Buon segno

Stavo mettendo ordine dal pannello di amministrazione del blog e ho notato che il numero di visite sino a quest’ora, il tardo pomeriggio in cui sto scrivendo, è poco più della metà di quello solito.

Buon segno, per me. Ormai questo blog ha qualche anno e ogni volta con l’inizio della bella stagione ho notato un calo di traffico durante il fine settimana. Significa, mi piace supporre, che invece di star lì con le mie tante chiacchiere siete in giro a pedalare godendo di questa primavera che, almeno dalle mie parti, è già preludio d’estate.

Forse a qualcuno sembrerà strano che sia contento nel vedere poco traffico, scrivere per essere letto da pochi effettivamente non è il massimo. Ma io, lo sapete, mi sono sempre curato assai poco delle statistiche di visita; le uso e le mostro perché è uno degli elementi che devo mettere sul piatto della bilancia per ottenere il necessario supporto affinché il blog viva. Non sono però uno che se un giorno calano gli ascolti, come direbbe uno del mestiere, ne fa una tragedia.

Anzi, poiché non solo suppongo ma sono certo che buona parte di quelle visite che mancano all’appello sono di ciclisti che questa giornata se la sono divisa tra una bella pedalata (lo vedo da foto e messaggi che mi inviate in privato) e la visione della grande Roubaix, sono proprio contento.

Io vi esorto non solo a sporcarvi la mani di grasso per curare la vostra compagna ma soprattutto a sfruttare ogni occasione per pedalarci sopra. E nei momenti in cui non potete fare né l’una né l’altra, allora provo a tenervi compagnia con i miei racconti.

Certo, qualche lettore più attento avrà notato che con l’inizio della primavera e quindi delle giornate sfruttabili per andare in bici è rarissimo che pubblichi qualcosa il sabato o la domenica. Perdonerete questa mia piccola malizia; finché sono chiacchiere come queste o un articolo di officina il giorno non importa. Quando sono test, a cui avete notato mi sto dedicando con notevole applicazione (pure troppa, fatico a starci dietro) è importante che abbiano risalto.

Ne ho già parlato e sapete non nascondo nulla; avere supporto non è facile per i grandi, figuriamoci per un blog di nicchia come questo. Poter dimostrare che un articolo è letto e seguito ha il suo peso per me e per chi mi invia materiale.

A proposito di test. Mi ero ritagliato una 36h di libertà, chiamiamola così. Caricata l’auto con attrezzi e borse, l’idea era partire stamattina presto alla volta del litorale tra Sperlonga e Terracina, dove ho casa e soprattutto dove riposa dalla scorsa estate la mia Peugeot Anjou nel frattempo trasformata in Passepartout. Volevo sfruttare questo tempo e questa bici per un bel giro, montando il portapacchi di Alfonso Cantafora e due borse Ortlieb. Unire l’utile al dilettevole come usa dire. Godermi la giornata primaverile con un prolungamento sino a domattina, ricavarne comunque altro materiale per il test in lavorazione e valutare pure il comportamento col carico; e la francesina ha una rassicurante tripla, quanto mai utile per me in questo momento in cui la stanchezza si sta facendo sentire. Sto pedalando tanto, però male. Invece di venirne fuori ben allenato accumulo fatica e peso. Esco in orari strani, senza un piano preciso, scelgo percorsi e ritmi in base a ciò che devo provare e non alle mie condizioni e mangio quando posso. Insomma, ogni momento libero che riesco a trovare salto in sella. Ed è sbagliato perché non recupero mai, come anche la fame in orari strani mi dimostra. Comunque mi sono dato sino a metà maggio come limite di tempo, poi darò una pausa ai test.

Ah, scusate, ho lasciato il discorso in sospeso sull’esito della mia fuga: non c’è stata. Appena salito in auto ha squillato il telefono, chiamata di lavoro. Scaricata la macchina, riportato tutto a casa.

Ma non demordo, però la prossima volta mi renderò irreperibile 😀

Buone pedalate

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali. I pulsanti in basso ti permettono di trovarmi sui tuoi social.

COMMENTS

  • Lorenzo

    buone pedalate anche a te 🙂

  • Damiano

    Siamo tutti in giro, ci hai azzeccato! Riapro adesso il pc infatti,dopo un paio di giorni di pedalate e giri con questo tempo splendido. Vento in poppa e facciamo girare le pedivelle!!

  • Elessarbicycle

    Bravi tutti e due (di Lorenzo ho le prove fotografiche…), meglio pedalare che star qui a leggere. 😀 😀

    Che poi scrivo “essere letto da pochi” quando comunque ho quasi sfiorato le 4000 visite suona un tantino snob; che dire, mi sto abituando bene. Se penso che quando partii mi promisi almeno 1000 visite in una anno sennò chiudevo…

    Fabio

  • Giovanni

    Visto che l’hai nominata a proposito di Roubaix, che bella gara che è stata. I corridori non saranno stati contenti ma vederli uscire dalla polvere come ai vecchi tempi conferisce alla gara qualcosa di epico. Poi trovo che l’arrivo all’interno del Velodromo sia di una grande bellezza. Si godono a pieno le ultime centinai di metri, più combatutti di quanto non lo sia qualunque mini volata su strettoie dopo curve a gomito. Il ciclismo è proprio un grande sport. Bisognerebbe anche che ci dessimo da fare per far rivivere i nostri tanti gloriosi velodromi che tanto potrebbero contribuire alla crescita della nostra passione.

    • Elessarbicycle

      Vero, però posso assicurarti che sono stati più contenti della polvere che del fango. Stare in piedi su quel pavé quando è bagnato è una impresa…
      Certo che se per fare melina si facevano poi bruciare sul traguardo dagli inseguitori sai le risate 😀 😀

      Fabio

  • Giovanni

    sai che ho pensato la stessa cosa…hiihhi…oravedi che fregatura prendono…Diciamo che il velodromo ha aggiunto il phatos alla fine..

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