Da manubrio flat a piega da corsa; parte quarta

Si è compreso dai capitoli precedenti che il passaggio da un manubrio flat a una piega da corsa non è una operazione tecnicamente difficile ma richiede una buona pianificazione. Perché la bici su cui svolgiamo questa personalizzazione non nasce né di geometrie né di componenti (trasmissione anzitutto) già pronta a ricevere piega e comandi corsa.
Significa dover coordinare freni, piega e comandi con quello che già abbiamo se non vogliamo finire col dover sostituire i componenti di mezza bici, a un costo variabile ma sempre abbastanza elevato. Ed è necessario tener conto di come la posizione in sella risulterà modificata. Al solito tutto dipende dall’obiettivo prefissato, dal limite di spesa e se il telaio su cui stiamo lavorando giustifichi tante attenzioni.

Se mi trovo per esempio un ottimo telaio in acciaio da Mtb dei primi anni 90 in eccellenti condizioni e di notevole fattura, potrò prendere in considerazione l’idea di trasformarla radicalmente, investendo anche su altri componenti a iniziare dalla trasmissione in modo da poter usare senza problemi comandi integrati da corsa che, sappiamo, esistono solo da 7 velocità a salire. Sono scelte personali perché personale è l’uso che ogni ciclista fa della propria bici, personale è il rapporto che instaura con lei e personali i limiti di spesa.
Io qui posso solo suggerire cosa guardare, come amalgamare al meglio tutti gli ingredienti e come evitare l’acquisito di componenti sbagliati: non posso (e non ne ho la presunzione) fornire una ricetta universale che nemmeno esiste anche se, volenti o nolenti, dovrete accettare il mio punto di vista. Significa che ci sono soluzioni tecniche che sono valide ma con le quali io non vado d’accordo perché le trovo sgraziate, non mi piace il risultato finale, mi danno l’idea di una bici posticcia o semplicemente io quel comando cambio proprio non mi trovo a usarlo.

Quello che state leggendo è il capitolo (che ho comunque deciso di dividere) più difficile da scrivere perché le variabili di cui tener conto sono tante, le soluzioni arrivano solo sperimentando e malgrado abbia fatto questa modifica decine di volte non ho certo potuto provare ogni possibile combinazione.
Anzi, se qualcuno di voi ha operato la stessa personalizzazione e vorrà contribuire con la propria esperienza è il benvenuto. Perché in questo caso più di ogni altro lavoro possiamo fare sulla bici, la teoria conta nulla: serve essersi “sporcati le mani di grasso”, lascio ad altri le dotte disquisizioni teoriche prive di ogni sostegno pratico.

La scelta di quali comandi cambio installare è frutto di esigenze personali e tecniche.
Personali perché ognuno decide se si trova meglio con comandi integrati, bar end o qualunque altra soluzione è possibile; tecniche perché la possibilità o meno di installare un certo comando dipende dalla trasmissione montata in origine e che si vuole conservare.
Per esempio quando in una delle tante sperimentazioni sulla mia Trek decisi di installare dei comandi corsa integrati dovetti procedere alla installazione di gruppo e ruote ex-novo. Di serie infatti la bici monta un gruppo 3×7 Suntour, con mozzo a corpetto dal disegno tipico non utilizzabile con pignoni di altri produttori e con questi spaziati tra loro in modo differente dagli altri. Mi capitò una buona occasione per un gruppo Tiagra 3×9 con anche le ruote e l’unica difficoltà fu far funzionare il deragliatore Tiagra con una guarnitura Alivio con tiro catena maggiore, problema risolto con il montaggio di un diverso movimento centrale.

1260 Trek multrack 117


I comandi integrati.

Iniziamo proprio dai comandi integrati, la modifica che in assoluto crea le maggiori difficoltà tecniche a causa della frequente incompatibilità tra questi e i componenti trasmissione da Mtb/trekking; non dimentichiamo che stiamo sicuramente personalizzando una bicicletta non da corsa.

1261 Elessar Vetta randonneur bicycle 156 1262 Rose Xeon Crs 201 1263 Bianchi Via Nirone 7 08 1264 Comandi Shimano DA 9000 1265 Comandi Microshift 1266 Comandi Sunrace

Diversi i parametri da tenere in considerazione: marca della trasmissione installata, numero di velocità, rapporto di tiraggio e spaziatura (ossia lo spazio fisico tra un pignone e l’altro non la scala dei rapporti) dei pignoni.
Quindi i comandi dovranno essere dello stesso produttore del resto dei componenti della trasmissione installata (o di un produttore che dichiari la compatibilità, come per esempio fa Microshift con Shimano) e dovranno gestire l’identico numero di rapporti sia all’anteriore che al posteriore di quelli installati. Un comando cambio a 10 velocità non funzionerà su un pacco pignoni a 9 velocità né un comando cambio per doppia potrà comandare una tripla. Il discorso vale non solo per i comandi integrati ma per qualunque soluzione prevede l’indicizzazione del comando. Una verità tanto semplice eppure ancora c’è chi si pone il dubbio…

Aggiungo una notazione dopo aver riletto questo passaggio, perché il modo di far funzionare le leve Shimano (solo queste e non le più recenti) a 10v su un pacco pignoni a 9v esiste. Si tratta di modificare l’aggancio del cavetto al cambio, non rettilineo come da istruzioni ma spostato interno. Diciamo che l’argomento meriterebbe maggior approfondimento e arriverà; inserisco qui solo questo rapido accenno e una coppia di immagini prelevate dalla rete perché la mia affermazione di sopra è troppo definitiva quando in realtà un trucchetto esiste.

1267 Montaggio cavo cambio tradizionale 1268 Montaggio cavo cambio alternativo

Che però siano della stessa marca o compatibili non basta perché uguale dovrà essere il rapporto di tiraggio. Significa che la “misura” di cavo spostata dal comando dovrà essere la stessa spostata dal cambio. Infine i pignoni devono avere spaziatura tra loro coincidente a quanto la leva muove il pantografo del cambio a ogni scatto.
Quindi come vedete non basta dire come fanno alcuni “…metti dei comandi Shimano a 10 velocità e funziona tutto” perché non è così.

Se la bici monta una trasmissione fino a 6 velocità è inutile pensarci perché comandi corsa integrati a sei velocità non esistono, partono da 7 velocità a salire; e su questo rilevo la stranezza dell’aver introdotto da poco i comandi integrati a 7 velocità, nel senso che all’epoca in cui lo standard era quello non esistevano. Ora che abbiamo 11 velocità troviamo comandi per sole sette. I misteri della produzione..

Per quanto riguarda la tipologia di impianto frenante compatibile valgono le considerazioni esposte nella parte seconda.

Stilare una lista di compatibilità è fuori dalla mia portata (e credo di chiunque sulle bici ci mette le mani per davvero…) perché significherebbe dover analizzare i componenti degli ultimi vent’anni almeno. Qualche linea guida però posso tracciarla dividendo per marchi.

Tre i grandi produttori che si dividono il mercato della componentistica per la trasmissione, a cui aggiungerne un altro paio che hanno sposato lo standard dell’uno o dell’altro.

 

1269 Campagnolo logo

Campagnolo offre un allestimento con comandi per manubrio flat e tutta la trasmissione installata è perfettamente compatibile con i comando corsa. Ma sono talmente poche le bici che montano di primo equipaggiamento comandi flat Campagnolo che quasi mi veniva di non citarla proprio. La Sunrace offre comandi corsa compatibili con Campagnolo e ha in catalogo anche componenti da Mtb: anche qui la compatibilità tra cambio/deragliatore e comandi corsa tutti della stessa marca oppure trasmissione Sunrace e comandi Campagnolo c’è.

Aggiungo una notazione anche se non riguarda la personalizzazione in senso stretto ma il primo montaggio. Il deragliatore Campagnolo 10 velocità per tripla non funziona bene con guarniture dalla dentatura più turistica rispetto alla italiana 50/40/30. Se quindi si vuole una guarnitura più leggera, per esempio una 48/36/24, la cosa migliore è usare un deragliatore terzo; quello che mi ha sempre garantito ottimi risultati è l’Ird Alpina.


 

1270 Sram logo

L’americana Sram, almeno sulle 10 velocità, è anch’essa perfettamente compatibile tra comandi corsa e cambio e deragliatore da Mtb. Tiraggio cavo alla leva e tiraggio cavo al cambio hanno lo stesso rapporto. I limiti sono l’assenza di comandi per tripla, quindi è applicabile solo se si usa una doppia (o singola, ovvio) all’anteriore e il fatto che non hanno mai prodotto leve corsa per le 8 0 9 velocità, ampiamente usate su Mtb e in misura minore su bici da trekking/cross.


 

1271 Shimano logo

Con i giapponesi le cose si semplificano e complicano allo stesso tempo. Si semplificano perché hanno un catalogo talmente vasto che è difficile non trovare qualcosa di compatibile; si complicano perché hanno la pessima abitudine di chiamare i prodotti sempre con lo stesso nome nel corso degli anni. Ma un Deore del 2004 non è un Deore del 2013: si chiamano uguale ma sono profondamente diversi.

Parto dalla configurazione più semplice, leve a 8 o 9 velocità a cavi esterni, le serie più vecchie (escluso quindi le nuove versioni Claris e Sora che non ho sperimentato e le leve a 7v che pure non ho mai usato) che funzionano senza problemi con cambi e (non sempre) deragliatori dello stesso periodo.

Più complicato se il cambio posteriore è a tecnologia Dyna-Sis che non funziona con leve corsa tipo STI. L’unica strada realmente percorribile in sicurezza è la sostituzione con un cambio compatibile, ovviamente preso dalla gamma stradale. Che, ma è operazione non proprio consigliabile, può essere montato anche in abbinata a un pacco pignoni con rapporti finali più agili di quelli indicati dal produttore lavorando sulla vite B-tension (nella sezione “L’officina in casa” trovate degli articoli sulla trasmissione e potete vedere qual è questa vite), magari usandone una più lunga e allontanando così le pulegge dei pignoni. Fino al pignone 32 mi ha funzionato, oltre non ho mai voluto provare, il rischio di danneggiare qualcosa ho preferito non correrlo.

Anche l’installazione di un cambio posteriore a 9 velocità non Dyna-Sis su trasmissione a 10 velocità non ha dato problemi. Solo una superiore rumorosità dovuta al diverso dimensionamento, che si è attenuò molto con una catena non originale Shimano ma di terzi, in questo caso optai per una Kmc. Secondo alcuni è la soluzione migliore e inizio a crederlo pure io.

Il deragliatore è più “rognoso”, perché sono pochi quelli da Mtb/trekking che funzionano decentemente con comandi corsa. Tutti quelli a 8 velocità non mi hanno mai dato problemi né molti di quelli a 9v seppure in questo caso ho dovuto sempre inventarmi qualcosa per far raggiungere alla catena la corona maggiore, che sia uno spessore alla guarnitura o un movimento centrale più corto o una modifica alla gabbia del deragliatore. Sono però talmente tanti i modelli che dire cosa funziona con chi e come modificare è impossibile. L’unica via è montare, provare e in base “alle falle” agire di conseguenza. Per esempio se la catena non riesce a ingaggiare bene la corona maggiore ma la gabbia comunque la afferra bene, se gli ingombri lo consentono si può montare un movimento poco più corto (se come spesso accade è un perno quadro) oppure se la catena sale ma la gabbia non la accompagna a dovere si può stringere un pochino quest’ultima.
Con i 10 velocità invece è stata lotta continua, soprattutto le serie più recenti tanto che in molti casi ho preferito direttamente l’installazione (dove possibile) di un deragliatore stradale oppure la radicale sostituzione di deragliatore e guarnitura, ambedue stradali. Qui, con i deragliatori Mtb, c’è poco da cercare di modificare: tiraggio e corsa sono differenti, troppo differenti per riuscire a farli funzionare correttamente.

I comandi corsa prodotti da Microshift sono compatibili con Shimano, ovviamente anche loro con il limite del cambio Dyna-Sis.

L’installazione delle leve la consiglio sempre quel centimetro più alta rispetto a una bici da corsa mentre per averli alla stessa altezza basta usare un righello da far collimare con i segni grafici presenti sulla piega.

01272 Regolazione comandi cambio 01 01273 Regolazione comandi cambio 02

Quindi, ricapitolando.
Campagnolo e Sram non hanno problemi di compatibilità, con il limite per la casa americana che i comandi corsa esistono solo a 10v e non ce ne sono per tripla.
Shimano funziona bene con i gruppi a 8 e 9v però in questo secondo caso il deragliatore da mtb sono più le volte che non funziona o che richiede modifiche che quelle che va bene. L’unica è provare. Con gruppi a 10v funziona bene a patto di non usare un cambio Dyna-Sis mentre il deragliatore da Mtb non funziona mai. O almeno io non ne ho trovato uno che funzionasse.


I comandi corsa con bici a cambio interno.

Anche i possessori di bicicletta a cambio interno (non tutte le versioni però) possono godere della piega da corsa e comandi relativi.

Per esempio i possessori di Shimano Alfine a 8 o 11v possono montare i Sussex che a dispetto del nome sono di Taiwan…

 

1274 VRS-11-Road-Shifter_lg


I comandi Bar-end.

I comandi tipo bar-end sono quelli da montare alle estremità della piega, lontani dalle leve freno e quindi da esse svincolati e che (al tutto sommato misero) prezzo di un tempo di cambiata superiore e una oggettiva difficoltà ad amministrare la trasmissione in un discesa tutta curve perché staccare le mani dal manubrio sarebbe troppo pericoloso, ricambiano con la risoluzione di ogni problema di compatibilità con qualunque tipo di trasmissione, quale che sia la marca o il numero di velocità.

 

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Per questo è la soluzione preferita sia dai ciclisti che personalizzano la propria compagna che da molti costruttori che escludono alla radice possibili problemi.

Risolvono grazie a un ritorno all’antico, diciamo così. L’assenza o l’escludibilità della indicizzazione. Per cui prendiamo per esempio una coppia di bar-end Shimano Dura Ace a 10 v: avranno lo stesso problema a funzionare indicizzati (solo la leva cambio, il deragliatore è a frizione, cioè senza scatti) delle leve corsa. Bene, basta ruotare la ghiera che esclude l’indicizzazione, il comando diventa una normale levetta a frizione e funzionerà senza gli interessi sapere chi sta muovendo e di che marca sia. Se invece si vuole conservare l’indicizzazione valgono gli stessi limiti (sempre riferiti al cambio) delle leve corsa.

Sono semplicissimi da montare, hanno pochi pezzi e meno roba c’è meno si rompe, li producono diversi costruttori con fogge e materiali diversi in modo che è sempre possibile trovare una versione che si abbini anche esteticamente alla nostra bici e possono essere usati con gruppi da 3 a 11 velocità, con doppia o tripla, senza problemi.

La mia configurazione preferita su mtb o trekking con freni V-brake o disco a pinze da fuoristrada è proprio leve freno tipo corsa compatibili V-brake e comandi trasmissione bar-end. Sui quali rinuncio alla indicizzazione anche se magari con quella data trasmissione funziona; questo mi consente di non dover montare dei registri tensione cavo (indispensabili per regolare bene un comando indicizzato) che sono sempre una seccatura in più visto che il 99% dei telai su cui facciamo queste operazioni non ha le sedi filettate per i registri e quelli a guaina, benché li usi, non li amo.

E poi non dobbiamo mai dimenticare che qui non stiamo modificando una bici da corsa o cercando di rendere più sportiva una bici turistica, quindi della rapidità di cambiata, parametro importante nel ciclismo pancia a terra, non ci importa più di tanto. La mancanza della indicizzazione, se siamo costretti a rinunciarvi, è rinuncia di poco conto, bastano 10 minuti e ci si abitua; senza avere alcuna nostalgia delle ore passate con la bici sul cavalletto da lavoro per ammutolire quello sferragliamento o tarpare una catena che saltella troppo sui pignoni: spostiamo la levetta di quel grado in più o in meno mentre pedaliamo e tutto gira fluido.

Come si è visto nella immagine in alto, l’installazione dei comandi bar-end prevede l’uscita delle guaine di due o tre giri di nastro. Se però la piega ha un drop elevato (meglio ancora se è una anatomica) è possibile mantenere tutta la guina sotto il nastro, facendole seguire fedelmente il profilo della piega e con l’uscita quindi al temine del nastra stesso, vicino l’attacco come si trattasse di un normale comando corsa a cavi interni. La funzionalità non ne risente e secondo me ne guadagna l’estetica, più pulita. Con la compact a drop stretto invece viene male, troppo accentuata la curvatura.

Quindi, ricapitolando.
I comandi bar-end si trovano in commercio sia in versione indicizzata che a frizione; l’indicizzazione dove è presente c’è solo sul comando cambio mai su quello del deragliatore che quindi potrà funzionare con doppia o tripla indifferentemente.
L’indicizzazione ha gli stessi limiti dei comandi corsa integrati (funziona bene con gli 8v e i 9v non Dyna-Sis, non funziona coi 10v Dyna-Sis) ma ogni problema è facilmente risolvibile escludendo l’indicizzazione. Possono essere montati su qualunque trasmissione da 3 a 10 velocità, sia con doppia che con tripla, sempre ricorrendo alla esclusione della indicizzazione se necessario o acquistandoli direttamente solo a frizione. Infine l’uso a frizione elimina anche l’esigenza di dover installare di registri di tensionamento.

Termina qui la prima sezione relativa ai comandi, ho preferito affrontare le due soluzioni più usate e rimandare al prossimo articolo l’analisi di quelle meno gettonate, per non creare troppa confusione nella lettura.

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • ciao! sto leggendo i tuoi articoli e devo farti i complimenti per l’accuratezza con cui tratti gli argomenti. mi hanno dato modo di chiarificarmi le idee su molte cose..visto che sono mooolto in alto mare alle prime armi.
    ho una domanda però; sto o almeno vorrei acquistare una City Bike VITUS Mach 3 usata. ma vorrei cambiare il manubrio da flat a piega da corsa. la Vitus monta gruppo Tiagra.
    é fattibile come modifica? più o meno su che spesa si potrebbe aggirare?

    ti ringrazio molto per l’attenzione, cordialmente
    Francesco

    • Elessarbicycle

      Ciao Francesco, la modifica è fattibile; ho visto la mach3 sul sito ufficiale e vedo monta freni a disco meccanici. Sono da mtb ma non sarà complicato farli rendere anche con leve stradali.
      La spesa si aggira sui 300 euro tra comandi, piega, attacco, nastro, cavi e guaine; poi tutto dipende da che piega scegli, se trovi comandi usati o in offerta ecc.

      Fabio

  • perdonami, ho dimenticato di specificare, la Vitus è del 2014, non è quindi il modello con i freni a disco. ha i freni classici.
    ad ogni modo devo rivedere il tutto, non volevo spendere sì tanto su una bici usata, che decido di comprarla e se riesco a scendere sul prezzo, sarà cmq una spesa sui 350€ + altrettanti circa per il tipo di modifica di cui ti chiedevo info. forse mi converrebbe di più cercare una già con la piega
    sto seguendo sempre una bici usata telaio MASS da ciclocross a 390€ (poi è da vedere se si scende un po) guarnitura FSA 40\34 magari da cambiare con un rapporto più alto. un lavoro differente, ma non so se per farla da cicloturismo è valida come idea

    • Elessarbicycle

      ok, freni classici suppongo tu intenda i V-Brake; immagino, non posso conoscere tutti gli allestimenti.
      In questo caso la spesa scende, perché non puoi usare comandi corsa integrati ma leve freno semplici tipo corsa ma specifiche per V-Brake; sui 40 euro. E poi comandi bar end, usati con una 50ina di euro te la cavi. Insomma, riduci il tutto di un terzo.

      Ciclocross; alcuni modelli sono davvero ottimi per cicloturismo; mandami qualche foto all’indirizzo mail del blog (lo trovi in contatti) e vediamo di cosa si tratta

      Fabio

  • Ciao Fabio, hai poi scritto l’articolo di approfondimento dell’utilizzo del deragliatore a 9v con leve e pacco pignoni a 10v?

    • Elessarbicycle

      ehm…
      No, completamente dimenticato 🙁

      Arriverà qualcosa, promesso. Quando non lo so, ma arriverà.

      Fabio

  • Elton

    Volevo farti una domanda per piacere che non voglio spendere i soldi per niente i comandi Shimano claris sti 2400 sono compatibili in un gruppo Shimano claris st-r240 grazzie

    • Elessarbicycle

      Ciao Elton, piena compatibilità per cambio e deragliatore, ovviamente prendendo quelli per doppi o tripla a seconda di cosa monti. Invece per i freni il discorso è diverso, perché i flat della serie claris sono studiati con piccoli accorgimenti per settarli a seconda se i freni siano V-brake o caliper/cantilever. Se sulla tua bici hai i V-brake le leve corsa funzioneranno male, come spiegato in questa serie di articoli.

      Fabio

  • Elton

    Ah dimenticavo tutti e due tipi di Shimano sono 3×8

  • Francesco

    Salve, volevo chiederle se le pinze dei freni a disco idraulici per mtb ( Shimano Br-M355 ) possono essere compatibili con delle leve cambio bdc ( economiche, ma funzionali )..
    Grazie in anticipo e complimenti per l’ articolo !

    • Elessarbicycle

      Ciao Francesco, non mi è chiaro cosa vuoi fare, perché mi parli di leve cambio bdc definendole economiche, ma è esattamente il contrario; quelle per freno idraulico costano un patrimonio. E non funzionano con pinze mtb, cambia il rapporto di torchio.
      Sono le leve freno idrauliche da Mtb che costano poco. Ma comunque non ho capito cosa intendi fare, se spieghi meglio, io sono qui.

      Fabio

      • Francesco

        Grazie per la risposta Fabio !
        Hai perfettamente soddisfatto la mia domanda, nonostante non mi sia espresso perfettamente..
        Comunque quello che mi interessava sapere era appunto se leve cambio bdc e pinze freno mtb fossero compatibili, ma a quanto ho capito hanno un differente rapporto di torchio, quindi no..
        La mia idea era quella di mettere una piega da corsa su mtb e sostituire il tutto con le relative componenti da bdc
        Grazie comunque !

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