Bravo Gianluca!

Ieri si è disputata a Napoli la maratona internazionale, vinta dall’amico Gianluca Piermatteo.

 

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E non potevo non sfruttare questo spazio per rendergli omaggio. Si d’accordo, questo è un blog di biciclette, noi i piedi li poggiamo sui pedali e non sulla terra; e avevo promesso avrei pubblicato un articolo di tecnica. Non importa.

Anzitutto perché Gianluca è un amico, uomo fatto ma ai miei occhi ancora un ragazzino, io che l’ho visto crescere. Poi perché malgrado coi nostri battibecchi più di una volta mi ha fatto saltare la mosca al naso gli voglio bene lo stesso. E infine perché maratoneti e ciclisti hanno più di un punto in comune.

Lasciamo perdere le sciocchezze da fanatici su chi sia sportivamente superiore, chiacchiere per frustrati che a me interessano nulla.

Non molliamo mai, ecco cosa ci unisce. E non contano il tempo, la media, la velocità, la distanza, se siamo in gara o in giro per gusto personale, in allenamento o con fatica sfidando noi stessi.

Che si tratti della passeggiata della domenica o dello Zoncolan scalato a velocità al limite dell’equilibrio, un ciclista non molla. In proporzione alla propria forma, allo stato dell’allenamento, a qualunque variabile volete inserire e che serve solo a stabilire il tempo, sui pedali diamo tutto.
Come i maratoneti, che però rispetto a noi non possono nemmeno tirare un sospiro quando arriva una discesa. Per loro è come fosse per noi una salita perenne, senza mai distrarti e sapendo gestire le tue forze. Una gestione difficile, Gianluca mi ha spiegato più volte che in allenamento non prova mai la distanza completa; l’opposto della prima regola dell’allenamento ciclistico, dove prima rompi il muro dei chilometri da percorrere e poi inizi a lavorare su come “chiuderli” nel minor tempo possibile.

 

 

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E come i maratoneti i ciclisti non corrono mai contro gli avversari, sempre contro se stessi.

Noi ci perdiamo cullati dalla cadenza della nostre gambe, loro dai piedi che sfiorano l’asfalto. Ma tutti e due prendiamo il ritmo, il mondo intorno acquista nitidezza, la concentrazione è massima eppure in quei momenti, col cuore e polmoni che picchiano e i muscoli in fiamme, la mente vaga libera su pensieri che nulla hanno a che vedere con quello che stiamo facendo.

Io non so Gianluca cosa hai pensato ieri durante quelle 2 ore e 38 minuti; so però che non è stata la gara in cima ai tuoi pensieri. So chi ha assistito, era con te e sempre lo sarà, e lo sappiamo tutti e due. Non c’ero io, ma sai perché e nulla potevo farci. E immagino che la serenità finalmente ritrovata abbia un nome e un visino grazioso.

 

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Bravo Gianluca!

Sono Fabio Sergio, giornalista, avvocato e autore. Vivo e lavoro a Napoli e ho dato vita a questo blog per condividere la passione per la bici e la sua meccanica, senza dogmi e pregiudizi: solo la ricerca delle felicità sui pedali.

COMMENTS

  • parkerken

    Bravo Fabio, questo post rivela una “vision” matura e ampia della pratica sportiva!
    Sono felice del risultato agonistico (sia maschile che femminile) perché è raro vedere degli Italiani al primo posto in una maratona internazionale e a prescindere da valutazioni campanilistiche, questo fa bene al movimento podistico italiano nel suo complesso.

    • Sicuramente per Gianluca, napoletano, vincere all’ombra del Vesuvio è stata una ulteriore soddisfazione. Ma so che oltre la vittoria c’è altro, però qui mi avvicinerei a una sfera che ho il dovere di non sfiorare.

      Visione matura la mia? Non lo so, a me piace lo sport dove sfidi te stesso, i tuoi limiti, più che l’avversario. Però la corsa non mi piace praticarla, ci ho provato ma tra il ginocchio malandato e il fatto non mi abbia mai preso il cuore alla fine ho lasciato perdere.

      In ogni caso più che “bravo Fabio” qui c’è da dire “bravo Gianluca”; io sono il narratore, il protagonista è lui 🙂

      Fabio

  • Paolino

    “i maratoneti i ciclisti non corrono mai contro gli avversari, sempre contro se stessi.”
    Abbi pazienza, ma spesso è una condanna della quale non riesci a liberartene. E purtroppo persi sempre!

    • Paolì, per te non vale. Sei un plinto in moto, in bici, contro te stesso e contro chiunque. Potresti farcela solo contro “l’agevolatore”: hai presente? Ha una bici pure lui.

      Rassegnati.
      😛 😛 😛 😛 😛 😛 😛

  • massimo criscuolo

    ho conosciuto Gianluca da appena 3 mesi,e subito mi è piaciuto come persona,piccolo,spettinato ma soprattutto con gli occhi puliti sinceri,tant’è che gli sono stato vicino in bici ( ovviamente ) non potendo stargli dietro a 3’45” ( media finale ),x tutti i 42 km e gli ultimi 195 mt me li sono goduti come un normale spettatore,perchè la vittoria è stata solo sua,mi chiederete se ho pianto di gioia ??????……gli Ironman non piangono !!!!!!!!!

    • In estate è facile che ci incrociamo nel momento in cui io sto rientrando (esco prestissimo, odio pedalare col caldo forte) e lui uscendo; e quindi capita che mi faccio qualche km con lui. Solo che faccio di tutto per distrarlo e trifolare mentre si allena 😛

      Fabio

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