Ciao Pino

Stanotte è morto Pino Daniele. Molte sue canzoni hanno scandito la mia adolescenza e tutt’ora mi aiutano a tenere il ritmo delle pedalate, colonna sonora nei miei giri.

2084 Ciao Pino

Le prime pagine sono monopolizzate dalla notizia e subito, come sempre in questi casi, inizia la corsa allo sfruttamento a propri fini.

In molti li chiamano avvoltoi: io no. Gli avvoltoi sono animali con un compito importante affidatogli da madre natura. Questi mediocri che si affannano a mostrarsi e cercare ogni modo per sfruttare l’onda emotiva, che sempre si propaga quando a lasciarci è un personaggio amato, non hanno alcun ruolo che gli è stato affidato nelle regole dell’universo.

Immediatamente la morte del cantautore tanto amato nella sua città ha dato la stura a chi ha necessità, dinanzi l’assoluto e totale fallimento nel suo ruolo ma con una campagna elettorale che si avvicina, di crearsi visibilità.

Leggo quindi che il sindaco (che scrivo sempre minuscolo) ha deciso di dichiarare il lutto cittadino.

Pochi mesi fa un ragazzino è morto durante una passeggiata per le vie del centro, a pochi minuti a piedi da casa mia in una zona che anche mia figlia frequenta spesso, perché sono caduti calcinacci da un edificio privato ma di rilevanza storica e sottoposto a vincoli, su cui il Comune avrebbe dovuto intervenire. Non lo ha fatto perché troppo preso a organizzare concertini e feste di piazza.

Nessun lutto cittadino, nemmeno il coraggio di mostrarsi al funerale: con l’ipocrita scusa che si trattava di dolore personale e la sua presenza avrebbe solo acceso i riflettori su di lui, turbando la funzione. E qualche servo sciocco gli ha persino creduto.

Ovviamente al lutto cittadino seguiranno non meglio precisate manifestazioni, facile supporre la solita serie di eventi di piazza organizzati da parenti e amici per distribuire pubblico denaro; sempre distolto da ciò che realmente servirebbe alla città.

Ma avere i palazzi che non perdono pezzi (ormai la conta dei feriti è quotidiana, non fa più notizia), le strade che non distruggono chi le percorre, i servizi che funzionano e così via non porta voti. Potersi vantare di aver sperperato milioni su milioni per stupide regate, una ciclabile che ciclabile non è (il progetto parla di “percorso sicuro per utenti” senza altro specificare), aver rovinato uno dei lungomare più belli al mondo e la sua gloriosa Villa evidentemente paga perché ancora alcuni si ostinano a difendere questa amministrazione.

E così, con le elezioni regionali alle porte eccoci qui a dover assistere allo sfruttamento della morte di un artista per poter raccattare voti.

Pino Daniele ha amato questa città anche se aveva smesso da tempo di abitarvi.

Non credo proprio che vedere in che modo sarà usato gli farà piacere da dove si trova adesso.

Ciao Pino.

 

COMMENTS

  • Mi limito a scrivere due cose, una a sproposito e una meno. La prima riguarda un aspetto che citi nel pezzo. Quando su un cartello é scritto “percorso sicuro”, possiamo stare tranquilli che é il contrario! E questo succede anche dalle mie parti…. Altrimento non ci sarebbe neppure bisogno di scriverlo, no? La gente lo noterebbe.
    Per quanto riguarda Pino Daniele, ritengo che la sua musica, la sua arte, fino a ieri (sob!) non sia stata considerata come avrebbe meritato.
    Come spesso accade da noi, molti talenti, da vivi, sono più apprezzati fuori dai confini oppure, purtroppo, dopo la morte.

    • Ciao Franz, ora no ma su questa storia delle ciclabile che non è ci tornerò.
      Per il resto si è vero; ma qui più una considerazione artistica il problema è lo sfruttamento a fini propagandistici. Che è davvero indecente.

      Fabio

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