Chiusa la raccolta fondi su Splitted: siete stati fantastici

Tempo di lettura: 2 minuti

Lo scorso mese Daniele, uno di noi e voi, ebbe l’idea di aprire una raccolta fondi a sostegno di questo blog.

Sulle prime fui perplesso, per mia innata ritrosia; leggendo però le sue parole di accompagnamento su Splitted mi resi conto che intorno a questo blog, e forse persino intorno a me, c’è un enorme affetto.

In fin dei conti, ho sempre ragionato, nessuno mi ha obbligato a creare questo luogo né a dedicargli tanta cura, è stata una mia scelta: perché a qualcuno dovrebbe importare la sua sorte?  

Forse perché, così pare in questi anni di sua vita, con questa strana pubblicazione ho saputo interpretare il sentire di molti ciclisti che non si riconoscono nelle fisime assurde, nelle guerre di religione, nelle leggende metropolitane.

Ciclisti che amano la bici ma non ne fanno un feticcio; ciclisti che vogliono pedalare informati ma soprattutto pedalare, non perdere tempo davanti un monitor a leggere sciocchezze; ciclisti che apprezzano la buona scrittura e l’informazione libera e completa, anche a costo di sopportare più parole di quanto lecito pubblicare.

Quando preparo un articolo cerco di attenermi a due linee guida: non dare alcuna conoscenza per scontata e scrivere ciò che io vorrei leggere.

Così se preparo un articolo tecnico cerco di essere comprensibile anche per chi non ha mai sostituito una camera d’aria.

E se preparo un test provo a simulare ogni potenziale situazione e verificarla, perché a me piacerebbe sapere tutto di quel componente e vorrei leggerne il più possibile.

Vengo da mesi difficili, è dallo scorso autunno che ne ho prese di botte; negli articoli pubblicati tra novembre e gennaio c’era qualche accenno, senza entrare in dettagli. Poi a febbraio tutto ha inziato a peggiorare.

Per me, la mia famiglia e per questa maledetta pandemia.

Nel giro di pochi giorni sono passato dalle quasi 20 ore al giorno a dividermi tra lavoro e assistenza a mio padre al nulla assoluto. Mio padre non c’è più, il lavoro è fermo dai primi di marzo e non riprenderà, per me, sino al prossimo autunno, questo blog era l’ultimo dei miei pensieri. Se non per chiuderlo, costa tenerlo attivo e non posso spendere denari in qualcosa di “superfluo”.

Poi c’è stata la raccolta fondi promossa da Daniele; a cui si sono accompagnate molte donazioni tramite Paypal.

Avrei voluto ringraziare ognuno di voi, singolarmente. Non averlo fatto è il mio rammarico.

Tutto è avvenuto in un momento della mia vita in cui, semplicemente, non avevo voglia di fare qualunque cosa. Vagavo per casa, imbambolato, estraneo a ciò che mi circondava.

Io non sono così, sono uno da testa bassa e pedalare: col cuore a mille e la lingua a terra, la cima la conquisto, quale che sia lo sforzo o il tempo che impiego. Ne ho passate tante, ho rischiato la vita più volte, ho passato mesi interi chiuso in ospedale uscendone solo per ritornarvi in urgenza a distanza di poco. Ma non mi sono mai lasciato abbattere.

Stavolta è stato tutto diverso, ho accusato il colpo; anzi i colpi.

E quando ho provato a venirne fuori, a riprendermi una mia normalità che passasse anche attraverso una semplice uscita in bici, ecco che alla prima volta in sella dopo mesi un incidente mi ha bloccato.

I primi giorni sono stati neri, e alla seconda notte che ero insonne per il dolore, ecco arrivare l’ennesima brutta notizia, con mia sorella in ospedale da sola in un altro continente per un incidente domestico. Tutto si sta risolvendo ma la preoccupazione è tanta.  

Troppe botte, all’anima e al fisico, ero stanco di tutto.

Ero.

Perché c’è una persona di cui io ho profonda stima e, non nascondo, grande affetto. Ci siamo sentiti dopo qualche giorno dall’incidente, mentre lui pedalava. Ha toccato le corde giuste, ha saputo rianimarmi, letteralmente. 

Mi ha fatto intravedere un obiettivo, qualcosa su cui gettarmi a capofitto, uno scopo su cui concentrarmi.

Che è poi, in definitiva, proprio questo blog.

Creato per passione, gestito con passione ma sempre in secondo piano rispetto ad altre esigenze della mia vita.

Me lo ha mostrato in una visuale che io, suo creatore, non avevo mai scorto.

Mi ha fatto capire quanto affetto c’è intorno a questa pubblicazione. E lo ha fatto mostrandomi il vostro affetto, che io avevo colpevolmente seppur non volontariamente trascurato.

Io non sono un supereroe, non merito il piedistallo su cui spesso mi collocate; anzi, vivo con imbarazzo la notorietà, io che ho sempre scritto con pseudonimi e negato di essere chi sono a chi mi riconosceva. 

Ho sempre creduto che conta nulla chi sono, importa ciò che faccio. Senza mettermi in mostra.

Commettendo l’errore, l’ho capito, di sembrare fin troppo snob, distante, quasi offensivo nei confronti di chi con sincerità mi mostra affetto e stima. 

Non è così, dal vivo sono meglio di quanto sembra a leggermi. Molto più semplice e alla mano di quanto crediate.

Si, c’è un certo snobismo su questo blog ma è soprattutto un meccanismo di difesa, per tenere lontani da questo spazio i leoni da tastiera che tante pubblicazioni, forum, gruppi hanno rovinato. Diciamo che coi miei toni li intimorisco e pare la strategia essere efficace.

E malgrado i miei limiti questo blog cresce ogni giorno, sempre più.

Merita di essere curato perché voi mi avete mostrato che lo sentite vostro.

Curato e rinnovato. Si, perché sto studiando nuovi linguaggi di comunicazione, come dargli una diversa struttura e come aprirmi a discipline del ciclismo fin ad oggi non trattate su queste pagine.

Non è qualcosa che si vedrà a breve ma forse già per l’inizio dell’estate i primi segnali potrei riuscire a instradarli.

Per ora, seppure con un braccio solo, devo provare a chiudere tutto l’arretrato di questi mesi.

Ho aperto molti fronti, dalla trasformazione a magazine ma sempre con l’approfondimento che mi caratterizza, all’ingresso della Mtb su queste pagine. E tanto altro.

Una altra persona di cui ho grande stima proprio ieri mattina mi ha confermato che proverà a supportarmi lasciandomi una bici da XC come prestito a lunga scadenza per poter lavorare ai test e alla tecnica. E’ difficile, i depositi o son fermi o son vuoti e anche se non dovesse farcela, il solo fatto di poter contare su tanta fiducia è per me un toccasana. Ieri, per la prima volta dopo settimane, ero di buon umore.

So già che non tutti i progetti che ho in cantiere vedranno la luce; alcuni potrei rendermi conto in corso d’opera che non funzionano. Nulla di grave, è già successo. Sperimento sempre, se vedo che all’atto pratico non mi soddisfa, elimino.

Ho creato questo blog dal nulla e in assoluta controtendenza alle linea guida delle pubblicazioni internet, che non è chiaro chi lo abbia stabilito, devono essere brevi e superficiali. I fatti mi dimostrano che avevo ragione.

L’ho fatto crescere, conoscere e stimare e tutto questo sarebbe stato impossibile senza voi che mi leggete. I veri artefici. 

Riuscirò a centrare i prossimi, ambiziosi obiettivi? Forse si, sicuramente non tutti ma certamente ci darò dentro. Che poi, ora come ora, è proprio quello di cui ho bisogno.

Vi ringrazio tutti, col cuore.

COMMENTS

  • antonio daniele

    alla via così…caro Fabio, si va avanti ..a testa bassa (per fendere l’aria!)

  • Damiano

    Grande Fabio!! Hai ragione, l’affetto verso questo sito è grande, mi (e ci) ha accompagnato in tantissime occasioni, dall’imparare manutenzioni semplici, meno semplici o complicate, fino a trovare quel componente non mainstream che assolutamente ci serviva 😀
    o forse no. Ma poco importa, il ciclismo si nutre di sogni, fatica e piccoli regali fatti ai nostri destrieri d’acciaio come gli zuccherini per quelli in carne ed ossa. Forza e alla via così, le burrasche ci lasciano scossi ma il bel tempo è da qualche parte più avanti

  • Salvatore Cara

    Ciao Fabio. Così per un saluto….

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