Cavalletto manutenzione Crivit

Il cavalletto per la manutenzione è uno di quegli attrezzi che non dovrebbe mai mancare ai ciclisti, nemmeno a quelli che eseguono solo il minimo indispensabile. Nel bene e nel male si parla molto del cavalletto Crivit, marchio distribuito dalla nota catena di supermercati Lidl. Mi serviva un secondo cavalletto da affiancare al mio, sia perché è sempre occupato e sia perché avere due cavalletti è comodo quando traslochi i componenti da un telaio a un altro, operazione che mi capita di frequente. Mi serviva richiudibile, perché lo spazio è poco; mi serviva economico perché i fondi per la microfficina quelli sono; mi serviva perché ero curioso di capire se con trenta euro ci si portava a casa qualcosa di utile o erano soldi buttati. E poiché, appunto, mi serviva, non l’ho chiesto in prova ma l’ho comprato; fare diversamente non sarebbe stato corretto.

Dopo averlo montato e immediatamente provato con alcune operazioni ostiche, che richiedono saldo appoggio e buona tenuta, posso dire che chi lo bolla con sufficienza come inutile orpello sta sbagliando; chi crede di aver trovato l’affare delle vita, pure. E’ un cavalletto economico, onesto, che vale i soldi spesi ma solo quelli. Ha pregi e difetti, sempre in rapporto alla minima richiesta economica. Vediamo allora come è fatto.

Il cavalletto è venduto nella sua scatola di cartone che avrei voluto mostrarvi ma si è danneggiata durante il trasporto; i ganci elastici con cui l’ho assicurata al portapacchi della bici ne hanno schiacciato i lati. Però viste le dimensioni (120x12x16) e il peso (circa 8 kg) serviva un aggancio saldo per percorrere la quindicina di chilometri del rientro a casa, su strade che dell’asfalto non serbano più nemmeno il ricordo. Comunque andarci in bici non è stata una buona idea… 🙄

Viene venduto parzialmente smontato, ma assemblarlo è lavoro di un minuto senza necessità di attrezzi; poco più di un minuto e una chiave a brugola (fornita in dotazione) se si vuole installare anche la vaschetta porta attrezzi.

Il primo pezzo a venir fuori è la base di appoggio a quattro bracci, cui fa seguito l’asta superiore con già inserito l’alloggiamento a vite per la morsa; poi abbiamo appunto la morsa girevole e regolabile e due utili accessori: la vaschetta porta attrezzi (con le sue brugole e la chiave) e un braccio telescopico corredato da una coppia di cinghie elastiche per evitare che il manubrio ruoti durante i lavori.

Devo ammettere che la dotazione è buona, ottima se la rapporto al prezzo. La vaschetta è utile anche se poco profonda; ma sopperisce con le sedi forate lungo tre lati del perimetro e un pratico magnete affogato nello scomparto maggiore. L’asta non è il massimo della praticità ma considerando che una buona “forchetta” per tenere fermo il manubrio (avete presente la piega non ancora nastrata che ruota all’improvviso impattando sull’orizzontale con inevitabile salto di vernice? Ecco, meglio tenere il manubrio fermo…) costa due terzi del prezzo di questo cavalletto, non mi posso lamentare.

Iniziamo ad assemblarlo; prima operazione liberare lo sgancio rapido del tetrapiede, altrimenti i sostegni non possono scorrere, e aprire le quattro gambe con un unico movimento.

Una cosa che mi piace e una che non mi piace.

Mi piacciono i quattro piedini di appoggio mobili, dalla buona superfice e forati per chi decidesse di vincolare il cavalletto al pavimento; perdendo però la praticità della chiusura salvaspazio, altrimenti bella seccatura avvitare e svitare ogni volta.

Non mi piacciono il fermo e il sostegno delle gambe; plastica, dura e di non eccelsa qualità. Meglio non eccedere col serraggio (comunque non necessario) e credo sarà inevitabile una flessione nel tempo, per chi ne farà uso intenso. Ma del resto non è cavalletto per chi lavora tanto, quindi il problema potrebbe non presentarsi mai.

Altro sgancio rapido da liberare e inseriamo l’asta superiore che reca già montato l’alloggiamento per il braccio con la morsa. Braccio che consente una altezza di lavoro variabile da un minimo di 107 a un massimo di 188cm; e trovandomi a dare i numeri, il produttore lo assicura capace di reggere fino a 30kg di peso, che significa poter lavorare sulle bici a pedalata assistita.

Vale qui quanto detto sopra: sia il bracciale inferiore che il supporto per la morsa sono della stessa plastica già vista; il pomello pure è in plastica e diventa immediatamente scivoloso con le mani sporche di grasso. Vero che poi è più facile da pulire rispetto al materiale con cui è fatto il simile pomello del mio “primo” cavalletto; però è anche vero che preferisco impiegare più tempo dopo a ripulire piuttosto che star lì a non riuscire a serrare bene perché scivolo. Comunque, si usa sempre uno straccio in queste operazioni, solo che è facile dimenticarsene…

Ora è il turno della morsa, anche questa già solidale al suo braccio. Braccio che ha la zona di serraggio zigrinata per aumentare la presa; la morsa è servita una larga leva superiore che ne comanda apertura e chiusura a molla e gommini ai lati per protezione. Ruota di 360°, non la morsa ovviamente ma il suo braccio inserito nell’alloggiamento.

Sempre la stessa plastica, ma in fin dei conti questo cavalletto costa trenta euro. Anche la morsa ha pregi e difetti.

Il profilo come si nota sopra è il limite più evidente; il produttore dichiara l’utilizzabilità su tubi da 25 a 40mm circa di diametro. Sottintendendo tubi tondi. Che può andar bene finché colleghiamo la bici tramite reggisella; meno bene se per qualche motivo dobbiamo ricorrere all’orizzontale, che ormai è tondo solo su bici in acciaio.

Se da un lato i gommini removibili di protezione sono ben fatti è anche vero che non ricoprono tutta la superfice delle ganasce ma solo le estremità.

Il sistema di chiusura è poco pratico: la leva comanda solo aperto/chiuso. Per regolare l’ampiezza dobbiamo agire sulla vite a farfalla posta sotto.

Perché poco pratico? Prendiamo la morsa classica, quella con regolazione integrata nella leva. Immaginate la scena: con una mano mantengo la bici in posizione sul cavalletto (operazione necessaria quando la vincoliamo tramite reggisella) e con l’altra ruoto la leva superiore per regolarne l’ampiezza e una volta raggiunta la giusta misura chiudo la leva e la bici è in presa salda.

Ora cambiamo scena e usiamo questo cavalletto. Con una mano mantengo la bici in posizione e con l’altra chiudo la morsa. No, troppo stretta. Poso la bici a terra, agisco sulla vite a farfalla, riprendo la bici e chiudo di nuovo. No ho esagerato, troppo largo. Di nuovo bici a terra e così via.

Ora, chi di bici ne ha una sola regola la morsa una volta e non ci pensa più. Per chi ha più bici, diciamolo, è una seccatura.

Alcuni lamentavano sui forum in rete una scarsa tenuta del braccio della morsa, con conseguente rotazione della bici. O sono stato fortunato o il problema è stato risolto. Bici perfettamente in orizzontale senza bisogno di eccedere con la forza sul pomello; ottima tenuta anche durante l’operazione che solitamente mette in crisi i cavalletti a morsa: montare o smontare un movimento centrale.

Di sicuro non reggerebbe il tentativo di svitare un movimento a passo italiano, per precisione la sua calotta destra, di una vecchia signora. Ma in questo caso si lavora a terra, nessun cavalletto a morsa non professionale ce la farebbe.

Comunque, ecco alcuni suggerimenti per chi lamentasse problemi di scarsa tenuta. Il primo, universale, è che con qualunque sistema a collare in plastica, terminato il lavoro bisogna rilasciare la tensione, ossia svitare e non riporre con la vite serrata. E’ plastica non metallo, si deforma col tempo, è naturale. Se invece la tenuta è scarsa già dall’inizio, un aiuto lo possono fornire o inserire della carta abrasiva 800, piegando una striscia in modo che la parte ruvida abbia contatto sia sul metallo che sulla plastica. Oppure è possibile limare i bordi di chiusura, in modo che arrivino a contatto più tardi, che si traduce in una presa più stretta.

Adesso gli accessori forniti.

La vaschetta porta attrezzi è sufficientemente pratica, come detto poco profonda ma ripaga con due plus: le sedi forate per gli attrezzi e il magnete, questa davvero una buona idea. Diversamente dalle vaschette fornite con altri cavalletti a morsa questa ha il sistema di attacco smontabile. Dal punto di vista pratico significa che chi ha necessità di chiudere il cavalletto o trasportarlo o non vuole l’impiccio della vaschetta non è costretto a sfilare il braccio di sostegno per rimuoverla. Però la lavorazione delle sedi non è delle più precise. Meglio non esagerare al momento della installazione, avvitando piano e alternando sempre tra le due brugole, fornite di serie come la chiave a misura.

Utile il braccio telescopico per fermare il manubrio. Anche lui poco pratico ma qui davvero non mi lamento. Un fermo a forchetta costa quasi quanto tutto il cavalletto ed è necessario su qualunque cavalletto a morsa se non si vogliono rischiare danni. Doverlo acquistare a parte significherebbe far levitare i costi complessivi, quindi ben venga il sistema fornito di serie.

Che è composto da un braccio regolabile e due cinghie in gomma, pure loro regolabili grazie a più fori, da assicurare da un lato al cavalletto e dall’altro al manubrio.

E’ stabile a sufficienza ma balla troppo, oltre a essere ingombrante, se dobbiamo nastrare la piega. Per ogni altra operazione è sufficiente.

Ed ecco infine la molla che mi ha spinto all’acquisto, oltre al modesto importo sullo scontrino: lo chiudi e lo riponi in poco spazio. Microfficina non è un vezzeggiativo, è la realtà…

Chiudiamo tracciando un bilancio. Lo ricomprerei? A questo prezzo, si. Lo terrei come unico cavalletto da officina? No, nemmeno a questo prezzo. Però non dimenticate che il mio è impegnato cinque giorni su sette.

E’ un cavalletto economico, ma l’aggettivo non deve essere letto in senso spregiativo. Costa una inezia, ma per quello che lo paghi ricambia al meglio delle sue possibilità. Non è adatto a un uso intenso e alcune operazioni non sono fattibili. Ma si tratta comunque di lavori che il ciclista amatoriale non esegue; mentre chi, per hobby o professione non conta, fa un uso continuo di un cavalletto e gli serve per poter svolgere qualunque lavoro ne ha per forza uno adeguato. Quindi posso dire che non è un cattivo acquisto per chi necessita di un supporto per la pulizia, l’ordinaria manutenzione e qualche lavoro straordinario; non tutti, se bisogna armeggiare su bici con qualche decennio sulle spalle, quelle con tutte le filettature ossidate ché non vedono un meccanico da quando sono uscite dal negozio, serve qualcosa di più saldo.

Certo, su questo Crivit abbiamo ampio ricorso alla plastica, e col tempo non so quanto sia durevole. La qualità in assoluto non è eccelsa, il rapporto qualità/prezzo si. Per trenta euro di più non si poteva pretendere.

Avrei preferito la leva della morsa regolabile e non il sistema con la vite a farfalla; sarebbe stato assai più pratico. E avrei voluto un profilo diverso delle ganasce, capaci di accogliere più agevolmente tubi a sezione non tonda. Così come sarebbe stato meglio se tutta la superfice delle ganasce fosse stata provvista di gomma per protezione. Ma vale sempre la regola che si frappone uno straccio, assente nelle immagini viste prima per ovvi motivi scenografici, e ancor più vale il basso prezzo di acquisto a ridimensionare le pretese. Insomma, mi avessero chiesto ottanta euro mi sarei messo a ridere; trenta euro è meno del prezzo di un buon cavalletto da camera e nessun cavalletto da lavoro, che io sappia, costa così poco.

La vaschetta porta attrezzi non è indispensabile ma se c’è male non fa; il sistema di fermo del manubrio è poco pratico ma efficace e soprattutto molto utile, se non ci fosse stato sarebbe stato necessario acquistarlo a parte; mentre qui è di serie e questo aggiunge parecchi punti alla pagella sul mio notes.

In definitiva: è un buon acquisto? Si, se fatto con la consapevolezza dei limiti oggettivi di questo cavalletto; si, se si vuole curare la propria bici comodamente, senza dimenticare che tanti lavori senza cavalletto sono complicati, per esempio regolare la trasmissione per dirne una; si, se non si vogliono spendere quegli 80/100 euro che sono il minimo per un cavalletto decente; si, se lo spazio per riporlo è poco; no, se l’uso è quotidiano e gravoso; no, se si lavora soprattutto sulle vecchie signore a pedali. Io comunque su un cavalletto non mio, quello più vecchio con la manopola invece della leva per comandare le ganasce, ci ho montato diverse bici. Quindi se non gli si chiede più di ciò che offre, vale la pena metterselo in casa; visto il bassissimo prezzo lo terrei anche solo per lavare la bici senza dover sfruttare il cavalletto “buono”. Nel mio caso è valso la pena prenderlo, ognuno di voi dovrà valutare le proprie esigenze e spero queste note saranno utili per dirimere i dubbi.

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Grazie Fabio, interessante…ero giusto alla ricerca di un cavalletto per la bici da corsa; mi pare che questo faccia al caso mio (con tutti i se e ma da te esposti).

    • Elessarbicycle

      Si Sandro, il tuo inciso è fondamentale. E’ un buon acquisto, ma solo per chi ha chiaro cosa compra. Se pensa che è come portarsi a casa un PT allora è del tutto fuori strada. Devi cercare entro oggi, l’offerta era ieri e mi sono affrettato a pubblicare proprio per questo motivo.

      Fabio

  • Andrea

    complimenti per la recensione. Lo utilizzo da due anni e mi trovo benissimo.

    • Elessarbicycle

      Ottimo. Hai riscontrato problemi nell’uso? Lo usi spesso e se si, per quali lavori? Non lo chiedo per mia curiosità, ma su questo blog lo scopo è informarci il più possibile, e tu che lo usi da due anni ne sai più di noi.

      Fabio

  • Igor

    Lo uso da un annetto scarso per due bici, la più pesante delle quali sorpassa i 15 mi sa. Come accenni tu riferendoti ad altri, pure il ho il problema della nulla o quasi tenuta del morsetto. Difficile far rimanere la bici nella posizione desiderata quando si applica anche solo un po’ di coppia.
    Oddio, per quel che lo paghi, ci sta tutto. Certo è che appena posso passerò a qualcosa di un po’ più robusto.

    • Elessarbicycle

      Ciao Igor, lavori “estremi” no; però prima di pubblicare io ci ho smontato e rimontato un movimento centrale a calotte (coppia elevata quindi) e non si è mosso.
      Vero che io per la stretta finale uso impugnatura a T, quindi non applico poi tanta forza verso il basso e basta come vedo fare spesso, e questo potrebbe spiegare perché non si è mosso. Comunque proverò di nuovo, stavolta senza impugnatura a T e vedrò che succede.

      Fabio

  • michele

    ciao Fabio, complimenti per la recensione. Io ho un modello simile. Mi trovo male con la bici di mi moglie che avendo il tubo obliquo non sono riuscito a tenere salda la bici constatando la rotazione della bici. Ci ho provato solo una volta comunque. hai qualche idea per risolvere?

    • Elessarbicycle

      Ciao Michele, come detto nell’articolo io il problema della rotazione non l’ho avuto. Comunque ho appena inserito nel testo, giusto sotto il punto relativo, un paio di consigli su come eliminare il problema.

      Fabio

  • michele

    grazie mille fabio!

  • Tizio.8020

    Boh, io l’ho cercato martedì nel Lidl di Lugo, ma era finito dal giorno prima.
    Commento della cassiera: “son finiti anche ad Imola” (forse pensando volessi andare fino là a cercarli).
    Diciamo che sulla baya con il doppio te lo portano a casa.
    Ma è il doppio.

    • Elessarbicycle

      E al doppio, diciamolo, se lo possono tenere…

      Fabio

        • Elessarbicycle

          L’ho scritto in apertura, vale i soldi spesi ma solo quelli, ossia trenta euro; forse l’avrei preso anche a trentacinque. Oltre no, con una cinquantina cercando tra le offerte se ne trovano di migliori.
          Scusa Tizio, hai un nome? Sai, qui piace l’ambiente più familiare 😀

          Fabio

          • Tizio.8020

            Ah scusa.
            Sì, sono Tiziano , son talmente abituato ad usare lo stesso nick ovunque che penso mi conoscano tutti.
            Non trovando il Crivit, ne ho preso uno simile da un tedesco, ma non è ancora arrivato:

            http://www.ebay.it/itm/302135305564?_trksid=p2057872.m2749.l2649&ssPageName=STRK%3AMEBIDX%3AIT

            Alla fine con la spedizione ho speso 45 €, che secondo me son troppi.
            Acquisto d’impulso, con la stessa cifra ed un pomeriggio di tempo me ne potevo rifare uno da solo…
            Ma non ho il tenpo.

            Però come hai detto tu, il secondo ci vuole, non puoi tenerne uno occupato sempre.

            Domanda.
            Ha chiuso il mio grossista on-line di materiale bici preferito, “Pneustore”.
            Ovvio io non compro materiale da corsa, ma semplici ricambi per riparare le decine di bici vecchie che mi capitano fra le mani.
            Considerando che una citybike con cambio, la vendono ai vari ipercoop a 110 €, non posso spendere 80 € a cambiar due ruote ad una bici vecchia.
            Questi avevano le catene a 2 €, pneumatici a 3 € e gruppi movimento ad 1€.
            Voi tolta la baya, da chi prendete le cinesate?

          • Elessarbicycle

            Ciao Tiziano, so che sembra snob come risposta ma purtroppo è l’unica che posso darti: non le prendo.
            Prima qualcosina sistemavo, ora per mancanza di tempo preferisco seguire pochi progetti e scelgo quelle più interessanti da creare. Quindi alla fine faccio manutenzione a loro, non prendo molto altro, e sono tutte montate sempre con roba di qualità. Anche perché come ben sai, alla fine lavorare su bici molto economiche richiede tempo, molto più del normale perché i componenti sono cattivi e come giustamente dici anche tu non puoi nemmeno cambiare più di tanto, costa meno la bici completa.

            Fabio

          • Tizio.8020

            Perchè snob, è un punto di vista più che legittimo!
            E’ lo stesso ragionamento che faccio con le mie moto: se devo cambiare un pistone, spoendo magari il doppio ma compro un “Mahle” forgiato, non un fuso che costa la metà sì, ma dura un quarto!
            Però nel decespugliatore, che costa 500 € nuovo, prendo il pistone cinese.
            Tutto è relativo..
            Sono il primo a dire che se devi prendere una bici “da ipercoop” per poi scoprire che non frena, non si riesce a regolare il cambio e le ruote si scentrano dopo un mese..tanto vale sistemare quella che hai già.
            Ci sono passato: tanti anni fa feci la cavolata di acquistare due MTB ad un Bennet, poco più di 50 € cadauna.
            Era troppo chiaro fossero cessi, ricordo ancora le “Specialized” degli anni ’90 a tre milioni, non poteva esistere una MTB
            a 100.000£ !!!
            Considera che mio padre ha ancora la bici con cui correva negli anni ’50, e volendo funzionerebbe ancora.
            Ecco, dopo pochi giorni i difetti si erano manifestati in pieno.
            Ruote scentrate, non tenevano le marce, non frenavano.
            Le misero in un angolo, e ripresero ad usare le solite vecchie bici.
            Poi però mi capitò di acquistare bici usate, ma buone: una MTB Giant ed una classica da donna con cambio 6 V.
            Beh, la Giant è stata utilizzata per anni ed anni, senza mai grossi problemi, sostituendo solo il solito: cavi/pneumatici/camere e poco altro.
            Però, sempre con gli pneumatici “da MTB”, quindi inadatti all’asfalto.
            Un giorno, cercando online pneumatici di misure “vecchie” (enduro anni ’80: 2,75-21″ e 4,60-17″) mi imbatto in questo negozio , che non solo li ha, ma ha prezzi che definire bassi è un’eufemismo.
            Per giustificare l’ordine, dato che comunque le spese di spedizione si pagano, aggiungo qualche camera d’aria, qualche pneumatico da bici (i soliti 26″x1 3/8 da bici da donna ed i 20×1,75 da Graziella) , gli stessi che trovi su ebay e negozi tipo OBI etc., però ad 1/3 del prezzo.
            Non li userei mai per il Giro D’Italia, ma se devi sistemare vecchie bici che funzionano ancora, vanno più che bene.
            Inoltre hanno aggiunto in assortimento una marea di componenti sciolti, tipo gabbiette del movimento, cuscinetti dello sterzo, catene etc.
            Ripeto: per sistemare bici vecchie, vanno benissimo.
            Fra pneumatici, camere, cuscinetti, catena, cavi con guaine, freni e sella, al massimo con 50€ metti tutto nuovo.
            Quando le usi, e le parcheggi in Stazione, o all’ospedale, se la bici è “nuova”, tranquillo che al ritorno ne trovi due; se è “vissuta, forse forse la ritrovi.

          • Tizio.8020

            E’ saltato un pezzo:

  • Giove

    Anche io lo uso da circa due anni, è così un amico, e apparte la rotazione che è il problema principale, ha sempre risposto bene. Giusto due ore fa ho smontato un movimento centrale di una “vecchia signora” Bianchi a martellate, senza problemi! Un ottimo acquisto in termini qualitá/prezzo.

    • Elessarbicycle

      Ciao Giove, come ho già detto io il problema della rotazione non l’ho rilevato. O sono stato fortunato o hanno risolto.
      Comunque per prima cosa vale la regola che una volta messo a riposo bisogna allentare il pomello, perché nel tempo la tensione a cui è sottoposta la plastica fa si che questa si allenti. E una parziale soluzione, per chi già soffre il problema, può essere limare uno o due millimetri dai bordi nella zona di chiusura, così diventa possibile stringere ancora qualcosa in più.

      Fabio

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