Come buttare 250.000 sterline…

…che al cambio attuale sono circa 315.000 euro, spicciolo più spicciolo meno.

Una azienda regina del superfluo ha placcato in oro in quasi ogni dettaglio una bicicletta, garantendo così di aver trasformato (traduco dal loro sito): “…questo modesto mezzo di trasporto a un livello superiore”.

 

1958 Bicicletta in oro 01

Concordo solo sul modesto, devo dire che non si sono certo sprecati per la base di partenza; ignoro la marca del telaio, ma è evidente si tratti di un Touring di bassa gamma così come tutto il resto della componentistica.

Con oltre trecentoquindicimila euro non è che andavano in malora se placcavano un Dura Ace…

E che dire delle sole 8 velocità, i QR in plastica (vogliamo mettere con i miei in carbonio e titanio sulla Rose? Tzè, dilettanti…) e quelle tacchette freno da due soldi?

 

1959 Bicicletta in oro 02 1960 Bicicletta in oro 03

E i registri? Plasticaccia pure loro, una indecenza: non affannatevi a regalarmela per Natale perché su un cancello simile io non pedalo…

Vabbè, tanto di sicuro non è bici destinata a percorrere le strade del mondo; solo soddisfare il cattivo gusto di qualche mafioso russo o petroliere arricchito o dittatore megalomane, insomma quelli che si mettono pure i rubinetti d’oro. Che pedalando potrà rispondere usando il suo telefono anch’esso in oro proposto dalla stessa ditta e se cala la sera niente paura: c’è anche una bici ricoperta di Swarovski.

Non sono invidioso per natura, uno dei pochi difetti che non ho; ma se al cretino che se la compra gliela fregano non è che avrà la mia solidarietà ciclistica… 🙂

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

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