Ci siamo?

Ci siamo? Spero, ma il punto di domanda è d’obbligo. Il grosso è fatto, mi restano da sistemare alcune immagini e verificare ogni singolo articolo per controllare non si sia sfasato qualcosa. Nulla di difficile, solo che richiede una quantità incredibile di tempo; e in questa settimana appena iniziata scarseggia come non mai.

Per adesso sembra funzionare tutto, me lo godo finché dura. Del resto milioni di persone nel mondo usano questo software, possibile che solo io abbia accusato sempre anomalie? No, infatti. Qualcuna col tempo è stata causata da me, nel senso che alcune aggiunte non hanno retto il passo con gli aggiornamenti del programma principale. Ma poiché ignoravo questa necessaria corrispondenza, proseguivo. Finché la situazione è diventata, negli ultimi mesi, davvero insostenibile. Provavo a salvare una bozza e perdevo tutto; volevo inserire una immagine e perdevo tutto; addirittura perdevo tutto all’improvviso mentre scrivevo. Capirete che in queste condizioni la voglia di scrivere è dura farla venire. Tu scrivi, impagini, lavori e non sai se riesci a metterlo online; oppure impieghi dieci ore quando con tutto efficiente ne impiegheresti meno di un terzo.

Il mio ringraziamento sincero e di cuore va al mio amico di vecchia data Paolino; già, l’altra sera davanti a una ottima pizza riflettevamo proprio sul fatto che sono davvero molti anni. Eppure sembra ieri che sfidavamo la neve in sella alle nostre moto. A me sembra una altra vita invece quando potevo guidare una moto senza avvertire dolori lancinanti, ma è un altro discorso e non è questo il luogo per tediarvi, già mi lamento troppo.

Molti anni di amicizia in cui mai una volta mi ha fatto mancare il suo supporto; nemmeno adesso, affrontando qualcosa che non è una sua specializzazione. Eppure ci si è messo, ha studiato, provato e alla fine ci è riuscito. Uno che non molla: infatti è un ciclista, seppure ormai a riposo dopo aver gareggiato per anni.

E visto che siamo in tema di ringraziamenti è doverosa anche una citazione per uno di voi che seguite questo blog: Antonio d’Argenio, che in pochi minuti mi ha risolto una cosa che languiva da settimane. Grazie Antonio.

A proposito, prima che mi dimentico. Se qualcuno di voi che sta leggendo queste note è iscritto al blog ma non ha ricevuto la notifica della pubblicazione dell’articolo è perché, per mia colpa, mi sono perso almeno una cinquantina di iscrizioni. La cosa più semplice e reiscriversi, più veloce per tutti. Scusate.

Passiamo ad altro.

Ho deciso di scrivervi alcune righe, adesso, rubando i minuti al lavoro che mi reclama. Si, in tanti mi avete incoraggiato, consigliato, dato man forte nel progetto della creazione di una bici da proporre come mia; alcuni si sono persino prenotati a scatola chiusa. Tanta fiducia è commovente.

Ma ho deciso di tornare sulle mie scelte e rinunciare a commercializzare questa bici.

Perché? Per una serie di ragioni pratiche e filosofiche, se mi passate quest’ultima presunzione.

Vi enuncio prima quelle pratiche. Io non sono un commerciante, non ne ho la capacità. Non so leggere un listino, una fattura, non so come gestire il rapporto con un fornitore. Inoltre, se anche una divina illuminazione mi rendesse la conoscenza necessaria c’è un altro limite invalicabile: la mia professione.

Sono iscritto in due diversi albi professionali, non incompatibili tra loro. Quello di avvocato e quello di giornalista pubblicista. In quanto pubblicista posso essere avvocato e anche commerciante. In quanto avvocato posso essere pubblicista ma non commerciante. In pratica dovrei cancellarmi dall’albo professionale per iscrivermi alla camera di commercio. Improponibile.

Problema in realtà facilmente risolvibile, semplicemente aggirando la questione: un socio che provvede e io resto dietro le quinte. Ma mi suona di sotterfugio, non mi piace.

Poi c’è il problema della commercializzazione: che sistema usare? Non ne ho idea e nemmeno mi sono posto la questione visto che ho deciso di rinunciare prima ancora di arrivare a questa fase.

Invece un problema serio è la garanzia che per legge compete al venditore. In pratica, sintetizzo, chi vende è colui che deve fornire la prima assistenza al cliente ritirando il pezzo difettoso e sostituendolo senza alcun tipo di aggravio per l’acquirente. Poi il venditore si rivolgerà alla casa madre chiedendo il rimborso/sostituzione o quello che è.

Questo significa che se vi si rompe qualcosa me lo dovreste spedire a spese mie, io anticipare la sostituzione e rispedirlo ancora a spese mie. Considerando che avevo calcolato un margine di guadagno molto basso, giusto per ammortizzare col (molto) tempo le spese degli attrezzi, e non certo faraonici profitti che non inseguo, tutto questo significa che basta un solo componente difettoso di fabbrica che io ci rimetto. Montare bici gratis l’ho sempre fatto; stupidamente ne ho anche montate rimettendoci soldi e (troppo) impegno: errore che non intendo più ripetere.

Ma ogni problema di natura pratica è sempre risolvibile; quello che invece mi ha indotto a tornare sui miei passi è quello filosofico.

Questo blog nacque per caso ma col tempo si è evoluto, arricchendosi di contenuti giudicati da voi interessanti. E col tempo si è guadagnato una sua autorevolezza perché nessuno, neppure chi mi detesta, può accusarmi di essere parziale o al servizio di qualche inserzionista. Tutti sapete che sono indipendente.

Non solo: lo scopo di questo blog è sempre stato diffondere quelle conoscenze che conservo nel mio piccolo bagaglio. Da sempre ho puntato a rendervi autonomi sia nella scelta che nella gestione della vostra bicicletta. Non per sfiducia nei confronti dei meccanici o dei negozianti, le cui difficoltà conosco da vicino e verso i quali ho speso proprio qui sul blog molte parole in difesa.

Però trovo che pensare, progettare e curare la propria bici sia qualcosa di così affascinante che dovrebbe essere patrimonio di tutti. Una visione di nicchia, alla stragrande maggioranza interessa poco. O pedalano su qualunque cosa, funzioni o no; oppure si preoccupano sono del marchio in bella vista da sfoggiare la domenica. Ma questi altri non frequentano questo blog, non gli interessano i miei articoli né la nostra visione del ciclismo. Quindi perché preoccuparmene? E infatti non me preoccupo.

Vendere una bici, seppure pensata e montata da me, sarebbe comunque un tradimento di questa mia strana filosofia. A cui però tengo, ci sono affezionato. Non significa che ho ragione, solo che sono fatto così e coi capelli che ingrigiscono (quelli che non mi hanno ancora abbondonato) mi riservo il lusso di fare ciò che mi piace, almeno in un campo come questo dove ho sempre lasciato fosse la passione a guidarmi.

Anche se in altro articolo ho scritto che in questo progetto alcuni avrebbero rischiato solo denari mentre io rischio tutto, a iniziare dal mio nome proseguendo con la mia credibilità faticosamente conquistata, non è il timore di un fallimento commerciale a frenarmi. Semplicemente non è in linea col blog, con me stesso e con lo scopo che mi sono prefissato quando ho deciso di aggiungere le mie parole a quelle infinite presenti nella rete.

Molto diverso sarebbe il discorso se proponessi un telaio progettato da me; ecco, su questo magari ci ragionerò.

Però c’è il però: il progetto di questa bici basata su un telaio di serie è davvero ben fatto e dopo che ne ho montato un esemplare, seppure con diverso allestimento, e provato e visto in azione il telaio mi sono convinto della bontà dell’idea. E sarebbe un peccato abbandonarla del tutto.

6383 VO Pass hunter disc marco

Infatti non l’abbandono, cambio prospettiva e la allineo a quella del blog. Passata questa settimana pubblicherò un articolo su come montarla.

Diverso in alcuni punti da quanto già visto e con differenti opzioni per i componenti. Senza link a negozi vari ma solo ai siti ufficiali dei produttori. Chi vorrà dovrà solo cercare in rete o in negozio i prezzi migliori e avrà così la sua bici.

Un primo esperimento lo farò partendo appunto dal telaio VO Pass hunter disc; se l’impostazione avrà successo arriveranno altri progetti, con altri telai che ben conosco perché ci ho messo le mani e/o ci ho pedalato.

Donare questa idea di bici, renderla pubblica, patrimonio comune direi se non fosse espressione abusata, spiegando come fare mi sembra la strada giusta per non perdere la filosofia alla base di questo blog; dove non ho mai cercato di vendervi qualcosa, perché dovrei iniziare a farlo adesso?

Chi vorrà potrà attingere alle informazioni; chi vorrà potrà chiedermi qualche consiglio, sapete non salto quasi mai le vostre email; alcune, scusate, possono sfuggirmi. Perché dopo aver risposto cancello, in modo da avere sempre e solo davanti a me quelle a cui devo rispondere. Può essere capitato ne abbia cancellato qualcuna per sbaglio. Anche per questo vi dico sempre di rispondere lasciando tutta la pregressa conversazione, io non posso risalire ai messaggi precedenti.

E se qualcuno avrà deciso di seguire i miei consigli montando questa bici e dopo una felice giornata sui pedali vorrà mostrare la sua gratitudine aiutando il blog e la microfficina, gliene sarò a mia volta grato.

Se invece qualcuno vorrebbe la bici ma non ha gli attrezzi per montarla e ritiene superfluo acquistarli (giustamente, per una sola bici?) e vorrà che a montarla sia io, non dovrà fare altro che spedirmi tutto l’occorrente, accollandosi poi la successiva spedizione della bici completa. In quest’ultimo caso chiederò un piccolo contributo, non proporzionale alle ore di lavoro, per ammortizzare le spese dell’attrezzatura e della microfficina in generale.

Perché, purtroppo, la microfficina completamente gratuita (che poi significa in rosso per me) non è più sostenibile.

A proposito di spese, ultima notazione e chiudo.

L’affiliazione Amazon da i suoi frutti, ma ben miseri perché le commissioni sono basse e io da parte mia sono stato pure abile a scovare gli articoli che mi facessero guadagnare di meno. Addirittura su alcuni non mi viene riconosciuto proprio niente, ma li ho messi lo stesso perché hanno prezzi convenienti. Ok, è chiaro adesso che come commerciante sarei pessimo?

Le spese al contrario aumentano, e non mi riferisco alla semplice gestione del blog ma a quelle, ben più corpose, che riguardano quella che posso chiamare genericamente “produzione”. Per questo è probabile che nei prossimi mesi troverete un paio di banner pubblicitari. Mi assicurerò non siano troppo invasivi o capaci di disturbare la lettura. Saranno ovviamente riferibili al mondo del ciclismo, e possibilmente collegati a qualche negozio plurimarche di bici e componenti come ce ne sono diversi in rete. Per le aziende solo se si tratta di ditte nelle quali ho piena fiducia.

Non ho nemmeno uno straccio di contratto e faccio pure il prezioso dettando condizioni? Si, perché non intendo trasformare il blog nella scusa per inserire pubblicità. Né arricchirmi a vostre spese. Solo essere almeno in pari, senza venir meno al patto di correttezza che ho stretto con voi.

Bene, adesso e per qualche giorno sarete salvi dalle mie chiacchiere; ma tanto ritorno 😀

COMMENTS

  • Lorenzo

    Questo Pass Hunter mi ha lasciato una spina nel cuore…..
    ….comunque ora l’altro progetto Vetta è partito.
    L’opzione che sia tu montare l’eventuale bicicletta sia questa o un altra è interessante e nel caso ci penserò 🙂

  • Francesco

    Rimetterai il contatore di visite? Era arrivato a 600.000!

    • Elessarbicycle

      Rispondo al volo da telefono, complicato con questa tastiera: sarò telegrafico.
      Contatore? Credo, ma si è resettato col cambio o forse l’ho disattivato io. Vedrò.

      Montaggio bici? Lo faccio già, per chiunque lo chiede.

      Fabio

Commenta anche tu!