Brooks Swift

Tempo di lettura: 6 minuti

Brooks Swift, ossia: cuoio, rivetti battuti a mano, svasatura laterale ottenuta con sapiente movimento da personale con anni di esperienza, punzonatura del logo sui fianchi anch’essa frutto della maestria di chi queste selle assembla da una vita.

La quintessenza dell’artigianalità in un prodotto che, a tutti gli effetti, è figlio della grande industria.

Perché Brooks è un colosso, non ha bisogno di presentazioni e fa parte da tempo dell’italianissimo gruppo Selle Royal. 

Ma nulla si è perso del suo fascino british, del lungo apprendistato prima che gli artigiani abbiano titolo per “costruire” queste selle; e nulla è cambiato nella tecnica di produzione, a iniziare dalla sagomatura a vapore della seduta in cuoio fino alla ribattura a mano dei rivetti per adeguarli al profilo sella.

Insomma, un classico senza tempo.

Questa recensione non nasce pianificata come quasi tutte; nasce da un impulso, un istinto direi.

Avevo il telaio Trek Checkpoint ALR nudo, sul cavaletto di lavoro e stavo componendo l’articolo sulla sua presentazione.

Lo ammiravo, perché sapete mi ha coinvolto, e lo immaginavo già montato.

Arrivavo col pensiero in zona sella, dove avrei dovuto montare un gioiellino sempre di casa Brooks, la C13 con sibaritico telaio in fibra di carbonio e che avevo conservato dopo il suo test proprio per una occasione simile, e mi fermavo.

Quel verde della Checkpoint ALR, non a caso battezzato Racing British, mi chiedeva il cuoio. 

Mi chiedeva una Brooks Swift.

Era lì, imprigionato in morsa ma sono certo che a un certo punto, quando ho realizzato che una sella in cuoio sarebbe stato il connubio ideale, il telaio abbia ammiccato contento.

Da subito ho escluso il miele, che non amo usando componentistica nera.

Avevo due opzioni: marrone e nero.

Ho contattato l’azienda e, confesso, mi sono affidato al buon gusto della sempre attenta manager comunicazione.

Senza mezzi termini ho chiesto: ma tu, su questo telaio che colore useresti? 

Nero, pronta risposta. Ha avuto perfettamente ragione.

Ovviamente ho aggiunto il nastro manubrio in cuoio, perché mai acconsentirò a installare una sella Brooks in cuoio senza il suo nastro coordinato.

Posso fare una eccezione con la famiglia Cambium, ma solo per questa.

Qualcuno potrebbe obiettare che per un gravel la scelta della sella in cuoio presenti qualche controindicazione. Soprattutto per il fango e i lavaggi continui a cui sottoponi una bici che viaggia per sentieri.

In realtà è falso problema, basta aver cura di mantenere ingrassata anche la parte inferiore dello scafo, perché il Brooks Proofide oltre a nutrire il pellame lo rende refrattario all’acqua, e tutto si risolve.

Certo, è una Brooks in cuoio e vuole le sue cure; le merita, sono selle che ti accompagnano per tutta la vita.

Nel vero senso della parola, persino nel fato avverso. Quando rubarono la prima Elessar, la mia bici personale, quel giorno montavo una sella diversa per una prova.

Così, unico ricordo, mi rimase la Brooks B15 che tutt’ora orna la sorella chiamata a sostituirla. Se non è segno del destino questo…

Ma basta ciance e iniziamo a conoscere la nostra Brooks Swift.

COMMENTS

  • antonio daniele

    Brooks forever >>> !!!

  • Stefano Storoni

    Ciao Sergio, ho visto dalla foto della tua fuoriserie Elessar che hai una borsa da sella che mi sembra una Carradice Zipped Roll, posso chiederti come mai l’hai montata col supporto anzichè direttamente agli occhielli della Brooks?
    La consiglieresti per uso gravel?
    La sto occhieggiando da un pò per la mia molto british Cotic Escapade ma ho paura che sullo sterrato balli un pò.
    Ciao.
    Stefano-che-sta-pedalando-sulla-spin-bike.

    P.s.: complimenti per gli articoli sulle normative anti epidemia, abito in provincia di Brescia e ho parenti in intensiva e conoscenti che se ne sono andati, ogni contributo è prezioso.

    RESTIAMO A CASA

    • Elessarbicycle

      Ciao Stefano, non è la Carradice ma la Minnehaha

      https://www.elessarbicycle.it/borsa-da-sella-minnehaha/

      La alterno, a seconda delle necessità di carico, con una Carradice Barley.

      https://www.elessarbicycle.it/carradice-barley-e-bagman/

      Quindi per praticità attacco anche la Minnehaha al supporto Bagman, non avrebbe senso montare e smontare ogni volta.
      E poi sono borse con cinghie in cuoio, il QR del Bagman è comodo quando devi velocemente staccare la borsa per qualche motivo.

      La Minnehaha si presta bene a uso gravel, anche se non è facile immaginarlo, Elessar ha conosciuto spesso il fuoristrada. Ho smesso solo perché a lavarla ci vuole una giornata.
      La borsa ha dei lacetti elastici aggiuntivi, la resa estetica finale non mi aggrada, ma aiutano a tenerla ferma.

      Fabio

  • Come al solito articolo completo ed esaustivo, ma non per ultimo piacevole da leggere. Le Brooks sono sempre state fra le selle che mi piacciono di più anche se in realtà non sono fra le mie abituali. L’unica che resiste è la B17 montata sulla Brompton.
    La Swift con telaio il titanio è quella che ho usato maggiormente montata su una Salsa Fargo. Messa definitivamente da parte dopo il Tuscany Trail di qualche anno fa; pur se ben ingassata dopo 5 gg di acqua e fango si è sfondata in modo irrecuperabile. Anche la registrazione del tensionatore ha comportato solo la tensione della parte centrale e sembrava di stare seduti su una lama. Pioggia e fango è il suo peggior nemico ed è abbastanza incoerente con lo spirito UK del prodotto.
    Altra mia constatazione, ma segnalata anche verbalmente al costruttore nell’occasione di una fiera internazionale, è il diverso posizionamento longitudinale della parte della forchetta che deve essere stretto dal tubo sella. Il chè richiede diversamente dagli standard in alcuni casi di usare tubo sella arretrato e se lo stai già usando non sempre riesci a mantenere il posizionamento corretto.

    • Elessarbicycle

      Ciao Piero, sarebbe interessante conoscere la risposta di Brooks quando hai denunciato la rottura.
      In tanti anno di utilizzo mio e di altri di selle Brooks, oltre ovviamente i test ma qui la durata è relativa per ovvie ragioni, problemi non sono sorti.
      Pioggia l’abbiamo presa (pure in questo test) e il fango anche (sempre pure in questo test) ma mai consecutiva su più giorni.
      Vale sempre la regola, per ogni sella in cuoio, di usare la copertura impermeabile in caso di esposizione prolungata all’acqua e di attendere sia asciutta (a temperatura ambiente) prima di usarla.
      Sarebbe da indagare, ogni informazione frutto dell’esperienza diretta è sempre di grande aiuto.

      Per quanto riguarda il reggisella, quasi tutte le Brooks in cuoio vogliono reggisella con offeset; la Swallow offre maggiore lunghezza sfruttabile ma tutte le altre le setti bene solo se hai reggisella arretrato.
      Fabio

      • Ciao Fabio. In una prova come il Tuscay Trail (600 km e quasi 10.000 mt di dl) è ovvio che tutto quello che usi è testato in condizioni estreme, ancor più se sotto piaggia e fango per giorni; comunque anche per me è stata una magra scoperta. Pensare di usare la copertura in dotazione diventa penalizzante perchè hai già abbigliamento ciclista, abbigliamento antipioggia, anche se solo pantaloncino, e infraporre ancora altro diventa un tormento nel pedalare per ore.
        Brooks al tempo non mi dette nessuna risposta e molto diplomaticamente dichiararono che avrebbero verificato.
        Del resto basta prendere una Brooks e una sella tradizionale e appogguarle l’una sull’altra per notare come la forchetta sia diversamente posizionata nel caso della Brooks. Io sono di statura alta e quasi sempre per un’adeguato posizionalento biometrico devo sempre usare tubi sella con offset arretrato e mi sarebbe stato richiesto ulteriore arretramento ovviamente non possibile: è anche vero che non tutti i pedalatori quando sostituiscono una sella verificano il posizionamento biometrico 🙂
        I tuoi articoli sono sempre ottimi e esaustivi e pertanto mi inducono a discure e ossevare la perfezione 😀

        • Elessarbicycle

          Ciao Pierluigi, la cosa migliore di questo blog sono i vostri commenti.
          Sempre precisi, mirati, studiati e frutto di esperienza diretta. Siamo lontani anni luce da un qualunque forum, e non nascondo l’orgoglio di aver centrato almeno questo obiettivo.
          Offrire un luogo di appassionati, senza guerre di religione e leggende metropolitane.
          E questo succede grazie a voi.

          Per la questione arretramento, confesso, l’ho dato per scontato. Cioè, parliamo di Brooks, il marchio più famoso e longevo in assoluto.
          Alcune cose, come la manuntenzione o l’arretramento, sono lì da sempre.
          Errore mio, avrei dovuto scriverne. Come ho fatto con la serie Cambium, spiegando come trovare il migliore setup, perché le cambium sono (relativamente) giovani rispetto alla gamma in cuoio e quindi pensai che qualche notizia serviva.
          Con quelle in cuoio no, ma ho aggiunto l’appunto sulla scheda, così in un prossimo test (se ne farò altri) non lo dimenticherò.

          Fabio

      • P.S. Confermo che la Swallow offre una lunghezza maggiore della forchetta. Non per nulla è montata sulla mia bici da randonneè 😀

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