E io che manco volevo uscire…

Solita sveglia con la luna ancora padrona del cielo; levataccia ma non per zuzzerellare in bici.

Dopo cinque uscite in quattro giorni stamattina avevo deciso per il riposo della gamba e il disbrigo di tutta la corrispondenza arretrata.

Caffè, doccia, caffè, una occhiata al cielo che inizia a schiarire, ancora caffè (e non dite sono troppi: alle 5 del mattino siete già arzilli?) e accensione del pc.

Accipinchia se si sono accumulate le mail! Parto in cronologia dalle più vecchie, per fortuna cose semplici.

Altra occhiata al cielo che dal grigiore iniziale tende a virare sui toni caldi dell’oro. No dai, devo rispondere a voi che scrivete. Prima mi sa serve un caffè, però.

Alla sesta mail mi prende una piccola smania; mi alzo, passeggio in giardino, mi allungo sulla sponda del lago a godermi il primo sole che si specchia nelle sue acque e mi dico che anche se finisco più tardi non ve la prenderete a male.

Ci vuole una pausa, giusto una sgambata a Terracina, caffè (ovvio), pedalata tranquilla sul lungomare e rientro pure lui tranquillo. Meno di 30km, una oretta di svago.

Non è nemmeno necessario travestirsi da ciclista, giusto due scarpini ché a pedalare sganciato proprio non mi trovo.

E con la London Road rimasta in assetto “spesa al supermercato” così non mi induco in tentazione.

Appena fuori dal cancello mi accorgo che sono vestito di tutto punto e ho preso Elessar. E vabbè, l’abitudine e poi, malgrado i caffè, sono mezzo assonnato.

Pedalata tranquilla, si può fare pure se indossi il completino e scomodi sua maestà dal trono.

Arrivo sul lungomare di Terracina, tranquillo.

Mi godo il paesaggio, tranquillo.

Mi godo le locali bellezze che si allenano a piedi, tranquillo.

Mi godo anche qualche graziosa pedalatrice, tranquillo.

Insomma, sono tranquillo.

Echeppalle tutta ‘stà tranquillità!

Vabbè, facciamo così: me ne salgo a Camposoriano: passo, ça va sans dire, tranquillo.

Arrivo al monumento, mi godo il fresco, il silenzio, la pace: tranquillo ovviamente.

Echeppalle di nuovo!

Cara Elessar, fa niente che poi a lavarti ci vuole un giorno e che rischiamo di giocarci i parafanghi, che stai coi tuoi ninnoli luccicanti e le gomme da strada: altri cinque minuti di tranquillità e ci impicchiamo tutti e due!

Riscendo a palla, preso dalla foga liscio clamorosamente la deviazione che volevo prendere; maestà, ci tocca faticare e tornar su. Ma basta tranquilli, abbiamo dato.

Risaliamo io e sua maestà a passo di carica, poco uso del cambio e via in piedi sui pedali per affrontare le variazioni di pendenza, stavolta la deviazione per la fonte di Santo Stefano non me la perdo.

Imbocco la deviazione e con doppia salita già nelle gambe si sentono subito subito le prime rampe: brevi, pendenza del 10/11%, corona sul 34, due pignoni agili lasciati liberi per le emergenze e via a salire.

Strada rovinata, buche ovunque, detriti lasciati dalle recenti e violente piogge ma attraversare questi boschi fa passare il resto in secondo piano.

Entro completamente in modalità salita; ossia mi dimentico di tutto e mi godo bici e pedalata.

Però tra un rilancio e un chi me lo ha fatto fare, mi viene il dubbio: è tanto che non salgo qui, mi sa la strada è senza sbocco, non ricordo. Vabbè, è meglio se chiedo.

Già, a chi? Siamo io e due capre più a valle, stop. Telefono e internet non ricevono il segnale, che è tanto bello quando non vuoi farti trovare ma seccante quando ti serve una mappa, speriamo passi qualcuno.

Secondo voi? E invece zakkete, una volta tanto una botta di cu…ehm di fortuna capita pure a me.

Auto in senso inverso, faccio segno di fermare e quello accosta; buongiorno, scusi la seccatura, convenevoli vari e poi: “Ma da qui arrivo da qualche parte o la strada finisce?”

“Si, cioè no (si o no caro mio? Ok che qui ci sono tanti bei vigneti, ma non è presto per il quartino di rosso?) la strada asfaltata finisce, poi serve la Mtb”

Cavolo, ho preso un biker! Che doppia botta di cu…ehm, fortuna.

“E senti un po’ (da ciclista a ciclista si passa al tu, ovvio) ma finisco giù sull’Appia o mi riporta su Terracina?”

“No, lascia perdere, ti serve la Mtb, non puoi con questa, sono tutti massi alti”.

“Uh, peccato: vabbè, ma dove finisco?”

“Al cimitero…”

“Azz, tanto che è pericoloso?” Sgratt sgratt

“Ma no, intendo esci lato cimitero Terracina; forse c’è un sentiero per Valle Marina, ma non ricordo da dove parte. Tu comunque sali per altri 2km, poco prima del belvedere ci sono i vari sentieri e decidi. Però ti serve la Mtb…”

E vabbè, ma ammé ‘stà emmettibì mi è sempre stata sulle balle; quello che ho pensato.

“Immagino, da quello che mi dici hai sicuramente ragione, sono stato fortunato a incontrarti, mi hai fornito innumerevoli utili suggerimenti. Farò come dici”; quello che invece ho detto.

Guardo sua maestà; sua maestà guarda me: picceré, ci siamo mai fatti fermare io e te? Appunto. Poi ti lavo, prometto.

Salgo ancora, finisce l’asfalto, entro a palla nel primo sentiero che vedo e…

E aveva ragione il tipo, capperi!

Salita a gradoni di roccia, troppo per la piccolina mia; e pure per la mia gamba, e chi ce la fa?

Bici in spalla, salgo fino al costone per godermi il panorama.

Dall’alto vedo casa mia, in linea d’aria un chilometro scarso. E invece sto già in sella da quattro ore.

Però la vista merita: i monti Aurunci a sinistra, i monti Ausoni sullo sfondo, il lago di Fondi ai miei piedi e il litorale fino a Sperlonga a destra.

Tolgo rametti e fiori incastrati tra i parafanghi e la trasmissione di Elessar e torno indietro per la stessa strada.

E io che manco volevo uscire: che scemo sarei stato a restare a casa, giusto?

Dai, domani rispondo a tutti, promesso.

Buone pedalate.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.
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COMMENTS

  • …..era sentiero da MTB

    • Elessarbicycle

      Lorè: è sentiero da Mtb. Però ammé mi sta sulle balle ‘stà emmettibì 😀

      Comunque stamattina sono tornato, stavolta non con Elessar ma con la LR in assetto off-road. Mi ha fermato la protezione civile che era all’inizio del sentiero per i controlli di prevenzione anti incendio: no, senza mtb è pericoloso, non scendere da qui…
      E vabbè, pure me la comprerò sta Mtb…

      Fabio

      • Paolo Mori

        E una bella monstercross? Ok, sul “bella” si può discutere 🙂

      • Fabio ci sono anche delle bici da fuoristrada (nota la delicatezza del termine) non estreme come delle moto da cross e pure belle. Tipo la mia Jones che con lo stesso telaio può essere da strada con parafanghi o MTB più cattiva.

        https://www.mtb-mag.com/bici-della-settimana-121-la-jones-steel-diamond-di-alfaluna/
        http://www.jonesbikes.com
        Dai che una così ti manca, la prima recensione di una MTB Fabio’s coustom dagli USA

      • Luigi

        hahaha.. di tanto in tanto vado a comprare una mtb… poi ogni volta, strada facendo, penso: ma a che mi serve? 🙂

        • Elessarbicycle

          Ciao Luigi, a breve non è prevista ma prima o poi la prenderò. Più che per uso personale è (sarà) per il blog: ampliare gli scenari.
          Certo, ne ho avute e pure io dopo poco mi guardavo ‘stà cosa e mi chiedevo perché. Una volta non ebbi nemmeno il tempo di chiedermelo: bici acquistata in un negozio in provincia di ritorno da una udienza fuori città, a casa il tempo di cambiarmi, uscita di prova, sosta caffè, puntata in bagno e fuori dal bar la bici non c’era più. Un segno del destino? Boh…
          Comunque adesso la priorità è una bici da corsa freni a disco (flat mount) e ruote a perno passante. Sempre per le necessità del blog, cambiano e si evolvono gli standard, devo attrezzarmi di conseguenza.
          Mancano i soldi, però…

          Fabio

  • …dalle e dalle se scassa pure o’ metalle…

    • Elessarbicycle

      ehm, speriamo di no…
      La London Road questa estate ne ha vissuti di momenti topici e, per fortuna, è ancora intera. Mi è troppo preziosa, per uso mio e per i tanti test: passa da strada a fuoristrada a urban con poche modifiche, permettendomi una marea di situazioni differenti.
      E’ appena uscito il nuovo telaio, chissà, potrei farci un pensiero se lo metteranno in offerta. A parte reggisella e serie sterzo di fatto potrei montare tutto quello che ho adesso sulla mia. Vedremo.

      Fabio

  • intendevo che “dalle e dalle” si romperà la tua ritrosia verso le mtb e il flat bar…. 🙂

  • C’entra niente, ma Elessar è proprio bella!

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