Ci ho fatto il callo

Ci ha fatto il callo a quelli che, passatemi il gioco di parole, guardando le mie mani esclamano stupiti “Ma hai i calli!”.
Come se averli fosse segno di demerito o peggio, chissà.
Si, perché per guadagnarmi la pagnotta svolgo una di quelle che pomposamente sono definite professioni intellettuali, quindi si suppone le mani al massimo possono servirmi per gesticolare durante una arringa particolarmente coinvolgente.
Invece io le mani le uso, e molto, indossando orgoglioso i miei calli. Che sono quelli di un artigiano, una persona che cerca di estrarre la bellezza dalla materia. Se poi ci riesco lascio ad altri giudicare.

0750 Mani callose

Trovo sia un enorme limite non essere in grado di fare qualcosa, appunto, con le mani; non pretendo tutti sappiamo montare una bicicletta o costruire un attrezzo o un mobile (si, alcuni a casa li ho fatti io…) ma almeno a provvedere alle necessità minime tutti dovrebbero essere capaci.
La scorsa estate mentre ero dedito a una delle mie preferite attività vacanziere, ossia chiacchierare col mio amico bagnino in piscina socializzando con la fauna (femminile) locale, arrivò trafelata una (ex) ragazza chiedendo se avessimo il numero di telefono di qualcuno che sostituiva le bombole Gpl.
Il bagnino, che io affettuosamente chiamo “bagnante”, solerte consigliò di acquistare la sola bombola, visto che il negozio distava poche centinaia di metri e l’installazione era decisamente cara.
Tirando vezzosamente su il nasino, la (ex) ragazza, che dovrebbe anche decidersi ad arrendersi all’incedere del tempo, rispose “Mio marito è avvocato, mica può cambiare una bombola!”.
Pronta arrivò la mia risposta “Anche io sono avvocato, e la bombola me la cambio da solo”.
Cercando di guadagnare il primo gradino del podio nel rapido scambio di battute, commise l’errore di aprire nuovamente bocca quando sarebbe stato meglio tacesse, con un, secondo lei conclusivo “Si vabbè, ma lui è avvocato (e sono due, nda) non è capace nemmeno di avvitare una lampadina”.
Sono galante con il gentil sesso, meno con la stupidità, quindi non potevo che chiosare un “Allora è semplicemente un incapace, mangerà freddo e al buio”.

Sono snob in tante cose, ma manco di tolleranza verso coloro che ritengono un professionista antropologicamente superiore a chi svolge un lavoro manuale. Che molti siano incapaci è assodato, ma del resto lo sono anche tanti avvocati, quindi siamo in pari.

Il lavoro manuale, purché non monotono e ripetitivo, mi rilassa e richiede spesso un notevole sforzo creativo. Quando costruisci qualcosa ci devi pensare su, devi cercare le soluzioni a eventuali problemi, non avere pregiudizi che possono limitare la fantasia, insomma, non è che piantare un chiodo richiede chissà che sforzo, ma montare una bicicletta (visto che siamo in un blog dedicato) si. Soprattutto quando il telaio è una primizia, esperimenti cui attingere non ce ne sono e sei costretto ad esplorare tu per la prima volta sentieri tecnici sconosciuti.

Tutta questa prosopopea per dire, alla fine, che quelli di White Industries hanno clamorosamente fallito la lunghezza del movimento centrale da loro indicato e che il telaio Karate Monkey Ops che sto montando ha una forma dei foderi bassi che male digerisce una guarnitura stradale (48-34), quindi dopo varie prove e soluzioni non proprio ortodosse, ne sono venuto a capo.
Ma questa è una altra storia, la racconterò prima o poi.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.

COMMENTS

  • gianluigi (anche su bdc-forum)

    Io e te diventeremmo amici in men che non si dica…
    🙂

  • Gran bel scritto, mi piace quando porti al blog dettati precisi di tecnica ciclistica ma ancor di più quando esci dai binari (due ruote) con pezzi come questo.
    Sempre un piacere leggerti.

  • Grazie a Gianluigi ed Eurotoni, e scusatemi se i vostri commenti mi erano sfuggiti ma ho avuto poco tempo per controllare il blog.
    Che è, appunto, un blog, ossia un luogo dove poter chiacchierare non solo di interessante ma pur sempre fredda tecnica.

    Fabio

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