene un po’ovunque. Ma come ha già detto anche Fabio: non esiste la bici perfetta, così come penso che non esiste la pedalata perfetta. L1 x 12 é secondo me una buona mossa per avere la coperta meno corta.
    P.S. é vero che la mtb é troppo senza standard. Ora , anche con i mozzi boost sto rinviando un acquisto per aspettare che le acque si plachino… Oppure andrò di usato a buon prezzo…

    • Luca, se ti riferisci al mio commento, non ho detto che il monocorona viene utilizzato solo in ambienti gravity, bensì che uno degli aspetti “vincenti” di questo tipo di trasmissioni e la grande tenuta della catena nell’uso più estremo. Spesso quindi chi la usa in tal senso, ne trae grande beneficio.
      Il fatto che poi, venga utilizzato “anche” in cross country non fa altro che confermare quanto scrivevo, ossia: “Oltretutto per ogni tipo di bici ci sono un milione di modi di pedalare”. Ci sono infatti molti pro che continuano ad usare, ad altissimi livelli del xc, la doppia.
      Le cadute di catena e inceppamenti vari sono una realtà, ma converrai con me che (salvo particolari tipi di trasmmisioni molto economiche, o condizioni sfavorevoli come catene troppo lunghe, cattiva messa a punto ecc.) sono eventi che si verificato molto in condizioni di stress diciamo “medio-alte”. Non tutti facciamo un uso del genere. Questo intendo.
      Rapporti lunghi. Anche quì molto relativo. Io se trovo la discesa scorrevole pedalo anche con la 44; magari su una pietraia scassatissima mi affido alla gravità e basta, ma ho visto persone pedalare decisi dove io mi accontentavo di quello che mi offriva l’inerzia (gente col manico…). Questi, i rapporti “lunghi” , li vogliono.
      Per quanto riguarda il risparmio di peso: ovvio che cìò che non c’è alleggerisca, ma fermarsi per deragliare a mano personalmente lo troverei imbarazzante. Francamente non lo prenderei nemmeno in considerazione.

      Daniele

    • Elessarbicycle

      Ciao Luca, non ho risposto sinora né a te né a Daniele non per disinteresse. E’ mia abitudine rispondere se ho qualcosa da dire. Se nulla ho da aggiungere ringrazio, un modo per far capire che ho letto e non trascuro chi dedica il suo tempo a leggere me. Per voi due è più difficile. Sono notazioni le vostre, mi riferisco sempre a te e Daniele, alle quali nulla ho da aggiungere perché già complete. Io contesto non il monocorona in sé (e infatti gira più di una bici montata da me con questa trasmissione, il fatto non sia presente sul blog non significa molto, qui pubblico solo una minima parte di ciò che faccio) quanto l’intenzione di alcuni uffici stampa di farla passare come soluzione universale. Che non esiste e se qualcuna si avvicina non è questa. La trovo invece comoda e ben pensata, magari senza alcuni estremismi, per alcuni modi di vivere la bici.
      Tra cui immagino anche alcune discipline off-road, ma su questo non intervengo. Sapete bene che non è il mio mondo, non è il mio ciclismo e sapete anche che se una cosa non la so sto zitto e lascio parlare chi ne sa più di me. E poiché le mie conoscenze così come l’esperienza con questo mondo è limitata, piuttosto che dire sciocchezze taccio. Quindi il mio silenzio non è da interpretare come disappunto o scarso interesse. Semplicemente ne sapete più di me, io che potrei aggiungere?

      Fabio

  • Luca

    Ecco… Ho scritto in modo frettoloso e sgrammaticato, mi dispiace

  • Giovanni

    Non sò se sia un effetto Froome o moda di fine estate ma ho visto molti ciclisti del mondo della MTB sostituire la loro monocorona circolare con quella ovale. Quando l’ho vista in azione devo dire che i movimenti a cui va soggetta la catena mi hanno lasciato un pò perplesso, magari mi sbaglio, però qualche dubbio mi rimane.
    Giovanni

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