Cavalletto “da pedale” Gearoop

Una bici è semplice o complessa? Dipende con quali occhi la osserviamo. Chi di voi ha mai aperto un cambio Rohloff o dei freni Campagnolo Delta sarà rimasto strabiliato dalla quantità di meccanismi. Se invece guardiamo una bici solo per ciò che è allora è davvero semplice: un telaio, due ruote, sella e manubrio, una trasmissione per muoversi e freni (ma non sempre…) per fermarsi. Ci possono essere gli accessori: parafanghi, portapacchi, luci e cavalletto. Insomma, alla fine non è che ci sia poi chissà quanta roba ed è difficile inventarsi qualcosa di nuovo. Infatti assistiamo a continui tentativi delle case di proporre novità anche se novità non sono; oppure incontriamo artigiani che seguono strade alternative per dare nuova forma a ciò che è difficile modificare.

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Un cavalletto è un cavalletto, non è che puoi fare miracoli. Da telaio, da carro, singolo o doppio o per telai coi dischi alla fine sarà sempre un tubo di metallo più o meno sagomato da avvitare in qualche punto del telaio. E se la bici non è predisposta un modo si trova (quasi) sempre.

E’ un accessorio che non amo e uso solo sulle bici da città o diporto perché mi è utile, ma non è mai stato una mia priorità sulle bici che progetto. Il fatto io non sia tra i fan del cavalletto significa poco, perché ho una passione per chi segue strade diverse, persino nell’inventarsi un cavalletto.

E’ il caso della Taiwanese Gearoop, il cui titolare è un mago delle lavorazioni Cnc e ha fantasia da vendere. Fantasia che sa tramutare in realtà e vi consiglio di dare una occhiata al suo catalogo, o scaricarlo da qui, perché ha tante cose sfiziose. Alcune le vedremo qui sul blog, mi ha inviato diversi oggetti per provarli e preferisco proporli in più articoli per non creare confusione.

Oggi iniziamo proprio dal cavalletto Cool Stand, vincitore del Red Dot design Award nel 2010; un cavalletto che non va montato al telaio bensì alla pedivella e tenuto in posizione dal pedale. Ora qualcuno potrà dire che un normale cavalletto va più che bene, anche se su alcune bici è oggettivamente impossibile montarlo o pericoloso, ma secondo voi potevo non apprezzare uno che si inventa una cosa simile? Mi chiedo come gli è venuto in mente di attaccare un cavalletto alla pedivella…

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La fantasia però da sola non basta, bisogna anche saperla mettere in pratica e farlo bene. Vediamo allora come lo ha fatto Gearoop con questo cavalletto disponibile in due versioni, per bici fino a 25kg o ebike fino a 45 kg, e due colori, nero e silver.

Una semplice confezione mostra il cavalletto, il risultato una volta installato e un pratico QR Code per il video ufficiale che spiega come funziona.

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Ossia questo video.

Aperta la confezione appare il cavalletto scomposto nei suoi tre elementi, accompagnato da una piccola boccetta di colla il cui uso vedremo in seguito.

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Invece del manuale di istruzioni la scelta è caduta nuovamente sui QR Code, che consentono di visualizzare la procedura di installazione.

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Il corpo principale indica la larghezza massima di pedivelle accettate, cioè da 33 a 39 mm; in pratica la quasi totalità.

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Sul lato opposto le due piccole brugole che regolano la distanza delle sedi dei braccetti, per una regolazione di fino.

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E così è con i braccetti principali aperti.

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Che da soli sono ovviamente troppo corti e per questo abbiamo una coppia di piedini da avvitare.

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Queste due prolunghe con terminali in gomma sono regolabili in lunghezza, in modo da garantire stabilità su un ampio range di lunghezze pedivelle e di altezze del movimento centrale. Misure che influenzano il montaggio, visto che il cavalletto usa una pedivella come sede.

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La differenza tra il tutto aperto e il tutto chiuso è circa 2,5 cm; in basso un ulteriore raffronto.

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Oltre la lunghezza dei due braccetti supplementari possiamo lavorare anche sull’angolo delle sedi dei braccetti principali, agendo sulle due piccole brugole da 3mm.

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Nella immagine in basso ho scomposto questa sede: è così possibile vedere le zigrinature che aiutano il posizionamento e garantiscono una miglior tenuta.

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Il tutto con un ridotto spessore.

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Il montaggio è davvero semplice; un poco più complesso di un cavalletto normale, ma questo non è un cavalletto normale.

Sinteticamente: basta smontare il pedale sinistro, poggiare la base del cavalletto con i bracci che corrono paralleli alla pedivella, riavvitare il pedale senza serrare troppo, sfruttare le due piccole brugole che ora sono esattamente difronte a noi per regolare la distanza delle sedi dei braccetti, avvitare le due prolunghe, aprire il cavalletto mettendolo in opera, regolare la lunghezza dei due braccetti supplementari grazie alla pratica filettatura, fissare la distanza col dado, rismontare i braccetti, dare un velo di colla, avvitare e stringere. Finito.

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Ci avete capito poco? Ecco allora il video ufficiale che mostra la semplicissima installazione; era inutile ne girassi uno io, nulla avrei potuto aggiungere.

In realtà ci vuole anche meno tempo di quello del video, ma quando mostri le sequenze di lavoro ne impieghi sempre in più. La colla fornita non è definitiva, piuttosto un frenafiletti molto tenace. Non dimentichiamo infatti che questo cavalletto è installato su un elemento soggetto a rotazione continua e un aiuto alla tenuta è consigliato.

Ed ecco il cavalletto in posizione di riposo (che ho lasciato largo nella remota ipotesi avesse potuto graffiare la bici in prova) e di lavoro.

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Una volta aperto, il cavalletto è stabile grazie alla buona distanza tra i due braccetti; a tenerlo saldo in posizione provvede la pressione esercitata dalla pedivella.

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Ma tutto questo non risponde alla domanda fondamentale: perché usare questo cavalletto e non uno normale?

Per svariati motivi. Il primo è che non tutte le bici accettano il montaggio di un cavalletto tradizionale. Vero che per quelle prive di attacco è possibile usare un cavalletto montato al telaio, come quello che ho lasciato installato sulla London Road e potete vedere più in basso. Ma non sempre è possibile. Bici con telaio in fibra di carbonio o Mtb Full suspended che hanno spesso tubi a sezione quadra non accettano questo tipo di cavalletti. Su quelle in carbonio lo sconsiglio perché il sistema di attacco schiaccia i tubi; su quelle con tubi quadri semplicemente non c’è buona superfice di aggancio.

Questo proposto da Gearoop risolve il problema in tutti e due i casi. Inoltre è molto leggero, appena 75 grammi e non infastidisce in alcun modo nella pedalata. Mentre i cavalletti posteriori a volte creano problemi quando l’andamento del tubo inferiore del carro è particolarmente sinuoso o creano intralcio nella guida in fuoristrada.

L’apertura non è immediata come un cavalletto tradizionale, è vero; ma non dimentichiamo che il suo utilizzo migliore è proprio su bici che non ne accettano con facilità uno tradizionale.

L’installazione è semplice, la regolazione pure e la tenuta molto buona. C’è solo da trovare la giusta lunghezza lavorando sui diversi parametri di regolazione. Nelle foto in basso la mia regolazione ha lasciato la bici piuttosto verticale, ma dovevo sfruttare un raro momento senza la pioggia incessante di questi giorni per scattare le foto e non ci sono andato troppo per il sottile.

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E’ piccolo e discreto, grazie alla possibilità di averlo nero o silver si abbina con facilità a ogni guarnitura.

Non è un cavalletto che consiglierei su bici da turismo gravate dal pesante carico di bagagli; che poi sono bici che un supporto per il cavalletto tradizionale di solito lo hanno.

La sua collocazione migliore è su Mtb, sia front che full suspended e bici Gravel/ciclocross; dove la superiore altezza del movimento centrale da terra rende anche tutto più stabile. Non è da disdegnare nemmeno su bici da corsa, perché noi siamo abituati a concepirle solo come attrezzi sportivi ma in molte parti del mondo non è difficile vedere ciclisti che hanno solo quella e la usano per allenarsi ma anche per andarci al lavoro o in gita.

Se avessi una sola bici, fosse la mia Rose X-lite e con questa dovessi farci tutto ciò che invece faccio con le altre che affollano casa mia, probabilmente userei proprio questo cavalletto; e il portapacchi 2.0 sempre proposto da Gearoop e che vedremo in un prossimo articolo. In versione 2017, ossia con attacco alla sella e non al reggisella come quello mostrato al link di prima.

7301-cavalletto-gearoop-29Anche se sono uno che non ha mai amato il cavalletto sulla bici ne riconosco la funzionalità in tante occasioni e infatti su altre bici lo uso. Di questo Gearoop apprezzo la notevole fattura (ne percepisci la qualità appena lo hai tra le mani), l’originalità dell’idea e la indubbia funzionalità se adoperato nel modo giusto. Una volta montato e correttamente regolato non ho avuto problemi di stabilità, lasciandolo apposta così come lo avevo regolato alla prima installazione cioè con la bici piuttosto verticale. Ho fermato la bici su asfalto e su strade maltrattate o in pendenza e non ha mai “preso sotto”. I braccetti principali, quelli collegati al corpo del cavalletto, hanno un loro necessario gioco altrimenti non sarebbe possibile aprirli; ma non creano rumore e non sbattono sulla pedivella. Per provare la tenuta nel tempo ho evitato di usare la colla fornita in dotazione e anche dopo molte ore a pedalare, sia in strada che in fuoristrada, non ho rilevato alcun allentamento. Segno questo di qualità nella lavorazione, ossia di una filettatura ben fatta. Ma comunque consiglio di usare la colla o un frenafiletti tenace, perché nel lungo periodo potrebbe essere soggetto a qualche allentamento (come ogni filettatura, infatti vanno sempre controllate tutte periodicamente) e sarebbe difficile accorgersi in movimento di aver perso un braccetto.

Insomma, questo strano cavalletto è riuscito a farmi diventare simpatico persino un accessorio che non ho mai amato.

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Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore.
Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Llorenzo

    Simpatico oggettino
    intanto mi sto guardando in anteprima la London Road parafangata 🙂

    • Elessarbicycle

      Bravo, parafanghi necessari perché con la pioggia continua (ma perché appena mi arriva una bici inizia a piovere e non smette più?) sta diventando un macello chiudere questo lungo test.
      Se ti colleghi al sito Gearoop vedi pure le luci da QR che ti intrigavano, io le pubblicherò più in là

      Fabio

  • mamolato

    …che catalogo “slurp..oso”…
    dove si acquistano ?

    • Elessarbicycle

      Mumble mumble, io ho trovato un link su Amazon per il cavalletto e l’ho inserito in coda all’articolo. Credo che su ebay trovi più cose però, di sicuro ci sono i fermacavo a vite, troppo carini.

      Fabio

  • claudio

    Mah! …son perplesso!
    Se questo ha vinto il “red design award” non oso immaginare quelli che hanno perso.

    • Elessarbicycle

      Beh, più che il design hanno premiato l’originalità dell’idea, che poi è quella che ha colpito me. La realizzazione è ottima ma a spingermi è stata la curiosità: come ho scritto nell’articolo mi piacerebbe sapere come gli è venuto in mente di creare questa cosa. Che funziona pure molto bene, ma diventa quasi secondario. Insomma, decidere di fissare un cavalletto a una parte mobile…
      Nell’altra risposta ho citato i fermacavo a vite. Ecco, sono emblematici perché questa ditta si è applicata su un dettaglio e ha cercato una soluzione alternativa. Alla fine sono queste le cose che mi intrigano.

      Fabio

      • Lorenzo

        Avevo sbirciato subito il catalogo ma aspetto la prova, intriganti i fermacavo per l’idea
        Dei campanelli che dite?

        • Elessarbicycle

          Sul campanello non so, a me ha mandato il cavalletto, lucine varie, il portapacchi e un portaborraccia da sella con attacco per la Gopro. Magari in futuro vediamo di avere pure campanello e qualche attacco cnc per gli accessori. Il portapacchi in assoluto è la cosa più bella, davvero una lavorazione fatta benissimo, ma la apprezzi dal vivo.

          Fabio

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