Ci sono ricascato…

Si lo so, dopo l’ultima volta avrei dovuto imparare definitivamente la lezione, ma che dirvi, me la sono trovata davanti (vabbè, in foto) mi è piaciuta, l’ho presa. Cosa? L’ennesima Peugeot, ovvio.
Chi mi legge sa che non amo i francesi a causa del loro brutto vizio di usare spesso sulle bici misure e standard tutti loro, che mi creano non poche difficoltà nel reperire gli attrezzi; chi mi legge sa che ho un debole per le francesi (a due ruote, alcune anche a due gambe) e soprattutto per le mezze corsa d’oltralpe.

Peugeot Anjou, anno 1988, versione montata con tripla e RL Helicomatic a 5 velocità, freni cantilever Weinmann, stessa marca per le leve (finalmente ne becco un paio con i gommini originali) portapacchi anteriore e posteriore originali, così come le luci a dinamo.
In realtà sono da anni alla ricerca di una Peugeot Normandie della mia taglia, ben tenuta e possibilmente a un prezzo ragionevole; la Anjou è la sua versione più economica diciamo così, ma è ben messa, è la mia taglia e l’ex proprietario ha chiesto una cifra giusta. Non l’affare del secolo, né per lui né per me, ma un importo onesto considerando la difficoltà a reperire in Italia questi modelli.

Più tardi la porterò a fare un giro, per adesso mi sono solo sincerato che giri tutto (il movimento centrale non è al meglio) e poi deciderò come procedere. Considerando che la base di partenza è tutto sommato buona, penso mi orienterò a un restauro conservativo, sostituendo solo gli elementi usurati e/o soggetti a invecchiamento e probabilmente monterò una mia sella e una mia piega (stesso modello di quella installata, ma più larga) oltre alla solita revisione generale.

Qualche immagine scattata rapidamente, senza preoccuparmi troppo dello sfondo. E’ caruccia, che dite?

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Aggiornamento; sono uscito per un giretto, breve, a zonzo e nulla più per capire la bici. In realtà non mi sono poi concentrato moltissimo sulla bicicletta perché, causa il gran caldo di questi giorni, ero continuamente distratto da tutt’altro. D’accordo che la bicicletta è una mia passione, ma resta pur sempre la seconda passione…
Comunque, in quei pochi momenti che le ho dedicato, la bici si è rivelata, come è tradizione Peugeot, decisamente godibile su strada, scorrevole e precisa come una bici da corsa ma comoda, tanto. Frena quasi nulla (non per colpa dei cantilever, ma le tacchette sono consumate e non sono regolati), la corona intermedia da 40 (la tripla è 50-40-30) è una bellezza da usare, ma questo lo sapevo già, e la trasmissione si è dimostrata altrettanto piacevole. Insomma, nessuna sorpresa perché sono bici che conosco bene; solo la conferma che io su queste biciclette mi trovo a mio agio.

0799 Peugeot Anjou 0110800 Peugeot Anjou 012

Probabilmente sto perdendo lo smalto di un tempo, ma mentre fotografavo l’occhio invece che dalla ennesima graziosa fanciulla a passeggio, è stato catturato da una bici bianca dalle fattezze familiari: una Rose!
Immediatamente sono corso ad abbracciare un fratello Rosentruppen, visto che finora a Napoli una altra Rose da corsa ancora la devo vedere, scoprendo invece che era un crucco/svizzero turista. E questo alla faccia di quelli che dicono che in bici da corsa non si viaggia…

0801 Incontro con una Rose

COMMENTS

  • Gaetano

    Ora, capisco che tu ci sia cascato (si può resistere a tutto tranne alle tentazioni…) ma per una bici francese! Con quei loro standard perversi ti voglio vedere ora trovare un movimento centrale col filetto francese…
    Scherzo, divertiti!

    • Beh Gaetano,
      ovviamente la parte più divertente sarà sistemarla a puntino. Ho in casa quasi tutto, anche qualcosa in più, mi manca solo un poco di guaina freni ché ho terminato e le tacchette freno per cantilever Weinmann (o Mafac, montano uguale), visto che vorrei evitare quelle moderne.
      Per adesso la uso però, non ho voglia di tenere l’ennesima bici smontata settimane prima di trovare il tempo per metterci le mani

      Fabio

  • Tutto quello che vuoi ma le Peugeot mi piacciono molto. Ben riflettono il paese che le ha prodotte: grande, da esplorare in bici. Non ne possiedo, di Peugeot: le mie sono quindi solo suggestioni. Attento alle distrazioni, che in bici ci si fa male!
    Chi di ce che in bici da corsa non si viaggia o non ha mai provato o ha una bici troppo rigida, secondo il mio modesto parere. O forse semplicemente non gli piace viaggiare e preferisce brevi tirate. La differenza non é necessariamente nella bici da avere ma nell’ impostazione mentale.

    • Caro Franz, come sai ho una passione per le Peugeot, soprattutto quelle del periodo tra la seconda metà degli anni 70 alla prima metà degli anno 80. Bici che, con poche modifiche, sarebbero attualissime ed estremamente godibili.
      Cercala prima o poi salta fuori qualcosa. Se me lo ricordi via mail, ti mando un sito di annunci francesi ben fornito, poi il modo di farla arrivare da te lo troviamo.
      Per quanto riguarda il viaggiare su una bdc, beh, a dirlo sono i turisti, non viceversa; quelli che se non accessoriano la bici con 20 kg di roba inutile non si godono la bici e guardano come a dementi quelli che amano le bici da corsa…

      Fabio

  • Ti ringrazio molto per la disponibilità all’ aiuto. Ammetto però di non essere pronto all’ acquisto. Per me comprare una bici é il traguardo di un percorso (anche se é un punto d’ inizio allo stesso tempo) e al momento non ho le idee definitivamente chiare. Il carbonio me lo sto godendo, l’ acciaione che ho é ok ma anche qualcosa sul tema… Una bici “vecchia” mi piacerebbe ma anche un titanio frenato a disco fra un po’… Insomma: come vedi c’ é di cui meditare…

    • Franz, quando vorrai, io ci sono.
      Tu che sei un randonneur, avrai notato che simili bici sono a tutt’oggi usate nelle rando; certo, è pedalata diversa da quella moderna così come l’assetto in sella che risente della “moda” di quegli anni, oltre la fissa dei francesi per le pieghe strette.
      Ma tutto discende da lì, potrei dire che è una tipologia di bici che hanno inventato loro e del resto basta confrontare una moderna bicicletta da turismo/rando con un modello francese degli anni 70 (anche 60 in alcuni casi) e subito balza agli occhi l’attualità delle soluzioni usate: adesso le abbiamo solo migliorate.

      Fabio

      • Anche con una bici “vecchia” il 90% dei ciclisti (randonneurs o meno) – includo me stesso – riuscirebbe a fare tutto ugualmente, o quasi.
        Ma poi, si sa, é bello spaziare…. Salvo arrivare poi a riscoprire “ferri” basici, semplici, solidi, etc.
        Sono una capra, più che un randonneur, ma almeno ne sono consapevole e riguardo a tutto il cosmo di bici e soluzioni tecniche da cui – ahimé – non sono immune dico e scrivo spesso: “Prima di tutto pedalare!”. Le buone intenzioni ci sono…
        Grazie per la tua disponibilità

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