Ciò che conta è la bicicletta

Questo diario è nato per raccontare l’amore per una bicicletta.

Un progetto che è andato oltre la fredda tecnica, la scelta dei componenti, l’assemblaggio, per diventare un inno a tutto ciò che amo di questo “strumento di felicità”.

Capisco la difficoltà a comprendermi per chi non è animato dalla stessa passione o vede in una bici solo uno oggetto atletico o ancora, peggio, un banale mezzo di trasporto.

Ma, come in tutte le cose che faccio, non è l’approvazione altrui che cerco, solo la mia.

L’ ho scritto più volte, Elessar non è la bici universale, solamente la mia bici. E non sono il solo a nutrire questa passione, anzi, questo insieme di passioni, per la bici, la sua tecnica, la sua storia. Che coronano nella bici su misura, e non vuol dire semplicemente una bici che abbia geometrie personalizzate: è la bici specchio della tua personalità.

Molti mi hanno chiesto se ne valeva la pena, altri si sono incaponiti su pesi e scelte tecniche, scorrevolezza o velocità, assenza o presenza di questo o quell’accessorio.

Pochi hanno compreso che di tutto ciò mi interessa (relativamente) poco. Cercavo il piacere di pedalare, su Elessar l’ho trovato.

Perché, alla fine, “ciò che conta è la bicicletta”.

Che è il titolo di un bellissimo libro del giornalista inglese Robert Penn, uno che usa la bici per sport, per divertimento, per viaggiare, per andarci al lavoro. Senza preclusioni, pregiudizi e dogmi. Insomma, uno come me.

0059 Ciò che conta è la bicicletta

 

Il libro è nato per narrare la voglia di una bici personale, nell’accezione più intima del termine, per divenire un bellissimo racconto tra storia e tecnica della bicicletta. E, soprattutto, una ottima scusa per l’autore per visitare di persona i produttori, ma sarebbe giusto definirli artisti, che hanno curato la realizzazione delle diverse parti della bici.

Come recita l’aletta: “Senza dubbio il più popolare mezzo di trasporto nella storia, la bicicletta è una delle più grandi invenzioni dell’umanità. Robert Penn ci va da quando ha memoria, ci ha anche fatto il giro del mondo. Tuttavia, nessuna delle innumerevoli due ruote che ha posseduto è riuscita a incarnare fino in fondo questa sua autentica devozione. È il momento di farsi fare una nuova bicicletta, un gioiellino costruito su misura in grado di riflettere appieno lo stato di grazia in cui si trova mentre pedala, quello di «un comune mortale in contatto con gli dèi».
Ciò che conta è la bicicletta è un appassionante viaggio nella progettazione e nella costruzione della bici dei sogni. Da Stoke-on-Trent, dove un artigiano gli cuce addosso un telaio fatto a mano, alla California, patria delle mountain bike, dove nel retro di un anonimo negozio Robert assiste alla nascita delle ruote, passando per Portland, Milano e Conventry, culla della bicicletta moderna, è il racconto di una storia d’amore. E già che c’è, pezzo dopo pezzo, Penn coglie l’occasione di esplorare la cultura, la scienza e la storia della bicicletta, per narrarci come abbia cambiato il corso della storia dell’uomo: dall’invenzione del «cavallo della gente comune» al suo ruolo nell’emancipazione della donna, fino al fascino immortale di Giro d’Italia e Tour de France. Ecco perché pedaliamo. Ecco perché questa macchina così semplice rimane al centro della nostra vita oggi.”

Perché: “…Se vi è capitato di sperimentare un momento di estasi o di libertà su una bicicletta; se vi è capitato di fuggire dalla tristezza al ritmo di due ruote mulinanti, o di sentire la speranza rinascere pedalando sulla cima di un’altura con la fronte imperlata dalla rugiada della fatica; se vi è capitato di chiedervi, gettandovi in picchiata come uccelli giù per una lunga discesa in bicicletta, se il mondo si fosse fermato; se vi è capitato, anche una sola volta, di stare seduti su una bicicletta con il cuore che cantava e la sensazione di essere un comune mortale in contatto con gli dèi, allora voi e io condividiamo qualcosa di fondamentale. Sappiamo che ciò che conta è la bicicletta.”

Robert Penn

Ciò che conta è la bicicletta

La ricerca della felicità su due ruote

Ponte alle Grazie editore

COMMENTS

  • Gianmaria

    ..libro splendido, conforme al mio modo di “vivere” la bicicletta! Se posso permettermi di consigliare:
    1 “l’insostenibile leggerezza della bicicletta” di Claude Marthaler, per chi ama anche viaggiare.. 2 “Umberto Dei – biografia non autorizzata di una bicicletta” di Michele Marziani, una bel racconto.. 3 “l’anarchico delle due ruote” di Luigi Rossi, la storia meravigliosa del primo cicloviaggiatore italiano..
    Complimenti per lo splendido blog (veramente utile e ben fatto) e grazie per le utilissime informazioni. A presto, Gianmaria .

    • Elessarbicycle

      Ciao Gianmaria, anche io ho un altro libro da consigliare 🙂
      Scherzi a parte, questa sezione sulla lettura langue da un poco di tempo e vorrei riuscire a dedicarle maggiore spazio.
      Ma sono tanti gli argomenti che si accavallano, riuscire a curare ogni sezione come vorrei è arduo.
      Grazie comunque per i suggerimenti, a noi leggere piace.

      Fabio

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